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PEDIATRIA

Disturbi respiratori, nuovo farmaco

Lo studio dei biochimici della Cattolica, che potrebbe aprire a nuove terapie antiinfiammatorie, è stato premiato dalla Società italiana di neonatologia

Studi e Ricerche, Roma
Pubblicato: 15 giugno 2010

di Emiliana Stefanori

Daniele De Luca (dottorando e principale investigatore del premiato), Cecilia Zuppi (Responsabile Servizio Analisi ormonali e diagnostica molecolare clinica), Ettore Capoluongo (coordinatore del progetto di ricerca e responsabile Uos Diagnostica molecolare clinica), Angelo Minucci (co-autore e ricercatore coinvolto nel progetto), Domenico Tripodi (Specializzando in Biochimica clinica, collaboratore del progetto)Una scoperta che potrebbe aprire la strada a nuove terapie antiinfiammatorie nelle patologie respiratorie critiche in età pediatrica, come la malattia delle membrane ialine, la sindrome da aspirazione di meconio e l’Ards pediatrico (distress respiratorio). È la speranza aperta dall’aver dimostrato ex vivo e in vitro l’efficacia di un farmaco, il varespladib, nell’inibire un enzima, la fosfolipasi secretoria A2, coinvolto in numerose patologie critiche polmonari di neonati e bambini. È questo il risultato dello studio condotto all’Università Cattolica di Roma da Daniele De Luca nell’ambito dell’attività del dottorato di ricerca in Biochimica clinica e biologia molecolare clinica (diretto dal professor Bruno Giardina) e premiato in occasione del sedicesimo Congresso Nazionale della Sin, la Società Italiana di Neonatologia, che si è tenuto a Bari lo scorso 22 maggio. La ricerca, svolta in collaborazione con il reparto di Terapia intensiva neonatale dell'Ospedale materno-infantile G. Salesi di Ancona, diretto da Virgilio Paolo Carnielli, è stata coordinata da Ettore Capoluongo, responsabile dell’Unità operativa semplice di Diagnostica molecolare clinica del Gemelli, e da specialisti dell’Unità operativa di Terapia intensiva pediatrica del Policlinico della Cattolica, diretta dal professor Giorgio Conti.

In particolare, lo studio premiato ha avuto come oggetto la valutazione in vitro del farmaco varespladib, che si è dimostrato efficace nell'inibire la fosfolipasi secretoria A2 (sPLA2), il principale enzima del catabolismo del surfattante e coinvolto nella cascata infiammatoria e alla base di numerose complicanze polmonari di neonati e bambini sottoposti a trattamenti di assistenza respiratoria in fase critica. «Il modello sperimentale impostato presso il laboratorio di Biologia molecolare clinica del Gemelli – spiega Capoluongo - ha permesso di caratterizzare le diverse proprietà del farmaco sull’inibizione della sPLA2, oltre che di studiarne i meccanismi di azione in vitro». Tali proprietà potrebbero in futuro essere alla base di possibili applicazioni terapeutiche su neonati e bambini con particolari condizioni legate alla sindrome da distress respiratorio, sia su base infettiva che reattiva. Questi risultati, infatti, se confermati, potrebbero aprire una nuova strada per l'impiego locale di questo farmaco nella terapia della patologia respiratoria critica.

Emiliana Stefanori


CAPOLUONGO COORDINATORE DELLA SIBIOC

Ettore Capoluongo, responsabile dell’Unità operativa semplice di diagnostica molecolare clinica del dipartimento di Medicina di laboratorio del Gemelli (diretto dal professor Bruno Giardina), è stato nominato coordinatore della Scuola nazionale di formazione permanente in Biologia molecolare clinica della Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare (Sibioc), la principale società scientifica italiana di medicina di laboratorio. La Scuola di formazione della Sibioc ha come compito quello di certificare i professionisti della Medicina di laboratorio che eseguono test molecolari in linea con le direttive di accreditamento europee. Le attività formative si svolgeranno, per i primi due moduli, presso il servizio Analisi I e Diagnostica Molecolare Clinica (diretto dalla professoressa Cecilia Zuppi), mentre il terzo modulo presso la sede Sibioc di Milano. Tali direttive prevedono, oltre all’accreditamento delle procedure, anche quello del personale che esegue le prestazioni di diagnostica di laboratorio. «Il percorso formativo – spiega Capoluongo - sarà articolato in tre livelli di difficoltà crescenti, caratterizzati da una componente applicativa fortemente pratica e una teorica. I docenti arruolati per i tre livelli provengono da prestigiosi Centri nazionali e internazionali. Attraverso tali percorsi verranno certificate le reali capacità dei professionisti di eseguire test molecolari, fino alla fase di validazione clinica». Questo significativo conferimento e il riconoscimento da parte della Sibioc alla innovazione tecnologica, sia in campo diagnostico che di ricerca, dell'Istituto di Biochimica e Biochimica Clinica della Cattolica segue la recente nomina di Capoluongo a coordinatore del Gruppo di studio in “Applicazioni diagnostiche della biologia molecolare clinica” della società.


Libri

Hopkins’s “Terrible” Sonnets

A Commentary. Luisa Conti Camaiora, EDUCatt, Milano 2011, pp. 106, € 6,00

La parola in scena

La comunicazione teatrale nell’età di Shakespeare. Franco Marenco, EDUCatt, Milano 2011, 238 pp., 14,50 €