RELAZIONE DI COPPIA
Ti sei offeso? Mi perdono!
Non c’è solo bisogno di perdonare gli altri, ma anche se stessi. Lo studio di Sara Pelucchi mostra come all’interno di una coppia la capacità di perdonare se stessi porti migliori la relazione e crei benessere. Una prospettiva che “riabilita” l’offensore
Studi e Ricerche, MilanoPubblicato: 20 maggio 2010
Il lavoro di Sara Pelucchi, svolto sotto la supervisione di Camillo Regalia, prende spunto da studi di tipo psicologico e psicosociale, in particolare in ambito famigliare, riguardanti il perdono interpersonale. In seguito a un’offesa, infatti, la relazione tra due persone risulta incrinata: offensore e vittima sono in contrasto e quest’ultima può decidere di perdonare l’altro e di riallacciare i rapporti interrotti. La tesi dal titolo “Ti offendo, mi perdono, stiamo meglio? Perdono di sé e determinanti relazionali nelle offese interpersonali si sofferma, però, sulla figura dell’offensore e sul valore del perdono di sé, inteso come la volontà di abbandonare il risentimento verso se stessi per un’offesa commessa, accompagnata dalla promozione di sentimenti di compassione, generosità e amore verso il sé: solo perdonando se stessi è possibile realmente ricostruire la relazione. In particolare, la tesi evidenzia come all’interno di una coppia la capacità di perdonare se stessi porti non solo al miglioramento del clima relazionale, ma a una maggiore soddisfazione per il rapporto che si sta vivendo e a maggior benessere per entrambi i partner. Il lavoro si propone come un primo passo verso la ridefinizione dei ruoli di offensore e vittima, modificando l’immagine che la società generalmente attribuisce a chi ha commesso un’azione negativa e fornendogli la possibilità di rimediare non solo verso gli altri, attraverso azioni riparatorie, ma anche verso se stesso, allo scopo di poter proseguire nel suo percorso di vita e di crescita.










