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Un anticorpo contro il glioblastoma

Roma Un anticorpo contro il glioblastoma Pubblicati su “Cell Stem Cell” i risultati di un promettente studio coordinato da ricercatori italiani per bloccare la crescita del più aggressivo e oggi inguaribile tumore cerebrale. Queste cellule si muovono utilizzando una proteina, l’integrina alfa 7, che, come le ruote di un treno, viaggia speditamente su una sorta di rotaie prodotte dalla laminina, una proteina che traccia dei percorsi per le cellule staminali che sono così in grado di invadere i tessuti cerebrali. Per cercare di curare meglio questa terribile malattia, i ricercatori dell’Università Cattolica hanno prodotto diverse migliaia di anticorpi contro le cellule staminali di glioblastoma. Uno di questi anticorpi ha mostrato una potente attività antitumorale, in grado di arrestare la migrazione delle cellule staminali, bloccando la crescita del glioblastoma. L’identificazione dell’integrina alfa 7 come il bersaglio di questo anticorpo ha poi permesso di comprendere i meccanismi cellulari e molecolari che consentono alle cellule staminali di migrare e invadere il cervello. Studi di questo tipo sono molto complessi e assai impegnativi per tutti i componenti del team di ricerca» osserva il professor Roberto Pallini , dell’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia dell’Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli di Roma, diretta dal professor Alessandro Olivi. In questi quattro anni di studio abbiamo individuato un importante bersaglio terapeutico delle cellule staminali del glioblastoma» aggiunge il professor Ruggero De Maria , direttore dell’Istituto di Patologia Generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e coordinatore dello studio.

 
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