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Vino, primo Made in Italy sostenibile

Piacenza Vino, primo Made in Italy sostenibile Presentato al Vinitaly il modello nazionale per la produzione di vino sostenibile, frutto di otto anni di lavoro legati al progetto del ministero dell’Ambiente Viva con il coordinamento scientifico della facoltà di Scienze agrarie dell’Università Cattolica. aprile 2017 Con la firma di due memorandum il ministero dell'Ambiente, Federvini e l’Unione Italiana Vini hanno stabilito le regole e il programma di lavoro comune che provveda allo sviluppo della sostenibilità delle produzioni vitivinicole italiane. La sostenibilità – spiega il ministro Galletti – è un obiettivo che unisce l'azione per l'ambiente e quella per l'agricoltura di qualità: il rispetto delle prerogative ambientali è un elemento di competitività decisivo e irrinunciabile per il mondo vitivinicolo». La fase pilota si è conclusa a giugno 2014: il progetto è stato aperto a tutte le aziende vitivinicole nazionali che sono interessate a prendervi parte: oggi il numero delle aziende che hanno aderito al progetto si è decuplicato e le richieste sono in continua crescita. Abbiamo sempre creduto nella sostenibilità – afferma il direttore di Opera professor Ettore Capri - e per questo possiamo vantarci di essere i pionieri di un processo di cambiamento che porta inevitabilmente a un cambio di rotta del settore agro-alimentare italiano. Diffondere la cultura della sostenibilità in modo concreto, concreto quanto una bottiglia di vino certificata Viva, è prima di tutto un progetto educativo di lungo termine. Non è mero trasferimento tecnologico e conoscitivo, è servizio sociale ed è un percorso di condivisione di un valore comune in una comunità di portatori d’interesse molto variegata.

 

Martina, l’Europa faccia la sua parte

piacenza Martina, l’Europa faccia la sua parte Il ministro delle Politiche agricole, nella lectio della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, ha affrontato il tema dei dazi americani e delle risposte che devono venire dall’Ue. Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali ha tenuto lo scorso 3 aprile la Lectio Cathedrae magistralis della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali sul “ Ruolo dell’agroalimentare nei 60 anni dai trattati di Roma ” [ guarda il video integrale ] . Lo sviluppo della multifunzionalità deve essere incentivato, espressione di un territorio dove si unisce qualità, sostenibilità e socialità, rispondendo agli attacchi con esperienze sinergiche di imprenditorialità privata, supportata dal pubblico. L’Italia deve assumere un ruolo da protagonista ed anche l’università è chiamata al fondamentale compito di formare lo “zoccolo duro” di questo sistema, per creare una consapevolezza nuova per il nostro agro-alimentare». L’intervento del ministro Martina è stato preceduto dal saluto del rettore Franco Anelli , che nella sua introduzione ha evidenziato il ruolo dell'Università Cattolica nella rinascita agricola dell'Italia, citando le parole di Padre Gemelli: «Non basta dare la terra ai contadini, bisogna anche supportarli nel produrre. Il preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Lorenzo Morelli ha sottolineato che «il territorio ha da sempre connotato questa facoltà, un centro per formare uomini, la loro terra e quindi ha un’azione sociale. Per Canali la sua lezione va tradotta «nella ricerca di una formazione elevata, con una visione europea, analitica delle specificità territoriali che superi visioni frammentarie, che operi sinergie, una lungimiranza che guardi lontano coniugando insieme locale, europeo ed internazionale».

 

Martina, una lezione in chiave europea

Scienze agrarie, alimentari e ambientali Martina, una lezione in chiave europea Lunedì 3 aprile , dopo il saluto del rettore, la lectio magistralis del ministro delle Politiche agricole sul “ruolo dell’agroalimentare nei 60 anni dai trattati di Roma”. Al termine, la consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli. marzo 2017 Europa , formazione internazionale e sistema agroalimentare . Sono le parole chiave intorno a cui si svilupperà lunedì 3 aprile , a partire dalle 10.30, la Lectio Cathedrae magistralis della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali affidata al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina . Il ruolo dell’agroalimentare nei 60 anni dai trattati di Roma il titolo della lezione, che si terrà nel centro congressi della sede di Piacenza dell’Ateneo e sarà preceduta dai saluti del rettore Franco Anelli e dall’intervento del professor Gabriele Canali su “Alta formazione, dimensione europea e dimensione territoriale”. Il preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Lorenzo Morelli si soffermerà sul ruolo della formazione universitaria per il futuro del sistema agroalimentare mondiale, concentrandosi anche sulla dimensione fortemente internazionale della facoltà piacentina, della sua ricerca e della sua proposta formativa. Al termine della lectio , il ministro consegnerà le borse di studio agli studenti meritevoli della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali.

 

La Lombardia traina l'agroalimentare italiano

Cremona La Lombardia traina l'agroalimentare italiano Presentati i dati del tredicesimo Rapporto Regione Lombardia, Smea, Demm. aprile 2016 Con un valore di quasi 14 miliardi di euro , l'agro-alimentare della Lombardia rappresenta una fetta importante dell'intero sistema agricolo e alimentare italiano. Non solo importante, ma trainante visto che nel 2014 (ultimi dati disponibili) l'agro-alimentare lombardo è cresciuto dello 0,7% contro una diminuzione del 2,2% registrata a livello nazionale. Una prima parte del volume riporta l’analisi dei principali avvenimenti dell’anno (Expo 2015, avvio della riforma Pac, fine del regime delle quote latte) e delle prospettive del sistema a livello regionale e internazionale. La seconda parte è invece composta da un ampio quadro di sintesi delle caratteristiche strutturali ed economiche del sistema, al quale seguono i capitoli dedicati all’analisi delle politiche agricole a livello comunitario, nazionale e regionale, con una fotografia della loro attuale configurazione e l’esame delle tendenze in atto. Nella terza parte del Rapporto si considerano le principali componenti del sistema agro-alimentare: distribuzione al dettaglio, industria alimentare e agricoltura, comprendendo anche l’analisi degli scambi con l’estero. Nella parte conclusiva si analizzano le filiere più significative delle produzioni vegetali e animali della Lombardia, con un' appendice dedicata alle produzioni realizzate con il metodo biologico con le informazioni dettagliate sulla loro importanza a livello regionale e il confronto con il quadro nazionale.

 
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