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Nour, con la Siria nel cuore e nella tesi

È stato un impatto non certo facile con l’Europa quello di Nour , una ragazza siriana arrivata in Italia attraverso un progetto di solidarietà promosso dall’Università Cattolica grazie all’amicizia con la comunità monastica di Deir Mar Musa e in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano. Insieme ad altri quattro ragazzi suoi connazionali è stata accolta il tempo necessario per completare il percorso di studi nelle sedi di Milano e di Piacenza. Nour, che in Siria frequentava Scienze infermieristiche, quando ha avuto la possibilità della borsa di studio per venire in Italia, ha iniziato a frequentare la facoltà di Scienze della formazione nella sede piacentina dell’Ateneo. Ma l’aiuto delle amiche, che le hanno passato gli appunti e sono state tanto tempo con lei per permetterle di imparare la lingua, è stato decisivo. Mi ricordo il primo giorno di lezione: non capivo niente di quello che si diceva e sono tornata a casa in lacrime. Mi hanno aiutato molto le parole del professor Daniele Bruzzone che mi ha detto che nel giro di pochi mesi avrei imparato l’italiano. Una tesi che è stata molto importante per me perché mi sono occupata del mio Paese».

 

Studenti “adottati” a Casa Fogliani

L'iniziativa promossa dalla Fondazione con Casa Fogliani®, nata nel 2018 in collaborazione con il Cesi (Centro per la solidarietà internazionale dell’Università Cattolica ) e con la Fondazione Italia-Uganda , permetterà di sostenere più di uno studente in difficoltà garantendo il sostegno economico, linguistico, legale e sanitario indispensabile per concludere il percorso universitario. I destinatari del progetto arrivano da tutto il mondo, dall’Etiopia al Perù, dall'Uganda alla Siria : alcuni di loro saranno inseriti nei corsi di laurea triennale, mentre altri si metteranno alla prova attraverso master e stage. Tutti verranno accolti nelle strutture abitative Educatt, collegi e residenze sparsi fra le varie sedi dell'Università sempre disponibili a partecipare al progetto di solidarietà di Casa Fogliani®. È grazie alle marginalità ricavate dalla vendita dei prodotti negli shop e online ( www.casafogliani.it ) che Casa Fogliani® riesce a sostenere questi ragazzi. Infatti la nuova campagna «Buoni a far del bene» mira a far conoscere il progetto alla comunità universitaria, ai fornitori e agli amici di Educatt e dell’Università Cattolica, dando loro la possibilità di prenotare e acquistare, già da adesso, dei pacchi dono di Natale. collegi #educatt #casa fogliani #accoglienza Facebook Twitter Send by mail.

 

Giaccardi: vivere è essere ospitati

l'intervento Giaccardi: vivere è essere ospitati Migrazioni, l’articolo sull’Osservatore romano della sociologa dell’Ateneo. Oggi la mixofobia (il terrore della mescolanza e della contaminazione) degenera in “cultura dell’odio” che diventa quasi una risorsa identitaria, strumentalizzata dai populismi. luglio 2019 «Sembra esserci nell’uomo, come nell’uccello, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove», scriveva Marguerite Yourcenar nel suo ultimo libro, Il giro della prigione . Canna pensante, animale sociale, l’essere umano è anche un animale migrante: lo spostamento, il decentramento, l’esplorazione fanno parte della spinta ad auto-trascendersi che gli conferisce una posizione unica nell’universo. Come scriveva Albert Camus, l’uomo è l’unico animale che non si accontenta di essere ciò che è. Con la tarda modernità e lo sviluppo tecnico il sogno di una mobilità senza limiti per tutti è diventato realtà. Ma dopo la crisi del 2008 ci si è accorti del lato più problematico della mobilità, giungendo al paradosso evidenziato da Zygmunt Bauman: il viaggiare per profitto viene incoraggiato; il viaggiare per sopravvivenza viene condannato.

 

Migranti, dall’emergenza all’integrazione

ateneo Migranti, dall’emergenza all’integrazione L’interculturalità naturale dell’Europa, nata come progetto di unione fra diversità culturali, è sfidata dalla necessità di sviluppare un approccio interculturale verso nuovi cittadini e nuovi arrivati. Dopo l’accoglienza e l’educazione, l’integrazione e l’intercultura All’intercultura è totalmente dedicato un nuovo progetto didattico sperimentale, il Modulo Jean Monnet Ideal (Interculltural Dialogue in Europe and Active Policies ), iniziato nel 2017 per ripetersi in due edizioni nel 2018 e 2019. “Emergenza profughi” e “integrazione” Se è vero che l’intercultura provoca sentimenti dissonanti, dall’entusiasmo alla paura, è vero anche che chi risiede nelle aree del mondo che promuovono la pace e la coesistenza tra diversi, ha l’onere dell’impegno verso il mantenimento di questo modello sociale. Ciò che l’Ateneo si propone di formare nei giovani è la corretta “postura” di fronte all’Alterità, che porta a non negare né se stessi né l’Altro, in nome di una fratellanza che si costruisce giorno per giorno, fatta di gesti, testimonianze e dialogo continuo. Si tratta infatti di un’area-pilota, in Italia, tra le prime mete di approdo dei migranti negli anni 80-90 e tuttora interessata da flussi migratori e dalla decrescita demografica in seguito alla crisi economica. Direttrice del Cirmib - Centro di Iniziative e ricerche sulle migrazioni di Brescia #intercultura #integrazione #accoglienza #immigrazione Facebook Twitter Send by mail PROPOSTE FORMATIVE Insieme al master in Competenze interculturali. Corsi per la Scuola e Formazione per gli insegnanti : Misurare la Sensibilità Interculturale per insegnare in classi multietniche La cultura arabo-islamica oltre gli stereotipi La Summer School: “ Mobilità Umana e Giustizia Globale ” Il Corso di Alta Formazione in Sviluppare competenze interculturali nell'accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati.

 

Racconti dall’Africa: esperienze di vita

Piacenza Racconti dall’Africa: esperienze di vita Per Elisa, Letizia e Susanna, studentesse di Scienze della Formazione visita ad alcuni centri d’accoglienza dei bambini di strada nella capitale del Kenya. Destinazione Shalom House, nella periferia di Nairobi, con l’obiettivo di visitare alcuni centri d’accoglienza dei bambini di strada della capitale del Kenya. Ad accogliere il gruppo piacentino gli operatori della ONG Amani , in seno alla quale è nata l’associazione “Koinonia ”, una comunità di laici cristiani impegnati nel sociale fondata dal comboniano Padre Renato Kizito Sesana e riconosciuta dal Governo keniano. Koinonia è un'organizzazione che “promuove lo sviluppo umano integrale e la vita della comunità, opera per una cultura di pace e solidarietà, cercando di contrastare i mali economici e sociali generati dall'individualismo. Da anni gli operatori di Koinonia “scendono in strada” per incontrare i bambini che scelgono di allontanarsi dalle loro famiglie. Gli educatori li avvicinano con cautela e delicatezza, cercando di conquistarsi la loro confidenza e fiducia, per poi proporre un luogo di accoglienza che li possa sottrarre alla vita di strada. Le capanne nei boma sono fatte di rami di legno e sterco, alte pressappoco un metro e mezzo, senza finestre tranne che piccoli fori di qualche centimetro posti ai lati, che fungono da fuoriuscita dei fumi del fuoco tenuto acceso esattamente nel mezzo.

 

Roma, apre la casa per chi non ce l’ha

ROMA Roma, apre la casa per chi non ce l’ha La Villetta della Misericordia ospiterà persone senza fissa dimora. Promossa da Fondazione Policlinico Gemelli, Istituto Toniolo, Università Cattolica e Comunità di Sant’Egidio, è l’unica nella Capitale all’interno di un’area universitaria e ospedaliera. giugno 2016 Apre a Roma la Villetta della Misericordia , un Centro di accoglienza per le persone senza fissa dimora realizzato per iniziativa della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Comunità di Sant’Egidio. La struttura, ubicata nel Campus di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, potrà accogliere fino a 20 ospiti, uomini e donne italiani o stranieri senza fissa dimora . L’iniziativa inoltre è resa possibile grazie alla preziosa collaborazione tra istituzioni cattoliche che, ognuno per la propria parte, vogliono dare una risposta concreta al grave problema della povertà a Roma, e nello stesso tempo costituisce un modello di accoglienza replicabile anche in altre strutture ospedaliere. L’ospitalità nella Villetta della Misericordia sarà garantita per un periodo di tempo a seconda della situazione sociale di ciascun ospite, seguendo un progetto personalizzato. Agli ospiti saranno fornite risposte di tipo sociale a più livelli, in collegamento con i servizi socio-sanitari territoriali, come: sostegno socio assistenziale, contatti e coinvolgimento delle famiglie d’origine, recupero sociale e animazione, reinserimento lavorativo.

 

Immigrazione, studiare per agire

milano Immigrazione, studiare per agire De Bortoli, Guzzetti e Anna Maria Tarantola all’incontro promosso in Cattolica dalla Società dei membri della Legion d’onore , finalizzato anche a lanciare una raccolta di fondi per finanziare una borsa di studio per un giovane immigrato. Anna Maria Tarantola cita la Lettera agli Ebrei per aprire la tavola rotonda promossa in largo Gemelli dalla “ Società dei membri della Legion d’onore ”, di cui presiede la sezione italiana e quella presso la Santa Sede. Un incontro associato anche a una raccolta fondi per finanziare una borsa di studio da assegnare a un giovane immigrato per il conseguimento della laurea triennale in materie economico-sociali all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo è il nemico, percepito come una minaccia; il secondo è l’estraneo non minaccioso, percepito come un peso; il terzo è lo straniero residente che si integra e che va accolto». Proseguendo sulla medesima partizione martiniana, la presidente Tarantola ha sottolineato in che cosa consistano i tre rispettivi tipi di accoglienza: «Il primo richiede un intervento di emergenza; il secondo un’integrazione basata su apprendimento della lingua e lavoro; il terzo sull’integrazione culturale». Nonostante siamo abituati a parlare male di noi stessi l’Italia ha dato una grande dimostrazione di civiltà e il nostro modello di integrazione è più positivo di quello francese. Su questo versante anche l’intervento di Giuseppe Guzzetti , presidente della Fondazione Cariplo: «Purtroppo l’immigrazione è diventata un tema di scontro politico, evitato dai partiti tradizionali e cavalcato dai populisti.

 

Stimmatine, la festa dei 30 anni

educatt Stimmatine, la festa dei 30 anni Il collegio femminile milanese, diretto dalla novantenne suor Imelde, iniziò la sua attività nel 1988 e ospita oggi settanta studentesse, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, iscritte in Cattolica e nei diversi atenei della metropoli. by Valentina Giusti | 31 maggio 2018 Il 3 novembre 1988 dodici studentesse vengono accolte nel Collegio universitario delle Suore Stimmatine di Milano. Per loro c’è suor Imelde , poco più che novantenne, che da trent’anni accoglie le studentesse nella residenza che ancora dirige e amministra. Le Suore Stimmatine, conosciute anche come Povere Figlie delle Sacre Stimmate di San Francesco d'Assisi – il cui ordine riceve l’approvazione pontificia ufficiale centotrenta anni fa (nel 1888) –, si dedicano all’istruzione e alla gestione di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado per volere della fondatrice, Anna Lapini. Quello che però di fatto contraddistingue questa realtà è il modello di vita attivo, semplice e famigliare che caratterizza tutte le componenti del Collegio, prima fra tutte Suor Imelde (che è stata intervistata proprio in occasione del trentennale). La neonata comunità diventa nel corso degli anni punto di riferimento per la gente di Firenze, che le si affida in momenti di debolezza e pericolo (come le epidemie di colera). Dieci anni prima la donna e le sue compagne avevano emesso la professione di voti temporanei di fronte all’arcivescovo di Firenze Ferdinando Minucci, prendendo l'abito del terz'ordine regolare di san Francesco d'Assisi, dando vita alla congregazione delle Suore Stimmatine.

 
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