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Bach, dialoghi danzanti tra le Suites

milano Bach, dialoghi danzanti tra le Suites In aula magna il primo appuntamento del nuovo format cultural-musicale in cui interprete e musicologo presentano i significati profondi della musica. Non il classico recital, in cui il pubblico affronta la musica senza alcuna mediazione, ma un’occasione nella quale quest’arte è presentata, grazie al sapiente dialogo tra l’interprete e il musicologo, avvolta nella sua cornice culturale, per svelarne i significati profondi e, spesso, nascosti. Perché è stato subito evidente che, se l’opera bachiana è di una semplicità e bellezza disarmante, per la produzione di questa perla, l’ostrica e l’intero mare cultural-musicale hanno dovuto svolgere un lavoro lungo e complesso. Reggiani e Franzetti hanno accompagnato il pubblico attraverso questo mondo sommerso, in cui si intrecciano la vita del compositore, le sue idee musicali e il loro significato, il ruolo e la prassi esecutiva del violoncello e la ricezione della sua personalità e della sua opera. Il primo brano ascoltato è stato il Preludio della prima Suite, eseguito da Franzetti con un’intelligente libertà interpretativa che ha mostrato la giocosità piena di significato del compositore che Reggiani ha definito, contro certi luoghi comuni, “non parruccone”. La luce serena del Pre-ludus si è, però, incupita durante l’ascolto del Preludio e delle Sarabanda della seconda Suite in re minore, composta da Bach per la morte della moglie amatissima Maria Barbara, madre dei suoi primi sette figli. Giocosità, lutto e gioia amorosa lasciano infine la scena a un dialogo tutto interno alla musica nel dialogo tra parole e musica della serata: è il Preludio della quarta Suite, in cui Bach fa interagire frasi musicali fortemente influenzate dalla musica araba con quelle tipicamente europee.

 
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