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Il ponte di Christo diventa tesi

Brescia Il ponte di Christo diventa tesi Sara Ribola , studentessa della sede di Brescia, che vive a Montisola, studierà i risvolti in termini di valorizzazione delle risorse umane di The floating piers , l'opera che per quindici giorni ci farà camminare sulle acque del lago d’Iseo. by Antonella Olivari | 17 giugno 2016 Per quindici giorni sarà al centro dell’attenzione mondiale per The floating piers, l’opera di Christo che ci farà camminare sulle acque del lago d’Iseo, unendo la terraferma a Montisola. Ed proprio sull’isola più grande dei laghi europei che vive Sara Ribola , studentessa della laurea magistrale in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane alla sede di Brescia dell’Ateneo, che all’opera dell’artista bulgaro-americano dedicherà la sua tesi di laurea. Sono 500 sono i lavoratori assunti a tempo determinato per l’occasione: 170 sono bagnini, senza contare il personale coinvolto nel montaggio dell'opera e l’azienda che ha prodotto i pannelli che formano la passerella. L’opera consentirà al pubblico di passeggiare sulle sponde e sulle acque del Sebino, attraverso una passerella di 5,5 km - i primi 2,5 sulla terra ferma, 3 galleggianti sull’acqua - che collegherà la località di Sulzano a Monte Isola, per giungere all’isolotto di San Paolo. Il tutto, dopo due anni di progettazioni e test di fattibilità e 15 milioni di euro di costo, realizzato con 70.000 metri quadrati di scintillante tessuto arancione, adagiato su una sequenza modulare di pontili galleggianti, larghi 16 metri ciascuno e costruiti con 200.000 cubi di polietilene ad alta densità e altrettante viti giganti. Tra gli interventi più celebri, ricordiamo l’imballaggio del Pont Neuf di Parigi (1975-85), quello del Reichstag di Berlino (1971-95), l’impacchettamento della statua di Vittorio Emanuele in piazza della Scala a Milano (1970) o quello di 11 isole nella baia di Byscaine, a Miami, in Florida (1980-83).

 
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