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Estomago, i sapori forti del cinema brasiliano

Opera prima del regista Marcos Jorge, la co-produzione italio-brasiliana è stata presentata nel corso della V Rassegna Cinematografica dell'Istituto Brasile-Italia. Dibattito sul film del 2007 che ha fatto incetta di premi e segnalazioni all'estero

Corsi e Master, Milano
Pubblicato: 27 maggio 2010

di Francesco Pizzorni

estomago_poster

A condurre il dibattito sull'incredibile caso di un film che ha già fatto incetta di premi al Festival di Rio ma che in Italia non ha trovato mercato, è stata la professoressa Elena Mosconi, codirettrice del Master in Progettazione e comunicazione del cinema, che ha introdotto gli importanti ospiti: Luca Alverdi (editor Estômago), Alessandro Mascheroni (production manager Indiana Production), Giovanni Venosta (compositore delle musiche del film), Regina Nadaes Marques (direttore artistico Festival Brasil-Cinema contemporaneo).

Estomago, opera prima del regista Marcos Jorge e unica co-produzione italio-brasiliana, frutto di un accordo tra i due paesi risalente al 1974 è stato dunque presentato nel corso della V Rassegna Cinematografica dell'Istituto Brasile-Italia, presso il cinema Gnomo di Milano. Il lungometraggio che ha partecipato a numerose rassegne internazionali, già distribuito in tutta Europa, ma che a causa della sua natura di produzione indipendente, della sua pregnanza linguistica e dunque all'impossibilità di un adeguato doppiaggio, in Italia non ha trovato mercato, è stato l'oggetto di un dibattito inaugurato da Alessandro Mascheroni ha raccontato la genesi del film, l'ottima qualità del prodotto fin dalla sceneggiatura, il ruolo della Indiana Production che fin dall'inizio ha creduto nel progetto mettendo a disposizione tutte le risorse per realizzare il film. La collaborazione col Brasile ha permesso inoltre una riduzione dei costi di lavorazione sul set, mentre il montaggio e la post-produzione sono state affidate a specialisti italiani.



A tale proposito, è stata unica l'esperienza di Luca Alverdi e Giovanni Venosta, che hanno lavorato alla post produzione per ben tre mesi (cinque sono stati quelli dedicati alle riprese). Il primo, recatosi in Brasile con un bagaglio di ottanta chilogrammi, ha eseguito il montaggio del film con mezzi limitatissimi - utilizzando solo due pc portatili -; il secondo, rimasto in Italia, ha lavorato alle musiche a 10.000 km di distanza da regista e montatore, ispirandosi sia alla musica brasiliana etnica, sia alle musiche italiane di film storici, in particolare Nino Rota ed Ennio Morricone. Il tutto grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi mezzi di comunicazione. Sono infatti gli stessi ospiti ad ammettere che qualche anno fa questo film non sarebbe stato realizzabile.
Il contributo di Regina Nadaes Marques ha messo a confronto i mercati cinematografici dei due paesi: differenze e contiguità nei campi della produzione, della distribuzione, dei finanziamenti pubblici. Alla domanda su quanti prodotti cinematografici italiani siano fruibili nelle sale del Brasile, i molti ospiti arrivati dal paese sudamericano hanno fornito un'unica risposta: “nessuno”.

Un'applauditissima Marina Spada ha ricordato le difficoltà in cui sta navigando il cinema italiano, sottolineando i budget risibili - se confrontati con gli altri paesi - messi a disposizione per film di qualità, e l'assoluto disinteresse delle istituzioni per le produzioni nazionali. Diego Cassani ha spostato invece il discorso sul piano teorico, proponendo una riflessione sulle tecnologie che stanno rivoluzionando la storia del cinema: il passaggio dalla pellicola al digitale, da un supporto materiale ad uno "immateriale", che porterà cambiamenti (positivi o negativi che siano) in tutti i settori dell'industria filmica.

 

 

Francesco Pizzorni


Estomago merita molta più attenzione di quanta non gliene sia stata concessa fino ad oggi nel nostro paese, soprattutto grazie alla sua altissima qualità. Storia delle due vite del protagonista, in cui in una è Raimondo Nonato, che dalla "provincia" brasiliana arriva a Rio in cerca di lavoro; nell'altra Alecrim, cuoco prediletto dai boss in un carcere. Non sono vite parallele, ma due fasi della stessa vita del protagonista, che però hanno un parallelismo negli eventi pur se in diversissimi contesti, dei quali non è possibile comprendere nell'immediato quale sia il prologo e quale l'epilogo. Vero protagonista della storia è il cibo (non a caso il sottotitolo è Una storia gastronomica), attorno a cui ruotano numerose esistenze e sentimenti profondi: humour, violenza, passione, in una ricetta originale e spiazzante per un piatto prelibato di cui ricorderemo a lungo il sapore.

 


Libri

Hopkins’s “Terrible” Sonnets. A Commentary

di Luisa Conti Camaiora, EDUCatt, Milano 2011, pp. 106, € 6,00

La parola in scena

La comunicazione teatrale nell’età di Shakespeare. Franco Marenco, EDUCatt, Milano 2011, 238 pp., 14,50 €