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Startup sociali, vince il Libano

milano Startup sociali, vince il Libano Il sistema di riciclo degli abiti usati dell’impresa libanese sale sul gradino più alto della Global Social Venture Competition, che si è tenuta per la prima volta in Italia. aprile 2018 A ottenere la vittoria nel “mondiale” delle startup sociali e ambientali è stata la libanese FabricAID , seguita dalla statunitense NeM o e, al terzo posto, dall’indiana Thinkerbell Labs . L’idea vincitrice arriva dal Libano: un innovativo sistema di raccolta, riciclo e redistribuzione degli abiti usati a comunità emarginate e in difficoltà. FabricAID raccoglie abiti di seconda mano da varie istituzioni, li rivende su mercati di seconda mano e negozi creati dall’impresa stessa attraverso il sistema del social franchising. NeMo produce un dispositivo indossabile a basso costo e smartphone pre-programmati che permettono alle mamme che vivono nelle zone rurali di monitorare in casa i loro neonati. Thinkerbell Labs ha ideato un dispositivo audio-tattile che permette agli studenti non vedenti di imparare a leggere e scrivere sia a mano che al computer in codice Braille. L’istruzione in Africa trova un valido e innovativo sostegno nel progetto di Ecoles ai Sénégal : si tratta di una piattaforma web che offre agli studenti la possibilità di accedere a lezioni video registrate con alcuni tra gli insegnanti più noti del Paese.

 

Agricoltura, una sostenibilità certificata

piacenza Agricoltura, una sostenibilità certificata A Piacenza venerdì 6 aprile incontro annuale sull’ armonizzazione degli standard voluta da ministero dell’Ambiente e delle Politiche agricole tra Qualità nazionale sulla produzione integrata e Protocollo Viva . marzo 2018 Si svolgerà venerdì 6 aprile , alle 9.30, nella Sala Convegni “G. Piana” dell’Università Cattolica a Piacenza, l’incontro annuale dedicato all'agricoltura sostenibile, realizzata seguendo le linee guida di un progetto, che nasce dall'accordo dei ministeri dell'Ambiente e dell'Agricoltura. Il ministro dell'Ambiente e quello delle Politiche Agricole hanno siglato recentemente un comune programma di lavoro volto ad armonizzare e integrare lo standard di Qualità Nazionale sulla Produzione Integrata (SQNPI) e il protocollo VIVA dedicato alla sostenibilità nella Vitivinicoltura. L’obiettivo dei ministeri è arrivare a uno standard di gestione sostenibile misurabile e certificabile, gestito nell’ambito dei sistemi di qualità e che sia un riferimento univoco per le produzioni italiane, nonché un biglietto da visita per le produzioni made in Italy sui mercati internazionali. In futuro si potranno coinvolgere anche altri comparti agricoli, contribuendo così a ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla salute e nel contempo garantire un approccio economicamente sostenibile valorizzando le produzioni nazionali che da oltre un trentennio usano modelli produttivi ispirati alla Produzione Integrata . Nel corso del seminario piacentino sul tema Produzione integrata e sostenibilità. SQNPI e VIVA: un approccio coordinato , che sarà aperto dal preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali Marco Trevisan , saranno presentati i risultati dei progetti e lo stato di avanzamento dell’integrazione degli standard.

 

In collegio si parla d’ambiente

Milano In collegio si parla d’ambiente Al Ludovicianum ha preso il via il seminario economico-giuridico con due incontri dedicati al rapporto tra uomo e natura. Prossimo appuntamento lunedì 26 marzo con il direttore generale Arpa Lombardia su educazione ambientale e sviluppo sostenibile. by Linda Poncetta | 21 marzo 2018 Il rapporto tra uomo e natura protagonista al Ludovicianum. Si è tenuto mercoledì 21 marzo il primo dei due incontri del Seminario economico-giuridico “L’altra crisi. Ricerca, formazione, conversione” è stato il titolo del primo appuntamento, in cui è intervenuto il professor Pierluigi Malavasi , docente di Pedagogia Generale e direttore dell’Alta Scuola per l’Ambiente (Asa). Papa Francesco nella sua Enciclica fa notare che le strategie adottate per risolvere la complessa crisi socio-ambientale attuale richiedono un nuovo rapporto che comprenda le dimensioni umane e sociali «per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura». Pedagogia dell’ambiente, alimentazione, ecologia integrale , in cui, all’indomani dell’Esposizione Universale, si attesta l’esigenza della progettazione pedagogica, avvalorando un modello di benessere sostenibile nella prospettiva di un’ecologia integrale.

 

Volontari per salvare la Terra

Giornata Mondiale della Terra Volontari per salvare la Terra Gli studenti dell’Ateneo, che hanno a cuore il futuro del pianeta, animeranno a Roma il Villaggio per la Terra , la kermesse organizzata da Earth Day Italia e Movimento dei Focolari a Villa Borghese dal 21 al 25 aprile. Sono gli ingredienti dell’iniziativa dedicata alla tutela del pianeta, organizzata a Roma da Earth Day Italia insieme al Movimento dei Focolari . L’evento si terrà a Villa Borghese, dal 21 al 25 aprile 2018 , in occasione della 48ª Giornata Mondiale della Terra , ed è dedicato al sostegno dei 17 obiettivi individuati dall’Onu nel programma “ Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile ”. Il Villaggio ospiterà laboratori ludici e didattici, di riciclo creativo e di conoscenza della natura, di sismologia e vulcanologia, planetario, fattorie didattiche, letture animate. Moltissimi i momenti di riflessione e condivisione di buone pratiche, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, scienziati, ricercatori, economisti, imprenditori e rappresentanti della società civile. Gli studenti dell’Università Cattolica , che hanno a cuore il futuro del pianeta, potranno entrare a far parte del team di volontari coordinato scientificamente dall' Alta Scuola per l'Ambiente (ASA) e partecipare da protagonisti all'evento. Ogni gruppo di studenti, per i quali è previsto anche un week end formativo, lavorerà su uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

Gmg, i giovani a difesa dell’ambiente

Brescia Gmg, i giovani a difesa dell’ambiente La salvaguardia del creato è uno dei punti cardinali della Giornata mondiale della Gioventù di Panama 2019. Al primo di questi è stato dedicato l’incontro organizzato lo scorso 1° febbraio al Giornale di Brescia, dalla Fondazione Togni Cantoni Marca, in collaborazione con l’Alta scuola per l’ambiente dell’Università Cattolica e la Fondazione Tovini. Papa Bergoglio, nell’enciclica Laudato si’, scrive che San Francesco “ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia”. Dopo i saluti del presidente dell’Editoriale Bresciana, Giovannimaria Seccamani Mazzoli e del direttore del Giornale di Brescia Nunzia Vallini , la parola è passata a don Marco Mori , responsabile della pastorale giovanile della Diocesi, che ha introdotto il tema. Bergoglio ci ha ricordato che la cura del Creato è dovere di tutti noi, dobbiamo impegnarci a fare della casa comune un luogo abitabile. Che cosa metteranno nello zaino i giovani che si recheranno alla Gmg? È ciò che è chiesto Michele Bonetti , presidente della Fondazione Tovini, che ha preso spunto dalle parole del beato camuno. Don Adriano Bianchi , presidente della Federazione Italiana dei settimanali cattolici e direttore del settimanale diocesano “La voce del popolo”, ha parlato di ecologia dei media, «perché ormai quello che è il mondo virtuale è diventato parte della nostra vita, e quindi reale».

 

Il caso Ilva al Marianum

Milano Il caso Ilva al Marianum Il commissario straordinario delle procedure di amministrazione straordinaria Enrico Laghi e il consulente della struttura commissariale Nicola Nicoletti parleranno dello stabilimento siderurgico di Taranto lunedì 4 dicembre in via San Vittore a Milano. by Linda Poncetta | 29 novembre 2017 Il caso Ilva entra in collegio. Lunedì 4 dicembre 2017 alle ore 20.45, nel salone del Marianum (via San Vittore), si parlerà delle vicende dello stabilimento siderurgico di Taranto , la più grande acciaieria d’Europa, tristemente protagonista di un ampio e decennale dibattito sull’impatto ambientale dei suoi impianti . L’incontro aperto al pubblico “ Impresa e territorio: il caso Ilva ” è un’occasione di approfondimento sui drammatici eventi che hanno interessato questa realtà aziendale. A fare chiarezza sulla vicenda interverranno il consulente della struttura commissariale di Ilva e PwC partner Nicola Nicoletti , il commissario straordinario delle procedure di amministrazione straordinaria di Ilva Enrico Laghi e la docente di Ingegneria ambientale del Politecnico di Torino Mariachiara Zanetti . Il caso dell’Ilva rappresenta una grave crisi ambientale italiana, «una situazione endemica e radicata nel tempo, a partire dalle scelte di politica industriale maturate a far corso dal secondo dopoguerra». ilva #marianum #ambiente Facebook Twitter Send by mail.

 

La giustizia e l’inquinamento storico

MILANO La giustizia e l’inquinamento storico Il lasso di tempo che separa le condotte illecite dall’emersione e conseguente accertamento di conseguenze lesive o pericolose per la salute dell’uomo e per l’ambiente, porta il pericolo di guardare con gli occhi di oggi a vicende del passato. Si tratta di un quesito che porta in nuce il pericolo di «appiattire i piani» e «guardare con gli occhi di oggi a vicende del passato» . È il caso, ricordato da Alessandro D’Adda , ordinario di Diritto privato all’Università Cattolica, della Direttiva dell’Unione Europea sulla responsabilità ambientale del 2004, che ha riaffermato l’importanza nevralgica del risarcimento e, in particolare, la «primazia del risarcimento in natura» , prevedendo un ventaglio di forme di riparazione del danno ambientale . Ancora, l’ «hindsight bias» o il «senno di poi» , che caratterizza nei casi di inquinamento storico lo sguardo rivolto a vicende passate con gli occhi di oggi, rende il diritto penale, dal punto di vista politico-criminale, «anti-economico» . Sapere che la responsabilità di fatti estremamente complessi ricade su pochi colpevoli tranquillizza la società: un meccanismo, quello del «capro espiatorio» , che il diritto penale deve a tutti i costi evitare, ha affermato il consigliere della Corte di Cassazione Rocco Blaiotta . Ciononostante, ha ricordato Giandomenico Comporti , ordinario di Diritto amministrativo presso l’Università di Siena, la risposta del diritto amministrativo a fenomeni di inquinamento storico si regge su due capisaldi: la necessità di individuare il soggetto responsabile e quella di accertare l’effettivo contributo causale all’inquinamento di un determinato sito. Ha, quindi, aggiunto Marcello Cecchetti , capo ufficio legislativo presso il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, che l’obiettivo delle politiche ambientali di oggi dovrebbe essere quello di «sciogliere e separare le attività di bonifica dalla ricerca spasmodica e identificazione del responsabile, oggi inesorabilmente intrecciate».

 

Unicatt, un Ateneo “riciclone”

E, per diventare campioni di sostenibilità, dal 20 novembre l’Università Cattolica cercherà di imprimere una svolta alla raccolta differenziata , a partire dalla sede storica di Milano . L’iniziativa, condotta insieme ad Amsa , è stata preceduta, infatti, da uno studio realizzato dalla società del gruppo A2A che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti nel milanese, secondo cui la produzione annuale totale di rifiuti urbani dell'Ateneo è stimata in 332 tonnellate/anno. Secondo Amsa, la qualità delle frazioni differenziate di plastica e metallo, carta, vetro e organico sono eccellenti con presenza trascurabile di materiali estranei. Tuttavia le analisi merceologiche effettuate sui campioni di «rifiuto indifferenziato delle aree comuni» mostrano che è ancora presente rifiuto riciclabile. Il primo è r ecuperare buona parte degli imballaggi in plastica e metallo, cartone (Tetrapak) e i bicchieri di plastica conferiti nell'indifferenziato delle aree distributori automatici deviandoli verso i contenitori di plastica e metallo e carta. Il secondo obiettivo è recuperare la quota riciclabile di plastica e poliaccoppiati in carta ancora presente nei contenitori nell'indifferenziato delle aree comuni . È dal 2012 che il campus di Piacenza ha intrapreso un processo di misurazione e gestione dell’impatto delle proprie attività, con un percorso di sviluppo riferito a tre macro-aree: ambiente , persone , territorio .

 

Garda, un patrimonio da salvare

Ambiente Garda, un patrimonio da salvare Con il progetto Cluster Garda i ricercatori di Scienze matematiche, fisiche e naturali raccoglieranno i dati per effettuare una nuova cartografia del più grande lago d’Italia. Il database servirà per la simulazione di potenziali calamità ed eventi estremi 31 ottobre 2017 Il lago di Garda o Benaco, come lo chiamava Virgilio nelle Georgiche, costituisce un patrimonio di straordinaria ricchezza per l’elevato valore naturalistico, culturale ed economico. Tuttavia la sua estensione e varietà di ambienti, il lungo tempo di ricambio delle acque, nonché la collocazione in una delle aree più densamente abitate e industrializzate d'Europa, lo rendono particolarmente vulnerabile agli impatti antropici e agli effetti del cambiamento climatico. Noi partiremo subito questo mese con una prima azione che scandaglierà il fondo del lago in modo da aggiornare una cartografia ferma agli anni Sessanta, grazie ad un contributo della Fondazione Cariplo , in collaborazione con il CNR di Bologna.”. L’auspicio dei promotori del Cluster Garda è che si riesca a tutelare e valorizzare il lago di Garda in un’ottica integrata, consapevole e di sostenibilità ambientale e che questo impegno sia condiviso in modo interdisciplinare, intersettoriale e territoriale. Nel 2016 il turismo della sponda bresciana del lago di Garda ha infatti rappresentato il 64,6% degli arrivi e il 73,7% delle presenze del movimento turistico bresciano (fonte: Settore Turismo Prov. di Brescia). Si tratta di un dato poco noto, ma che equivale a più del 25% di arrivi e presenze della riviera del Garda bresciano.

 

Agroalimentare, sostenibile per decreto

Piacenza Agroalimentare, sostenibile per decreto Garantire il made in Italy e tutelare consumatori e produttori: un progetto dei ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole per un sistema unico di misurazione della sostenibilità . Si avrà così un sistema univoco per valutare la sostenibilità delle produzioni italiane e, soprattutto, si otterrà «un importante biglietto da visita per i mercati internazionali delle produzioni made in Italy » prosegue il professor Capri. Il ministero delle Politiche agricole si è da sempre occupato della sostenibilità a partire dagli aspetti più agricoli: pratiche agronomiche e gestione dei trattamenti in campo con agro farmaci, in modo da assicurare un prodotto dalla qualità elevata, sicuro e rispettoso dell’ambiente. Per questo ha creato il marchio Sqnpi, il Sistema di Qualità Nazionale sulla produzione Integrata, identificato da un’ape sull’etichetta del prodotto» spiega la ricercatrice Lucrezia Lamastra , che insieme al professor Ettore Capri è coinvolta attivamente in questo progetto. Il Ministero dell’Ambiente, dal canto suo, si occupa da anni di promuovere programmi finalizzati alla diffusione di modelli sostenibili di produzione e consumo fra i quali Viva - La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia rappresenta sicuramente l’esempio più concreto, con una valutazione della sostenibilità a 360 gradi». Viva nasce nel 2011 come progetto nazionale pilota con lo scopo di misurare e migliorare le prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino» ricorda il professor Capri, che ha seguito scientificamente l’implementazione di questo sistema. Grazie all’individuazione di quattro indicatori (Aria, Acqua, Territorio e Vigneto), accompagnati dai relativi disciplinari, le aziende che aderiscono al programma possono misurare l’impatto della loro produzione e della loro organizzazione in termini di sostenibilità e intraprendere in tal modo un percorso di miglioramento».

 

Il vero progresso fa rima con natura

asa Il vero progresso fa rima con natura Una visita al Parco del Serio è diventata occasione per gli studenti del master in Gestione e comunicazione della sostenibilità dell’Alta Scuola per l’Ambiente per nuove riflessioni nel campo dell’ecoturismo e della biodiversità. Formazione, green jobs, circular economy dell’ Alta Scuola per l’Ambiente – Asa , Università Cattolica sede di Brescia, si formano anche sul campo e una visita al Parco del Serio diventa l’occasione per proposte e riflessioni, in un’ottica sostenibile. Uno di questi è il Parco del Serio, che si estende tra le provincie di Bergamo e Cremona, lungo l’omonimo fiume. A oggi molte sono le persone che possono godere della ricchezza e della bellezza di quest’area, situata in prossimità del comune di Romano di Lombardia e ben collegata, anche attraverso il servizio di trasporto pubblico, alle città più vicine. L’ ecoturismo in quest’area può davvero risultare un eccellente alleato nel favorire uno sviluppo sano delle comunità locali e per questo l’Ente Parco è costantemente impegnato nel promuovere attività che mirino alla valorizzazione naturale, sociale, culturale ed economica del territorio. Per questo motivo al Parco del Serio sono state previste delle misure di compensazione e di mitigazione a seguito della costruzione dell’autostrada BreBeMi e della linea ferroviaria TAV, opere aventi un pesante impatto sul territorio e sul paesaggio. Quattro modi attraverso cui il Parco del Serio conserva il suo patrimonio : #1 Tutela l’ambiente Il modo in cui visitiamo un luogo aiuta a tutelare la natura: il Parco è attraversato da sentieri che ci invitano a scoprirlo a piedi, in bici o a cavallo senza danneggiare l’ambiente.

 
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