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Montini, il primo Papa globale

Milano Montini, il primo Papa globale Dal convegno storico su Paolo VI è emersa la modernità del Pontefice bresciano che, puntando sull’evangelizzazione e la simpatia per il mondo, comprese in anticipo le sfide di una umanità sempre più interconnessa. Alla base del pontificato di Paolo VI, di cui Papa Francesco nel concistoro del 19 maggio annuncerà la data della canonizzazione, c’era l’idea di rendere il vangelo più contemporaneo, più vicino alle donne e agli uomini del suo tempo. In un contesto mondiale che stava diventando sempre più connesso - quello che oggi chiameremmo globale - Montini aveva intuito la portata del cambiamento, riportando l’evangelizzazione al centro dell’azione della Chiesa. Nel suo discorso il Segretario di Stato vaticano ha affermato che la guida di Paolo VI ha portato, tra le altre cose, a una totale riqualificazione dell’azione evangelizzatrice e della diplomazia. Ha posto la figura del Papa alla frontiera del mondo, nella convinzione che la Chiesa, come lo Stato, dovesse operare per il beneficio dell’uomo e dunque ricercare la pace attraverso la diplomazia. Quello che resta della sua figura è l’umiltà, il respiro internazionale che ha dato al papato e alla curia e la sua modernità ante litteram. Aveva davvero a cuore il dovere di trovare un posto alla Chiesa tra le nazioni e che questa si ergesse a difesa della giustizia, della crescita dell’umanità e dei diritti umani.

 

Parolin e l’attualità di Paolo VI

Milano Parolin e l’attualità di Paolo VI Per la prima volta in largo Gemelli, il Segretario di Stato parteciperà al convegno dedicato il 9 e 10 maggio al Papa che sarà proclamato santo. Sono passati quarant’anni dalla morte di Paolo VI e nel Concistoro del prossimo 19 maggio Papa Francesco annuncerà la data della sua canonizzazione. A Papa Montini l’Università Cattolica dedicherà mercoledì 9 e giovedì 10 maggio il convegno storico " Paolo VI e il Vangelo nel mondo contemporaneo " con la partecipazione del Segretario di Stato vaticano cardinal Pietro Parolin e dell’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini . Da quando Giovanni XXIII presentò il Concilio Vaticano II come una “nuova Pentecoste”, la Chiesa cattolica ha preso sempre più coscienza di questa priorità che la spinge “in uscita” e la proietta verso il confronto con uomini e donne del mondo contemporaneo. Dell’attualità del papa bresciano parleranno nel convegno - introdotto dal professor Giovagnoli, che traccerà anche le conclusioni - il cardinale Pietro Parolin, mettendo a fuoco il rapporto tra Vangelo, pace e diplomazia in questo pontefice, e il professor Andrea Riccardi, che ricostruirà il complessivo itinerario montiniano a partire dalle radici bresciane. Monsignor Carlos Galli, dell’Università Cattolica di Buenos Aires, palerà del rapporto tra l’ Evangelii Nuntiandi , l’America latina e il pontificato di papa Bergoglio, mentre Gianni La Bella di Nord e Sud nella Populorum progressio . Nel corso del convegno sarà affrontato anche il tema dell’evangelizzazione in Montini in rapporto alle grandi questioni dell’ecumenismo (professor Angelo Maffeis , presidente della Fondazione Paolo VI), dell’ Humanae Vitae (monsignor Pierangelo Sequeri ), dell’impegno politico dei cattolici ( Alfredo Canavero ) e dei poveri ( Matteo Mennini ).

 
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