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L’economia oltre i luoghi comuni

Milano L’economia oltre i luoghi comuni L’euro, le banche, le riforme, la competitività: sono alcune delle parole chiave che, pur con un fondo di verità, alimentano stereotipi che dimostrano il basso livello della discussione pubblica, anche tra policy makers. Parla il professor Andrea Boitani by Francesco Altavilla | 18 maggio 2017 «Il problema è l’euro», «È tutta colpa delle banche!», «Per uscire dalla crisi bisogna fare le riforme», «L’Italia va male perché è poco competitiva». Un “libro utile” l’ha definito Giuseppe Pisauro , presidente dell’ufficio parlamentare di Bilancio, che ha criticato la vulgata che associa all’adozione di riforme strutturali proprietà benefiche tout court. Di opinione simile il professor Marco Lossani , che ha lodato l’opera di Boitani definendola «non semplicemente un libro sui luoghi comuni ma un libro sul metodo». Il professore di Economia dei mercati emergenti ha sottolineato come sia necessario, prima di parlare o scrivere di economia, «conoscere accuratamente i modelli di studio. Ma il volume ha un secondo pregio, a giudizio di Lossani: «È un’agenda per tornare a crescere, che pone in primo piano la necessità di fare delle riforme». Da cosa è nata la necessità di decostruire questi luoghi comuni? Il professor Boitani ha una risposta estremamente semplice a questa domanda: a muoverlo è stato «il fastidio per il basso livello della discussione pubblica, in cui l’ideologismo prevale e la povertà di argomenti la fa da padrone».

 

Daveri: risparmi salvi, Europa a pezzi

Ma il sogno europeo rischia l’effetto domino, che può iniziare con la vittoria di Podemos in Spagna e coinvolgere i Paesi più ricchi. Ci aspetta un lungo periodo di negoziati per definire i nuovi trattati internazionali che legheranno Ue e Regno Unito. Un risultato inatteso, almeno dopo gli exit poll che si erano diffusi nella tarda serata di ieri, che davano il “remain” in testa, e dopo l’euforia delle borse, che avevano chiuso in rialzo. Anche in Olanda si comincia a pensare a un referendum per uscire dalla Ue. È l'inizio della fine del sogno europeo? «L'Europa di domani non sarà quella che è stata fino a oggi. Il rischio è un effetto domino in cui altri Paesi ricchi decidano di lasciare una Ue incapace di risolvere i problemi, prima di tutto quello dei rifugiati ma anche quello delle banche». Chi risentirà di più gli effetti del “leave”: imprese e piccoli risparmiatori? Cosa ne sarà dei nostri risparmi? «In questi momenti è meglio non vendere perché si rischia di capitalizzare tutte le perdite. Di buono c'è che l'euro è un bene rifugio nei confronti di una sterlina che si deprezzerà.

 

Unione bancaria, cosa resta da fare

MILANO Unione bancaria, cosa resta da fare Al convegno di mercoledì 5 ottobre in aula Pio XI a Milano l’intervento di Ignazio Angeloni , membro del Supervisory Board della Banca Centrale Europea , e la presentazione del volume del professor Angelo Baglioni , un’analisi critica del processo europeo. settembre 2016 Un’analisi critica del processo di Unione bancaria europea. A Critical Assessment , che sarà presentato mercoledì 5 ottobre , alle ore 14.30 , nell’ Aula Pio XI della sede di Milano, nel corso del convegno Unione bancaria europea: problemi aperti . All’incontro parteciperà Ignazio Angeloni , membro del Supervisory Board della Banca Centrale Europea (Bce), l’organismo che prende tutte le decisioni di vigilanza sulle 130 banche di dimensione significativa nell’area euro. La presenza di un esponente della Bce ai massimi livelli consentirà di avere indicazioni su temi di rilievo, attualmente al centro del dibattito, cercando di capire cosa è stato fatto, e cosa resta da fare per assicurare una vigilanza rigorosa e uniforme sulle banche europee. E, ancora, di individuare quali sono le priorità che la Bce perseguirà nell’immediato futuro nella sua attività di vigilanza e quali sono le aree nelle quali è prevedibile un inasprimento degli interventi dell’autorità (coefficienti patrimoniali, gestione delle sofferenze, controllo dei rischi, stress test). Il libro di Angelo Baglioni , pubblicato quest’anno da Palgrave Macmillan, raccoglie un’esposizione critica dei tre pilastri su cui si fonda l’unione bancaria: la supervisione unica da parte della Bce; i nuovi strumenti di gestione delle crisi bancarie (risoluzione, bail-in); la assicurazione europea dei depositi, rimasta finora sulla carta.

 
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