Università Cattolica del Sacro Cuore

Link funzionali

Accessibilità

Menù istituzionale

 

UNICATT

 

DOCENTI

 

SEDI

I-catt


CattolicaNews Newsletter Rassegna Stampa Area Stampa
  • teens-and-smartphone.jpg

    Milano

    Web e figli, istruzioni per l’uso

    Lo studio condotto da OssCom, in collaborazione con Vodafone, mette in luce consigli e rischi per le famiglie nel controllo sull’uso della Rete, con particolare attenzione all'uso degli smartphone, da parte dei propri ragazzi

  • Moisés Naìm nel corso della sua lezione in aula Pio XI. Università Cattolica 31 gennaio 2012

    Milano

    Moisés Naím, lezione globale

    Il divario incolmabile tra ritmi del mercato e tempi della democrazia, l’effetto disorientante della comunicazione nella Rete, la crisi dei partiti. Un discorso a tutto campo quello che l’editorialista di fama internazionale ha tenuto agli studenti della Cattolica

  • Il Libro Bianco 2011 - La salute dei bambini

    Roma

    Non è un Paese per bambini

    Il primo Libro Bianco sulla salute dei più piccoli, promosso da Osservasalute della Cattolica e Sip, delinea un'Italia con pochi bimbi, complessivamente sani ma sempre più grassi e dai comportamenti sregolati. Ancora disomogenea l’assistenza all’infanzia lungo lo Stivale

  • L'attore e regista Rocco Papaleo

    Milano

    Raccontare il Sud coast to coast

    Entrambi lucani, lo scrittore Giuseppe Lupo e l’attore e regista Rocco Papaleo dialogano sul senso delle narrazioni del Mezzogiorno. Tra mito e modernità, parole e immagini sul destino di un luogo periferico e fino a pochi decenni fa lontano dalle rotte della civiltà occidentale




BIBLIOTECA

Il sapere protetto con un Clockss

Come garantire nel tempo un patrimonio di conoscenza che non viaggia più attraverso i libri, ma sempre più su supporti digitali? La Cattolica diventa uno dei 12 nodi mondiali che salveranno la conoscenza del nostro tempo anche per le future generazioni

News dalle Sedi, Milano
Pubblicato: 24 giugno 2010

di Paolo Ferrari

Libri in prestitoQuando si dice rete, oggi si intende la possibilità di trovare immediatamente le informazioni che servono. Ma domani? Il problema non tocca più di tanto gli utenti attuali dei servizi che il web offre: sul pc di casa, dalla banda larga alla web tv; sul videofonino, dai servizi di informazione ai sistemi Gps, moderna bussola per orientarsi sempre e dovunque; su qualsivoglia supporto connesso alla grande rete, per consultare l’oracolo di Wikipedia o per comunicare ai propri contatti le emozioni dell’ultimo minuto attraverso uno dei tanti social network frequentati dai Vip e dai Nip (Not important persons).

Tutti usi che danno la sensazione che il sapere, alto o basso che sia, sia sempre immediatamente a disposizione, come se il web fosse la borsa delle meraviglie di Mary Poppins. Ma le cose non stanno così, soprattutto nel campo scientifico, come sa bene chi di mestiere deve pensare a come rendere disponibile la conoscenza che produciamo oggi anche alle generazioni di domani: i bibliotecari. Persone che sono cresciute alla scuola di chi ha permesso di conservare il sapere contenuto nei diversi supporti su cui l’umanità ha impresso la scrittura, da circa 6.000 anni a questa parte: dalle tavolette sumeriche alle pergamene, dai manoscritti ai libri a stampa.

Screen-shot dal sito della BibliotecaFinora la biblioteca ha svolto bene questa missione, perché nel tempo si sono sviluppate una cultura e una scienza della conservazione. Ma adesso deve misurarsi con un problema epocale, forse una grande svolta: come garantire la durata nel tempo di un patrimonio di conoscenza che in larga parte non viaggia più attraverso i libri, ma sempre più in documenti e meta-dati “web based”? Come archiviare pubblicazioni scientifiche e non, per le quali l’edizione elettronica diventa quella di riferimento anche per il futuro o è addirittura l’unico formato in cui viene prodotta?

Lockss

Tra le risposte più quotate a livello mondiale, due vedono l’Università Cattolica in prima linea con la sua biblioteca. Il primo passaggio è stato ideato poco più di dieci anni fa, ma è diventato attivo solo nel 2004. L’ateneo del Sacro Cuore l’ha adottato nel 2006, grazie ai legami di lunga data con la Stanford University, vera anima del progetto. Il suo nome è Lockss, un acronimo che sta per Lots of Copies Keep Stuff Safe. In sostanza, come spiega Ellis Sada, direttrice della Biblioteca della sede milanese, si tratta di una comunità internazionale di biblioteche che, autorizzate dagli editori, sono in grado di archiviare localmente e preservare proprie copie dei contenuti digitali pubblicati sul web, partendo dall’assunto che nessuna biblioteca può farsi carico da sola di garantire l’accessibilità alle generazioni future dei contenuti digitali. Gli archivi della community si parlano tra loro in modo da confrontare l’integrità delle copie archiviate, ripristinandole quando sono danneggiate o cancellate. «Per far questo occorre dotarsi di un Lockss box – afferma la direttrice -, installando su un proprio server un software open source fornito da Stanford. Il box raccoglie i contenuti digitali, archiviandoli nel formato e nel contesto in cui si trovano sul sito web dell’editore con cui è stato stipulato un accordo». Gli utenti avranno accesso, a seconda dei casi, al contenuto presente sul sito dell’editore o alla copia preservata in locale nel caso in cui, ad esempio, il content provider sia fallito o non sia temporaneamente accessibile per problemi tecnici, oppure quando la biblioteca non abbia rinnovato la sottoscrizione ma mantiene il diritto di accedere alle annate per cui ha pagato (il cosiddetto accesso “post termination”). La leggibilità è garantita nel tempo attraverso migrazioni dei formati.

ClockssA questo approccio cooperativo tra le biblioteche, se ne aggiunge ora uno che coinvolge più direttamente anche gli editori. Il progetto è un’evoluzione, sempre open source, del precedente e serve a rendere disponibile il materiale archiviato in occasione di particolari situazioni  di emergenza, che nel gergo specialistico vengono chiamati “trigger events”, “eventi scatenanti” in italiano: l’uscita dal mercato di un editore, l’indisponibilità di un titolo o di numeri arretrati non più forniti, ma anche eventi catastrofici, di origine tecnologica o naturale, che producono danni irreversibili. Clockss (Controlled Lockss) si configura come un “dark archive”, un archivio nascosto perché non accessibile al pubblico, costituito da 12 nodi geografici distribuiti nelle principali biblioteche di ricerca. L’Università Cattolica è il primo di questi punti nell’Europa continentale, il secondo dell’intero continente dopo quello di Edimburgo. «Un obiettivo notevole per il nostro ateneo – afferma Ellis Sada -, che ci ha visti riconosciuti anni di professionalità. Siamo entrati in un network internazionale che è all’avanguardia nella gestione dei materiali web based. Anche questa è una delle sfide vinte nel processo di internazionalizzazione della Cattolica».

Il nuovo banco di distribuzione della biblioteca di MilanoI vantaggi sono duplici: per le biblioteche perché riescono a svolgere la loro funzione di conservare il sapere per le future generazioni di ricercatori, anche per i nuovi contenuti elettronici di tutto il mondo; per gli editori, perché possono collocare i loro titoli in un archivio nascosto sicuro, senza dover sostenere i costi proibitivi di un sistema di conservazione in proprio. Solo l’anno scorso si sono verificate tre situazioni di emergenza e Clockss è intervenuto rendendo possibile l’accesso a contenuti che altrimenti si sarebbe rischiato di perdere irreversibilmente. «Il politico – diceva De Gasperi – pensa alle prossime elezioni. Lo statista alle prossime generazioni». Una massima che potremmo applicare anche al bibliotecario, che non deflette dalla missione di conservare e tramandare il sapere a chi verrà domani.

Paolo Ferrari


MIRELLA FERRARI: «ECCO COME AFFRONTARE LA GRANDE SVOLTA»

«Clockss è un sistema durevole di conservazione dei dati elettronici, proposto dai migliori tecnici del mondo. Non ci resta che metterlo alla prova». Mirella Ferrari, docente di Letteratura latina medievale e presidente della Commissione per la biblioteca della sede di Milano, è un'autorità in materia, e, proprio per questo, sa che il problema della conservazione del sapere è cruciale soprattutto nei momenti di grande cambiamento. 
Come è stata svolta questa funzione nella storia? Le biblioteche esistono da millenni, hanno accompagnato l'umanità attraverso periodi di crescita e di splendore, di mutazioni radicali, trasformandosi o ricomponendosi durante e dopo il crollo di sistemi politici. La biblioteca è il luogo dove si accumula, si utilizza e si conserva il sapere trasmesso attraverso la scrittura. La scrittura, il modo principe di comunicare notizie e conoscenza superando distanze di tempo e di spazio, ha usato nei secoli supporti diversi: dalle tavolette di terracotta e dal papiro, alla pergamena medioevale, alla carta moderna, con inchiostro a mano o con stampa.
Come ci si è mossi in occasione di grandi trasformazioni storiche? In genere ogni drastico cambiamento epocale, o grande crollo di sistemi politici nel mondo, ha determinato un cambiamento di supporto. Ogni volta, questo cambiamento di supporto - che coincide in pieno con il profondi rivolgimenti sociali e tecnologici del mondo circostante - ha richiesto una organizzazione delle biblioteche radicalmente rinnovata. Quando i mutamenti sono avvenuti in maniera drammatica, in seguito a catastrofi, e le scuole e le biblioteche non sono state in grado di aggiornarsi progressivamente, ma si sono faticosamente e lentamente ricostituite solo dopo un quasi totale azzeramento, sono seguiti lunghi periodi di oscurità culturale e di crisi. La previsione oculata e la prevenzione possono difendere da molti guai.
Cosa comporta la rivoluzione digitale per la biblioteca? Oggi, quando con computer, telefonini e altre strumentazioni i testi e le immagini si possono trasmettere in modo molto più rapido e globale, scrivendoli non su carta, ma su supporto elettronico, è ovvio che la biblioteca - fino a trent'anni fa basata essenzialmente su carta - stia attraversando uno di quei cambiamenti epocali. Deve viaggiare su due binari: usando sia la carta, che (per ora) in molti ambiti non dà cenno di essere soppiantata, sia il nuovo medium elettronico. Il doppio binario è stato largamente attuato soprattutto negli ultimi quindici anni.
Una sfida notevole. Il problema apertissimo oggi non è tanto la trasmissione delle conoscenze su questo duplice binario (carta ed elettronica): questo oggi già avviene. Il problema incombente è quello di garantirne la conservazione. Quello che gira nel web non dà attualmente nessuna garanzia di durata, per motivi sia tecnici che economici. Il web è un pozzo di san Patrizio, dalle risorse inesauribili, cui tutti attingiamo, fidando di trovarlo sempre. Eppure, se nel mondo antico occorreva una guerra o un'invasione per dare fuoco a una grande biblioteca, oggi basta una lubrica notizia finanziaria o politica per oscurare in un momento un patrimonio di dati.
Quali sono le questioni cruciali da affrontare? La conservazione dei libri cartacei presenta problemi che la biblioteconomia tradizionale ha affrontato, studiato e superato nel corso di secoli; nuovo e del tutto da impostare e risolvere è il problema della conservazione dei dati e delle conoscenze scritti solo in forma elettronica. Un problema che va risolto con le idee chiare sugli obbiettivi di fondo: garanzia di durata e di accessibilità a lunga scadenza. Occorrono le armi della nuova tecnologia e un progetto, cui la partecipazione di molti partner dia la massima solidità economica. Occorre insomma, di fianco al web, un ben organizzato sistema di supporto. Lockss e Clockss sono risposte in questa direzione.


Libri

Hopkins’s “Terrible” Sonnets. A Commentary

di Luisa Conti Camaiora, EDUCatt, Milano 2011, pp. 106, € 6,00

La parola in scena

La comunicazione teatrale nell’età di Shakespeare. Franco Marenco, EDUCatt, Milano 2011, 238 pp., 14,50 €