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5ª Conferenza Europea sull’Ospedale

L'ospedale di domani si costruisce oggi

Architetti, medici, tecnologi e istituzioni riuniti per progettare l’ospedale di domani. In Italia un centinaio di cantieri aperti; si riducono i “cantieri lumaca”, ma sono ancora troppi gli ospedali vecchi

News dalle Sedi, Roma
Pubblicato: 06 maggio 2010

di Paola Mariano

L’ospedale di domani è sempre più vicino; già oggi alcune strutture nosocomiali cominciano a mostrare un volto nuovo con la suddivisione in dipartimenti ipertecnologici come quello di diagnostica per immagini, blocchi operatori, laboratori di routine e di ricerca, che rappresentano il cuore dell’ospedale. Cominciano inoltre a intravedersi i nuovi percorsi verso ospedali ecosostenibili che curino la persona senza lasciar cadere ammalato il nostro pianeta.

Sono questi alcuni degli argomenti che verranno trattati nel corso della V edizione della Conferenza Europea sull’Ospedale, organizzata dal Centro Nazionale per l'Edilizia e la Tecnica Ospedaliera (CNETO) e dall’Università Cattolica di Roma. Intitolata L’Ospedale: esperienza per innovare, la conferenza si tiene dal 6 all’8 maggio presso il Centro Congressi Europa dell’Università Cattolica (largo F. Vito, 1).
I lavori della V Conferenza Europea sull’Ospedale saranno aperti dal saluto del Direttore Amministrativo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dr. Antonio Cicchetti, e dal presidente del CNETO, l’architetto Giuseppe Manara.
Partecipano, tra gli altri, Fulvio Moirano, Direttore dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e Filippo Palumbo, Direttore Dipartimento Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute. Nel corso della conferenza verrà inoltre illustrato da parte dei rappresentanti del Ministero della Salute quanto realizzato con il programma pluriennale di investimenti ex articolo 20, traendo un bilancio fra gli obiettivi proposti e i risultati ottenuti, nonché una metodologia di valutazione e monitoraggio dei programmi.

“Scopo del CNETO è promuovere e incoraggiare studi e fornire documentazione sui molteplici argomenti e problemi che, soprattutto in questi anni, incalzano nel settore della sanità e quindi anche in quello della ricostruzione ospedaliera”, ha spiegato Manara.

La tre giorni di lavori promossa dal CNETO sarà occasione per il confronto tra esperti e progettisti europei di fama internazionale. Solo attraverso la maggiore integrazione delle esperienze e competenze con coloro che operano nelle strutture tecniche e pubbliche, infatti, si può realizzare una base d’intesa comune tra medici, progettisti, tecnologi e responsabili degli uffici tecnici e delle istituzioni, ha dichiarato l’architetto Margherita Carabillò, Direttore della rivista CNETO Progettare per la sanità.

“La V Conferenza Europea”, ha spiegato Carabillò, “nella multidisciplinarietà degli argomenti presentati, ancora una volta pone l’accento sulla necessità dell’integrazione delle competenze qualora si affronti una progettazione complessa come quella ospedaliera: amministratori, progettisti, professionisti e gestori sono chiamati a confrontarsi con le difficoltà di molteplice natura che si devono affrontare per la realizzazione di nuovi ospedali”.

“Oggi il nostro sistema sanitario è basato sostanzialmente su una competizione tra offerta pubblica e offerta privata”, ha aggiunto Carabillò: “da quando in Italia è stato istituito il sistema di finanziamento a prestazione e non più a piè di lista (i cosiddetti DRG), i cittadini possono accedere liberamente all'ospedale pubblico o a quello privato accreditato al pari di quanto avviene nella scelta tra diversi ospedali pubblici”. Il futuro dovrebbe portare verso la competizione tra Paese e Paese: questo fenomeno non è di secondaria importanza, soprattutto perché il non allineamento delle caratteristiche dell’offerta potrebbe portare a ripercussioni negative sulla sostenibilità finanziaria degli Stati membri, nonostante la possibile introduzione del principio dell’autorizzazione preventiva.
“Il confronto tra esperti e progettisti europei diventa, pertanto, inevitabile soprattutto per stimolare la riflessione su quanto il nostro Paese sia carente rispetto a un’azione organica e in continuo aggiornamento relativamente alla programmazione e pianificazione dei servizi a livello istituzionale, ma anche relativamente alla mancanza di figure professionali specializzate che sono necessariamente coinvolte nel complesso processo di pianificazione delle strutture sanitarie”, ha concluso Carabillò. 

 

Paola Mariano


Lo stato delle strutture ospedaliere in Italia

Già oggi l’Italia, dove si contano al momento oltre un centinaio di cantieri aperti per strutture ospedaliere (di ristrutturazione, ampliamento o costruzione ex novo), ha compiuto svariati passi avanti per quanto riguarda progettazione e realizzazione di nuovi luoghi di cura. “Infatti, se 10-15 anni fa tra il momento della progettazione e della piena operatività di un ospedale, passava spesso un periodo di tempo così lungo da far divenire obsolete anche scelte ritenute innovative, per non parlare delle tante opere rimaste incompiute, adesso”, ha spiegato l’architetto Manara, “mediamente in 6-9 anni si riesce a portare a compimento un’opera, ma ci sono anche casi più virtuosi in cui tutto è pronto in 4-5 anni”.
Tuttavia il “parco ospedali” italiano resta da svecchiare: al 2000 risultava che il 10% degli ospedali risaliva a prima del 1800, il 6% era stato costruito tra 1801-1900 e il 20% tra 1901-1940, il 30% tra 1941-1970 e il 34% dopo il 1971. Oggi possiamo intravedere un piccolo margine di miglioramento e dire che circa il 40% degli ospedali italiani non ha più di 40 anni, ha detto il dottor Manara. Ciò nondimeno tanto resta da fare.

 

 


Libri

Hopkins’s “Terrible” Sonnets. A Commentary

di Luisa Conti Camaiora, EDUCatt, Milano 2011, pp. 106, € 6,00

La parola in scena

La comunicazione teatrale nell’età di Shakespeare. Franco Marenco, EDUCatt, Milano 2011, 238 pp., 14,50 €