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MILANO

“Giusto profitto”, nuovi modelli per un welfare sostenibile

Si è concluso con un dibattito sui temi del generali del corso la IV Summer School promossa dal Centro di Ateneo per la dottrina sociale della Cattolica per giovani dirigenti e quadri del Movimento Cristiano Lavoratori

Corsi e Master, Milano
Pubblicato: 26 giugno 2012

Ornaghi e Costalli

Una tavola rotonda, aperta al pubblico e con relatori di primo piano, quella che sabato 23 giugno ha coronato la conclusione della quarta Summer School organizzata dal Centro di Ateneo per la dottrina sociale della Cattolica per giovani dirigenti e quadri del Movimento Cristiano Lavoratori.

Coordinati dal direttore scientifico della Summer School Evandro Botto si sono infatti confrontati, a partire dal tema generale del corso - “Le molteplici finalità del profitto. Per una umanizzazione del mercato e della società” - Lorenzo Ornaghi, Ministro per i beni e le attività culturali, Mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, Carlo Costalli, presidente di Mcl, Natale Forlani, portavoce del Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro e Antonio Quaglio, giornalista de “Il Sole 24 Ore”.

Forte il richiamo, nell’intervento di Costalli, alla necessità che i cattolici integrino il loro impegno sociale e pre-politico con una chiara e decisa iniziativa anche in ambito politico. Secondo il presidente di Mcl, rispetto alla situazione attuale, «l’approdo verso cui tendere è quello di realizzare le condizioni per un’economia di mercato pluralista in cui possano operare, in modo autonomo e indipendente, accanto a imprese for profit anche soggetti economici che, pur non perseguendo il fine del profitto, sono ugualmente capaci di generare valore aggiunto». Ma la messa in atto di tali ‘condizioni’ implica la promozione diretta di una ‘buona politica per il bene comune».

L’esigenza di costruire le premesse per un nuovo paradigma economico e sociale, più equo e più competitivo ad un tempo, è stata sottolineata anche da S.E. Mons. Ambrosio, il quale ha ricordato, contestualizzandola, la recente presa di posizione dei vescovi europei per «una unione di mercato e società, quale via per realizzare efficacemente l’obiettivo che la stessa U.E. si è data di realizzare un’economia sociale di mercato altamente competitiva e, nel contempo, solidale».

Per Natale Forlani, «la domanda sulle molteplici finalità del profitto deve essere integrata da una speciale attenzione riguardo alle modalità con cui il profitto viene perseguito». Secondo il portavoce del Forum, è proprio dal tentativo di dare una risposta adeguata a entrambe le esigenze che, inevitabilmente, e laicamente, si riscopre il concetto, caro alla dottrina sociale della Chiesa, di «giusto profitto; un criterio ideale che consente di ragionare costruttivamente con tutti».

Anche per il ministro Ornaghi è fondamentale investire più decisamente, anche all’interno del dibattito politico-istituzionale, su valori e risorse sociali che tuttora si ritrovano alla base di una vasta parte del cosiddetto Terzo settore e anche della parte del mondo del lavoro e delle imprese più sensibili alle istanze della responsabilità sociale. Il rischio, in particolare, è che «la caduta della fiducia sociale – rilevata empiricamente da numerose ricerche - metta in discussione il patto che sta alla base della nostra convivenza civile; un patto che, in larga misura, si fonda su di un sistema di welfare efficace. In questo senso, innovazione del modello di sviluppo e innovazione, in senso sussidiario, del modello di welfare sono strettamente connesse».

L’intervento di Antonio Quaglio, infine, ha sottolineato come il tema della Summer school si connetta anche al dibattito attuale che, in sede europea, sembra contrapporre alcuni leader. In particolare, secondo Quaglio, approfondire la tradizione tedesca dell’economia sociale di mercato faciliterebbe il rinvenimento di soluzioni e di compromessi adeguati tra le esigenze in campo.

Al termine del dibattito si è poi avuta la consegna degli attestati ai partecipanti alla Summer School. Un appuntamento ormai tradizionale, apertosi con un saluto del prorettore vicario Franco Anelli a cui hanno partecipato, tra gli altri, il direttore dell’Alta Scuola Impresa e Società (Altis) Mario Molteni, Laura Zanfrini, docente di Sociologia e consultrice del Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti, Vito Moramarco, docente di Politica economica e presidente del Comitato università mondo del lavoro e l’imprenditore Angelo Agostoni, presidente della Icam di Lecco, impresa italiana attiva nel settore food.

Il tema di quest’anno, ha affermato il direttore del Centro di Ateneo per la Dottrina sociale della Chiesa, Evandro Botto «parte dalla constatazione, già presente nell’enciclica Caritas in Veritate di Papa Benedetto XVI, che occorre andare oltre la tradizionale distinzione di mondo “profit” e di mondo “non profit”, perché nella realtà esiste una grande zona intermedia che coinvolge soggetti pubblici e privati e che, non escludendo il profitto, opera per rendere più umana la società oltreché il mercato. La vera sfida consiste infatti, nel provare a superare questa separazione e affrontare in tutta la sua dirompente incisività il tema della gratuità e del dono».




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