Università Cattolica del Sacro Cuore

Link funzionali

Accessibilità

Menù istituzionale

 

UNICATT

 

DOCENTI

 

SEDI

I-catt


CattolicaNews Newsletter Rassegna Stampa Area Stampa
  • teens-and-smartphone.jpg

    Milano

    Web e figli, istruzioni per l’uso

    Lo studio condotto da OssCom, in collaborazione con Vodafone, mette in luce consigli e rischi per le famiglie nel controllo sull’uso della Rete, con particolare attenzione all'uso degli smartphone, da parte dei propri ragazzi

  • Moisés Naìm nel corso della sua lezione in aula Pio XI. Università Cattolica 31 gennaio 2012

    Milano

    Moisés Naím, lezione globale

    Il divario incolmabile tra ritmi del mercato e tempi della democrazia, l’effetto disorientante della comunicazione nella Rete, la crisi dei partiti. Un discorso a tutto campo quello che l’editorialista di fama internazionale ha tenuto agli studenti della Cattolica

  • Il Libro Bianco 2011 - La salute dei bambini

    Roma

    Non è un Paese per bambini

    Il primo Libro Bianco sulla salute dei più piccoli, promosso da Osservasalute della Cattolica e Sip, delinea un'Italia con pochi bimbi, complessivamente sani ma sempre più grassi e dai comportamenti sregolati. Ancora disomogenea l’assistenza all’infanzia lungo lo Stivale

  • L'attore e regista Rocco Papaleo

    Milano

    Raccontare il Sud coast to coast

    Entrambi lucani, lo scrittore Giuseppe Lupo e l’attore e regista Rocco Papaleo dialogano sul senso delle narrazioni del Mezzogiorno. Tra mito e modernità, parole e immagini sul destino di un luogo periferico e fino a pochi decenni fa lontano dalle rotte della civiltà occidentale




LETTERATURA E GIUSTIZIA

Assassinio nella cattedrale, mai più

L’omicidio politico del vescovo guatemalteco Gerardi e il libro inchiesta dello scrittore Francisco Goldman. Al percorso "Giustizia e letteratura", la testimonianza del professor Dante Liano

News dalle Sedi, Milano
Pubblicato: 23 marzo 2010

Un francobollo commemorativo di monsignor Juan GerardiCome Thomas Beckett a Canterbury, come Oscar Romero a San Salvador. Monsignor Juan Gerardi Conedera, il vescovo ausiliare di Città del Guatemala di origini venete, fu trovato il 26 aprile 1998 col cranio fracassato in una pozza di sangue, in una strada della capitale. Aveva presentato solo qualche giorno prima il rapporto Guatemala nunca más da cui emergevano le responsabilità dell’esercito guatemalteco nell’omicidio, nella tortura e nella sparizione di oltre duecentomila civili durante il mezzo secolo di conflicto armado interno che aveva sconvolto il paese. Sul suo assassinio ha fatto luce l’indagine dello scrittore nord-americano di origini guatemalteche Francisco Goldman L’arte dell’omicidio politico.

Il libro di Francisco GoldmanA raccontare al pubblico dell’aula Gemelli lo scorso 16 marzo gli antefatti e gli sviluppi di quell’episodio centrale nella storia del Guatemala è stato il professor Dante Liano, con la passione di chi quella storia l’ha vissuta in prima persona. Docente di Lingua e letterature ispano-americane in Cattolica, il professore è infatti nato in Guatemala, dove ha vissuto e lavorato anche durante gli anni in cui governi militari di estrema destra, insediatisi a seguito all’intervento armato voluto dal maccartismo statunitense nel 1954, erano impegnati a cancellare la breve esperienza democratica del paese, favorendo il reinsediamento dell'oligarchia predatoria e reprimendo nel sangue ogni forma di dissenso. In un quadro politico così conflittuale e violento, il maggiore movimento di opposizione, oltre a quello marxista, fu quello cattolico: le diocesi, già per il solo schierarsi in favore dei poveri, furono perseguitate dai governi militari; la democrazia cristiana locale venne bollata col termine di “comunismo bianco” (segno della potenza delegittimatrice delle tecniche di labelling); infine, alcuni movimenti cattolici finirono per confluire in gruppi di guerriglia, i quali, assieme alle altre forze della resistenza, furono coinvolti in un conflitto civile che avrebbe devastato il paese per sessant’anni, fino agli accordi di pace degli anni novanta. Durante questi anni terribili il vescovo Gerardi aveva già sfidato le gerarchie militari chiudendo la tormentata diocesi di Quichè e chiedendo aiuto a Giovanni Paolo II, la cui lettera di protesta al governo guatemalteco costò al vescovo più di tre anni di esilio in Costa Rica.

Dante LianoGli accordi di pace, siglati nel 1996, si fondavano su una legge di amnistia e sulla istituzione di una Commissione d'inchiesta, gestita dalle Nazioni Unite che, pur avendo il compito di fare chiarezza sulle violenze che avevano caratterizzato il periodo precedente, disponeva di limitati poteri di indagine e soprattutto non poteva procedere a una ricostruzione delle responsabilità individuali. Era inevitabile che, dal lavoro della Commissione non potesse che scaturire una verità parziale, incapace di sanare le ferite della campagna di terrore dei militari. Per ovviare a queste carenze la Chiesa Guatemalteca si assunse l'impegno di redigere un rapporto indipendente, che indicasse chiaramente i responsabili dell’uccisione di centinaia di migliaia di persone - più di 40.000 desaparecidos e 400 villaggi rasi al suolo assieme ai propri abitanti -. I dati raccolti confluirono appunto nel rapporto Guatemala: nunca mas, della cui redazione il vescovo Gerardi Conedera era stato nominato responsabile.

Due giorni dopo la presentazione, Gerardi venne assassinato nella centrale chiesa di San Sebastian. Dante Liano ha accompagnato il pubblico nell’intricata vicenda processuale scaturita da questo episodio, contraddistinta dai tentativi di una magistratura, connivente con il potere politico e le strutture militari, di creare una realtà alternativa, costruita ad arte, fatta di relazioni omosessuali e figli illegittimi. La verità verrà fuori solo grazie all’impegno di persone coraggiose, tra cui lo stesso Francisco Goldman e un  esemplare procuratore, il fiscal Leopoldo Zeissig.

Il professor Liano ha spiegato come sia necessario che l’indagine sulla morte del vescovo Gerardi prosegua fino ad accertare la responsabilità dei mandanti dell’omicidio, tuttora impuniti. In una vicenda che racchiude in sé innumerevoli elementi e variabili di interesse criminologico, socio-politico, storico e giuridico, le indagini e il processo, oltre ad aver cercato di far luce sulle dinamiche che mossero le gerarchie militari guatemalteche, hanno forse accorciato le uniche distanze che in questi casi ha senso misurare: non quelle geografiche o storiche, ma quelle insostenibili che separano sempre l’uomo dal diritto, la società dalla legalità.



GABRIO FORTI: UNA LEZIONE ANCHE PER NOI

«Nessuno è lontano da noi»: con queste parole il professor Gabrio Forti, docente di Diritto penale presso l’Università Cattolica e direttore del Centro Studi "Federico Stella" sulla Giustizia penale e la politica criminale (Csgp), ha introdotto lo scorso 16 marzo nell’aula Gemelli il quinto appuntamento del ciclo “Giustizia e letteratura” organizzato dal Centro studi nell’anno accademico 2009/10. L'incontro era dedicato al tema Francisco Goldman. L’arte dell’omicidio politico, con l’intervento di Dante Liano, docente di Letteratura spagnola in largo Gemelli e testimone diretto del clima di violenza che ha insanguinato per molti anni il paese guatemalteco di cui è originario. «Non è lontana da noi la drammatica realtà del Guatemala - ha detto il professor Forti -, per quanto le distanze geografiche, sociali e culturali possano farci credere il contrario. Gli atroci crimini commessi durante gli anni di un conflitto interno, la neutralizzazione (fisica o culturale) di chi si batte per affermare la verità, la negazione delle responsabilità personali elevata a sistema e la tendenza a una strumentalizzazione populistica della giustizia penale, per quanto possano apparire peculiari alla realtà di quel paese, hanno molto da insegnare anche al nostro paese, e molto possono aiutarlo nell’interpretazione delle sue memorie e degli odierni scenari politici, giuridici e sociali».

 

Com’è ormai consuetudine del ciclo seminariale, al termine della relazione del professor Liano due discussants del Csgp hanno cercato di portare alla luce gli aspetti della vicenda più rilevanti da un punto di vista giuridico e di maggiore interesse criminologico. Pierpaolo Astorina ha messo in luce l’importanza della figura del procuratore Zeissig: il suo attaccamento al rispetto della legge senza tentennamenti ma anche senza retorica, il suo contrapporre in maniera esemplare il valore della legge a quello della forza anche nelle occasioni in cui il rispetto pieno delle forme processuali comportava dei costi in termini di rapido e pieno accertamento della verità, costituiscono un mirabile esempio di come legalità e giustizia possano procede di pari passo anche nelle situazioni più difficili. Lucia Della Torre ha approfondito le questioni legate all’amnistia che, se da un lato è momento a volte propedeutico a una pacificazione sociale (secondo uno schema ben noto al continente latino-americano), dall'altro, ha l’insostenibile costo di cancellare le responsabilità personali, di annacquare la funzione del processo penale quale momento ineliminabile di ricostruzione dei fatti e di accertamento della verità, e di annientare i diritti e la memoria delle innumerevoli vittime dei crimini commessi. 



Libri

Hopkins’s “Terrible” Sonnets. A Commentary

di Luisa Conti Camaiora, EDUCatt, Milano 2011, pp. 106, € 6,00

La parola in scena

La comunicazione teatrale nell’età di Shakespeare. Franco Marenco, EDUCatt, Milano 2011, 238 pp., 14,50 €