Università Cattolica del Sacro Cuore

Link funzionali

Accessibilità

Menù istituzionale

 

UNICATT

 

DOCENTI

 

SEDI

I-catt


CattolicaNews Newsletter Rassegna Stampa Area Stampa
  • scuolagermania.jpg

    Milano

    Germania, italiani male a scuola

    La comunità italiana, secondo per concentrazione solo a quella in Argentina, sconta nel paese tedesco problemi di insuccesso scolastico tipici di minoranze di più recente immigrazione. Una ricerca condotta tra le famiglie dai sociologi della Cattolica spiega il perché

  • Studenti allo stand della Cattolica al Meeting di Rimini

    Milano

    La Cattolica al Meeting di Rimini

    Quest’anno, oltre al tradizionale stand, anche la mostra fotografica Italian Students e le testimonianze di laureati illustri dell’ateneo di largo Gemelli

  • Beyond Entropy, Fondazione Cini, Venezia

    Brescia

    Alla Biennale l’energia si fa arte

    Il giovane fisico bresciano Giuseppe Luca Celardo ha lavorato con un team di artisti, architetti e scienziati che ha esposto sull’Isola di San Giorgio a Venezia il progetto Beyond Entropy promosso dall’Architectural Association School di Londra

  • balordi.jpg

    Cremona, Piacenza

    Balordi nuovo direttore di Sede

    Nel ringraziare il suo predecessore, dott. Libero Ranelli, il nuovo direttore di sede, dottor Mauro Balordi, ha così riassunto i suoi propositi: «Affronto questo nuovo compito con grande entusiasmo e impegno, nella consapevolezza di poter contare su un "patrimonio" di collaboratori altamente qualificati, che si caratterizzano per una disponibilità e un senso di appartenenza davvero speciali...

     




MILANO

Il Concilio è ancora una bussola

Nella prolusione ai corsi di Introduzione alla teologia, monsignor Jean–Louis Bruguès ha proposto la categoria dell’ascolto come chiave interpretativa del Vaticano II. Una sfida anche per i tempi futuri

Corsi e Master, Milano
Pubblicato: 03 marzo 2010

di Paolo Ferrari

Jean-Luis Bruguès

Un invito a superare le secche delle polemiche e a guardare al Concilio come a un evento che non è consegnato alla storia ma sta davanti a noi. Questo l’invito della prolusione ai corsi di Introduzione alla teologia pronunciata lo scorso 3 marzo da monsignor Jean–Louis Bruguès, segretario della Congregazione vaticana per l’Educazione cattolica.

Una lezione, che indicando l’evento conciliare come bussola per i tempi futuri, ne ha individuato una chiave interpretativa nella prospettiva ispirata alla filosofia dell’alterità di Emmanuel Lévinas: «Il Concilio Vaticano II – ha detto il vescovo – ha voluto collocare l’ascolto degli altri al centro della chiesa, della società, in fin dei conti, di ogni vita umana. Questo ascolto su declina in tre proposizione: il gusto dell’Altro; la sollecitudine per l’altro; la percezione di se stesso come un altro».

L’Altro con la A maiuscola è il “totalmente altro”. L’ascolto della Parola di Dio sta alla base di tutta la costruzione conciliare, e la Cosituzione Dei verbum è come l’ouverture dalla quale sono suggeriti i temi sviluppati dall’intera opera musicale». Il Concilio ha rimesso nelle mani dei fedeli la Bibbia, e da allora si è sviluppata una vera e propria “infatuazione” per la sacra scrittura, che ha prodotto una nuova stagione di riscoperta dell’ascolto della Parola di Dio, sotto la guida dello Spirito.

Ma, insieme all’ascolto dell’Altro, il Vaticano II ha alimentato un’attenzione anche per gli “altri”. «Il Concilio ha provocato una rivoluzione copernicana nelle relazioni con le religioni che non fanno riferimento a Cristo». Documenti come la Unitatis redintegratio sull’ecumenismo, o la Nostra aetate sui rapporti con le religioni non cristiane, o la Dignitatis humanae sulla libertà religiosa e il rispetto della coscienza hanno tracciato la strada per la ricerca e la nostalgia di una fraternità universale. Non sono ancora superati tutti i problemi teologici sull’azione salvifica delle religioni non cristiane concentrati nella celebre affermazione: “Extra ecclesiam nulla salus”. «Le società caratterizzate dal pluralismo religioso come le nostre – ha proseguito Bruguès – non potranno più fare a meno del dialogo interreligioso, diventato un elemento essenziale della pace sociale». E gli stessi pubblici poteri sono riusciti ad andare oltre la difesa della “laicità negativa”, mettendo in campo una forma “positiva” che fa delle religioni «partner sociali e dà alla comunità confessionali il diritto di esprimersi nell’arena pubblica».

Ma la sollecitudine per l’altro è anche l’attenzione per il mondo. Il Concilio non poteva in quel preciso momento storico prevedere la globalizzazione, la caduta delle ideologie, il rischio di scontro di civiltà, le sfide della bioetica, la bomba ecologica o la diffusa indifferenza religiosa dei nostri giorni. «Tuttavia possiamo dire che il Vaticano II abbia inculcato nei cristiani un principio di benevolenza verso il mondo così com’è. In questo mondo così concreto, così carnale, talvolta così ombroso, lo Spirito continua a scrivere la storia della salvezza. Questo mondo, Dio lo ama: come non essere presi di sollecitudine nei suoi confronti?». Questo impegno si è tradotto, pur con qualche estremizzazione retorica, nello sviluppo di un’etica dei diritti umani tra i cristiani. Deve tradursi sempre più, nel tempo della secolarizzazione, nello slancio per la nuova evangelizzazione.

L’ultima dimensione dell’ascolto, monsignor Bruguès lo ha dedicato alla percezione di se stesso come un altro, evocando l’amore dei battezzati per la Chiesa come mistero. Citando la Costituzione Lumen gentium ha spiegato come il Vaticano II si sforzi di rendere la nostra comprensione della Chiesa più profonda e più “affettiva”. In questa chiesa intesa come mistero e non più solo come struttura gerarchica, il Concilio ha dato una nuova collocazione al laicato e gli ha affidato grandi responsabilità nella vita sociale e politica. «Riconosciamo volentieri – ha concluso il segretario della Congregazione – riconosciamo volentieri che un’università come la vostra non ha aspettato il Concilio per formare con cura i quadri di cui la Chiesa e la società avevano bisogno; tuttavia si trova più che mai incoraggiata dal Concilio a risvegliare i laici a questa cultura cristiana, a questo umanesimo cristiano che minaccia di sparire nel’orizzonte delle società secolarizzate».

Paolo Ferrari


MONSIGNOR LANZA: ATTUARE IL VATICANO II

La prolusione di monsignor Jean–Louis Bruguès, segretario della Congregazione vaticana per l’Educazione cattolica ha toccato un tema che in questi ultimi tempi ha ripreso voce nel dibattito ecclesiale. «Il Concilio Vaticano II sta alle nostre spalle, eppure rappresenta una pagina ancora capace di forza propulsiva – ha affermato nell’introduzione l’assistente ecclesiastico generale monsignor Sergio Lanza -. Seguendo l’insegnamento di Benedetto XVI, bisogna superare la dialettica sterile sulle interpretazioni del Concilio. E, nello stesso tempo, bisogna fare propria l’intenzione di Giovanni Paolo II che diceva: “Desideriamo ardentemente attuare il Concilio”. Parole che ci invitano a guardare avanti, alle giovani generazioni per cui il Concilio appartiene alla storia». Il rettore Lorenzo Ornaghi, nelle conclusioni, ha ringraziato monsignor Bruguès per le parole di stima rivolte all’ateneo e al suo ruolo nella formazione di un laicato competente.


Libri

Ascesa e declino delle civiltà

La teoria e l’attualità del percorso teorico e intellettuale di Arnold J. Toynbee nell’analisi di Luca G. Castellin

La corsa del secolo

Un viaggio nel tempo insieme alla carovana del Giro d’Italia. Una corsa a tappe lunga un secolo che parte dagli articoli roboanti della Gazzetta dello Sport...