La tua ricerca ha prodotto 1 risultato per ovociti:

Ovociti, gli effetti di uno studio scozzese

medicina Ovociti, gli effetti di uno studio scozzese Realizzato dall’Università di Edimburgo e pubblicato su “Molecular Human Reproduction” apre la strada alla maturazione completa di ovociti umani in laboratorio, all’uso per fecondazioni artificiali omologhe o eterologhe, o per esperimenti di clonazione umana. febbraio 2018 di don Roberto Colombo * Ricercatori di Edimburgo hanno ottenuto in vitro ovociti umani maturi allo stadio di metafase II (ovvero lo stadio di sviluppo in cui essi si trovano all'ovulazione nella donna) a partire da colture unilaminari di follicoli da biopsie ovariche corticali. Questa ricerca è in ambito clinico con l’obiettivo di includere una appropriata strategia di "conservazione della fertilità" nel protocollo di trattamento antineoplastico delle adolescenti e delle giovani donne affette da malattia tumorale, affinché possano anch'esse diventare madri. Il destino riproduttivo degli spermatozoi è la fertilizzazione in vitro per ottenere embrioni da trasferire in utero, mentre per le cellule germinali immature non vi è attualmente un tecnica di routine e clinicamente accettata che consenta di ottenere embrioni capaci di sviluppo al pari di quelli generati da spermatozoi. Il trapianto autologo di tessuto germinale prelevato prima della terapia oncologica è possibile, ma nel caso di un tumore ovarico vi è il grave rischio di reintrodurre anche la causa della malattia curata in precedenza. E’ una possibilità che oggi si tenta di perseguire attraverso il congelamento di ovociti maturi oppure di tessuto ovarico da trapiantare poi nella stessa donna, ma i risultati di queste tecniche al momento non sembrano incoraggianti e ben definiti. Dunque un pendio scivoloso, quello aperto da questa tecnica, che richiederà una approfondita riflessione e la messa in atto di ben precisi protocolli operativi che limitino la possibilità di derive scientiste o di aberrazioni procreative.

 
Go top