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Milano

La7 all'esame dell'Università

Gli studenti di quattro master Almed formeranno dei gruppi di lavoro per analizzare palinsenti e formati del terzo polo televiviso. Il progetto presentato da Gad Lerner e Victoria Cabello

News dalle Sedi, Milano
Pubblicato: 22 ottobre 2009

di Alessandro Marcato

Da sinistra a destra: Lillo Tombolini, Victoria Cabello, Gad Lerner e Mauro Nanni

E’ la tv che influenza il pensiero della società proponendo nuovi modelli e inducendo nuovi bisogni o è la società che rende la tv uno specchio di se stessa? L’eterno dilemma forse non richiede nemmeno di essere sciolto. Più utili sono un confronto e un reciproco servizio al fine di rendere il rapporto sempre più proficuo. Tentano questa operazione “culturale” l’Università Cattolica e la tv “La 7” perché la tv sia aiutata dalla ricerca universitaria a capire più a fondo il mondo a cui si rivolge, e l’accademia sia sempre più consapevole dei requisiti necessari a formare professionisti preparati, subito dopo la laurea, a entrare nell’universo della comunicazione televisiva. Quattro master dell’Alta scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo della Cattolica (Analisi e progettazione del prodotto televisivo, Progettazione e Comunicazione del Cinema, Media Relation e Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale) entreranno negli studi di La7, canale televisivo di Telecom Italia Media, con un progetto didattico per l’anno accademico 2009 – 2010. Con passione, flessibilità e creatività. Requisiti fondamentali per gli studenti iscritti ai quattro master che saranno invitati a formare gruppi di lavoro per analizzare il modo di fare tv di La7, scelta come modello nel panorama televisivo italiano. L’emittente metterà a disposizione il proprio know-how aprendosi ai giovani che intendano frequentare stage o seminari sul campo di lavoro.

Alla presentazione del progetto, avvenuta in Cattolica nei giorni scorsi con l’evento “La7 va all’Università”, sono intervenuti due volti noti della televisione: Gad Lerner, giornalista e presentatore de l’Infedele e Victoria Cabello showgirl e presentatrice di Victor Victoria che, incalzati dalle domande di Ruggero Eugeni, direttore dell’Almed, hanno parlato dei loro programmi.

«E’ molto importante il lavoro di squadra, anche se noi a l’Infedele siamo solo quattro in redazione – dice Lerner - . Il fatto di essere una televisione piccola, quasi di nicchia, ci ha dato la possibilità di sperimentare dei nuovi progetti, in un certo senso di rischiare». Un feedback decisivo (e positivo) è dato dal pubblico, non solo con lo zapping del telecomando ma anche tramite la gestione delle nuove tecnologie. «Nel mio blog – prosegue Lerner – molti mi danno consigli per migliorare i miei difetti e noto che molte persone sono appostate per seguire i miei nuovi interventi e i post scritti dopo la trasmissione. Questo è un nuovo modo di intendere la televisione e sfruttarne tutti i mezzi». Il nuovo corso della televisione si esprime nel programma più sperimentale di La7 ovvero quello condotto da Victoria Cabello. «Victor Victoria va in onda verso mezzanotte e spesso a quell’ora su rai e mediaset ci sono dei programmi di attualità o politica. E’ una concorrenza agguerrita – dice Victoria Cabello – quindi è difficile trovare delle nuove fette di pubblico. Però l’orario della messa in onda ha dei vantaggi: permette di sperimentare delle cose nuove e di giocare con gli ospiti». Quest’approccio trae ispirazione, per stessa ammissione di Victoria, dal David Letterman show storico programma in terza serata della Cbs dove spesso gli ospiti vengono coinvolti in piccoli sketch comici col presentatore e il pubblico.

Per gli studenti dei quattro Master coinvolti c’è l’opportunità di entrare in contatto con queste realtà. «Spero che la collaborazione fra La7 e l’Università Cattolica - dice Lillo Tombolini, direttore di La7 - sia la prima di una serie di scambi concreti fra TV, cultura e mondo universitario. Il nostro canale prova giorno dopo giorno a confrontarsi con i propri telespettatori – continua Mauro Nanni amministratore delegato di Telecom Italia Media -  mettendo in secondo piano la dimensione estetica e preferendo a essa una maggiore concretezza proprio nel racconto della conoscenza e della realtà». Il progetto fra La7 e l’Almed mira anche a qualcosa di più. Come spiega Andrea Bellavita del master MAPpt «non si tratta solo di fornire una mano d’opera specializzata per la comunicazione, ma per la stessa università è utile per individuare le nuove competenze e i saperi richiesti dalle nuove figure professionali». La7 va all’università, dove gli esami non finiscono mai.

Alessandro Marcato



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