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Francesco e l’economia della pace

MILANO Francesco e l’economia della pace Il Papa non si stanca di denunciare l’ipocrisia dei governi che continuano a spendere tante risorse finanziarie in armamenti. Il Papa ne evidenzia il lato oscuro: a dispetto di ciò che si dice, noi continuiamo a investire risorse ingenti per sviluppare nuovi strumenti di morte. In buona sostanza Francesco svela una sorta di ipocrisia: come è possibile conciliare l’anelito alla pace dichiarato dai governi e spendere tante risorse finanziarie in armamenti? Il Papa riconduce la tendenza al riarmo ai grandi dittatori teorici totalitaristi dello scorso secolo. C’è, inoltre, un aspetto è economico: quando c’è tanta innovazione tecnologica nel sistema degli armamenti le imprese tendono a competere e in questo modo la disponibilità e il prezzo delle armi tende a diminuire. Ma il paradosso è che in Europa abbiamo imprese statali che producono armamenti che vendono armi a regimi canaglia che poi trasmettono insicurezza in Europa. Dato che il mercato globale delle armi è senza regole, le imprese tendono a cercare di eludere quelle poche che esistono. La risposta dunque è implementare il trattato internazionale di limitazione degli scambi di armamenti approvato dall’assemblea generale dell’Onu, ratificato da tutti i Paesi europei e mai messo in pratica.

 

Fontana: ho visto un Papa determinato

MILANO Fontana: ho visto un Papa determinato Il direttore del Corriere della Sera , che ha avuto modo di conoscere il Santo Padre in occasione dell’intervista a Massimo Franco, parla della volontà di Francesco di riunire tutti i fratelli cristiani e dell’incontro a Cuba con il Patriarca Kirill. Ho trovato un pontefice molto determinato nel portare avanti il tema dell’unità dei cristiani» afferma. “Io voglio riunire tutti i fratelli nella fede”, ci ha detto Francesco. E lo vuole fare soprattutto in questo momento in cui sono vittime di persecuzioni in varie parti del pianeta. Credo che il motivo che ha spinto dopo tanti anni anche il Patriarca Kirill a questo incontro sia proprio quello di sensibilizzare su questo il mondo intero». papafrancesco #corrieredellasera #lucianofontana #kirill Facebook Twitter Send by mail.

 

Kirill-Francesco, non solo diplomazia

CHIESA Kirill-Francesco, non solo diplomazia Per il prof. Adriano Dell’Asta , già direttore dell’Istituto italiano di cultura di Mosca, lo storico incontro a Cuba tra il Papa e il Patriarca russo ortodosso non va letto solo con categorie politiche: nel cuore di chi l’ha cercato urgeva la sete dell’unità. E un evento di questo tipo ha valenze che lo rendono effettivamente irriducibile alla storia di tutti i giorni. Sarà banale ricordarlo, ma il Patriarca di Mosca e il Vescovo di Roma, con agende prefissate a lunga scadenza, non si trovano a passare per caso nello stesso giorno dall’aeroporto di Cuba. Nella storiografia occidentale è chiamato “Scisma d’Oriente” e dagli ortodossi è detto “Scisma dei latini” o “Scisma d’Occidente”: la divisione ufficiale tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa risale al 1054. A differenza della Chiesa Cattolica caratterizzata dal primato del Vescovo di Roma, ogni patriarcato è “autocefalo”, cioè non riconosce autorità religiose superiori a ciascun patriarca. Kirill è patriarca dal 2009, quando è succeduto ad Alessio II. Da metropolita Kirill, come responsabile del Dipartimento Relazioni Esterne della Chiesa ortodossa russa, ha consacrato le prime chiese russo-ortodosse di Roma e di Cuba. ADRIANO DELL’ASTA Adriano Dell'Asta , direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca dal 2010 al 2014 , insegna Lingua e Letteratura Russa all’Università Cattolica a Brescia e Milano.

 
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