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Raffreddare la materia con la luce

fisica Raffreddare la materia con la luce Una ricerca pubblicata su Nature Physics , che ha tra i protagonisti il centro di ricerca I-lamp della sede di Brescia dell'Ateneo, chiarisce inaspettati fenomeni fisici osservati in un composto della molecola più simmetrica esistente in natura. Protagonista dello studio è un composto della molecola più simmetrica esistente in Natura, il C60, appartenente alla classe dei fullereni e contraddistinta dalla caratteristica forma di una palla da calcio. È noto che questo composto, con formula chimica K3C60, possa comportarsi come un superconduttore, e quindi condurre senza dissipare energia, al di sotto di una temperatura critica di 20 gradi Kelvin, corrispondenti a circa -253 gradi centigradi. Recentemente, è stato scoperto che il K3C60 è capace di trasformarsi in un superconduttore ad alta temperatura quando colpito da un impulso laser di durata brevissima. Questo materiale assume proprietà superconduttive, anche se per brevissimi istanti, fino a una temperatura di -73 gradi centigradi, quasi 100 gradi sopra la temperatura critica di equilibrio. Poiché è proprio la componente metallica quella coinvolta nella conduzione, il suo raffreddamento può stabilizzare una fase di superconduttività nonostante la temperatura esterna sia maggiore di quella critica. Il controllo ultrarapido dei materiali con fonti di luce, del resto, è oggi un campo di grande interesse per la comunità scientifica e per le possibili ripercussioni tecnologiche di queste applicazioni».

 

I-Lamp, ecco i tre vincitori

Brescia I-Lamp, ecco i tre vincitori Sono stati annunciati i tre vincitori della prima edizione del Premio I-Lamp , il riconoscimento rivolto ai migliori laureati magistrali in Fisica. by Antonella Oliveri | 19 dicembre 2017 Sono stati assegnati questa mattina in Cattolica, nell’aula magna di via Musei, i Premi I-LAMP per laureati magistrali in fisica. Un secondo premio è andato a Daniele Fausti (al centro), laureato nel 2002 con una tesi dedicata a Esperimenti di fotoemissione non-lineare da superfici metalliche . L'esperienza fatta durante la tesi di laurea ed in particolare le competenze acquisite nella manipolazione di impulsi di luce ultracorti gli hanno aperto la strada per una carriera nel campo delle spettroscopie ottiche lineari e non lineari in sistemi complessi. Subito dopo vince un dottorato presso lo Zernike institute for Advance materials dell'Università di Groninga e poi un postdottorato diviso tra l'istituto "Max Plank for Structural Dynamics" di Amburgo e l'Università di Oxford dove ha lavorato ad esperimenti dedicati al controllo ottico della superconduttività. Il terzo premio di ILAMP è stato vinto da Luca Spadafora , laurea in fisica nel 2007 e dottorato di ricerca nel 2011 sviluppando un progetto di ricerca volto all'applicazione dei modelli della Fisica in ambito finanziario in collaborazione con i Laboratori Nazionali di Los Alamos negli USA. Ora è team leader per la validazione dei modelli matematici al Banco BPM, dove coordina un gruppo di 7 persone, composto da fisici, matematici ed esperti di modelli finanziari.

 

Superconduttività, nuovi risultati

Brescia Superconduttività, nuovi risultati Un team internazionale coordinato dal prof. Claudio Giannetti ha sviluppato una tecnica che, grazie sull’uso di luce ultravioletta, permette di osservare la dinamica di determinati stati elettronici all’interno ossidi di rame superconduttori. marzo 2018 La comprensione del fenomeno della superconduttività ad alta temperatura, scoperta circa 30 anni fa in particolari ossidi di rame, costituisce ancora oggi una delle maggiori sfide per i fisici di tutto il mondo. Le più avanzate tecniche sperimentali non hanno però ancora permesso di scoprire la vera causa di questo sorprendente fenomeno che è alla base della conduzione di coorente elettrica senza dissipazione, e alla possibilità di far levitare materiali superconduttori se sottoposti a campi magnetici. Al progetto hanno preso parte 11 diverse istituzioni, provenienti da 6 Paesi del mondo. superconduttori #ricerca #scienceadvanced #risultati #fisica #ilamp Facebook Twitter Send by mail.

 

Fisica, un ponte con l’India

Brescia Fisica, un ponte con l’India Prasanta Kumar Datta è arrivato come visiting professor della facoltà e svolge attività di ricerca nel laboratorio di Spettoscropia di via Musei. La nostra videointervista ai microfoni di YouCatt. febbraio 2016 Arriva dall’Indian Institute of Tecnology (IITs) di Kharagpur, uno dei miglior centri di ricerca dell’India. Il professor Prasanda Kumar Datta per sei mesi lavorerà al Centro di ricerca I-Lamp di Brescia. In particolare, continuerà i suoi studi sulla spettroscopia ottica nel laboratorio Ulysses ( Ultrafast LaboratorY for innovative SpectroScopiES ) con i professori Gabriele Ferrini, Claudio Giannetti e Francesco Banfi. Il professor Datta, che ha risposto alle domande di YouCatt, è responsabile scientifico da parte indiana di un protocollo d’intesa siglato con l'Università Cattolica, che prevede l’insegnamento in lingua inglese di Ottica non lineare e in futuro scambi di studenti e professori con l’Istituto di Tecnologia indiano. fisica #india #ilamp Facebook Twitter Send by mail.

 

Fisica, un campus senza confini

Ed è per aiutare molti di loro a costruirsi un ponte verso i principali centri del mondo che il laboratorio di ricerca iLamp ha chiamato a Brescia per una settimana numerosi giovani ricercatori, ma anche docenti di fama nel campo dello studio delle dinamiche ultraveloci nei materiali ossidi. Nel 2008 Daniele contatta un docente di Oxford che stava costituendo un team di ricercatori finanziato dalla Max Plank society tedesca per lavorare allo studio delle dinamiche di materiali superconduttori ad alta temperatura critica. In alcuni lavori recenti abbiamo dimostrato che è possibile far diventare metallico un materiale isolante in circa un millesimo di miliardesimo di secondo: c’è la prospettiva di ottenere memorie o processori mille volte più veloci di quelli attualmente in uso». È invece approdata all’università di Cambridge Anna Lombardi , ora postdoctoral Research Associate, dopo aver conseguito il dottorato nel laboratorio di femtonano-ottica dell’Università di Lione, dove aveva realizzato la tesi di laurea grazie al bando “Tesi all’estero” della Cattolica. Dei tre anni di dottorato, ho trascorso un anno al sincrotrone Elettra di Trieste dove mi sono occupata di molecole organiche depositate su superfici, in particolare di porfirine. Le tecniche che utilizziamo nei nostri esperimenti - continua Patrizia - sono simili a quelle di Brescia, come per esempio la fotoemissione prodotta nel laboratorio del professor Sangaletti o la microscopia a effetto tunnel usata nel laboratorio di Luca Gavioli. Dopo la laurea e il dottorato in fisica e alcune esperienze all’estero ora fa ricerca al Sincrotrone Elettra, il laboratorio nazionale di Basovizza, nei dintorni di Trieste, che ha il compito di fornire un servizio scientifico ai gruppi di ricerca italiani e internazionali.

 
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