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Gli auguri dell’Ateneo a monsignor Delpini

Milano Gli auguri dell’Ateneo a monsignor Delpini L’Università Cattolica augura buon lavoro al nuovo Arcivescovo della diocesi ambrosiana, suo illustre alumno . Un saluto grato e riconoscente al cardinal Angelo Scola , come Pastore della Chiesa milanese e Presidente dell’Istituto Toniolo. luglio 2017 «L’intera famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - ha dichiarato il Rettore, Prof. Franco Anelli - accoglie con gioia la notizia della nomina, da parte del Santo Padre Francesco, di S.E. Mario Enrico Delpini alla guida dell’arcidiocesi ambrosiana, alla quale l’Ateneo dei cattolici italiani è profondamente legato fin dalla sua fondazione. Nel formulare le più sentite felicitazioni e i più fervidi auguri per l’alta responsabilità pastorale a Mons. Delpini, rivolgiamo un pensiero grato e riconoscente a Sua Eminenza il Cardinale Angelo Scola , il quale sia come Pastore della Chiesa di Milano, sia come Presidente dell’Istituto Toniolo è stato in questi anni un punto di riferimento paterno e prezioso per la nostra comunità accademica. L’attuale Arcivescovo e il Suo Successore sono entrambi illustri e stimati alumni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: una constatazione che ci onora, e ancor più ci stimola e incoraggia a servire la Chiesa e la società con ulteriore determinazione e impegno».

 

Da Scola a Delpini, gli auguri dell’Ateneo

milano Da Scola a Delpini, gli auguri dell’Ateneo Con le felicitazioni per l’alta responsabilità pastorale al nuovo arcivescovo Mario, l’Università Cattolica esprime il proprio grazie al cardinale di Milano, prezioso punto di riferimento sia come pastore della diocesi che presidente dell’Istituto Toniolo. settembre 2017 «La qualifica di “ cattolica ” data a una Università esige che il pensiero in essa elaborato sia comunicato in modo pubblico. Infatti, è proprio di un’ Università cattolica è esplicitare, in ambito accademico, la ragion d’essere stessa della Chiesa, ossia la sua missione di annunciare la Cristo, Via Verità e Vita a tutti». Con queste parole il cardinale Angelo Scola , che oggi, 8 settembre 2017, termina il suo ministero come arcivescovo di Milano, spiegava il ruolo di un ateneo cattolico. Il cardinale, che dall’anno successivo divenne anche presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo, ente fondatore e garante dell’Ateneo, domani, 9 settembre, lascerà il possesso dell’arcidiocesi di Milano a monsignor Mario Delpini , a cui l’intera famiglia universitaria formula le più sentite felicitazioni e i più fervidi auguri per l’alta responsabilità pastorale. L’Ateneo esprime il proprio grazie al cardinale Angelo Scola, che sia come Pastore della Chiesa di Milano, sia come Presidente dell’Istituto Toniolo è stato in questi anni un punto di riferimento paterno e prezioso per la nostra comunità accademica. L’Arcivescovo uscente e il suo successore sono entrambi illustri e stimati alumni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: una constatazione che ci onora, e ancor più ci stimola e incoraggia a servire la Chiesa e la società con ulteriore determinazione e impegno.

 

Il cinema come un album di famiglia

MIlano Il cinema come un album di famiglia Quella di Ettore Scola , morto a Roma martedì 19 gennaio, è stata al tempo stesso un’opera autobiografica, corale e intima, perché mossa da una idea specifica: il cinema è stato per lui il mezzo per costruire l’autobiografia di una nazione. gennaio 2016 di Ruggero Eugeni* Nel suo ultimo film Che strano chiamarsi Federico , del 2013, Ettore Scola sembra mettere in scena un commosso omaggio all’amico e sodale Fellini: l’arrivo a Roma, la redazione del Marc’Aurelio e i primi lavori, le scorribande notturne per Roma. Il cinema di Scola ha spesso questa cifra di ritrosia, questo senso di intimità celata e di autobiografismo travestito. Un cinema velatamente autobiografico, dunque? Un cinema corale? Un cinema dell’intimità? Il cinema di Scola è stato tutto questo insieme, perché mosso da una idea specifica: il cinema è stato per lui il mezzo (l’unico mezzo realmente praticabile a questo scopo) per costruire l’autobiografia intima di una nazione . Non una autobiografia di fatti dunque, ma piuttosto di forme del sentire, di memorie e di sentimenti comuni. Un album di famiglia che scava negli odori, negli umori, nelle parti sensibili del nostro Paese e li restituisce allo spettatore di cinema rendendolo per ciò stesso un po’ più parte di una comunità civile. È questa la ragione per cui Scola si è sempre un po’ nascosto nei suoi affetti e nei suoi dati autobiografici: non perché non gli importassero, ma perché gli importavano in quanto parte di un sentire più ampio e diffuso.

 

Inaugurazione dell’anno accademico

La prolusione è stata affidata al professor Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea . Il video integrale della cerimonia Qui a lato i testi dei discorsi.

 
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