Università Cattolica del Sacro Cuore

Link funzionali

Accessibilità

Menù istituzionale

 

UNICATT

 

DOCENTI

 

SEDI

I-catt


CattolicaNews Newsletter Rassegna Stampa Area Stampa
  • teens-and-smartphone.jpg

    Milano

    Web e figli, istruzioni per l’uso

    Lo studio condotto da OssCom, in collaborazione con Vodafone, mette in luce consigli e rischi per le famiglie nel controllo sull’uso della Rete, con particolare attenzione all'uso degli smartphone, da parte dei propri ragazzi

  • Moisés Naìm nel corso della sua lezione in aula Pio XI. Università Cattolica 31 gennaio 2012

    Milano

    Moisés Naím, lezione globale

    Il divario incolmabile tra ritmi del mercato e tempi della democrazia, l’effetto disorientante della comunicazione nella Rete, la crisi dei partiti. Un discorso a tutto campo quello che l’editorialista di fama internazionale ha tenuto agli studenti della Cattolica

  • Il Libro Bianco 2011 - La salute dei bambini

    Roma

    Non è un Paese per bambini

    Il primo Libro Bianco sulla salute dei più piccoli, promosso da Osservasalute della Cattolica e Sip, delinea un'Italia con pochi bimbi, complessivamente sani ma sempre più grassi e dai comportamenti sregolati. Ancora disomogenea l’assistenza all’infanzia lungo lo Stivale

  • L'attore e regista Rocco Papaleo

    Milano

    Raccontare il Sud coast to coast

    Entrambi lucani, lo scrittore Giuseppe Lupo e l’attore e regista Rocco Papaleo dialogano sul senso delle narrazioni del Mezzogiorno. Tra mito e modernità, parole e immagini sul destino di un luogo periferico e fino a pochi decenni fa lontano dalle rotte della civiltà occidentale




BRESCIA

Mafia, c’è chi dice no

La testimonianza del pm anti-camorra Raffaele Cantone nell’aula polifunzionale di via Trieste: una lezione dedicata a chi fa ogni giorno il suo dovere “solo per giustizia”, come recita il titolo del suo libro

News dalle Sedi, Brescia
Pubblicato: 09 dicembre 2009

di Silvia Mazzetti

Il pm Raffaele Cantone

La lotta alla criminalità organizzata non può essere condotta solo sul piano repressivo. Denunce, indagini e arresti sono sì fondamentali per minare la struttura organizzativa della mafia, ma non sufficienti per sconfiggerla definitivamente. Per evitare che la piramide gerarchica del sistema abbia una base sempre più solida e un vertice sempre più pungente bisogna agire anche su altri fronti. Ne è convinto il pm Raffaele Cantone (foto a lato) che lo scorso 3 dicembre ha incontrato gli studenti dell’Università Cattolica di Brescia su invito del Centro Studi per l’Educazione alla Legalità, diretto dal professor Luciano Caimi, in collaborazione con la libreria della sede.

«Per estirpare il male che affligge il nostro paese, c’è bisogno di una cura che vada alla radice del problema. L’Italia è affetta da un cancro mortale chiamato mafia che cerca di colpire la parte più debole della popolazione, che si sostituisce allo Stato laddove questo sembra non essere presente. Un male che coniuga una violenza pesantissima con una grandissima capacità di fare impresa», ha precisato il pubblico ministero guardato a vista dalla sua scorta che lo segue da quasi dieci anni dopo le minacce di morte ricevute. Il professor Caimi ha aperto l’incontro spiegando lo scopo della conferenza, organizzata per ragionare sui fenomeni, per cercare di capire e, se possibile, individuare qualche linea prospettica. Dopo aver presentato il libro del pm, Solo per giustizia, il professore ha lasciato la parola al magistrato che ha iniziato l’incontro parlando proprio di ciò che racconta nel libro: la sua vita e il suo lavoro. Cantone arriva quasi casualmente alla magistratura. «Il mio sogno era quello di fare il penalista ma presto mi resi conto che quel sogno era diverso dalla realtà poiché l’avvocato è spesso costretto a sostenere tesi nelle quali non crede e io mi ritrovavo a fare il tifo per il pubblico ministero». Da qui la decisione di entrare in magistratura e di vedere “al di là delle cose”. Ed è così che nel 1999 Cantone entra a far parte della Dda, la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, iniziando così la difficile e impegnativa lotta contro la camorra.

Per più di tre ore, nell’aula polivalente della Cattolica, il pm si racconta con parole semplici, coinvolgenti e sincere che fanno trasparire la passione per il suo lavoro, per ciò che fa tutti i giorni, “solo per giustizia” come recita il titolo del suo libro. Numerosi gli interventi del pubblico in sala, per cercare di capire i meccanismi della camorra. Caimi chiede qual è il rapporto tra la gente e la mafia. «È la gestione delle più importanti attività economiche – risponde Cantone – a produrre consenso, che poi viene “gestito” al momento del voto. Purtroppo la mafia al Sud occupa gli spazi che lo Stato lascia liberi, ed è l’alternativa allo Stato».

Il pm ribadisce l’importanza di lottare contro la mafia non solo sul piano repressivo, ma eliminando le condizioni di partenza. «C’è bisogno di una battaglia culturale: non c’è, infatti, differenza tra illegalità e mafia. È, inoltre, necessario spezzare il legame tra imprese e istituzioni». Sono commoventi le sue parole quando ricorda che «mentre c’è gente che parla e chiacchiera, c’è chi si sacrifica nel quotidiano» ed è stato proprio il suo lavoro a fargli conoscere gente che crede fermamente nella lotta alla mafia, che fa bene il proprio lavoro. A loro è dedicato il libro. «Cosa si può fare per sconfiggere la mafia?», chiede un ragazzo della sala. «Fare il proprio dovere nella quotidianità. Questo sarebbe l’antidoto al consenso mafioso. E scommetto che alla fine ce la faremo». Vengono in mente le parole di Albert Camus: “Cos’è un ribelle? Un uomo che dice no”. Ecco, contro la mafia ci vorrebbero tanti ribelli così.

Silvia Mazzetti



Libri

La parola in scena

La comunicazione teatrale nell’età di Shakespeare. Franco Marenco, EDUCatt, Milano 2011, 238 pp., 14,50 € 

Pierre Rabhi. Il contadino poeta che respira con la terra

a cura di Giovanna Salvioni, Educatt, Milano 2011, € 3,00