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Società Benefit sotto la lente

MILANO Società Benefit sotto la lente Un’indagine di Altis fotografa l’evoluzione di questa nuova tipologia di impresa su cui l’Italia è in prima linea. Soprattutto in Italia: prima in Europa a dotarsi di uno strumento normativo nel settore, con l’entrata in vigore nel 2016 della normativa che le regolamenta (la legge 208/2015), ha registrato negli ultimi due anni un incremento di questa nuova tipologia di imprese. A tracciarne l’identikit è stata l’Alta Scuola Impresa e Società ( Altis ) con un’indagine condotta da Stella Gubelli , docente di Programmazione e controllo all’Università Cattolica, che aveva l’obiettivo di individuarne le caratteristiche salienti e delineare i trend di rendicontazione attualmente diffusi. Anche attraverso lo studio di un caso specifico come quello di GMC, Gemelli Medical Center, dal 2017 Società Benefit, che fa capo all’Università Cattolica e gestisce l’Hospice Villa Speranza di Roma. Secondo l’indagine, sviluppata nel periodo marzo-maggio 2018 e a cui hanno risposto 72 aziende, il miglioramento della reputazione aziendale è tra gli elementi principali che spingono le imprese a diventare Società Benefit (58,6%) insieme a quello di bilanciare gli interessi economici e non finanziari (55,2%). Per il 48,7% dei rispondenti, il report di impatto è uno strumento reputazionale, mentre per il 41% è un supporto alla gestione e alla pianificazione: in particolare consente di razionalizzare gli obiettivi futuri e di sistematizzare le informazioni interne e le iniziative attuate (15,4%). Il caso specifico di GMC, Società Benefit dal 2017, ha confermato i risultati dell’indagine: primo caso a livello nazionale di Hospice-Società Benefit, costituisce un unicum nel panorama italiano, integrando aspetti di rendicontazione sociale – secondo standard GRI – con misurazione d’impatto di lungo periodo.

 

Insieme per la sostenibilità

Altis viene scelta per sviluppare un percorso formativo di sensibilizzazione sui temi della Csr con gli obiettivi di diffondere in azienda la consapevolezza dell’impatto sociale e ambientale generato dal servizio offerto e di migliorare le relazioni con i principali stakeholder. Il corso di formazione permette, infatti, di far comprendere ai collaboratori chiave dell’organizzazione l’impatto del loro lavoro e renderli ambasciatori dell’Azienda presso le imprese e gli enti locali con cui collaborano. Il Bilancio di Sostenibilità 2016 di Humana è un documento completo, costruito con rigore metodologico, orientato al passato ma anche fortemente proiettato al futuro, attraverso l’adesione a specifici obiettivi di sviluppo sostenibile. Consapevolezza interna sulla propria identità e sugli impatti generati; coinvolgimento degli stakeholder, in ottica di trasparenza e di creazione di valore condiviso» spiega Stella Gubelli , responsabile dell’Area Consulenza Altis. Tutto ciò è stato possibile grazie ai 2,9 milioni di donatori, alle aziende e alle istituzioni partner, ai volontari, agli enti pubblici e ai collaboratori che operano quotidianamente per trasformare la visione di Humana in azioni concrete. Humana conferma così il proprio impegno a favore della trasparenza e della tracciabilità con un percorso virtuoso che dura ormai da tempo. Humana ha inoltre legato il proprio impegno ad alcuni Sustainable Development Goals (SDGs), gli obiettivi di sviluppo sostenibile diramati dall’Onu nel settembre del 2015.

 

La startup sociale si colora di rosa

CATOLICAPOST La startup sociale si colora di rosa Dei sette progetti d’impresa della tappa italiana della Global Social Venture Competition quattro sono di giovani donne, due delle quali hanno vinto. I progetti hanno l’obiettivo di trovare una soluzione funzionale e di mercato a problemi sociali-ambientali particolarmente rilevanti» spiega Andrea Mezzadri di Altis, docente di Economia aziendale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (nella foto qui a lato ) . Quanto alla Gsvc di questa ottava edizione – quest’anno arricchito dal premio “Romano Rancilio Award” , riconoscimento ideato da Rancilio Cube, acceleratore e network specializzato per la crescita delle Pmi - hanno aderito 95 progetti , che sono stati sottoposti a una prima scrematura, attraverso l’analisi dell’Executive summary, arrivando a una selezione di 40 candidati. Tra questi una giuria qualificata ha selezionato i setti finalisti che giovedì 25 febbraio hanno presentato l’idea imprenditoriale a una platea di investitori composta da fondi d’investimento, Business Angels, Venture Capital, istituzioni e aziende, decretando i vincitori della tappa italiana del contest internazionale. Non deve invece preoccupare il fatto che molti progetti non si affermino nel mercato: è infatti normale che, quando un team prova a esplorare una determinata strada ma, in corso d’opera, si accorge di trovarsi di fronte a una soluzione non sostenibile decida di abbandonare l’idea». Nel mercato la Gsvc incide molto, dal momento che dalla fase di selezione fino alla tappa finale dell’arena meeting sono presenti finanziatori che valutano di persona le potenzialità delle proposte passate in esame», fa notare il professor Mezzadri. UBT RX Free Mammogram - sistema per il rilevamento del cancro al seno realizzato con una tecnologia innnovativa che porta i seguenti vantaggi: assenza di radiazioni ionizzanti, evita lo schiacciamento della mammella, user friendly, meno costoso rispetto ai sistemi tradizionali del 50%.

 

Gsvc, ecco le migliori startup italiane

MILANO Gsvc, ecco le migliori startup italiane Helperbit e mEryLo’ salgono sul podio della Global Social Venture Competition promossa dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley insieme ad Altis. Anche quest’anno la finale italiana della Global Social Venture Competition (Gsvc), la gara internazionale promossa dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley in partnership con l’Alta Scuola Impresa e società ( Altis ) ha individuato le due migliori idee di business che potrebbero cambiare l’economia del futuro. La seconda, invece, ha ideato un dispositivo che, direttamente collegato al paziente, permette di somministrare terapie farmacologiche attraverso i globuli rossi, limitando così il contatto tra il sangue e l’ambiente esterno, potenziale causa di contaminazione e infezioni. Il team di mEryLo’, inoltre, ha vinto il premio She4(Imp)Act , come miglior progetto “al femminile” di questa edizione, assegnato da Impact Hub Milano che ha messo a disposizione, per il secondo anno consecutivo, un pacchetto del valore di 25 mila euro per l’incubazione di 3 mesi. Sosteniamo sin dalla fondazione di Altis l’iniziativa della Global Social Venture Competition perché è fondamentale promuovere la creatività, l’energia, l’entusiasmo e lo spirito di iniziativa dei giovani, vero motore dello sviluppo di una società sana e viva», ha affermato Vito Moramarco , direttore di Altis a conclusione dell’evento. GHoMoLoG, KAITIAKI, Little Alienz, RELICTA, Talents Venture gli altri finalisti della tappa italiana della Gsvc che per questa edizione ha individuato 65 idee di business su 550 a livello mondiale da 60 paesi. Insieme ad Altis, partner dell’iniziativa sono Intesa Sanpaolo Start-Up Initiative , Associazione Prospera , Impact Hub Milano e Réseau Entreprendre Lombardia che nel corso della tappa italiana affiancano i team nelle attività di coaching e di preparazione dei pitch per le fasi finali della competizione.

 

Il mondiale delle startup

MILANO Il mondiale delle startup Dall’11 al 13 aprile 19 idee di impresa a impatto sociale e ambientale dai cinque continenti si sfideranno per la prima volta a Milano, grazie ad Altis, nelle finali internazionali della Global Social Venture Competition. Dall’ 11 al 13 aprile 19 idee di impresa a impatto sociale e ambientale provenienti da ogni parte del mondo si ritroveranno a Milano per contendersi il montepremi di 80mila dollari messo in palio alle finali mondiali dalla Global Social Venture Competition ( GSVC ). Quest’anno per la prima volta il concorso internazionale ideato e promosso dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley, in California, si svolgerà nel capoluogo lombardo grazie all’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica ( Altis ), da dieci anni partner dell’iniziativa. Due le finaliste che rappresentano il nostro Paese - Helperbit e mEryLo’ - scelte tra 65 idee di business raccolte quest’anno da Altis per l’Italian Round. Si comincia giovedì 12 aprile , alle 18 con la tavola rotonda “Promuovere ecosistemi a misura di startup” , ospitata da Regione Lombardia, tra i partner principali dell’iniziativa, nell’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli. Venerdì 13 aprile a partire dalle 8.45 nell’ Aula Pio XI ogni team presenterà la propria idea di business alla giuria internazionale che ne valuterà la sostenibilità economica e l’impatto sociale e ambientale generabile. Oltre a Regione Lombardia, sostiene la Global Social Venture Competition Intesa Sanpaolo, partner storico della GSVC Italy, insieme a Impact Hub Milano, Prospera e Réseau Entreprendre Lombardia, che confermano anche in questa occasione il loro impegno a favore dell’imprenditorialità giovanile responsabile.

 

Startup sociali, vince il Libano

milano Startup sociali, vince il Libano Il sistema di riciclo degli abiti usati dell’impresa libanese sale sul gradino più alto della Global Social Venture Competition, che si è tenuta per la prima volta in Italia. aprile 2018 A ottenere la vittoria nel “mondiale” delle startup sociali e ambientali è stata la libanese FabricAID , seguita dalla statunitense NeM o e, al terzo posto, dall’indiana Thinkerbell Labs . L’idea vincitrice arriva dal Libano: un innovativo sistema di raccolta, riciclo e redistribuzione degli abiti usati a comunità emarginate e in difficoltà. FabricAID raccoglie abiti di seconda mano da varie istituzioni, li rivende su mercati di seconda mano e negozi creati dall’impresa stessa attraverso il sistema del social franchising. NeMo produce un dispositivo indossabile a basso costo e smartphone pre-programmati che permettono alle mamme che vivono nelle zone rurali di monitorare in casa i loro neonati. Thinkerbell Labs ha ideato un dispositivo audio-tattile che permette agli studenti non vedenti di imparare a leggere e scrivere sia a mano che al computer in codice Braille. L’istruzione in Africa trova un valido e innovativo sostegno nel progetto di Ecoles ai Sénégal : si tratta di una piattaforma web che offre agli studenti la possibilità di accedere a lezioni video registrate con alcuni tra gli insegnanti più noti del Paese.

 

India, tre mesi nel top delle business school

Sono passati solo due anni da quando i primi studenti della facoltà di Economia sono volati nel sud dell’India per un trimestre di studio ma i legami tra Università Cattolica e Loyola Institute of Business Administration (Liba) si sono nel frattempo moltiplicati. La Liba ha scalato la classifica delle migliori Business School dell’India entrando nel ghota del settore: un’ascesa rapidissima che l’ha portata nella “top ten”, con un balzo di ben 12 posizioni in una graduatoria composta da più di 1.800 B-School. Il partner che la Cattolica, attraverso Relazioni Internazionali e Altis , ha scelto a Chennai, diventa così sempre più attrattivo per gli studenti di Economia, che già possono cominciare a pensare alla prossima estate. È stato pubblicato infatti nel sito delle Relazioni internazionali il bando che permetterà a dieci allievi della laurea specialistica in Management per l’impresa di trascorrere 13 settimane alla Liba, dal 21 giugno al 10 settembre 2010, con la possibilità di vedersi riconosciuti e convertiti due esami sostenuti oltre oceano. Un’esperienza che ha interessato lo scorso anno altri dieci studenti, impegnati per un trimestre nella città del Tamil Nadu che conta quasi sei milioni di abitanti, come racconta Luca Ponzio . Sono in corso di svolgimento tre survey internazionali congiunte, una delle quali sta per concludersi, che riguardano il management della catena di fornitura etica in vari paesi del mondo, e un progetto sulle piccole e medie imprese e i distretti industriali. L’alleanza Altis-Liba promuove infine una serie di progetti che vanno dalla conciliazione famiglia-lavoro al lancio, anche in India, del Network di manager della responsabilità sociale di impresa , una professionalità nuova che ha bisogno di mettere in comune best practice per consolidarsi e affermarsi.

 

Altis e Cattolica, accordo col Brasile

MILANO Altis e Cattolica, accordo col Brasile Il rettore Franco Anelli ha siglato un Memorandum of Understanding con l’Università Cattolica di Pelotas per favorire scambi di docenti e studenti, progetti di ricerca e iniziative di sviluppo territoriale. dicembre 2016 Programmi di scambi tra docenti e studenti undergraduate e graduate ; realizzazione di progetti di ricerca congiunti, iniziative di sviluppo territoriale. È quanto prevede il Memorandum of Understanding tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università Cattolica di Pelotas del Brasile, firmato martedì 29 novembre dai rettori dei rispettivi atenei, Franco Anelli e José Carlos Pereira Bachettini Jr . L’accordo di cooperazione internazionale tra le due istituzioni si inserisce nella più ampia collaborazione con il Sebrae, il Servizio Brasiliano di Sostegno alle Micro e Piccole Imprese, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo dell’imprenditoria locale e alla diffusione di una cultura imprenditoriale. Questa cooperazione, oltre a favorire la formazione di manager, consentirà di migliorare l’approccio alla soluzione di questioni economiche rilevanti per il Brasile, tra cui lo sviluppo dell’imprenditorialità locale e l’istruzione di base dei piccoli imprenditori», ha detto il rettore Bachettini. Dal 2012 l’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica ( Altis ) forma esponenti del Sebrae attraverso percorsi e programmi didattici ad hoc, molti dei quali incentrati sulla conoscenza dell’universo italiano delle pmi, un modello imprenditoriale che ormai fa scuola in tutto il mondo. Alla firma del Memorandum erano presenti, tra gli altri, l’ambasciatore del Brasile in Italia Paulo Cordeiro de Andrade Pinto , l’arcivescovo metropolita di Pelotas Dom Jacinto Bergmann , l’ assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori .

 

Con Francesco per promuovere l’Africa

FORMAZIONE E SVILUPPO Con Francesco per promuovere l’Africa Nei viaggio apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana, il Papa richiama il mondo a sostenere modelli responsabili di sviluppo economico. L’impegno della Cattolica per formare una nuova generazione di imprenditori locali 26 novembre 2015 Papa Francesco è in Africa per la viaggio apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana. Dalle parole che sta pronunciando emerge un appello a “ promuovere modelli responsabili di sviluppo economico ”, perché “l’esperienza dimostra che la violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione”. Proprio in alcuni dei Paesi visitati dal Papa, l’Università Cattolica è presente con il Global Mba in lmpact Entrepreneurship dell' Alta Scuola impresa e società (Altis) per formare imprenditori sociali (in alto la festa dei diplomati della prima edizione del Kenya) . Faremo il possibile per partire nel 2016 in quattro nuovi Paesi, in cinque anni vogliamo coinvolgere alcune migliaia di imprenditori sociali», spiega Mario Molteni , fondatore di Altis-Cattolica presidente di Always Africa e nel Cda di E4Impact. Sostenere lo sviluppo in Africa è una strada, anche, per contenere i drammatici fenomeni migratori? L'assenza di opportunità di lavoro è una delle principali cause di questi fenomeni. Non solo per l'impatto diretto delle nostre iniziative, ma anche, come abbiamo già sperimentato ad esempio in Kenya e Ghana, perché fungiamo da diffusori di una cultura imprenditoriale, aiutando a innescare processi di sviluppo virtuosi.

 

Se le Pmi fanno le multinazionali

CATTOLICAPOST Se le Pmi fanno le multinazionali Anche se in certi comparti non ci sono più grandi aziende italiane, imprese più piccole sono leader del Made in Italy nel mondo. by Marco Castro | 28 gennaio 2016 Un periodo difficile che ha lasciato sul campo parecchie vittime ma che ha fatto emergere i nuovi campioni del made in Italy nel mondo: piccole e medie imprese che, rubando la scena alle grandi, si comportano come e vere e proprie multinazionali nel loro settore. I dati dicono che la grave situazione economica ha portato alla chiusura di un numero rilevante di imprese, soprattutto quelle che erano fragili dal punto di vista delle competenze. Anche se in alcuni comparti a livello di quote di mercato internazionale non abbiamo più grandi imprese, spesso ne abbiamo delle medie, composte da 80 o 100 dipendenti, che nel loro piccolo si comportano come vere e proprie multinazionali. Per rispondere al bisogno di maggiori competenze l’Università Cattolica e altri istituti hanno offerto più formazione sia agli imprenditori sia agli enti che si occupano di Pmi in Italia e all’estero. Un approccio tipico della nostro offerta didattica è aiutare i partecipanti - imprenditori, figli di proprietari d’azienda o collaboratori - a capire che il mondo delle micro, piccole e medie imprese è totalmente diverso da quello delle grandi. Cosa insegnate in particolare? «Abbiamo una serie di corsi che vanno da quello di marketing per Pmi al corso di finanza e programmazione, con un controllo quindi di tutto ciò che riguarda la gestione finanziaria e la contabilità, mostrando modelli diversi da quelli delle grandi imprese.

 

Assicurazioni, la Csr è digitale

Cattolicapost Assicurazioni, la Csr è digitale Nel corso promosso da Altis e Cnp UniCredit Vita , studenti e dipendenti in team cercheranno strumenti innovativi per comunicare i valori dell’azienda. È il progetto alla base del nuovo corso di alta formazione “ Digital Csr per il settore assicurativo ”, promosso da Altis dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Cnp UniCredit Vita . Un percorso che non si fermerà nei confini della classe: quattro team misti tra studenti e dipendenti e manager dell’azienda lavoreranno a dei project work finalizzati a fornire al comitato di direzione aziendale soluzioni innovative per la comunicazione della cultura assicurativa di Cnp Vita. L’idea nasce dalla collaborazione tra Cnp Vita e Altis per la definizione del nostro piano strategico di sostenibilità» afferma Maria Elisa Cesari , direttore legale & societario e Csr manager Cnp UniCredit Vita. L’unione tra le competenze accademiche di Altis e l’esperienza di Cnp UniCredit Vita fa di questo corso un’opportunità per favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Oggi l’Accademia deve essere in grado di accompagnare i giovani verso le nuove sfide del mercato del lavoro» commenta Mario Molteni , direttore scientifico del corso e delegato del rettore al coordinamento e allo sviluppo dei rapporti con le imprese dell’Università Cattolica del Sacro Cuor. assicurazioni #csr #socialresponsibility #altis Facebook Twitter Send by mail LA RESPONSABILITÀ SOCIALE SECONDO ALTIS Altis è l’Alta Scuola dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che si occupa di imprenditorialità e management per lo sviluppo sostenibile .

 
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