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Immigrati, mediazione contro paura

ottobre 2017 di Valerio Corradi * La documentata analisi proposta dal CIRMiB - il Centro di iniziative e ricerche sulle Migrazioni a Brescia - fornisce chiare indicazioni su come l’immigrazione stia trasformando, gradualmente e a più livelli, la società bresciana. I molti argomenti affrontati sono riconducibili ad almeno due ordini di questioni: il grado di inclusione socio-lavorativa degli immigrati regolari e il livello di sostenibilità dell’accoglienza di richiedenti asilo/rifugiati. Oltre al dato sui “nuovi cittadini bresciani”, ne danno conferma: l’aumento degli stranieri proprietari di abitazione, il calo della mobilità territoriale verso altre province italiane, la crescita dei residenti da più di 10 anni, la prevalete motivazione famigliare rispetto a quella economica per i nuovi arrivi. Una riprova è che circa il 10% dei posti complessivi di accoglienza è gestito tramite lo SPRAR (29 i comuni coinvolti), mentre la più ampia distribuzione dei richiedenti asilo/rifugiati è il risultato di interventi non organici attuati tramite i Centri di Accoglienza Straordinaria. Per giungere a un modello compiuto e condiviso è necessario un ulteriore sforzo di tutti gli attori in gioco nel supportare percorsi di inclusione e di accoglienza che siano sensibili alle differenze e forniscano concrete opportunità per una crescita sociale sostenibile del territorio. Docente di Sociologia del territorio e Centro di Iniziative e di Ricerche sulle Migrazioni - CIRMiB #immigrazione #mediazione #scuola #brescia Facebook Twitter Send by mail Alcuni dati Dal rapporto del CIRMiB "La Mediazione necessaria. Nel 2016 l’incidenza degli stranieri tra gli iscritti a un corso universitario a Bs è del 6,3% (7% presso l’Università degli Studi e 4,3% presso la Cattolica di Brescia); fra gli immatricolati ormai l’80% ha frequentato le scuole superiori in Italia.

 
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