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Teologia e saperi in dialogo

Come Ateneo cattolico si tratta di farlo, però, non come osservatori distaccati o lasciandoci trascinare da ogni vento culturale, ma nella consapevolezza di aver incontrato in Cristo l’uomo pienamente realizzato, capace di rigenerare l’umanità ferita e smarrita e pertanto sorgente inesauribile di un nuovo e vero umanesimo. Mettere a tema il senso e il destino dell’avventura umana è impresa di non poco conto, anche perché appare sempre più difficile trovare linguaggi appropriati e condivisi, denominatori comuni in grado di interpretare la realtà, visioni capaci di declinare immanenza e trascendenza dell’essere umano in uno scenario secolarizzato. Se Maritain avvertiva l’esigenza di non perdere di vista l’‘umanesimo integrale’ e De Lubac rendeva evidente il ‘dramma dell’umanesimo ateo’, oggi sentiamo l’urgenza di superare le tante derive di un ‘umanesimo liquido’, per dirla con Bauman. Non si tratta di un processo astratto o di affermazioni di principio, ma di una reale presa in carico dei giovani attraverso una proposta che sappia rispondere alle loro domande più profonde. E la visione non è un’allucinazione o un’illusione, ma una comprensione più profonda della realtà che consente di vivere in pienezza il presente e di essere protagonisti del futuro alla luce del disegno di Dio sulla vita di ciascuno e sul cammino dell’umanità. In un ateneo cattolico questo percorso, aperto a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, si attua anche grazie alla presenza di una vasta gamma di esperienze di vita cristiana. Anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore, come tutta la Chiesa e l’intera società, non può esimersi dal fare scelte per affrontare un presente pieno di criticità e pensare un futuro non privo di incognite, ma anche attraversato da uno spirito di ad-ventura .

 
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