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Matematica, sfida a squadre a Brescia

Brescia Matematica, sfida a squadre a Brescia Per la quattordicesima edizione della Disfida, 245 studenti provenienti da Lombardia e Veneto cercheranno di risolvere quesiti di logica e calcoli per raggiungere le Olimpiadi di Cesenatico. febbraio 2018 Chi pensa che la matematica sia una materia noiosa, individuale e solo per genietti, potrà ricredersi guardando 245 studenti delle scuole superiori divertirsi mentre tentano di risolvere in gruppo di sette quesiti di logica e calcoli con due ore di tempo per piazzarsi sul podio della classifica. Gli studenti, suddivisi in 35 squadre provenienti da tutta la Lombardia e dal Veneto, si sfideranno in una gara matematica a squadre per aggiudicarsi la partecipazione alle Olimpiadi nazionali della matematica. L’obiettivo della Disfida è di stimolare una visione della matematica inedita e divertente, e promuovere nei ragazzi l’attitudine al lavoro di squadra, fondamentale in alcuni campi lavorativi e anche nella ricerca scientifica. Una passione che, se coltivata anche all’Università, potrà garantire occasioni di lavoro immediato: sempre più aziende cercano laureati in Matematica per lavorare su algoritmi, simulazioni, manutenzione predittiva e sensoristica. Non solo insegnamento quindi, ma nuovi profili professionali richiesti da un numero crescente di settori e aziende che devono gestire quantità immense di dati, con la necessità di estrarre da questo mare magnum di informazioni e dunque valore. Le squadre prime classificate accederanno di diritto alla “ Gara Nazionale di Matematica a Squadre ”, in programma a Cesenatico a maggio.

 

Disfida Matematica, ancora Leonardo

Brescia Disfida Matematica, ancora Leonardo Per il quarto anno consecutivo il Liceo scientifico Leonardo di Brescia sale sul primo gradino del podio della gara a squadre promossa dal Dipartimento di Matematica. Con il Golgi di Breno e il Calini di Brescia parteciperà alle Olimpiadi di Cesenatico. I 245 studenti delle scuole superiori, suddivisi in 35 squadre provenienti da tutta la Lombardia e dal Veneto, si sono sfidati in una gara matematica a squadre per aggiudicarsi la partecipazione alle Olimpiadi nazionali di Cesenatico. L’obiettivo della Disfida è di stimolare una visione della matematica inedita e divertente, e promuovere nei ragazzi l’attitudine al lavoro di squadra, fondamentale in alcuni campi lavorativi e anche nella ricerca scientifica. Una passione che, se coltivata anche all’Università, potrà garantire occasioni di lavoro immediato: sempre più aziende cercano laureati in Matematica per lavorare su algoritmi, simulazioni, manutenzione predittiva e sensoristica. Non solo insegnamento quindi, ma nuovi profili professionali richiesti da un numero crescente di settori e aziende che devono gestire quantità immense di dati, con la necessità di estrarre da questo mare magnum di informazioni e dunque valore. Il Liceo scientifico Leonardo di Brescia, il Golgi di Breno e il liceo scientifico Calini di Brescia accederanno di diritto alla “Gara Nazionale di Matematica a Squadre”, in programma a Cesenatico a maggio.

 

Il “Setterosa” per i piccoli ricoverati del Gemelli: campionesse di solidarietà

luglio 2016 Prima, importantissima vittoria per il “Setterosa” alla vigilia della partenza per i Giochi Olimpici di Rio: quella della solidarietà. Oggi le nostre pallanuotiste hanno portato nei reparti pediatrici del Gemelli il loro contagioso entusiasmo e incoraggiato tutti i bimbi ricoverati, insieme ai loro genitori, a vincere la loro partita per la guarigione». olimpiadi #roma #gemelli #rio #medicina #sport Facebook Twitter Send by mail.

 

Olimpiadi, quando la politica usa lo sport

È quasi fatta per l’Italia, quando l’intervento personale di Mussolini, evocato dal componente giapponese del Cio Yotaro Sugimura (peraltro sottosegretario della Società delle Nazioni), è decisivo per assegnare a Tokyo quella edizione, in cambio del benevolo atteggiamento giapponese in occasione dell’aggressione all’Etiopia. Il primo ministro italiano è il primo (e forse l’unico) leader politico a intervenire direttamente sull’assegnazione olimpica, giusto alla vigilia dell’appuntamento del 1936: i Giochi che si tengono a Berlino sono a loro volta i primi per i quali si era cominciato a parlare di boicottaggio. Il riconoscimento sancisce non solo il fatto che la creatura di Coubertin ha cercato di giocare fin dalla fondazione il gioco della grande politica internazionale, ma che lo sport – e dunque le sue istituzioni – è attore del sistema delle relazioni internazionali. La scelta della sede dei primi Giochi del primo dopoguerra premia gli alleati vincitori, così come quella della sede dei Giochi del secondo dopoguerra, per includere poi in entrambi i casi gli sconfitti: Berlino nel 1936 e Roma e Tokyo nel 1960 e 1964. Alcune atlete, ma anche alcuni loro colleghi uomini, hanno deciso di non parteciparvi e molte che andranno ai Giochi sono comunque preoccupate per le conseguenze di questa virus, che si contrae con la puntura di alcuni tipi di zanzara. Ma le malattie non scompaiono così come le preoccupazioni che suscitano» afferma il professor Roberto Cauda , direttore dell’Istituto di Clinica delle Malattie Infettive della sede di Roma dell’Ateneo e direttore del Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale ( Cesi ), che avevamo intervistato al momento della diffusione dell’ allarme Zika . Da non perdere tra i vari approfondimenti, quelli di Fabrice Hadjadj e la sua singolare interpretazione della nozione di “crescita illimitata”; di Dario Antiseri , che critica l’idea di un mondo secolarizzato e di Lucetta Scaraffia , che affronta la spinosa questione dell’utero in affitto.

 
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