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Hopkins’s "Terrible" Sonnets. A Commentary
di Luisa Conti Camaiora, EDUCatt, Milano 2011, pp. 106, € 6,00
LibriPubblicato: 06 febbraio 2012
La poesia di Gerard Manley Hopkins (Stratford, 28 luglio 1844 - Dublino, 8 giugno 1889) è il prodotto di una costante interazione di due vocazioni: quella del sacerdote e quella del poeta. La sua vocazione di sacerdote si manifesta nella totale dedizione a Dio, nell’adesione completa alla regola gesuita di Sant'Ignazio, nel lavorio continuo su di sé che fa i conti anche con momenti di dubbi e incertezze sul proprio merito personale. La sua vocazione di poeta lo spinge a manifestare una sensibilità intensa, nutrita di un grande amore per la bellezza divina: la tensione spirituale, il sentimento d'inadeguatezza dell'essere umano nell'esprimere gli ineffabili aspetti di una divinità che si nasconde e che può essere colta solo mediante intuizione mistica si declinano nei suoi versi. Un sacerdote-poeta dunque, che ha vissuto in una continua interazione l’identità sacerdotale e la suaindividuazione poetica.
L’esegesi della prof.ssa Luisa Conti Camaiora ai “Terrible sonnets” ci svela le implicazioni di questa dualità e quanto lo strumento poetico sia stato fondamentale per Hopkins nel raggiungimento di una comprensione profonda della propria identità e di una più profonda conoscenza dell'esistenza umana. Una vocazione che lo ha portato a essere un grande sperimentatore e innovatore del linguaggio poetico, ricco di arditezze verbali e sintattiche.










