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CANNES

Sulle tracce del web 3.0

Un sogno non ancora realizzato che diventerà realtà quando nel Web si diffonderanno linguaggi per la gestione della semantica. La “lezione” di Giovanna al gotha della globalizzazione digitale

Postcards, Brescia
Pubblicato: 07 ottobre 2009

di Giovanna Capetti *

Giovanna Capetti durante il suo intervento a INTERNET 2009 - CannesÈ successo tutto così velocemente: 9 febbraio 2009, laurea con tesi magistrale "Fondamenti, rappresentazione e strumenti per la gestione della conoscenza distribuita nel Web 3.0", con tanto di lode e relatori Marco Padula e Amanda Reggiori (foto in basso). Maggio 2009: pubblicazione, con i miei professori, dell'articolo "La gestione della conoscenza collettiva nel Web 3.0", risultato degli approfondimenti relativi al mio lavoro di tesi, sulla rivista Didattica delle Scienze e Informatica nella Scuola (editrice La Scuola - Brescia). 10 maggio 2009: Premio di Laurea (€ 3.000) "Alla memoria del maestro Giuseppe Robecchi" erogato dalla Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio. Intanto, con i miei relatori di tesi, decido di partecipare al call for paper per il Convegno internazionale Internet 2009 - First International Conference on Evolving Internet  che si tiene a Cannes dal 23 al 29 agosto 2009 organizzato da International Academy, Research and Industry Association (Iaria).

Poco dopo, la bella notizia via e-mail: «On behalf of the Program Committee, we are happy to inform you that your contribution "Collective Knowledge Management in the Web 3.0" has been accepted at INTERNET 2009». L'assegnazione della Borsa da parte della Banca mi ha permesso di finanziare la partecipazione alla conferenza. Sabato pomeriggio arrivo a Le Cannet, appena fuori Cannes, lascio le valigie e, quindi, tappa obbligata la Croisette. Domenica alle 13 inizia la registrazione nella hall dell’albergo. Mi guardo intorno, di fronte all’area dedicata alla registrazione Iaria sento parlare molte lingue diverse: russo, giapponese, inglese, indiano. Si respira un clima internazionale, globale! Mi registro, mi consegnano il pass d'accesso, una valigetta col cd degli articoli presentati nelle sessioni, un puntatore laser (l’immancabile gadget!) e il programma della conferenza. Molti i professori, quasi tutti uomini. Donne pochissime, ragazze solo io! Il lunedì, a metà pomeriggio, nella sala C, è prevista la mia esposizione. In pausa pranzo, controllo che la presentazione Power Point funzioni e attendo pazientemente, ma ansiosa, il mio turno. Ascolto le altre esposizioni, la maggior parte a carattere tecnico (nuovi protocolli Internet, tecnologie wireless per cellulari, sicurezza delle reti, ...) e tutte finanziate a livello nazionale tramite progetti di ricerca universitari. Ore 16:05: tocca a me! Il session chair mi presenta come dottoressa in Foreign Languages and Literatures with a Computer Science specialization (non un ingegnere come i più in aula!)

Giovanna Capetti il giorno della laureaL'intervento (nella foto in alto) tratta di una delle sfide più attuali del Web: l'effettiva possibilità di gestire conoscenza in Rete. Cos'è la conoscenza? Esiste una definizione adatta alla realtà del mondo digitale? Ci sono strumenti che permettono di gestire effettivamente la conoscenza e non solo dati grezzi e informazioni? Cosa comporterà l'evoluzione del Web 3.0? È giusto definire Wikipedia un sistema per la gestione della conoscenza? Come avviene tale processo? Quali funzionalità lo supportano?

15-20 minuti di presentazione in inglese. L'applauso e il momento più emozionante: le domande. Prima domanda: «Qualcuno ritiene che il Web 3.0 non esista e qualcuno ritiene che non sia una novità. Lei cosa ne pensa?». «Sì, effettivamente l'idea del Web 3.0 nasce dal “sogno” di Tim Berners-Lee, inventore del www, come Web Semantico, in cui le macchine sono in grado di comprendere le informazioni che forniscono all'uomo. L'attualizzazione di questo sogno non è ancora avvenuta, ma si verificherà quando nel Web si diffonderanno ontologie e linguaggi per la gestione della semantica». Seconda domanda: «E del Web 2.0 cosa rimarrà?». «Del Web 2.0 rimarrà la mentalità dello user-generated content e della condivisione, ma la conoscenza verrà organizzata in modo comprensibile, non solo agli uomini, ma anche alle macchine. Si parlerà di “folktologie”, ontologie create tramite un processo bottom-up».

Lascio l'aula più che soddisfatta. I miei studi, lingue più informatica, danno i primi successi! Aver avuto la possibilità di partecipare attivamente a un Convegno internazionale è stata, oltre che una nuova esperienza a carattere accademico-professionale, anche un'esperienza di vita che mi ha lasciato un bellissimo ricordo.

* 25 anni, di Soncino (Cr), laurea magistrale in Scienze linguistiche per la comunicazione audiovisiva - Orientamento informatico alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, sede di Brescia



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