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STAGE

Desirè, cosa c’è dietro una mostra

Lo stage della studentessa bresciana alla Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea ha svelato tutti i retroscena di una esposizione artistica. E le ha insegnato sul campo quello che era solo sui libri

Studenti, Brescia
Pubblicato: 09 febbraio 2010

di Desirè Pinoni*

Mancano poche ore alla fine del tirocinio che mi ha dato la possibilità di effettuare un'esperienza culturale di arricchimento a livello pratico, teorico e personale. Grazie all’aiuto dei tutor dei laboratori e degli stage del corso Stars cercavo il modo di assistere all'organizzazione di una mostra di arte contemporanea. Fu così che entrai in contatto con la Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea di Palazzolo sull'Oglio (Bs), con cui avrei seguito la realizzazione della personale su Regina Cassolo Bracchi, scultrice lombarda, attiva tra gli anni ‘30 e ‘70 del secolo scorso, che utilizza materiali innovativi come alluminio e plexiglas. Finalmente, dopo quasi tre anni di studi, avrei visto cosa si nasconde dietro a una mostra, sarei entrata concretamente in contatto con il mondo dell'arte, immensamente affascinante ed entusiasmante.

Il progetto al mio arrivo era già in corso e aveva già portato a casa ricerca di informazioni e materiali, decisione dei lavori da esporre, richieste di prestito ai proprietari, valutazione del valore e assicurazione delle opere. Per realizzare un catalogo servivano altre operazioni fondamentali: la presentazione degli enti che hanno partecipato alla realizzazione del progetto, i testi critici, le opere e le didascalie, la biografia, le esposizioni precedenti e la bibliografia. Ogni parte deve essere controllata nei minimi particolari, in modo da evitare qualsiasi tipo di errore (dallo spazio in eccesso tra una parola e l'altra, al confronto meticoloso del teso con le fonti). Detto così, sembra un'azione semplice e scontata invece richiede molta attenzione, precisione, pazienza e, perché no, un po' di amore. Quando tutto è perfetto, e si è deciso l'editore, si passa alla fase di stampa, prima vengono fatte una o due copie di prova, nelle quali si possono apportare ancora gli ultimi ritocchi, si controlla l'impaginazione, la qualità delle immagini, il tipo di supporto scelto e dopo si passa alla stampa vera e propria; da questo momento in poi i cataloghi non saranno più modificati.

L'ufficio stampa si occupa della promozione dell'evento: raccoglie informazioni, contatta i giornalisti e le varie testate, segue l'evoluzione del lavoro, propone nuove idee per assicurarsi la miglior riuscita possibile, controlla che tutto sia pronto per l'inaugurazione e la conferenza stampa, in pratica è un forte sostegno per l'esposizione. Essendo opere d'arte, c'è un'azienda specializzata che si occupa del trasporto, quindi bisogna accertarsi che i lavori siano pronti all'arrivo della ditta, che abbiano un imballaggio adeguato e chiedere ai vari proprietari se vogliono sballare personalmente le opere. Per gli inviti e i manifesti si sceglie l'immagine, l'impaginazione, le informazioni fondamentali da inserire, la ditta di stampa e, successivamente, si passa alla spedizione e all'affissione (decidendo con attenzione le date per non trasmettere l'informazione troppo anticipatamente).

Per l'allestimento bisogna far incorniciare dipinti e disegni, nel caso in cui non abbiano una cornice, avere a disposizione teche, basi e mensole per esporre bozzetti e sculture, stampare su un supporto adeguato biografia e didascalie, avere un numero sufficiente di distanziatori. Quando tutto il materiale è pronto si passa all'allestimento vero e proprio, durante il quale si decide l'altezza dei quadri e delle mensole, la disposizione nello spazio delle sculture, delle basi, delle didascalie e dei distanziatori (mantenendo un criterio preciso ed simile per tutti gli spazi) e l'illuminazione. Queste operazioni vanno fatte in modo da dar il miglior risalto ai lavori esposti e la massima leggibilità del percorso espositivo per il pubblico.

 

Bisogna anche accertarsi che la pagina web presenti tutte le informazioni idonee per la diffusione dell'avvenimento artistico. Ed eccoci “alla prove del nove” l'inaugurazione, il punto clou di tutto l'evento. Il 16 gennaio, tutto era pronto, la cartella stampa, la conferenza stampa per i giornalisti e la prima visita alla mostra. Ora che l’esposizione è in corso, per me e per tutti gli operatori della Fondazione Ambrosetti, è bello scoprire che ogni visitatore è soddisfatto dell'avvenimento. Poter collaborare con questa realtà è stata un'occasione incredibile. Concludo sottolineando l'importanza dello stage per la formazione degli studenti e la necessità di sostenere strutture che si impegnano a promuovere eventi pubblici.

 

* Studentessa Stars, Brescia



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