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Alleva, le reti salvano l’Italia

Milano Alleva, le reti salvano l’Italia Presentando il Rapporto Annuale 2018 in Cattolica, il presidente dell’Istat traccia il profilo di un Paese vecchio, con tre criticità: donne, giovani e Sud. by Nicolò Casali | 05 giugno 2018 Un Paese vecchio e con gravi criticità, che può trovare nelle reti di relazioni un’ancora di salvataggio per uscire dalla crisi. Infatti, come ha affermato il professor Giovanni Marseguerra , delegato rettorale al coordinamento dell'Offerta Formativa, portando il saluto del rettore Franco Anelli , «il rapporto ci ricorda che prima di proporre soluzioni ai problemi del Paese bisognerebbe partire dai dati reali ma la cultura del dato è spesso assente». Il dato principale messo in luce dal presidente dell’Istat è il calo demografico del nostro Paese: per il terzo anno consecutivo la popolazione italiana è diminuita e per il nono anno consecutivo le nascite sono in calo, soprattutto a causa della diminuzione di donne in età fertile. Per reagire alla crisi, il rapporto Istat 2018 si è concentrato sull'analisi delle reti, delle relazioni che permettono alle persone di sostenersi a vicenda durante i periodi difficili. Il 59% degli italiani può contare su amici e reti di sostegno, il 20% su una sola delle due reti, mentre il 5,8% (3 milioni di persone) dichiarano di non avere nessuna rete a loro sostegno. istat #rapportoannuale2018 #reti Facebook Twitter Send by mail TAVOLA ROTONDA Alla presentazione del Rapporto annuale 2018 è seguito un confronto tra il preside della facoltà di Scienze politiche e sociali Guido Merzoni e l'assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano Cristina Tajani .

 

Istat, poveri assoluti 6 italiani su 100

MILANO Istat, poveri assoluti 6 italiani su 100 Il commento del professor Luigi Campiglio sui dati Istat 2016: cresce la povertà assoluta nonostante migliori il tenore medio di vita. luglio 2017 di Luigi Campiglio * Secondo l’analisi dell’Istat, nel 2016 la povertà assoluta in Italia è aumentata: il tasso è del 6,3% per le famiglie, e di poco superiore per le persone, in lieve aumento rispetto al 2015. In altre parole ci sono più poveri assoluti nonostante il tenore medio di vita - misurato dai consumi finali delle famiglie - sia aumentato . Ciò va considerato insieme al fatto che emerge un implicito aumento della disuguaglianza dei consumi, e forse dei redditi, fra la metà inferiore delle famiglie e la metà superiore: cioè il consumo mediano. L’aumento implicito della disuguaglianza dei consumi grava soprattutto sulle famiglie con figli, quindi presumibilmente con genitori ancora giovani: ma la disaggregazione dell’Istat consente di circoscrivere ancora meglio l’area. È più bassa per le famiglie di soli italiani, e riguarda circa un quarto delle famiglie di soli stranieri, per i quali l’accoglienza associata a un lavoro è molto più precaria. Negli Stati Uniti il top 1% con maggiori redditi vive 16 anni di più del bottom 1% : i primi dati che emergono da ricerche recenti indicano che anche in Italia la disuguaglianza economica si traduce in disuguaglianza di salute e di qualità della vita .

 
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