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Cibo, donato al povero vale doppio

Un modello di “ economia circolare sociale ” certificato dal progetto regionale “ Reti virtuose contro lo spreco alimentare ”, che è stato realizzato con il coordinamento scientifico dell’Università Cattolica e il coinvolgimento di 17 comuni, tra cui Milano. Le 830 tonnellate di alimenti donate in un anno dagli attori del Protocollo, corrispondono a circa 1.661.000 pasti , con una riduzione di rifiuti equivalente che vale una riduzione di 1.719 tonnellate di CO2 , 311 kg di particolato fine , sette milioni di ettolitri acqua , 585 ettari di terra . Le donazioni di prodotti alimentari possono avere, per un dato valore commerciale nominale – interpretabile come mancata spesa da parte dei destinatari di donazione - un valore sociale molto diverso a seconda delle condizioni individuali di indigenza di chi le riceve. Questa analisi costi-benefici con pesi distributivi ha utilizzato i dati di Caritas Ambrosiana su un campione di persone che si rivolgono ai centri di ascolto per la costruzione di una “scala di indigenza” che è stata “trasferita” agli ipotetici destinatari delle donazioni del Progetto Reti. Secondo le stime così ottenute, il valore commerciale nominale delle donazioni del Progetto Reti (2,7 milioni di euro) avrebbe un valore per i destinatari finali, se composti come il campione Caritas Ambrosiana, che varia da 4,2 milioni a 6 milioni di euro, e cioè da 1,5 volte a 2,2 volte il valore commerciale nominale . In pratica, beni di valore nullo per la GDO (invenduto), che costa portare a rifiuto, acquisiscono, attraverso il lavoro del Non-profit, un valore sociale misurabile che è multiplo del valore commerciale nominale. Ha inoltre evidenziato i problemi critici di un sistema che, dal lato del Non-profit , si regge largamente sul volontariato di fronte a un quadro di regolamentazioni stringenti, ora chiarito dalla Legge Gadda del 2017, e a un aumento continuo di bisogni e nuove povertà.

 
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