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PIACENZA

BioDna, la storia si fa col genoma

Il nuovo centro di ricerca diretto dal professor Paolo Ajmone Marsan nasce a 200 anni dalle scoperte di Darwin. Studierà l’evoluzione degli organismi a partire dai cambiamenti genetici e analizzando il ruolo dell’intervento dell’uomo

Studi e Ricerche, Piacenza
Pubblicato: 27 novembre 2009

di Paolo Massa

Correva l’anno 1859 quando venne pubblicata la prima edizione de L’origine della specie di Charles Darwin, frutto di una lunga ricerca sull’evoluzione della vita sulla Terra. Oggi, giusto 150 anni dopo, nel solco degli studi compiuti dal celebre biologo britannico, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza s’inaugura il BioDna (Centro di ricerca sulla biodiversità e sul DNA antico),

Paolo Ajmone Marsan (nella foto sotto), docente di miglioramento genetico e biotecnologie animali alla facoltà di Agraria, spiega quali sono gli obiettivi del nuovo centro: «Innanzitutto studiare la storia evolutiva degli organismi che, per piante e animali utilizzati nel settore agrario, è legata alla storia dell’uomo», dice il professore. Per questo è opportuno utilizzare le informazioni che derivano dallo studio del Dna moderno e antico, anche al fine di comprendere la nostra storia. «Ci proponiamo, come secondo obiettivo, di caratterizzare la diversità esistente per piante ed animali ai fini della loro conservazione», aggiunge Ajmone Marsan. Molte varietà si stanno perdendo, perciò studiare il genoma può indicarci delle priorità: «Se ci sono delle razze animali particolarmente originali dal punto di vista del genoma, queste allora hanno priorità di conservazione».

Paolo Ajmone MarsanFondamentale è anche sfruttare questa diversità, prosegue il direttore del BioDna, nel tentativo di «comprendere cosa succede, per esempio, nel terreno agrario, cosa caratterizza un prodotto tipico dal punto di vista della microflora, cosa accade quando un terreno viene inquinato, e se esistono microorganismi in grado di detossificare un terreno agricolo contaminato». Si cerca così di avere una visione a 360 gradi per arrivare infine a studiare l’effetto che hanno i microorganismi nell’apparato digerente degli animali, e quindi anche dell’uomo. A dimostrazione poi dell’ampio raggio delle ricerche avviate dal centro BioDna, c’è la composizione interdisciplinare del comitato scientifico: collaborano insieme un archiobiologo per lo studio della storia dell’uomo, un genetista che si occupa dei collegamenti tra la storia degli organismi agrari e quella umana, e un esperto in fauna selvatica per i programmi di conservazione.

Per ora il progetto di studiare la diversità genetica delle specie vegetali, animali e dei microorganismi attraverso l’analisi del loro Dna si realizzerà solo in ambito nazionale. «Ma - confessa con un pizzico di scaramanzia il professore - vogliamo anche un’esperienza di livello internazionale per portare a Piacenza le tecnologie migliori». L’obiettivo è quello di mettere in rete i laboratori di diverse nazioni europee che si occupano delle risorse genetiche animali: «È chiaro però che, se ci saranno bandi per altri settori di ricerca, come per le piante o i microorganismi, il centro parteciperà al fine di creare un network di competenze e di banche del genoma, e per formare i giovani ricercatori europei». Sono ben 12 le università interessate al progetto, comprese quelle di Edimburgo e Nottingham.

Non è un caso poi che l’inaugurazione del centro BioDna avvenga in parallelo ai festeggiamenti per i 200 anni dalla nascita di Charles Darwin. Secondo Ajmone Marsan, lo scienziato prese spunto per elaborare le sue teorie dagli studi fatti dai selezionatori di piante ed animali, essendo lui stesso un allevatore di piccioni. «Aveva capito che a modificare la struttura delle specie zootecniche era stato l’uomo attraverso la selezione: nel suo diario scrisse di non aver ancora compreso quale fosse la forza che in natura potesse agire come i selezionatori agivano quando allevavano piante e animali». Fu il viaggio di tre anni intorno al mondo a fargli scattare l’intuizione, cioè che la selezione naturale degli organismi più capaci di riprodursi aveva un effetto analogo a quanto faceva l’uomo nella selezione artificiale: «Per questo c’è un legame tra biodiversità e Darwin», conclude Ajmone Marsan. E 200 anni dopo non ci resta che dire: buon compleanno Charles.

Paolo Massa


NEL NOME DI DARWIN

«Scorrendo i programmi delle numerosissime manifestazioni che si svolgono per celebrare la duplice ricorrenza dei 200 anni dalla nascita di Charles Darwin e i 150 anni dalla prima edizione del libro "L'origine delle specie", uscito proprio il 24 novembre 1859, abbiamo notato che nessuna di queste parlasse di agricoltura. Nonostante sia indiscutibile il fatto che Darwin utilizzò il mondo dell’agricoltura e della zootecnia per trovare conferma delle sue teorie una volta terminato il suo viaggio di tre anni intorno al mondo sul Beagle». A parlare è Lorenzo Morelli, preside e regista dell’evento che la sede piacentina ha dedicato alla ricorrenza. Quattro appuntamenti di alto livello che hanno coinvolto ricercatori, professori universitari, docenti della scuola superiore e oltre 500 studenti di 5 licei della provincia di Piacenza.

La settimana darwiniana è nata su iniziativa della facoltà di Agraria della Cattolica in collaborazione con il Comune di Piacenza ed il Museo Civico di Storia Naturale: «Partendo da questa idea si è pensato di sviluppare il lavoro con le scuole superiori: già dalla scorsa primavera attraverso una collaborazione molto fruttuosa con le insegnanti si è messo a punto il percorso che coinvolge le scuole e che in questi giorni ha raggiunto il suo compimento – prosegue Morelli –. Abbiamo pensato a un'occasione in cui celebrare in facoltà la Giornata Mondiale dell'alimentazione, che si è svolta alla Fao, con la partecipazione del Pontefice, lo scorso 16 novembre, attraverso un convegno dedicato al delicato rapporto che intercorre tra Biodiversità e sicurezza alimentare. In questa occasione, il 25 novembre, sono stati coinvolti circa 500 studenti dei licei che hanno lavorato al progetto e presentato elaborati partendo dalle teorie darwiniane».

Il programma si è completato con l'inaugurazione del centro BioDna, di cui parliamo qui a lato, e il seminario programmato per l'occasione “Dai fossili alla biodiversità: nasce BioDna, centro per lo studio dell’evoluzione del genoma”. Momento conclusivo degli eventi  l'inaugurazione della mostra “Darwin e la teoria dell'evoluzione”, dello scorso 27 novembre presso il Museo Civico di storia naturale.


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