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DIRITTO

Erario, quando la lite costa troppo

Per un fisco più efficace ed efficiente è opportuno praticare soluzioni alternative al contenzioso, spesso troppo dispendioso. Il parere degli esperti tra diritto tributario e diritto penale

Studi e Ricerche, Milano
Pubblicato: 04 febbraio 2010

Le liti con l’Erario ammontano in Italia a quasi novecentomila, indice di grande litigiosità. Di gran lunga superiore a quello degli altri Stati avanzati, dove le cause di questo tipo trovano una composizione più rapida. E questo, nonostante l’Agenzia delle Entrate si sia recentemente attrezzata con un rating di sostenibilità della controversia. Si tratta di uno strumento che consente di ponderare l’opportunità del contenzioso, rispetto a soluzioni concordate, quali l’accertamento con adesione, l’adesione al processo verbale o la conciliazione giudiziale.

Marco MiccinesiSe ne è discusso il 3 febbraio in un convegno promosso e organizzato da Marco Miccinesi, ordinario di Diritto tributario, in collaborazione con la facoltà di Giurisprudenza. Nel corso dell’incontro sono state affrontate le problematiche di maggior interesse e attualità che affliggono i due processi, a cominciare dal trend di crescita del contenzioso tributario, come affermato da Vincenzo Busa, direttore Affari legali e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate.

Pasquale Cormio, della Direzione Regionale delle Entrate della Lombardia, ha invocato l’uso di soluzione concordate. Attraverso un corretto utilizzo dei mezzi a disposizione del contribuente, infatti, è possibile ottenere la riduzione dei tempi, certezza e celerità del gettito e una concreta applicazione del principio di capacità contributiva (art. 53 Cost.). Cormio ha affrontato anche il tema della responsabilità e del risarcimento del danno provocato al Fisco da comportamenti intensamente fraudolenti. Sul punto è stato sottolineato il risultato raggiunto dalle Entrate, cioè l’incasso di 15 milioni di euro a titolo di risarcimento del danno  non solo da contribuenti, ma anche da amministratori. Sono in corso di ulteriore recupero, sempre a titolo di risarcimento, circa duecentocinquanta milioni.

Per quanto riguarda i rapporti tra processo penale e processo tributario, Angelo Giarda, ordinario di Diritto processuale penale all’Università Cattolica di Milano, ha auspicato un migliore coordinamento per quanto riguarda la sospensione e una maggiore uniformità di strumenti a disposizione dei giudici penale e tributario, soprattutto sul terreno probatorio.

Sempre da un punto di vista penalistico, Alessio Lanzi, docente di Diritto penale all’Università di Milano Bicocca, ha posto l’attenzione sull’inadeguatezza delle garanzie del processo penale per reati tributari, accertati innanzi a un giudice monocratico.

Infine, una delle questioni che più ha interessato i circa trecentocinquanta partecipanti alla giornata è stata certamente il raddoppio dei termini per l’accertamento in presenza di reato. Il professor Marco Miccinesi ha espresso i propri dubbi sulla legittimità costituzionale della normativa: una norma che consenta la riapertura di periodi d’imposta definiti aprirebbe una voragine difficilmente conciliabile con l’idea di un Fisco moderno, capace di ottenere un gettito certo, in breve tempo e giusto. La riapertura di termini già spirati sarebbe del resto contrario anche ai principi cui l’azione dell’Agenzia delle Entrate deve essere informata, tra cui l’economicità e l’efficienza. La semplice denuncia non dovrebbe essere sufficiente per l’applicazione del raddoppio dei termini: una sanzione così grave per il contribuente deve essere infatti corredata da maggiori garanzie e scattare solo con il rinvio a giudizio.


PROCESSO TRIBUTARIO E PROCESSO PENALE

Lo scorso 3 febbraio si è tenuto presso l’Università Cattolica di Milano il convegno dal titolo: Processo tributario e Processo penale, promosso dalla cattedra di diritto tributario in collaborazione con Asla, Ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili. Nella sessione del mattino, dopo i saluti del preside della facoltà di Giurisprudenza Giorgio Pastori, sono intervenuti Vincenzo Busa, direttore centrale Affari legali e Contenzioso, Pasquale Cormio, della Direzione Regionale delle Entrate della Lombardia, Colonnello Riccardo Rapanotti, Comandante del nucleo di Milano, Cesare Zafarana, consigliere celegato Commissione Contenzioso Tributario ODCEC, Angelo Giarda, docente di Diritto processuale penale, Francesco Pistolesi, docente di Diritto tributario nell’Università di Siena, Alessio Lanzi, docente di Diritto penale nell’Università di Milano-Bicocca, e Marco Miccinesi, docente di Diritto tributario. Nella sessione pomeridiana, invece, si sono susseguite le relazioni di Giuseppe Maria Cipolla, docente di Diritto tributario nell’Università di Cassino, Vito Giordano, comandante del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Como, Marco Allena, docente di Diritto tributario, e Giuseppe Vanz, docente di Diritto tributario nell’Università di Torino.


Libri

Hopkins’s “Terrible” Sonnets. A Commentary

di Luisa Conti Camaiora, EDUCatt, Milano 2011, pp. 106, € 6,00

La parola in scena

La comunicazione teatrale nell’età di Shakespeare. Franco Marenco, EDUCatt, Milano 2011, 238 pp., 14,50 €