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Libri, ponti di pace al Creleb

MILANO Libri, ponti di pace al Creleb È il progetto cui prende parte il Centro di ricerca per la valorizzazione della Biblioteca dei francescani a San Salvatore di Gerusalemme. Un luogo di incontro che con la sua raccolta di volumi antichi rappresenta un patrimonio unico per israeliani e palestinesi 12 giugno 2014 “Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra”. Lo ha detto papa Francesco nell’inedito e storico incontro di preghiera dell’8 giugno con i presidenti israeliano e palestinese, Shimon Peres e Abu Mazen, alla presenza del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e del custode di Terra Santa padre Pierbattista Pizzaballa. Da oltre tre anni l’Ateneo, grazie al progetto “Libri ponti di pace” del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (Creleb) prende parte a un’importante opera: la valorizzazione della Biblioteca dei francescani a San Salvatore di Gerusalemme come luogo di incontro e riconciliazione. Per questo la catalogazione e la messa a disposizione degli studiosi di questo prezioso materiale costituisce un contributo importante a edificare veri luoghi stabili di condivisione per ricercatori di diversa provenienza presenti a Gerusalemme . Col costante sostegno di padre Pizzaballa , dei padri bibliotecari che si sono succeduti, dell’ Associazione Pro Terra Sancta (ATS), della Direzione di Sede di Milano dell’Università Cattolica diamo un contributo di aiuto e valorizzazione alla presenza francescana. Lo scopo è chiaro: fare della biblioteca di San Salvatore un centro di ricerca dove studiosi ebrei, musulmani, cristiani delle diverse confessioni possano trovare a disposizione materiale antico unico per Gerusalemme .

 

Libri ponti di pace

Nasce da un’idea di fondo: da almeno cinquecento anni, in un contesto difficile e affascinante come quello di Gerusalemme, da sempre crocevia di popoli, religioni, culture, esiste una biblioteca. Nel 1335, proprio a Gerusalemme, venne fondato il convento francescano del Cenacolo sul Monte Sion, che in breve tempo divenne il cuore della già radicata presenza dei Frati Minori in Terra Santa, attestata già prima del viaggio di san Francesco nel 1219. È facile immaginare che già all’inizio della loro esperienza i frati possedessero, se non proprio un’organica biblioteca, almeno un certo numero di numero di libri che servissero allo svolgimento delle funzioni liturgiche, piuttosto che allo studio e alla meditazione personale. Il progetto è articolato su più livelli: la catalogazione dei fondi librai antichi delle biblioteche francescane di Gerusalemme, la catalogazione di fondi speciali delle stesse biblioteche, la realizzazione di cataloghi informatizzati del patrimonio antico e moderno. Il primo anno dei lavori ha visto la realizzazione del catalogo analitico, realizzato cioè secondo gli canoni bibliografici specifici del libro antico, degli incunaboli e delle cinquecentine delle biblioteche del convento di San Salvatore e dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Uno, particolarmente interessante e su cui si dovrà ipotizzare uno specifico lavoro, è quello delle opere di medicina, comprendente testi a stampa dal Quattrocento in poi, il cui uso è da ricollegare alla presenza presso il convento di San Salvatore, di una farmacia. Ha collaborato all’avvio di questo lavoro un giovane catalogatore dell’Università Cattolica di Milano, Massimiliano Mandorlo , che ha tenuto, sfruttando un periodo di ferie, un breve corso intensivo ai responsabili della biblioteca di San Salvatore, nel settembre scorso.

 
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