Analizzare gli sport in chiave emotiva misurando i valori percepiti dal pubblico. Questo l’obiettivo di due ricerche che sono state presentate martedì 19 novembre in Cattolica da DMTC e OssCom in collaborazione con il master Comunicare lo sport. La prima, denominata Sport Values Tableau”, basata su interviste a un campione di oltre 1000 individui fra i 18 e i 64 anni, ha misurato la relazione fra gli italiani e 55 discipline sportive, restituendo una mappa dei valori associati alle diverse discipline sportive. Con risultati non scontati: ai primi tre posti del ranking infatti si sono classificati gli sport di combattimento, la canoa e il surf. Lontanissimo dalle prime posizioni il calcio, solo 25esimo.
 


E proprio due delle discipline salite sul podio, la canoa e il surf, sono al centro dell’approfondimento curato da OssCom. La ricerca, condotta dalla prof.ssa Nicoletta Vittadini, ha analizzato la comunicazione social (soprattutto su Instagram) di canoisti e surfisti. Tre gli elementi chiave che ne contraddistinguono la comunicazione: performance, fisicità e lifestyle: «Il quadro emerso della narrazione degli atleti – ha spiegato - si è focalizzato sulle prestazioni sportive e i percorsi di allenamento diventano strumenti per mettere in luce i valori dello sport e l’interpretazione che ciascun atleta ne dà».

Alla presentazione è intervenuto il presidente del Coni Giovanni Malagò che ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto: «Questo lavoro restituisce allo sport e ai suoi protagonisti una dimensione relazionale profonda, mai considerata prima, perché difficile da misurare. Gli atleti, attraverso le loro esibizioni e performance, trasmettono un’elevata ricchezza di valori, dal coraggio all’equilibrio, dalla forza al rispetto, dalla tecnica all’improvvisazione. Un insieme di sport factor che lavorano alla mente e al cuore delle persone, spesso poco considerato, perché difficile da misurare».

Un mondo dello sport che è in continua evoluzione ed espansione: «Il Coni segue, controlla e norma i nuovi sport. Siamo arrivati alla cifra record di 387 e siamo attentissimi a queste nuove dinamiche e breve faremo un intervento in questo senso anche se non va dimenticato che il Coni è un’emanazione del Cio che a sua volta è molto attento, basta osservare il quadro del programma olimpico per quel che riguarda le nuove discipline sportive. Ma è chiaro, e su questo bisogna fare delle precisazioni, che devono rientrare nelle dinamiche dei riconoscimenti ufficiali come statuto, regolamenti, giustizia sportiva, antidoping…perché spesso si confondono iniziative private ad altre che invece sono inquadrate nel sistema olimpico»

Durante il suo intervento Malagò ha ricordato anche il successo per l’assegnazione dei Giochi invernali del 2026 a Milano e Cortina. Un successo che ha coinvolto vari aspetti come quello, sempre più attuale, della sostenibilità e del processo di digitalizzazione: «Sono due temi fondamentali con cui lo sport dovrà interagire sempre di più. Abbiamo investito molto su questi due aspetti nel presentare la nostra candidatura, anche considerando che il Paese concorrente, la Svezia, su questi temi è molto avanti. La strada è tracciata. Mi piace poi ricordare che il Cio, di cui il Coni fa parte, è totalmente paper-free».

Infine Malagò non si è comunque sottratto a una battuta sulla Nazionale di calcio che lunedì travolgendo 9-1 l’Armenia ha chiuso al primo posto e a punteggio pieno il girone di qualificazione per i prossimi Europei: Al di là della qualificazione la cosa più positiva è che c’è grande entusiasmo, il Paese è tornato a identificarsi con gli Azzurri. Questa è una squadra con delle prospettive, ci sono dei giovani che ci dicono che il futuro è comunque nostro. È chiaro poi che nel calcio bisogna dimostrare sul campo ma le premesse sono molto buone. E complimenti a Mancini, devo dire che il merito è suo».