CAMPOBASSO
Il cuore lo salva un anello
Una nuova tecnica di chirurgia cardiaca è stata sperimentata con successo dal centro molisano. Si tratta di un innovativo tipo di "anello" che è possibile modulare dall'esterno senza reintervenire chirurgicamente
News dalle Sedi, CampobassoPubblicato: 17 giugno 2011
di Antonio Chiatto
Un anello che, anche dopo l’intervento chirurgico, migliora i risultati clinici del paziente. È la nuova tecnica che lo scorso 13 giugno l’équipe del dipartimento di Malattie cardiovascolari dell’Università Cattolica di Campobasso, diretta dal professor Francesco Alessandrini, ha applicato nel corso di un intervento chirurgico particolarmente innovativo. È stato impiantato in un paziente di 66 anni, affetto da cardiopatia ischemica condizionante e insufficienza valvolare mitralica di grado severo, un anello modulabile mitralico per la correzione dell’insufficienza mitralica da miocardiopatia ischemia e dilatativa. Grazie a questo anello, qualora ve ne fosse la necessità, si può intervenire dall’esterno, evitando un nuovo intervento chirurgico. Il materiale di cui è composto è nitinolo, un metallo molto utilizzato in chirurgia cardiovascolare, che la caratteristica di essere modulabile alla temperatura; il cardiochirurgo, attraverso degli elettrodi, può dall’esterno ingrandire i rimpicciolire l’anello in base alle necessità cliniche, senza intervenire direttamente sul cuore.
È facile immaginare quali possano essere i vantaggi per i pazienti: non ricorrere ad un re-interevento chirurgico evita i rischi connessi all’operazione, soprattutto se le condizioni generali di salute non sono ottimali, come nel caso del paziente trattato.
Dai dati conosciuti, la Cattolica di Campobasso è il primo Centro in Italia e uno tra i pochi al mondo, ad aver applicato questa nuova metodica terapeutica, che probabilmente cambierà notevolmente il modo di concepire la chirurgia cardiaca: lo sviluppo e l’implementazione di questa tecnologia consente infatti di aprire nuovi scenari nella terapia della insufficienza mitralica da miocardiopatia ischemica e/o dilatativa. L’intervento è perfettamente riuscito ed il paziente è nel reparto di degenza in buone condizioni.
Antonio Chiatto









