Università Cattolica del Sacro Cuore

Link funzionali

Accessibilità

Menù istituzionale

 

UNICATT

 

DOCENTI

 

SEDI

I-catt


CattolicaNews Newsletter Rassegna Stampa Area Stampa
  • scuolagermania.jpg

    Milano

    Germania, italiani male a scuola

    La comunità italiana, secondo per concentrazione solo a quella in Argentina, sconta nel paese tedesco problemi di insuccesso scolastico tipici di minoranze di più recente immigrazione. Una ricerca condotta tra le famiglie dai sociologi della Cattolica spiega il perché

  • Studenti allo stand della Cattolica al Meeting di Rimini

    Milano

    La Cattolica al Meeting di Rimini

    Quest’anno, oltre al tradizionale stand, anche la mostra fotografica Italian Students e le testimonianze di laureati illustri dell’ateneo di largo Gemelli

  • Beyond Entropy, Fondazione Cini, Venezia

    Brescia

    Alla Biennale l’energia si fa arte

    Il giovane fisico bresciano Giuseppe Luca Celardo ha lavorato con un team di artisti, architetti e scienziati che ha esposto sull’Isola di San Giorgio a Venezia il progetto Beyond Entropy promosso dall’Architectural Association School di Londra

  • balordi.jpg

    Cremona, Piacenza

    Balordi nuovo direttore di Sede

    Nel ringraziare il suo predecessore, dott. Libero Ranelli, il nuovo direttore di sede, dottor Mauro Balordi, ha così riassunto i suoi propositi: «Affronto questo nuovo compito con grande entusiasmo e impegno, nella consapevolezza di poter contare su un "patrimonio" di collaboratori altamente qualificati, che si caratterizzano per una disponibilità e un senso di appartenenza davvero speciali...

     




MILANO

Vite criminali tra realtà e fiction

Dietro ogni gesto più efferato, secondo il penalista Adolfo Ceretti, c’è una complessa “cosmologia” simbolica, che genera la violenza come unico esito “coerente” di una forma di vita. Quasi come in un film.

Studi e Ricerche, Milano
Pubblicato: 04 marzo 2010

di Vincenzo Dell’Osso

centro studi federico stella

Il problema della Giustizia a partire dalla cinematografia: il quarto appuntamento del ciclo promosso dal Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale (Csgp) ha preso lo spunto da alcuni frammenti cinematografici, tratti da film assai noti, che hanno rappresentato lo sfondo per mettere correttamente a fuoco le eterne questioni del male e della violenza. Da dove viene il male? Quali ragioni e quali parole accompagnano il compimento di gesti che appaiono incomprensibili? Sono le domande da cui è partito l’incontro Cosmologie violente e frammenti cinematografici. Vite criminali tra realtà e fiction, nell’ambito del ciclo “Giustizia e Letteratura”, che si è tenuto lo scorso 23 febbraio nell’aula Gemelli dell’Università Cattolica di Milano.

Brani di film come Pulp Fiction, Non è un paese per vecchi e The Departed hanno permesso ad Adolfo Ceretti, docente di Criminologia all’Università di Milano-Bicocca, di illustrare efficacemente la propria teoria criminologica e la lunga esperienza a contatto con le “vite criminali”, prima in qualità di Giudice presso il Tribunale dei Minorenni di Milano, ora come mediatore penale. Pochi secondi e alcune, a volte spiazzanti, sequenze visive. «Non esiste un gesto violento, un’aggressione fisica, per quanto “folle” e cruenta, che non implichi una cosmologia», ha affermato. Un concetto che designa quell’insieme di elementi riflessivo-pensanti, frutto di esperienze passate e di figure significative, che hanno segnato la vita della persona, mediante i quali gli uomini si rappresentano il mondo e danno un senso alle loro azioni, siano esse nonviolente o criminali. L’ingresso in queste “cosmologie” - zone di azioni e pensieri violenti mai completamente rischiarabili – è avvenuto attraverso la “visibilizzazione dell’invisibile”, resa possibile tanto dalla finzione cinematografica, quanto dalle “interviste partecipative” condotte dal professor Ceretti stesso con alcuni detenuti condannati in via definitiva per delitti violenti di eccezionale gravità.

L’addentrarsi nelle “cosmologie violente” permette di comprendere che anche il crimine più efferato e brutale può essere sottratto alla sfera della incomprensibilità attraverso il racconto e l'ascolto del suo stesso autore, della sua storia irripetibile e singolare, dei significati morali e simbolici che il colpevole, il criminale è stato capace di attribuirvi: in quel gesto, di cui poi il processo penale sarà chiamato a occuparsi, confluisce tutta la vita del suo autore, che non si esaurisce però nella sola azione illuminata dal “lampione” del diritto penale.

Il penalista della Bicocca ha sottolineato la necessità di studiare il mondo simbolico degli autori di gesti violenti, che si sostanzia in quel «processo interpretativo-attivo mediante il quale gli attori costruiscono le proprie azioni». Lo studio criminologico deve saper cogliere l’interpretazione del significato che chi studia dà a quelle azioni: «Il ricercatore non deve cadere nella trappola di collocare la propria interpretazione a un “livello superiore” rispetto a quello di coloro che ne fanno concretamente esperienza: deve penetrare la realtà dell'attore e guardarla dal suo punto di osservazione, ricorrendo alle categorie che questi usa per risalire ai significati che attribuisce al suo mondo». In altre parole, deve sforzarsi di ricongiungere gesto e autore, ricomponendo così l’unità tra ciò che è accaduto e i pensieri che ne sono all’origine.

Attraverso un’intensa riflessione, si è potuto constatare come l’apparizione del gesto violento è sempre, anche nei soggetti comunemente definiti “psicopatici”, il risultato di una storia personale e di una complessa “cosmologia” simbolica, che impongono la violenza come unico esito “coerente” di una “forma di vita” e di un modo di vedere gli altri, che in quel gesto precipita e si condensa. L'attore violento, secondo Ceretti, non è tale per una carente o difettosa assimilazione dei modelli sociali prevalenti; in realtà egli lo diviene a seguito dell’interiorizzazione di modelli normativi diversi da quelli “civili”, modelli che autorizzano o addirittura impongono la gestione delle situazioni conflittuali tramite la violenza.

Dal dibattito è scaturita una discussione notevolmente euristica su istituti importantissimi del diritto penale, quali l’imputabilità e la funzione della pena, che devono fare i conti con quella sfera di interpretazioni e pensieri (molto meno distanti da una supposta “normalità non violenta” di quanto comunemente non si creda) che conducono le persone alla violenza; fino a giungere a una rivalutazione del ruolo dello stesso processo penale nella sfera interpretativa e simbolica propria del soggetto che ha commesso un atto di violenza.

Vincenzo Dell’Osso


L’incontro ha avuto come relatore Adolfo Ceretti, docente di Criminologia all’Università di Milano-Bicocca, che, con novità di accenti e di metodo, ha di recente portato a compimento un’illuminante ricerca sul tema della violenza, poi confluita nell’opera Cosmologie Violente. Percorsi di vite criminali (Cortina 2009), scritta a quattro mani con Lorenzo Natali, assegnista di ricerca nello stesso ateneo. All’incontro, introdotto come sempre dal Direttore del Csgp Gabrio Forti, docente di Diritto penale, hanno partecipato come discussants giuridici due membri del centro, Francesco Centonze e Pierpaolo Astorina. «Cosmologie violente e frammenti cinematografici ha confermato ancora una volta – ha ricordato il professor Forti – il valore del ciclo “Giustizia e Letteratura” nell’affinare l’apertura al dialogo interdisciplinare, la sensibilità culturale e il “senso di giustizia” degli appartenenti al mondo delle professioni, non solo giuridiche, e degli studenti».
Il prossimo appuntamento del ciclo – che verrà riproposto anche il prossimo anno con nuove tematiche – è per il 16 marzo, con il seminario dedicato alle letterature ispano-americane dal titolo L’assassinio del vescovo. Francisco Goldman e l’arte dell’omicidio politico: protagonista sarà Dante Liano, docente di lingua e letterature ispano-americane presso l’Università Cattolica di Milano.


Libri

Ascesa e declino delle civiltà

La teoria e l’attualità del percorso teorico e intellettuale di Arnold J. Toynbee nell’analisi di Luca G. Castellin

La corsa del secolo

Un viaggio nel tempo insieme alla carovana del Giro d’Italia. Una corsa a tappe lunga un secolo che parte dagli articoli roboanti della Gazzetta dello Sport...