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Scuola, cambiano i “modi” d’imparare

Milano Scuola, cambiano i “modi” d’imparare Una rete di scuole milanesi con il Cedisma lancia una sperimentazione per superare il modello a “zig zag” con continui cambi di materia, a vantaggio di una didattica differenziata per blocchi più inclusiva anche per gli studenti con disabilità e Dsa. Un programma centrato sulla persona” è il progetto innovativo che coinvolge molte scuole italiane e, in particolare, 94 classi di 17 istituti comprensivi della scuola primaria a tempo pieno di Milano e provincia. L’iniziativa riguarda le scuole che vogliono rinnovare la didattica sul piano orario e qualitativo e anche della differenziazione didattica» afferma il direttore del Cedisma Luigi D’Alonzo , che coordinerà l’attività di osservazione e monitoraggio per questo primo anno di sperimentazione. Abbiamo un numero sempre maggiore di ragazzi complessi, si riscontra un boom di certificazioni di Disturbi dell’apprendimento (DSA) e disabilità a vario titolo e un boom anche di ragazzi senza certificazioni ma molto problematici. L’ipotesi che il progetto vuole percorrere è quella di cambiare l’orario scolastico, cercando di offrire ai bambini periodi di apprendimento dello stesso ambito disciplinare molto più ampi in modo che possano con tranquillità e flessibilità raggiungere gli obiettivi. Che ruolo avrà l’insegnante di sostegno con questa nuova modalità di insegnamento? «L’insegnante di sostegno, quando c’è, finalmente assolverà a quanto prevede la legge, e cioè assumerà la contitolarità della classe aiutando nella progettazione e nello svolgimento delle attività l’insegnante curriculare. scuola #primogiorno #bambini #didattica Facebook Twitter Send by mail CATTOLICAPER LA SCUOLA Da alcuni mesi l’Ateneo ha avviato Cattolicaper la scuola , il portale che mette a disposizione un’esperienza pluriennale nel campo della formazione e della ricerca applicata.

 

Professore, raccontami una Storia

milano Professore, raccontami una Storia Registi come Gabriele Vacis , divulgatori come Daniele Biacchessi , insieme a fumettisti e storici, protagonisti del workshop “ Dire, fare, raccontare” . febbraio 2017 Com’è che quando va in televisione o a teatro la storia sfonda ma sui banchi non appassiona? È la domanda che si sono posti da approcci diversi accademici, giornalisti, fumettisti e registi protagonisti del workshop nazionale sulla narrazione della storia “ Dire, fare, raccontare ”. Tra loro Gabriele Vacis e Daniele Biacchessi , per fare due nomi conosciuti al grande pubblico, ospiti dell’iniziativa promossa per la seconda volta dalla facoltà di Scienze politiche e sociali e dal dipartimento di Scienze politiche , con il coordinamento dei professori Paolo Colombo e Chiara Continisio . Oppure operazioni teatrali come quelle realizzate da Gabriele Vacis, coautore con Marco Paolini di Vajont, o le tournée sulla storia promosse in giro per l’Italia dall’editore Laterza con sale gremite di pubblico eterogeneo. Per il professor Paolo Colombo per sconfiggere l'immagine di un insegnamento noioso della storia tra i giovani, bisogna «portarli indietro e portarli in avanti: tornare alla fase infantile in cui era piacevole farsi raccontare delle storie e, insieme, trovare modi nuovi per intercettare generazioni abituate a "surfare" in rete». Daniele Biacchessi, scrittore e giornalista che porta in giro per l'Italia la storia, spiega che, per comunicarla anche alle giovani generazioni, bisogna sperimentare, cioè «fare memoria storica». “Un esperimento che si conclude ogni volta con la partecipazione del pubblico, chiamato ad assistere a una storia coinvolgente e affascinante, come quella che i nostri nonni e i nostri genitori ci raccontavano prima di andare a dormire”.

 

iCatt Mobile, è arrivata la nuova app

Ateneo iCatt Mobile, è arrivata la nuova app Tra le novità, la possibilità di iscriversi a un esame dal proprio smartphone, di conoscere in tempo reale il cambio d’aula di una lezione grazie a notifiche push e di accedere ai corsi online Blackboard attraverso l'installazione di Bb Student. aprile 2017 Iscriversi all’esame o verificare i crediti formativi sullo smartphone; calcolare la media o verificare la presenza di un libro in biblioteca; organizzare lo studio o ricevere informazioni importanti sull’attività didattica. iCatt Mobile , una delle numerose app a disposizione degli studenti che frequentano l’Università Cattolica, è stata rinnovata in maniera profonda e sostanziale proprio nei giorni scorsi. Tra le nuove funzioni della app personalizzata per gli studenti dell'Ateneo c'è anche la possibilità di iscriversi a un esame o conoscere in tempo reale il cambio d’aula di una lezione attraverso notifiche push. Disponibile gratuitamente su Apple Store e Google Play , iCatt mobile si presenta con quattro icone principali , porte d’accesso ad altrettante funzioni: corsi ed esami, libretto, avvisi e biblioteca. “ Corsi ed esami ” permette di iscriversi a un appello e consultare le informazioni relative alle lezioni e alle prove in calendario, “ Libretto ” di verificare i crediti formativi universitari (Cfu) acquisiti e il diagramma degli esami sostenuti. Tramite iCatt Mobile è possibile anche richiedere informazioni al Polo studenti e collegarsi ai corsi online Blackboard, attraverso l'installazione dell'app Bb Student, anch’essa di nuova realizzazione.

 

Tecnologia in classe, vince l’inclusione

Tecnologia in classe, vince l’inclusione Maria Carruba , dottoranda in Scienze della Persona e della Formazione, studia come sfruttare le nuove frontiere tecnologiche non solo per rendere innovativa la didattica ma per personalizzare i contenuti in base alle esigenze di ogni allievo. È la sfida del mio progetto di ricerca “ Classroom management and inclusion: pedagogical and technological approach ”, che si colloca nell’ambito della Pedagogia speciale, la scienza che ha il compito di individuare, tracciare e percorrere strade pedagogico-educative e didattiche a garanzia anche dell’allievo con disabilità o con problemi significativi. L’insegnante in questo modo, nell’ottica del caring di don Milani, non è più solo colui che trasmette conoscenza ma il primo grande “ausilio” per l’apprendimento di cui tutti gli allievi, nessuno escluso, hanno bisogno. All’insegnante non è richiesta una competenza puramente tecnica ma di conoscere e sfruttare le potenzialità della tecnologia come uno strumento che rende insegnamento e apprendimento un momento piacevole e funzionale. La tecnologia può diventare uno strumento per personalizzare l’apprendimento, un ausilio per l’insegnante per rispondere alle esigenze di tutti gli allievi presenti in classe, e spesso rappresenta, per l’allievo con disabilità, un vero e proprio strumento per il benessere. Naturalmente essa non può cancellare la disabilità o una difficoltà ma può ridurla, compensarla, oggi più che mai: grazie alla tecnologia si può sentire, leggere, vedere, scrivere, imparare anche laddove le compromissioni senza l’uso di un ausilio non lo avrebbero mai permesso. Organizzata dalla Taset (The Association of Science, Education and Technology), dall’Università delle Tecnologie di Vienna, dall’Università di Sakarya, dall’Università di Istanbul e dalla Governors State University, la conferenza era incentrata sugli aspetti innovativi necessari per una educazione di qualità.

 
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