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MILANO

Scurati: «Il tempo della cronaca non è il tempo della letteratura»

Il popolare scrittore è stato il protagonista dell'incontro “Cronisti del nulla. La letteratura, la violenza, l’inesperienza” che ha chiuso la VII edizione del corso di alta formazione in scrittura creativa.

News dalle Sedi, Milano
Pubblicato: 06 luglio 2010

di Barbara Licia Brescianino

Antonio Scurati

«Viviamo nel tempo corto della cronaca. Sta lì l’origine della nostra indigenza di uomini contemporanei e della crisi della narrativa.» Esordisce con questa dura analisi della modernità Antonio Scurati. Per chiudere il Corso di alta formazione in Scrittura Creativa, lo scorso 29 giugno, lo scrittore e editorialista de La Stampa ha scelto di tenere una lezione dal titolo piuttosto criptico: “Cronisti del nulla. La letteratura, la violenza, l’inesperienza”. Una chiave per riflettere su tanta parte della produzione letteraria italiana attuale, troppo schiacciata sull’imperativo della cronaca.

«La cronaca non è più, per noi, uno dei tanti modi di raccontare il tempo presente. È diventata invece, il criterio generale del nostro sentimento del tempo. Misuriamo su di esso, esclusivamente su di esso, le nostre esistenze. Ed è un metro corto. La vita, se vissuta nell’orizzonte angusto della cronaca, si cronicizza in una malattia inguaribile di lungo decorso. Gli scrittori che si limitano a guardare solo alla cronaca diventano cronisti del nulla: adottando il metro corto della cronaca si rischia di non narrare niente.»

Scurati fa un breve excursus letterario e nota come da sempre, dai poemi omerici alla produzione novecentesca, passando per la Bibbia, il punto di partenza dello scrivere sia sempre una dimensione che proviene da lontano, da altrove, non solo dal quotidiano. Lo scrittore guarda al proprio tempo, ma lo travalica, si rivolge alla posterità: «Non scrive per piacere alla propria portinaia!» E assolve il suo compito di interprete e cantore del proprio tempo facendo i conti con un elemento universale e sempiterno: il senso del tragico. Sentimento quest’ultimo che purtroppo non ha diritto di cittadinanza nel ventunesimo secolo.  


 


«Nell’Iliade, nell’Odissea o in qualsiasi altro testo classico, quando un personaggio muore noi lettori piangiamo perché sappiamo che muore al nostro posto. Nei talk-show che vediamo quotidianamente i protagonisti della cronaca nera muoiono e noi tiriamo un sospiro di sollievo pensando che loro sono morti e noi no.»

Temi quelli trattati con gli studenti che costituiscono il cuore delle sue opere principali La letteratura dell’inesperienza (Bompiani 2006), Il Sopravvissuto (Bompiani 2005, Premio Campiello 2005), Il bambino che sognava la fine del mondo (Bompiani 2009), e Gli anni che non stiamo vivendo (Bompiani 2010).

Nonostante il quadro tracciato sia piuttosto apocalittico, Scurati è però convinto che fare letteratura sia ancora possibile. A una condizione: rintracciare il respiro tragico e perciò universale della vita. Questa la sfida lanciata dal giornalista ai diciassette aspiranti scrittori sfornati dal VII Corso di Scrittura Creativa.

Barbara Licia Brescianino

Brochure (97.57 KB)


Da sette edizioni il Corso di alta formazione in scrittura creativa: testo critico, poetico e narrativo (racconto e romanzo) porta nei chiostri della Cattolica i temi della scrittura narrativa e dell’editoria. Organizzato dalla Formazione Permanente dell’Università Cattolica e creato dalla manager artistica Maria Luisa Chiara, il corso si è chiuso il 29 giugno scorso dopo 38 incontri.

Le lezioni tenute dai direttori scientifici, i prof. Ermanno Paccagnini e Giuseppe Farinelli, dalla coordinatrice, la dottoressa Giuliana Grimaldi, da docenti universitari ed editor, hanno voluto smontare gli elementi strutturali del racconto e del romanzo, senza trascurare forme di scrittura alternativa come il fumetto, la scrittura per la fiction, il cinema e la radio. Oltre ad Antonio Scurati, durante l’anno sono intervenuti al corso di Scrittura gli autori Fabio Volo, Susanna Tamaro e Andrea Vitali.

Gli incontri con esperti del settore e la visita di una casa editrice hanno completato l’offerta didattica mostrando ai 17 studenti il fun-zionamento del mondo dell’editoria e i meccanismi che consentono di diventare scrittori professionisti.

Il corso si è posto quattro obiettivi:

1. Il racconto.
2. Il romanzo.
3. Il mondo dell’editoria.
4. Le scritture alternative.

Le case editrici partner del corso sono state Mondadori, Garzanti, Baldini Castoldi Dalai Editore, Piemme (Gruppo Mondadori), Cairo Editore, Mursia, La Vita Felice. In autunno verrà pubblicato presso Otto-Novecento il volume ZTL – Zona a traffico letterario, antologia dei racconti realizzati dagli studenti. La prossima edizione del corso partirà a gennaio 2011. Un’occasione da non perdere per tutti coloro che sono animati dal fascino della parola scritta.

Informazioni sull’offerta formativa e le iscrizioni sono disponibili sul sito della Formazione Permanente oppure presso la segreteria del corso.

Università Cattolica del Sacro Cuore
Formazione Permanente

Via Carducci, 30 - 20123 Milano
Tel. 02.7234.5701
E-mail:
formazione.permanente-mi@unicatt.it

 


Libri

Hopkins’s “Terrible” Sonnets. A Commentary

di Luisa Conti Camaiora, EDUCatt, Milano 2011, pp. 106, € 6,00

La parola in scena

La comunicazione teatrale nell’età di Shakespeare. Franco Marenco, EDUCatt, Milano 2011, 238 pp., 14,50 €