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Il mio primo Sanremo

SPETTACOLO Il mio primo Sanremo Il Festival raccontato, da dietro le quinte del grande circo dell’informazione, dalla nostra inviata della Scuola di Giornalismo, alle prese con sala stampa, interviste e giornate infinite. La sala è enorme, con lunghe file di banchi: sembra un po’ di essere a scuola, solo che qui si lavora molto di più. È tutto un ticchettio di tastiere di computer, ci sono telecamere e microfoni ovunque, blocchi di carta stampata a non finire, e in sottofondo la parlata ininterrotta dei giornalisti radio, il rumore dei passi avanti e indietro di chi si attacca al telefono alla disperata ricerca di un’intervista esclusiva. La prima comincia alle 12.30 ed è quella con i conduttori, che rispondono di quanto avvenuto nella serata precedente e anticipano ciò che accadrà nella successiva. E poi ci sono le conferenze dal vivo, quelle con i cantanti: in quel caso è tutto uno sciame di telecamere, microfoni, giornalisti urlanti che corrono a prendersi la pole position per poter riprendere al meglio la scena. Ma il momento più sentito, niente da fare, è stato quando Baglioni e Fiorello hanno cantato “E tu”: il lavoro in sala stampa si è sostanzialmente interrotto per quel lasso di tempo. Una canzone è davvero potente se sa rubare l’attenzione in questo modo, soprattutto se sono passati più di 40 anni da quando si è fatta ascoltare per la prima volta.

 

Dalla Scuola di Giornalismo alle Iene

milano Dalla Scuola di Giornalismo alle Iene Valeria Castellano , diplomata al master della Cattolica, è entrata nella redazione del programma di Italia 1. Fin da quando mi sono incaponita con la mia inchiesta video sul petrolio in Basilicata e ho litigato con un paio di compagni di classe». Ma, al di là delle caratteristiche della trasmissione di Italia 1, in cui sarà prossimamente impegnata, ha sempre amato il video-giornalismo e l’inchiesta: «Quando ho iniziato la scuola di giornalismo, non sapevo nulla di questa professione. È una scuola che ha cambiato pelle alla fine degli anni Novanta, quando è diventata master, affiancando al praticantato giornalistico convenzionato con l’Ordine professionale nazionale il percorso di specializzazione post laurea del nuovo ordinamento universitario. Nel gruppo degli ex c’è anche un direttore di giornale, Elena Parasiliti , che dirige il mensile Terre di Mezzo , una testata che si occupa di migrazione e integrazione. O come Laura Silvia Battaglia (biennio 2005-2006) che alterna l’attività di insegnamento nella scuola di giornalismo di cui è stata allieva, con corrispondenze di guerra per media inglesi, turchi, svizzeri e libanesi da Paesi del Medio Oriente come Iraq e Yemen. INFO E AGEVOLAZIONI La Scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica ha lo scopo di formare giornalisti professionisti in grado di operare nel settore del giornalismo digitale, della carta stampata, della radio e della televisione, con un focus particolare sulla padronanza dei linguaggi del web e delle nuove tecnologie.

 

A lezione di giornalismo sportivo

Brescia A lezione di giornalismo sportivo I giornalisti sportivi Gabriele Romagnoli e Giovanni Bruno – direttori di RaiSport e SKY Sport - hanno tenuto una lezione aperta agli studenti dello Stars. Protagonista l'informazione sportiva, agli studenti hanno detto: lavorate allargando i vostri orizzonti. by Roberta Angeli | 16 maggio 2017 Dal Giro d’Italia alla partita di calcio della domenica sera: è stato lo sport il protagonista assoluto di Ogni maledetta partita. Ospiti d’eccezione niente meno che i direttori delle due grandi testate televisive sportive di riferimento in Italia, RaiSport e SkySport: i giornalisti Gabriele Romagnoli e Giovanni Bruno. A metà tra i toni formali delle aule universitarie e le chiacchiere tra amici, l’incontro è stato moderato da Giorgio Simonelli , critico e storico della radio e della televisione, e l’occasione per gli studenti di ascoltare aneddoti e consigli da chi nel settore ci lavora da tutta una vita. Collaborate con diverse testate giornalistiche, lavorate tanto sui social e sul web, inventatevi situazioni diverse: non solo la testata a carta stampata o televisiva, lavorate allargando l’orizzonte». ha sottolineato Romagnoli - Se uno trova la propria voce, il proprio sguardo rispetto allo sport, alla politica… in seguito trova la sua strada».

 
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