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Cyberbullismo, che fare?

by Bianca Martinelli | 01 gennaio 0001 Complici i recenti fatti di cronaca, è tra i temi di maggiore attualità, al punto che, anche tra gli esperti, si inizia a parlare di vera e propria emergenza. Un convegno che, come ha spiegato la prof.ssa Simona Caravita , ha preso avvio anche sullo spunto di quelle che sono le ultime direttive in materia emanate dalle Nazioni Unite. Le direttive europee parlano di un’azione sistemica di monitoraggio che coinvolga tutto il sistema scolastico e le sue parti interessate, dagli insegnanti, alla famiglie e gli studenti. Questo è necessario poiché la natura del fenomeno non è solo individuale, bensì sfrutta logiche “di gruppo” in cui pubblico e spettatori sono fondamentali” conclude Caravita. Necessario dunque un intervento integrato verso un’educazione morale, oltre che all’uso corretto delle tecnologie poiché, se queste ultime non sono la causa originaria, certamente componenti quali visibilità, condivisione e viralità dei contenuti postati in rete, fungono da cassa di risonanza sugli effetti nelle vittime. Secondo Federica Di Cosimo , referente il Bullismo e il Cyberbullismo per Ufficio Territoriale di Brescia “Gli strumenti legislativi oggi a nostra disposizione sono molti ma serve la sinergia tra istituti scolastici e famiglie degli studenti. Gli obiettivi sono di tre tipi: prevenzione, contrasto, ma anche recupero dei casi in cui gli episodi di questo tipo si siano già verificati.

 

Con il Miur contro le Parole Ostili

Ateneo Con il Miur contro le Parole Ostili Ad Assisi siglato un protocollo tra ministero, associazione Parole O_Stili, Ateneo e Istituto Toniolo per promuovere una cultura della rete rispettosa. Parlano la ministra Valeria Fedeli e il prorettore della Cattolica Antonella Sciarrone Alibrandi 14 settembre 2017 Parole Ostili e Miur insieme per promuovere una cultura della rete “non ostile”. La firma del Protocollo di oggi è importante perché ci impegna, tutte e tutti quanti, all’educazione alla cittadinanza digitale, una priorità che il nostro sistema di istruzione oggi deve avere per le giovani e i giovani» dichiara Valeria Fedeli , ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’Università Cattolica è convinta dell’estrema importanza di contrastare la violenza verbale nel web e di promuovere, in ogni ambito, l’uso rispettoso del linguaggio» dichiara il prorettore Antonella Sciarrone Alibrandi . Da anni i nostri sociologi, psicologi, pedagogisti e comunicatori si occupano di queste tematiche e sviluppano ricerche anche con il supporto di nuove metodologie, allo scopo di elaborare buone pratiche e di sostenere il mondo della scuola in questa difficile sfida». Per quanto riguarda l'hate speech praticato direttamente, la maggioranza dei maschi e delle femmine (rispettivamente il 68,8% e l'61,4% delle femmine) dichiara di non aver mai postato o condiviso contenuto che può essere considerato hate speech. L’iniziativa ha avuto il suo primo momento di confronto a Trieste lo scorso febbraio, appuntamento durante il quale è stato redatto il “Manifesto della comunicazione non ostile”, una carta che raccoglie 10 princìpi di stile per ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si propagano facilmente in Rete.

 
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