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L’Europa è la soluzione, non il problema

POLITICA L’Europa è la soluzione, non il problema Pensare di risolvere le sfide che preoccupano i cittadini dell’Unione abbandonando il progetto europeo è un errore. by Andrea Siravo | 30 marzo 2017 «Per affrontare i problemi dell’immigrazione, della disoccupazione e dell’instabilità internazionale serve una maggiore presa di coscienza e un coinvolgimento dei cittadini dimostrando che l’Europa è la soluzione e non il problema». A pochi giorni dalle celebrazione per i 60 anni della firma dei Trattati di Roma, Riccardo Ribera d’Alcalà (nella foto) , direttore della Direzione generale delle politiche interne al Parlamento europeo, è convinto che l’Europa abbia tutti i mezzi per superare le sfide che preoccupano i cittadini dei 27 stati membri dell’Unione. Nel suo intervento il direttore generale ha sottolineato il ruolo fondamentale che ha avuto l’assemblea di Strasburgo nel processo d’integrazione europea a partire dalla firma dei Trattati di Roma nel 1957. L’Europa dovrebbe cogliere l’occasione di questo anniversario per poter ripercorrere le fasi della Costituzione dell’Europa e poter prendere atto dei progressi compiuti e delle acquisizioni in 60 anni di integrazione europea, anche per poter guardare con onestà e con chiarezza a tutto ciò che ha funzionato». Al termine, la consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli [IL PROGRAMMA] GIOVAGNOLI, GLI EUROPEI AL BIVIO A 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma , che posero le basi del Mercato comune, lo storico della facoltà di Lettere e filosofia Agostino Giovagnoli ripercorre la storia dell’Unione europea. Anche oggi, dai problemi dell’integrazione europea si esce solo non con meno ma con più integrazione [LEGGI L’ARTICOLO] GENERAZIONE ERASMUS, L’EUROPA SIAMO NOI Per i ragazzi dello storico progetto di scambio studentesco, l’Unione europea ha tutt’altro che un significato astratto .

 

Clima, la torre di Manfred sorveglierà le Alpi

Brescia Clima, la torre di Manfred sorveglierà le Alpi Il progetto Manfred è finanziato dall'Unione Europea e studia gli effetti dei cambiamenti climatici sulle foreste alpine nei prossimi settant'anni by Antonella Olivari | 17 novembre 2009 Non ci sono più le mezze stagioni. Uno dei luoghi comuni per eccellenza è un dato da tempo assodato per la comunità scientifica che dispone di una mole considerevole di ricerche sui cambiamenti climatici. Piove di meno, ma con maggiore intensità, aumentano le alluvioni, le frane e gli smottamenti, i ghiacciai stanno subendo una riduzione di forte entità e le pinete sono sottoposte a maggiori attacchi di patogeni e parassiti influenzati da temperature più miti. E sembra che la causa di tutto questo, secondo la valutazione pressoché unanime della comunità scientifica, siano i cambiamenti climatici dovuti all’emissione dei gas serra, che avranno un forte impatto sullo scenario economico ed ambientale anche del nostro Paese. Da tempo collaboriamo con strutture di ricerca e formazione e con centri di eccellenza in ambito europeo e abbiamo maturato una specifica esperienza nello studio delle condizioni di sostenibilità dello sviluppo economico e territoriale che servono da supporto delle decisioni degli organi di governo territoriali e delle imprese. Stiamo, inoltre, definendo anche una collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, che ci vede ente partner di alcuni progetti di cooperazione transnazionale Spazio alpino, approvati dalla Commissione Europea con il supporto finanziario del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale». Sempre nell’ambito della Convenzione delle Alpi è stato sviluppato ClimChAlp, un progetto che ha indagato gli impatti che i cambiamenti climatici potranno avere sul territorio alpino per proporre politiche idonee per la gestione e la mitigazione di tali impatti.

 
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