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Mamme e latte, i dubbi della rete

Obiettivo della ricerca è stato esplorare le rappresentazioni del latte attraverso narrazioni spontanee nel dibattito web delle mamme e dei loro influencer, e di approfondire i vissuti, credenze e valori associati. Sul totale dei commenti indicizzati con la parola “latte” (963), si nota un netto prevalere dei riferimenti al latte vaccino: questo infatti è citato in 840 post, mentre il latte vegetale solamente in 123. Tuttavia le conversazioni sui social mettono in luce un generale disorientamento dei consumatori secondo cui il latte vaccino è percepito come un alimento con un impatto piuttosto negativo (34% dei post) rispetto al latte alternativo (sentiment positivo in 48% dei post). Gli aspetti più critici che riguardano il consumo di tale alimento fanno riferimento soprattutto alla “non naturalezza” nel bere un latte vaccino in età adulta, soprattutto in funzione delle ricadute per la produzione e per gli animali coinvolti. Ne consegue che l’area di costruzione di partnership tra consumatori e aziende stia anch’essa attraversando un momento di criticità riguardo alle aspettative e al ruolo delle stesse nei processi di produzione e allineamento con i bisogni e le richieste dei consumatori. La seconda edizione di Universo Latte – organizzato dal C omitato italiano FIL/IDF, con la Cattolica di Piacenza, l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Parma – è dedicata agli aspetti economici, sociologici e psicologici nonché di marketing relativi al settore lattiero-caseario. Nella tavola rotonda conclusiva del 19 maggio , alle 16.30 si confrontano, tra gli altri, Nicola Bertinelli , presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, e Cesare Baldrighi , presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Grana Padano, entrambi laureati della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali della Cattolica di Piacenza.

 

Il latte vittima dei pregiudizi

CREMONA Il latte vittima dei pregiudizi La radicalizzazione di modelli alimentari che escludono, in parte o totalmente, prodotti di origine animale ha un impatto non secondario sulla crisi del settore lattiero-caseario italiano. A ciò si aggiunge l'impatto delle politiche che vengono applicate nelle diverse aree del mondo: valga come esempio l'abbandono di quelle quote latte che nell'Unione europea hanno regolato la produzione lattiera per oltre trent'anni. Spesso gli studi degli esperti sono concentrati su questi fattori che agiscono tutti dal lato dell'offerta di latte e derivati. Per questo risultano particolarmente interessanti le analisi contenute nel recente “ Rapporto latte ”, che allargano lo sguardo anche al lato della domanda e, soprattutto, al comportamento dei consumatori. A cominciare dalla radicalizzazione di modelli alimentari in cui vengono esclusi, in parte o totalmente, i prodotti di origine animale, che tendono a evitare cibi ad alto contenuto di zuccheri, grassi e calorie e che evidenziano una particolare attenzione alle tematiche della sostenibilità e della biodiversità. Nello specifico per latte e derivati – spiega il professor Daniele Rama , direttore della Smea – abbiamo assistito negli anni più recenti all’introduzione da parte sia dei marchi dell’industria lattiero-casearia, sia di quelli della distribuzione, di prodotti ad alta digeribilità,dalle mozzarelle al burro. E il fenomeno si sta allargando, perché l’attenzione alla sfera della salute, alla sostenibilità ambientale e all’eticità delle filiere non sono più prerogative di una nicchia di consumatori all’avanguardia, ma stanno progressivamente diventando importanti criteri generali di scelta negli acquisti.

 

Fuori la bufala dal piatto

Piacenza Fuori la bufala dal piatto Le fake news del settore agroalimentare al centro di un evento organizzato dalla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali e promosso da Cremona Food Lab nell'ambito della Festa del Torrone 2017. Gli ingredienti sono stati infatti svelati durante il convegno “ Non beviamoci le bufale! Se le conosci le eviti: le false informazioni nell’agro-alimentare ” promosso da Cremona Food Lab lo scorso 24 novembre nell’ambito della Festa del Torrone di Cremona. A sottolineare l’importanza strategica dell’evento sono intervenuti il presidente della Camera di Commercio di Cremona, Gian Domenico Auricchio , e il vice sindaco di Cremona Maura Ruggeri , che hanno ricordato l’urgenza e l’attualità dell’argomento. Le bufale forniscono informazioni rapide, che colpiscono, e che sono molto più facili da capire dell'informazione scientifica. Oltre ai “ raw materials ” le fake news possono anche contare su un packaging funzionale e confezionato ad arte, quali una comunicazione accattivante ed enfatica che attacca e mina la fiducia che il consumatore pone nei confronti di due entità: le istituzioni e la scienza. Quindi attenzione! Non siamo solo utenti ma produttori di informazioni, anche se non le creiamo noi. Siamo corresponsabili delle informazioni che circolano . La “parola” è poi passata agli studenti di Sciente e tecnologie alimentari, sfidati a produrre video che rappresentassero il loro modo di intendere le fake news nell’agroalimentare: cacciatori di bufale crescono!

 

Degustando s'impara

Cremona Degustando s'impara Degustazione pre-natalizia per gli studenti del corso di Laurea triennale in Scienze e Tecnologie Alimentari , che sotto la guida dei ricercatori di Viticoltura e Enologia hanno degustato vini in abbinamento a salumi e formaggi del territorio. La degustazione ha avuto inizio con i saluti introduttivi della Dott.ssa Emanuela Tabusso , tutor della sede, che ha ringraziato le aziende che hanno offerto i prodotti ( Auricchio e Negroni ) e il gruppo studentesco Unilab per avere finanziato l’evento. Fabrizio Torchio e la dott.ssa Annalisa Rebecchi , ricercatori rispettivamente presso l’istituto di Viticoltura, Enologia e Microbiologia della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali hanno quindi guidato gli studenti attraverso i cinque sensi, alla scoperta di sapori e percezioni. Ortrugo , Gutturnio e Moscato i tre vini oggetto della degustazione che, come ha spiegato il dott. Per quanto riguarda l’olfatto la dott.ssa Diti ha mostrato la ruota degli odori, inventata da un’enologa dell’università di Davis : uno strumento molto utile che riunisce in famiglie di appartenenza la maggior parte degli odori riscontrabili nei vini. La dott.ssa Rebecchi ha poi condotto l’assaggio dei formaggi, tra provolone dolce, piccante e pecorino, mostrando come valutare colore, morbidezza, elasticità e sapore, in abbinamento ai vini secondo la regola “formaggi chiari con vini bianchi, formaggi stagionati con vini scuri, rossi”. E in fondo non poteva mancare il dolce, che con il Moscato d’Asti e il tradizionale panettone ha permesso di festeggiare in allegria l’arrivo delle festività natalizie, tra brindisi e scambi di auguri.

 

Mangiamo sostenibile?

Piacenza Mangiamo sostenibile? Qual è l’impatto della dieta sull’ambiente? Ce lo dice la Clessidra ambientale, studiata dal team di ricerca del prof. Ettore Capri. settembre 2016 a cura di Gloria Luzzani Produrre e trasformare alimenti ha diverse conseguenze ambientali, tra cui l’emissione di gas a effetto serra, l’uso della terra, gli effetti sulla biodiversità. “Per ciascun modello sono state stimate le emissioni di gas a effetto serra (espresse in anidride carbonica equivalente), su base settimanale, attraverso l’applicazione della valutazione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) ad ognuno degli alimenti raccomandati – sottolinea il prof. Ettore Capri -. L’approccio della Clessidra Ambientale ha permesso dunque di tradurre le raccomandazioni alimentari per una sana e corretta alimentazione nel suo senso più esteso, che include anche le raccomandazioni per un consumo responsabile e sostenibile”. La famosa Piramide Alimentare si specchia infatti in quella ambientale andando a formare una clessidra che mette a confronto l’impatto ambientale di diversi alimenti in funzione del loro contributo alla dieta, e non solo in funzione della loro massa. “Risulta evidente che mangiare carne non ha un impatto sull’ambiente maggiore del mangiare frutta e verdura, se consideriamo la quantità di alimento che la dieta mediterranea e quella nordica consigliano di assumere – prosegue il prof. Capri -. Dai risultati si evince infatti che, sia per la dieta mediterranea sia per quella nordica, l’impronta carbonica settimanale degli alimenti ad alto contenuto proteico (come carne, pesce, uova e legumi) è equiparabile a quella di frutta e verdura”.

 

Smart food a sei zampe

Parla il professor Ettore Capri 23 gennaio 2018 di Ettore Capri * Rappresentano una vera e propria rivoluzione alimentare per un Paese come l’Italia così radicato, soprattutto ideologicamente, alle proprie tradizioni. Parliamo di migliaia di specie di alghe, meduse, insetti che potrebbero essere mangiate come tali o come ingredienti di preparazioni alimentari. Paura e ribrezzo giustificati dal fatto che questi animaletti sono potenziali vettori di malattie: per questo motivo, nel corso della nostra storia, li abbiamo associati ai danni all’uomo, alle sue piante e agli animali domestici. In effetti, attraverso un’analisi alimentare più dettagliata e scientifica condotta nei laboratori di ricerca della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali sembra invece che gli insetti offrano una grande e variegata opportunità nutrizionale: tante proteine e amminoacidi nobili, oltre ad altre sostanze nutraceutiche di vario genere. Per farlo dovrebbe favorire con incentivi adeguati lo sviluppo di allevamenti e di industrie di trasformazione (attualmente anche in questo settori imprenditori italiani stanno investendo all’estero dove sono già presenti incentivi). Potrebbe sembrare paradossale paragonare un insetto a una sostanza chimica ma la grande attenzione alla sicurezza alimentare dell’Europa e dell’Italia, in primis, è ciò che tutela il consumatore italiano ed europeo moderno che desidera una cibo: deve essere soprattutto salubre. docente di Valutazione del rischio negli alimenti alla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali della sede di Piacenza dell’Ateneo #novelfood #insetti #cibo #alimentazione Facebook Twitter Send by mail.

 

Mangiare sano e con gusto

MILA NO Mangiare sano e con gusto Il dietologo della facoltà di Medicina di Roma Giacinto Miggiano spiega come comportarsi a tavola in occasione delle feste, per guardare alla salute, concedersi qualche sfizio e prevenire i mali di stagione. dicembre 2016 «Attenzione a non esagerare con cibi grassi e porzioni abbondanti che portano, insieme con la possibile riduzione dell’attività fisica propria dei mesi invernali, a un incremento di peso». È la raccomandazione del professor Giacinto Miggiano , direttore del Centro di ricerche in nutrizione umana dell’Università Cattolica e dell’Unità operativa di dietetica del Policlinico Gemelli di Roma che consiglia di non strafare con alimenti calorici e bevande alcoliche durante il periodo natalizio. Quando la temperatura esterna è solitamente più bassa rispetto ad altri periodi dell’anno, il nostro organismo disperde più calore e quindi, oltre che indossare un diverso abbigliamento, può aiutare l’assumere preparazioni e pietanze che di per sé tendono ad apportare più calore». Se è vero che si brucia di più per mantenere costante la temperatura corporea in compenso ci si muove di meno e quindi occorre tenere in conto questi due aspetti opposti del bilancio calorico». Tuttavia poiché alla fine l’alcol è anche un dilatatore dei vasi sanguigni periferici (di mani e piedi), alla prima sensazione di caldo-calore subentra una dispersione di segno opposto. L’alimentazione può essere d’aiuto contro il rischio di influenze e raffreddamenti? «Le vitamine (A, C ed E), composti antiossidanti (bioflavonoidi) e alcuni metalli (zinco, rame e selenio) possono aiutare ma questo non obbliga a seguire un’alimentazione diversa rispetto ad altri periodi.

 

I detective degli alimenti

Piacenza I detective degli alimenti Al laboratorio di Metabolomica di Piacenza, studiando i composti chimici presenti nei cibi, si risale all’origine di quello che mangiamo e all’autenticità delle produzioni. La metabolomica è un po’ lo Sherlock Holmes degli alimenti che mangiamo e che esportiamo. Fa parte delle cosiddette scienze “omiche”: come la genomica che è il sequenziamento del DNA; la proteomica che è la caratterizzazione delle sequenze proteiche e la metabolomica è l’analogo fatto per i composti chimici». Qual è la differenza tra tracciabilità e rintracciabilità degli alimenti? «In Italia ci troviamo di fronte ad una nomenclatura atipica, perché in inglese traceability significa verificare che l’origine di un prodotto sia effettivamente quella dichiarata dal produttore. In entrambi i casi lo scpo ultimo è quello di tutelare il consumatore controllando l'autenticità delle produzioni agro-alimentari». Quindi è importante avere gli strumenti di monitoraggio: quello, appunto, su cui stiamo lavorando sono i sistemi che ci permettono di supportare questo tipo di valutazioni». Possiamo dire che è una parte fondamentale del made in Italy nel mondo? «L’Italia ha la maggior parte degli IGP e dei DOP registrati a livello europeo.

 

Pensiamo alla tua salute

Educatt Pensiamo alla tua salute Ha avuto un riscontro molto positivo l’attività di prevenzione promossa dal Centro sanitario di Educatt con la Lit a Milano e Brescia. Lo studente non ha bisogno solo di servizi ma anche di attenzione anche in termini di formazione e informazione. educatt #centrosanitario #alimentazione Facebook Twitter Send by mail.

 

Tumori, la prevenzione comincia a tavola

Piacenza Tumori, la prevenzione comincia a tavola Nel convegno promosso in collaborazione con lo Ieo si è parlato del possibile ruolo delle molecole bio-attive presenti negli alimenti per scongiurare le neoplasie. Inoltre un aspetto abbastanza trascurato dai media è stata l’attenzione che la monografia dello Iarc dedicava ai nitrati che vengono usati come conservanti negli insaccati. L’indagine epidemiologica pubblicata recentemente è però inevitabilmente stata condotta sui risultati raccolti negli ultimi 20-30 anni, e non può quindi tenere conto della situazione attuale» fa notare il ricercatore della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Aumentare il nostro consumo di legumi potrebbe essere una mossa vincente: «I legumi sono un’ottima fonte di fibra che crea un ecosistema intestinale sfavorevole all’insorgere del tumore». Per capire anche la minor incidenza di diabete o obesità di allora, bisogna pure considerare che negli anni Quaranta la gran parte della gente lavorava nei campi e lo faceva con la zappa, la meccanizzazione non era ancora diffusa. Oggi siamo più sedentari e, da un punto di vista alimentare, negli ultimi tempi si consuma molta più carne di maiale rispetto al pesce, con un rapporto tra acidi grassi omega 6 / omega 3 tutto a sfavore di questi ultimi». I tumori di interesse gastroenterologico saranno l’oggetto di tre interventi per chiarire le cause alimentari del tumore gastrico, il ruolo dell’ocratossina A sull’insorgenza del carcinoma epatico e quello del microbiota intestinale sullo sviluppo del tumore al colon-retto» sottolinea ancora Rossi.

 

Studenti, tutte le novità nel piatto

MIlano Studenti, tutte le novità nel piatto Con il progetto “Alimentazione e stili di vita”, l’impegno di Educatt per migliorare le abitudini alimentari dei ragazzi: nuove materie prime, nuovi modelli alimentari e nuovi luoghi e modalità di consumo. Primi risultati il 14 giugno con Heinz Beck. giugno 2016 Primi sviluppi per il progetto “Alimentazione e Stili di vita”. Avviato lo scorso 12 aprile con una tavola rotonda, l’iniziativa prende spunto dall’ultima fase del progetto europeo Wise (Welfare for Improved Social Dimension of Education, www.wise-project.eu ) che si chiuderà il 14 giugno. Dopo i primi incontri si è infatti costituito un tavolo tecnico di lavoro con l’obiettivo di elaborare proposte innovative volte a migliorare le abitudini alimentari degli studenti e la loro consapevolezza sul tema della nutrizione connessa alla salute e agli stili di vita. Alcuni assaggi del lavoro di ricerca si potranno vedere già il 14 giugno in occasione dell’evento conclusivo del progetto europeo Wise – cui lo stesso Heinz Beck prenderà parte – in coda al quale verranno presentati alcuni piatti preparati dallo chef. alimentazione #stilidivita #educatt #wise Facebook Twitter Send by mail.

 

Pizza o schiscetta? Dimmi come mangi

MILANO Pizza o schiscetta? Dimmi come mangi Le scelte alimentari degli universitari fuori sede nella ricerca, promossa dalla Fondazione Istituto Danone in occasione dei suoi 25 anni, che sarà presentata a Milano mercoledì 25 maggio . Sono solo alcuni degli aspetti che descrivono le abitudini alimentari degli universitari italiani, raccontate nell'indagine nazionale “I giovani e le scelte alimentari: come si comportano gli studenti fuori sede?” , promossa dalla Fondazione Istituto Danone con la collaborazione scientifica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Università degli Studi di Pavia . Lo studio sarà illustrato mercoledì 25 maggio alle 10 nell’ Aula Magna di largo Gemelli 1 , in occasione dell’evento aperto al pubblico e agli studenti sul tema Salute e nutrizione , organizzato dalla Fondazione Istituto Danone Italia , che celebra appunto i suoi primi 25 anni di attività (Gustodei25anni). Un’indagine su un settore di popolazione poco studiato – spiega Lorenzo Morelli , presidente della Fondazione e preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali che ha curato la ricerca – ma di rilevante interesse per molti motivi: dalla consistenza numerica al profilo sociale e culturale. L’evento sarà l’occasione per fare il punto su alcuni falsi miti che riguardano l’alimentazione, tra cui la diagnosi di intolleranze alimentari, l’idea di dimagrire con una dieta a basso contenuto di carboidrati, il fenomeno di abolire i prodotti lievitati (pane, pizza, pasta) che provocano gonfiore addominale. L’elevata attenzione verso il settore degli alimenti e della nutrizione – precisa il professor Morelli – porta al diffondersi di informazioni non basate su ricerche scientifiche. È un male “originale” del settore: basti pensare alla storia degli spinaci ricchi in ferro… Cosa vera ma assolutamente inutile per la nutrizione vista la scarsa biodisponibilità di quel tipo di ferro.

 

Schiscetta a pranzo, pizza e kebab di sera

ATENEO Schiscetta a pranzo, pizza e kebab di sera Secondo la ricerca “I giovani e le scelte alimentari: come si comportano gli studenti fuori sede?”, condotta nelle sedi di Milano e Piacenza e all’Università di Pavia, ci sono più luci che ombre tra le loro abitudini alimentari. Spesso l’alimentazione è l’ultimo pensiero: si mangia di fretta di giorno e la sera, dopo una giornata stancante, cucinare un piatto sano non è la prima priorità. Per i fuori sede, il problema è ancora più evidente: i ragazzi si arrangiano come possono cercando anche di risparmiare il più possibile. Il lavoro effettuato è stato illustrato mercoledì 25 maggio da Filippo Rossi , ricercatore dell’Università Cattolica di Piacenza, e Carlotta Tagliacarne , PhD dell’Università degli Studi di Pavia, in occasione dell’evento sul tema Salute e nutrizione , organizzato per celebrare i suoi 25 anni di attività della Fondazione Istituto Danone. Tra i partecipanti all’evento, Lorenzo Morelli , presidente FID e preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica, Fausto Colombo , ordinario di Teoria della comunicazione e dei media, Annamaria Castellazzi , vice presidente FID e docente all’Università degli Studi di Pavia, Marc Gosselin , amministratore delegato di Danone Italia. Sono stati scelti ragazzi tra i 19 e i 27 anni delle sedi della Cattolica di Milano, Roma e Piacenza, oltre agli studenti dell’Università di Pavia, concentrandosi sui fuori sede: le regioni più rappresentate sono in ordine Puglia, Sicilia, Campania e Lombardia. alimentazione #studenti #fuorisede Facebook Twitter Send by mail VADEMECUM PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE Durante l’incontro è stato anche consegnato un vademecum con 10 regole per una sana alimentazione: 1 Tutti i gruppi di alimenti sono importanti e nessuno deve mancare in una corretta alimentazione.

 

La dieta mediterranea è sostenibile

PIACENZA La dieta mediterranea è sostenibile Uno studio di alcuni ricercatori della facoltà di Scienze agrarie di Piacenza, basato sulla Clessidra ambientale , mostra che i modelli alimentari ad alto contenuto proteico del Nord e del Sud Europa hanno la stessa impronta carbonica di frutta e verdura. Ma qual è l’impatto della dieta sull’ambiente? E come le nostre scelte influenzano questo impatto? Con l’approccio della Clessidra ambientale sarà ora più semplice capirlo [nella foto in alto la Clessidra Ambientale della dieta nordica e mediterranea. L’approccio della Clessidra ambientale ha permesso di tradurre le raccomandazioni alimentari per una sana e corretta alimentazione nel suo senso più esteso, che include anche le raccomandazioni per un consumo responsabile e sostenibile». La famosa Piramide alimentare si traduce infatti nella Clessidra che permette di valutare l’impatto ambientale di diversi alimenti in funzione del loro contributo alla dieta e non solo in funzione della loro massa. Risulta evidente che mangiare carne non ha un impatto sull’ambiente maggiore del mangiare frutta e verdura, se consideriamo la quantità di alimento che la dieta mediterranea e quella nordica consigliano di assumere» prosegue il professor Capri. Dai risultati si evince infatti che, sia per la dieta mediterranea sia per quella nordica, l’impronta carbonica settimanale degli alimenti ad alto contenuto proteico (come carne, pesce, uova e legumi) è equiparabile a quella di frutta e verdura». Gli autori propongono la Clessidra ambientale come un mezzo efficace e punto di partenza per una politica integrata che miri alla diffusione di sane abitudini alimentari, a una scelta consapevole degli alimenti e a un’agricoltura sostenibile.

 

Salute a tavola con Heinz Beck

EDUCATT Salute a tavola con Heinz Beck Lo chef pluristellato, ospite di Mensa&Pizza.9 di Via Necchi a Milano, ha tenuto a battesimo il progetto dell’Ateneo che unisce diverse professionalità per incrementare il welfare degli studenti attraverso alimentazione e stili di vita corretti. by Redazione EDUCatt | 13 aprile 2016 Ha preso ufficialmente il via martedì 12 aprile, con un incontro fra tutti i partner e i collaboratori, il nuovo progetto “Alimentazione e Stili di vita”, che si avvale di un testimonial d’eccezione: il rinomato chef Heinz Beck . Il primo sul territorio nazionale – ha affermato il prorettore e presidente di EDUCatt Antonella Sciarrone Alibrandi – che vede un’università impegnata in un lavoro complesso, che unisce molte competenze diverse, attorno al tema dell’alimentazione e della salute dei suoi studenti». Docenti che, nella loro attività di ricerca, saranno affiancati dalle consulenze di Heinz Beck . Il cui compito specifico sarà fornire suggerimenti preziosi sull’utilizzo degli ingredienti e sulla realizzazione di menù tali da soddisfare appieno i “bisogni” degli studenti. Non va dimenticano che quando si parla di studenti – ha aggiunto – bisogna tener presente che hanno giornate impegnative e devono essere in grado di affrontarle al meglio anche grazie a un’alimentazione sana ed equilibrata». heinzbeck #salute #alimentazione #educatt #mensa&pizza.9 Facebook Twitter Send by mail.

 

Il cuore, come nutrirlo e proteggerlo

roma Il cuore, come nutrirlo e proteggerlo I consigli dei professori del Policlinico Gemelli Leda Galiuto e Giacinto Miggiano con le ricette dello chef Heinz Beck . maggio 2016 «Un libro che suggerisce come evitare i fattori di rischio cardiovascolari grazie a un’informazione che spiega che non bisogna fare solo sacrifici per proteggere la salute. Un libro pieno di ricette sane e gustose, perché la salvaguardia del cuore passa anche attraverso una corretta alimentazione». Un volume dove gli autori, la cardiologa Leda Galiuto e il nutrizionista Giacinto Miggiano , medici del Policlinico universitario A. Gemelli e docenti della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, insieme allo chef pluristellato Heinz Beck , spiegano come l’alimentazione può diventare un’arma fondamentale per proteggere il cuore dalle malattie. L’informazione è una medicina vera e propria – ha detto Enrico Zampedri , direttore generale del Policlinico Gemelli - e siamo onorati di ospitare la presentazione di questo libro che coniuga correttezza scientifica e divulgazione». Responsabile dell’Unità operativa di Riabilitazione cardiovascolare del Policlinico A. Gemelli è esperta di ecocardiografia e di malattie cardiache delle donne. Giacinto Miggiano è direttore dell’Unità operativa di Dietetica e nutrizione umana del Policlinico A. Gemelli e del Centro di nutrizione umana della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

 

Stili di vita, universitari rimandati

Sono troppi gli studenti sedentari, cioè ben 3 su 10 non svolgono attività fisica, mentre un numero consistente di universitari cedono alle lusinghe di Tabacco e di Bacco: 3 studenti su 10 hanno l’abitudine al fumo e 4 su 10 consumano settimanalmente vino e birra. Altissima l’attitudine verso le nuove tecnologie, con rischio di abuso e dipendenza: tutti gli studenti (uomini e donne) hanno almeno un telefono cellulare e 7 su 10 usano smartphone per essere sempre connessi. Al di là di uno stile di vita non del tutto salutare la stragrande maggioranza degli universitari italiani - ben 8 su 10 – si sentono in buona o ottima salute. La ricerca integrale, pubblicata sugli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità , ha riguardato stili di vita e comportamenti di 8.516 studenti di dieci università italiane (di Nord, Centro e Sud del Paese), in età compresa tra 18 e 30 anni: 5.702 donne (67%) e 2.814 uomini (33%) con età media di 22,2 anni. Il 77,1% degli studenti universitari ha dichiarato di avere una salute buona o molto buona, mentre 25,8% ha riferito di avere - quasi ogni giorno - almeno un uno dei seguenti disturbi: cefalea, mal di stomaco, mal di schiena, stanchezza, nervosismo, vertigini e difficoltà ad addormentarsi. Ed è proprio per motivo che sono stati attivati - nelle sedi di Roma, Milano, Brescia della Università Cattolica del Sacro Cuore - tre sportelli di counseling, fruibili da parte degli studenti di tutte le Università presenti nel territorio . I problemi, per cui gli studenti si sono rivolti agli sportelli, afferivano ai seguenti ambiti: di medicina generale; ginecologico/andrologico; allergologico; psichico (disturbi del comportamento alimentare; problematiche familiari; ansia, disturbo compulsivo-ossessivo; problemi di adattamento alla realtà universitaria da parte degli “studenti fuori sede”).

 

Se il cibo diventa un e-book

Piacenza e Cremona Se il cibo diventa un e-book Studenti delle scuole superiori di Piacenza e Cremona hanno partecipato all’iniziativa promossa da Scienze agrarie sull’alimentazione. I ragazzi si sono concentrati su progetti che vanno dall’agrinformatica al vino, dal latte vaccino a quello di soia. Il preside della facoltà Lorenzo Morelli spiega meglio gli obiettivi dell’iniziativa: «Il progetto ha consentito agli studenti di affrontare la complessa tematica dello sviluppo dell’agricoltura e dell’alimentazione come mezzo che ha assicurato l’evoluzione culturale e sociale del genere umano. Gli studenti hanno realizzato i loro e-book su temi molto diversi, ma ognuno di loro pone uno sguardo verso il futuro: partendo da una problematica si prova a dare una soluzione. Cominciano da un’analisi storica anche altri due lavori: “Vino: tradizione e innovazione” degli studenti del Liceo Respighi e “L’oro di Colombo: in Pianura Padana arriva l’America” del Liceo Ranieri. “Fior di Latte”, scritto dagli studenti del Liceo Colombini, si concentra, invece, su uno degli alimenti più consumati dall’uomo. Ma conosciamo veramente le caratteristiche del latte? L’e-book ci guida verso una conoscenza più approfondita di quello vaccino, confrontandolo col “cugino” meno conosciuto: il latte di soia.

 

Grana Padano, medicina per ipertesi

PIACENZA Grana Padano, medicina per ipertesi Secondo uno studio dell’Istituto di Scienze degli alimenti della nutrizione dell’Ateneo consumare 30 grammi di formaggio Dop al giorno combatte i problemi di pressione alta. maggio 2016 Un pezzo di Grana Padana al giorno toglie l’ipertensione di torno. Secondo la ricerca il consumo quotidiano di trenta grammi al giorno di Grana Padano Dop è un ottimo alleato per combattere problemi di pressione alta . Una conferma, ancora una volta, che la corretta alimentazione può essere una medicina. Gli stessi pazienti, in ordine casuale, hanno assunto un placebo inattivo, cioè privo di tripeptidi. Dopo due mesi di trattamento con Grana Padano i livelli pressori si sono ridotti in modo significativo: -6 mmHg per la pressione sistolica (la massima) e –5 mmHg per la pressione diastolica (la minima); e, nella maggior parte dei pazienti, la pressione si è normalizzata. È la seconda ricerca che la facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali di Piacenza sviluppa su questo tema, ottenendo analoghi risultati.

 

Dimmi come mangi, ti dirò chi sei

educatt Dimmi come mangi, ti dirò chi sei Per la Giornata Mondiale per l’Alimentazione 2016 , a Milano, Piacenza e Roma il 17 e 18 ottobre campagne informative sul rapporto tra alimentazione e stile di vita e una scheda di anamnesi alimentare per avere consigli per una dieta sana ed equilibrata. ottobre 2016 Il 16 ottobre di ogni anno la Fao – Food and Agriculture Organization of the United Nations – celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione , per commemorare la fondazione dell’Organizzazione nel 1945. In linea con i contenuti della giornata, lunedì 17 e martedì 18 ottobre , si terrà un’operazione per sensibilizzare sull’importanza di una sana e corretta alimentazione in una dimensione globale attraverso info point allestiti ad hoc nelle sedi di Milano (Mensa&Pizza.9), Piacenza (Mensa.7) e Roma (Policlinico e Mensa&Caffè.23) . educatt #alimentazione #salute #dieta Facebook Twitter Send by mail.

 
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