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AIESEC - LUBLINO

Polonia, la mia seconda patria

Grazie a uno stage post lauream promosso da Aiesec, Alessandra ha scoperto un paese inatteso. A Lublino, oltre a mettere alla prova il suo inglese e scoprire un popolo accogliente, ha maturato l’idea l’idea di tornarci. Per cercare lavoro

Postcards, Milano
Pubblicato: 20 maggio 2010

di Alessandra Grendene *

Alessandra GrendeneHo sempre creduto che la vita fosse l’arte dell’incontro. Eppure fino a poco tempo fa non avrei mai immaginato di conoscere e restare affascinata da una realtà che ha stravolto ogni mio preconcetto e mi ha dato l’opportunità di riscoprire la passione di vivere e confrontarmi con la diversità. L’opportunità me l’ha offerta Aiesec, un’associazione internazionale gestita da studenti con la quale collaboro da un anno e che offre agli studenti varie possibilità di vivere esperienze di internship all’estero. Così, dopo la laurea specialistica, sono partita anch’io: destinazione Polonia. La meta? Lublino, città universitaria a sud-est di Varsavia dove ho lavorato e vissuto per quasi tre mesi. Mi sono occupata soprattutto di presentare nelle classi di scuole superiori pubbliche e private della città e dei villaggi limitrofi un workshop in inglese su tematiche di carattere economico, ovviamente semplificate e adattate al target molto giovane degli studenti liceali.

Questo stage, che ho scelto secondo i miei interessi attingendo da un database vastissimo, mi è servito per migliorare la mia capacità di parlare in pubblico e in lingua inglese. Ma l’aspetto davvero interessante è soprattutto il lavoro in team condotto con altri cinque membri di Aiesec provenienti da Cina, Vietnam, Giappone, India e Kazakhstan che, come me, sono stati selezionati per partecipare a questo progetto.

Quando sono partita da Milano il 1° marzo non avrei mai immaginato di innamorarmi così tanto della cultura e del popolo polacco e di stabilire con i miei compagni di avventura e con i ragazzi di Lublino un feeling del genere. Dopo solo una settimana dal mio arrivo, ero già parte di una grande famiglia che mi ha guidato passo passo nella quotidianità vissuta a stretto contatto con le abitudini, lo stile di vita e le tradizioni dei polacchi. Gentilezza, ospitalità, affetto, amicizia, religiosità, altruismo. Questi sono i valori che rendono speciale e unico questo popolo. E sono anche i miei valori!

Il centro di LublinoLublino è una tranquilla e accogliente città universitaria, con un suggestivo centro storico (la Old Town) pieno di ristoranti e pub molto caratteristici e curati nei minimi dettagli, dall’arredamento, rigorosamente in legno, alle luci soffuse, ai fiori sempre freschi. Ambienti molto eleganti ma … not expensive, grazie al cambio ancora favorevole dell’euro con lo zloty. E il cibo polacco è strepitoso, non ha nulla da invidiare alla cucina italiana! Si va dai pierogi (ravioli ripieni di formaggio, funghi, cavoli) al bigos (stufato di carne, cavoli, crauti e prugne secche), alle zuppe di verdure e patate, fino ai dolci davvero deliziosi.

Non nego che, in fondo, non mi dispiacerebbe affatto cercare lavoro in questo Paese. Una nazione ancora sotto choc per la morte in un incidente aereo in terra russa del Presidente Lech Kaczinski, di sua moglie Maria e di importanti esponenti di primo piano della vita politica, economica e militare polacca. Ma, nonostante la tragedia, la Polonia ha voglia di affrontare le sfide future e di continuare a percorrere la strada della crescita e dello sviluppo.

* 28 anni, laureata nella laurea specialistica in Management per l’impresa, laureata triennale in Economia e gestione dei beni e delle attività culturali, sede di Milano


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AIESEC, PARTIRE PER CRESCERE. UN BANDO CON LE RELAZIONI INTERNAZIONALI

Il viaggio in Polonia di Alessandra Grendene è stato possibile grazie a un bando di Aiesec che ha ricevuto il sostegno delle Relazioni internazionali della Cattolica. «Proposto a gennaio e febbraio, ha riscosso un grande successo», spiega Cristina Arbini, una dei responsabili milanesi dell’organizzazione presente in 110 paesi e in 1.700 università nel mondo e conta oltre 40.000 membri e offre ogni anno più di 7.500 opportunità di lavoro all'estero. Si tratta del bando Partire per crescere, che offre agli studenti di tutte le facoltà dell’ateneo la chance di trascorrere un periodo di lavoro all’estero. Ma arrivano già le adesioni per le partenze di settembre. E il 25 maggio un seminario con Altis in via San Vittore [articolo completo].


CRISTINA ARBINI, LA FILOSOFA COL PALLINO DELL’ORGANIZZAZIONE
Skills, decision making, public speaking, time management: per la studentessa del secondo anno della specialistica in Filosofia della persona e bioetica, erano parole astruse. Dopo essersi buttata in Aiesec potrebbero diventare il suo lavoro

Cristina ArbiniLeadership, talento, opportunità, scambi internazionali. Quando, poco più di un anno fa, ho conosciuto Aiesec, queste per me erano parole un po’ vuote, dietro alle quali spesso si celano proposte fumose. Ma Aiesec non era un’azienda, o almeno non ne aveva l’aspetto, e allo stand non c’erano impiegati ma studenti dell’Università Cattolica, che promuovevano l’associazione e ne illustravano i vari benefit, dalle internship all’estero retribuite e qualificanti, ai congressi internazionali. Opportunità ai cui i membri potevano avere accesso senza nessuna quota di iscrizione o obbligo formale di alcun tipo. Era normale chiedersi cosa ci fosse sotto, dove fosse la fregatura [leggi tutto].


Libri

Hopkins’s “Terrible” Sonnets. A Commentary

di Luisa Conti Camaiora, EDUCatt, Milano 2011, pp. 106, € 6,00

La parola in scena

La comunicazione teatrale nell’età di Shakespeare. Franco Marenco, EDUCatt, Milano 2011, 238 pp., 14,50 €