La tua ricerca ha prodotto 14 risultati per accoglienza:

Anche a Roma, Benvenute, matricole!

Anno accademico 2020-2021 Anche a Roma, Benvenute, matricole! Il primo giorno di università per i nuovi studenti della facoltà di Economia è coinciso anche con l’avvio delle lezioni in presenza nel campus romano della Cattolica. Le “matricole del centenario” sono state accolte dal saluto iniziale di monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, che ha dato il benvenuto ai nuovi studenti all’ingresso «nell’anno accademico del centesimo anno di nascita della nostra Università. Anche quest’anno, nonostante la situazione così complessa, l’Ateneo registra un segno positivo nelle immatricolazioni, a indicare che quando ci sono persone capaci di sognare e di investire sul futuro si possono fare grandi cose». Proprio negli ultimi cento anni, nel 1947, quando tutto nel dopoguerra si stava ricostruendo, nasce la facoltà di Economia, su intuizione del fondatore del nostro Ateneo, padre Agostino Gemelli» ha ricordato il preside Domenico Bodega . Vent’anni fa la facoltà di Economia è nata anche nel campus di Roma, con attenzione ai servizi, all’healthcare management, al benessere e alla salute generale della società per formare persone che, in questo tempo e nel futuro, sappiano operare scelte e assumersi responsabilità». E poi sicuramente studiate con impegno, per crescere in responsabilità e competenze e acquisire la libertà di pensiero grazie alla quale potrete sempre confrontarvi con le persone e sulla quale baserete tutte le decisioni da prendere». Parte, infatti, oggi anche nel Campus di Roma il Piano #eCatt : “ Tutto il possibile in presenza, tutto il necessario da remoto ”.

 

Nour, con la Siria nel cuore e nella tesi

È stato un impatto non certo facile con l’Europa quello di Nour , una ragazza siriana arrivata in Italia attraverso un progetto di solidarietà promosso dall’Università Cattolica grazie all’amicizia con la comunità monastica di Deir Mar Musa e in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano. Insieme ad altri quattro ragazzi suoi connazionali è stata accolta il tempo necessario per completare il percorso di studi nelle sedi di Milano e di Piacenza. Nour, che in Siria frequentava Scienze infermieristiche, quando ha avuto la possibilità della borsa di studio per venire in Italia, ha iniziato a frequentare la facoltà di Scienze della formazione nella sede piacentina dell’Ateneo. Ma l’aiuto delle amiche, che le hanno passato gli appunti e sono state tanto tempo con lei per permetterle di imparare la lingua, è stato decisivo. Mi ricordo il primo giorno di lezione: non capivo niente di quello che si diceva e sono tornata a casa in lacrime. Mi hanno aiutato molto le parole del professor Daniele Bruzzone che mi ha detto che nel giro di pochi mesi avrei imparato l’italiano. Una tesi che è stata molto importante per me perché mi sono occupata del mio Paese».

 

Migranti, dall’emergenza all’integrazione

ateneo Migranti, dall’emergenza all’integrazione L’interculturalità naturale dell’Europa, nata come progetto di unione fra diversità culturali, è sfidata dalla necessità di sviluppare un approccio interculturale verso nuovi cittadini e nuovi arrivati. Dopo l’accoglienza e l’educazione, l’integrazione e l’intercultura All’intercultura è totalmente dedicato un nuovo progetto didattico sperimentale, il Modulo Jean Monnet Ideal (Interculltural Dialogue in Europe and Active Policies ), iniziato nel 2017 per ripetersi in due edizioni nel 2018 e 2019. “Emergenza profughi” e “integrazione” Se è vero che l’intercultura provoca sentimenti dissonanti, dall’entusiasmo alla paura, è vero anche che chi risiede nelle aree del mondo che promuovono la pace e la coesistenza tra diversi, ha l’onere dell’impegno verso il mantenimento di questo modello sociale. Ciò che l’Ateneo si propone di formare nei giovani è la corretta “postura” di fronte all’Alterità, che porta a non negare né se stessi né l’Altro, in nome di una fratellanza che si costruisce giorno per giorno, fatta di gesti, testimonianze e dialogo continuo. Si tratta infatti di un’area-pilota, in Italia, tra le prime mete di approdo dei migranti negli anni 80-90 e tuttora interessata da flussi migratori e dalla decrescita demografica in seguito alla crisi economica. Direttrice del Cirmib - Centro di Iniziative e ricerche sulle migrazioni di Brescia #intercultura #integrazione #accoglienza #immigrazione Facebook Twitter Send by mail Print PROPOSTE FORMATIVE Insieme al master in Competenze interculturali. Corsi per la Scuola e Formazione per gli insegnanti : Misurare la Sensibilità Interculturale per insegnare in classi multietniche La cultura arabo-islamica oltre gli stereotipi La Summer School: “ Mobilità Umana e Giustizia Globale ” Il Corso di Alta Formazione in Sviluppare competenze interculturali nell'accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati.

 

Racconti dall’Africa: esperienze di vita

Piacenza Racconti dall’Africa: esperienze di vita Per Elisa, Letizia e Susanna, studentesse di Scienze della Formazione visita ad alcuni centri d’accoglienza dei bambini di strada nella capitale del Kenya. Destinazione Shalom House, nella periferia di Nairobi, con l’obiettivo di visitare alcuni centri d’accoglienza dei bambini di strada della capitale del Kenya. Ad accogliere il gruppo piacentino gli operatori della ONG Amani , in seno alla quale è nata l’associazione “Koinonia ”, una comunità di laici cristiani impegnati nel sociale fondata dal comboniano Padre Renato Kizito Sesana e riconosciuta dal Governo keniano. Koinonia è un'organizzazione che “promuove lo sviluppo umano integrale e la vita della comunità, opera per una cultura di pace e solidarietà, cercando di contrastare i mali economici e sociali generati dall'individualismo. Da anni gli operatori di Koinonia “scendono in strada” per incontrare i bambini che scelgono di allontanarsi dalle loro famiglie. Gli educatori li avvicinano con cautela e delicatezza, cercando di conquistarsi la loro confidenza e fiducia, per poi proporre un luogo di accoglienza che li possa sottrarre alla vita di strada. Le capanne nei boma sono fatte di rami di legno e sterco, alte pressappoco un metro e mezzo, senza finestre tranne che piccoli fori di qualche centimetro posti ai lati, che fungono da fuoriuscita dei fumi del fuoco tenuto acceso esattamente nel mezzo.

 

Studenti “adottati” a Casa Fogliani

L'iniziativa promossa dalla Fondazione con Casa Fogliani®, nata nel 2018 in collaborazione con il Cesi (Centro per la solidarietà internazionale dell’Università Cattolica ) e con la Fondazione Italia-Uganda , permetterà di sostenere più di uno studente in difficoltà garantendo il sostegno economico, linguistico, legale e sanitario indispensabile per concludere il percorso universitario. I destinatari del progetto arrivano da tutto il mondo, dall’Etiopia al Perù, dall'Uganda alla Siria : alcuni di loro saranno inseriti nei corsi di laurea triennale, mentre altri si metteranno alla prova attraverso master e stage. Tutti verranno accolti nelle strutture abitative Educatt, collegi e residenze sparsi fra le varie sedi dell'Università sempre disponibili a partecipare al progetto di solidarietà di Casa Fogliani®. È grazie alle marginalità ricavate dalla vendita dei prodotti negli shop e online ( www.casafogliani.it ) che Casa Fogliani® riesce a sostenere questi ragazzi. Infatti la nuova campagna «Buoni a far del bene» mira a far conoscere il progetto alla comunità universitaria, ai fornitori e agli amici di Educatt e dell’Università Cattolica, dando loro la possibilità di prenotare e acquistare, già da adesso, dei pacchi dono di Natale. collegi #educatt #casa fogliani #accoglienza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Stimmatine, la festa dei 30 anni

educatt Stimmatine, la festa dei 30 anni Il collegio femminile milanese, diretto dalla novantenne suor Imelde, iniziò la sua attività nel 1988 e ospita oggi settanta studentesse, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, iscritte in Cattolica e nei diversi atenei della metropoli. by Valentina Giusti | 31 maggio 2018 Il 3 novembre 1988 dodici studentesse vengono accolte nel Collegio universitario delle Suore Stimmatine di Milano. Per loro c’è suor Imelde , poco più che novantenne, che da trent’anni accoglie le studentesse nella residenza che ancora dirige e amministra. Le Suore Stimmatine, conosciute anche come Povere Figlie delle Sacre Stimmate di San Francesco d'Assisi – il cui ordine riceve l’approvazione pontificia ufficiale centotrenta anni fa (nel 1888) –, si dedicano all’istruzione e alla gestione di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado per volere della fondatrice, Anna Lapini. Quello che però di fatto contraddistingue questa realtà è il modello di vita attivo, semplice e famigliare che caratterizza tutte le componenti del Collegio, prima fra tutte Suor Imelde (che è stata intervistata proprio in occasione del trentennale). La neonata comunità diventa nel corso degli anni punto di riferimento per la gente di Firenze, che le si affida in momenti di debolezza e pericolo (come le epidemie di colera). Dieci anni prima la donna e le sue compagne avevano emesso la professione di voti temporanei di fronte all’arcivescovo di Firenze Ferdinando Minucci, prendendo l'abito del terz'ordine regolare di san Francesco d'Assisi, dando vita alla congregazione delle Suore Stimmatine.

 

Roma, apre la casa per chi non ce l’ha

ROMA Roma, apre la casa per chi non ce l’ha La Villetta della Misericordia ospiterà persone senza fissa dimora. Promossa da Fondazione Policlinico Gemelli, Istituto Toniolo, Università Cattolica e Comunità di Sant’Egidio, è l’unica nella Capitale all’interno di un’area universitaria e ospedaliera. giugno 2016 Apre a Roma la Villetta della Misericordia , un Centro di accoglienza per le persone senza fissa dimora realizzato per iniziativa della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Comunità di Sant’Egidio. La struttura, ubicata nel Campus di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, potrà accogliere fino a 20 ospiti, uomini e donne italiani o stranieri senza fissa dimora . L’iniziativa inoltre è resa possibile grazie alla preziosa collaborazione tra istituzioni cattoliche che, ognuno per la propria parte, vogliono dare una risposta concreta al grave problema della povertà a Roma, e nello stesso tempo costituisce un modello di accoglienza replicabile anche in altre strutture ospedaliere. L’ospitalità nella Villetta della Misericordia sarà garantita per un periodo di tempo a seconda della situazione sociale di ciascun ospite, seguendo un progetto personalizzato. Agli ospiti saranno fornite risposte di tipo sociale a più livelli, in collegamento con i servizi socio-sanitari territoriali, come: sostegno socio assistenziale, contatti e coinvolgimento delle famiglie d’origine, recupero sociale e animazione, reinserimento lavorativo.

 

Giaccardi: vivere è essere ospitati

l'intervento Giaccardi: vivere è essere ospitati Migrazioni, l’articolo sull’Osservatore romano della sociologa dell’Ateneo. Oggi la mixofobia (il terrore della mescolanza e della contaminazione) degenera in “cultura dell’odio” che diventa quasi una risorsa identitaria, strumentalizzata dai populismi. luglio 2019 «Sembra esserci nell’uomo, come nell’uccello, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove», scriveva Marguerite Yourcenar nel suo ultimo libro, Il giro della prigione . Canna pensante, animale sociale, l’essere umano è anche un animale migrante: lo spostamento, il decentramento, l’esplorazione fanno parte della spinta ad auto-trascendersi che gli conferisce una posizione unica nell’universo. Come scriveva Albert Camus, l’uomo è l’unico animale che non si accontenta di essere ciò che è. Con la tarda modernità e lo sviluppo tecnico il sogno di una mobilità senza limiti per tutti è diventato realtà. Ma dopo la crisi del 2008 ci si è accorti del lato più problematico della mobilità, giungendo al paradosso evidenziato da Zygmunt Bauman: il viaggiare per profitto viene incoraggiato; il viaggiare per sopravvivenza viene condannato.

 

Immigrazione, studiare per agire

milano Immigrazione, studiare per agire De Bortoli, Guzzetti e Anna Maria Tarantola all’incontro promosso in Cattolica dalla Società dei membri della Legion d’onore , finalizzato anche a lanciare una raccolta di fondi per finanziare una borsa di studio per un giovane immigrato. Anna Maria Tarantola cita la Lettera agli Ebrei per aprire la tavola rotonda promossa in largo Gemelli dalla “ Società dei membri della Legion d’onore ”, di cui presiede la sezione italiana e quella presso la Santa Sede. Un incontro associato anche a una raccolta fondi per finanziare una borsa di studio da assegnare a un giovane immigrato per il conseguimento della laurea triennale in materie economico-sociali all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo è il nemico, percepito come una minaccia; il secondo è l’estraneo non minaccioso, percepito come un peso; il terzo è lo straniero residente che si integra e che va accolto». Proseguendo sulla medesima partizione martiniana, la presidente Tarantola ha sottolineato in che cosa consistano i tre rispettivi tipi di accoglienza: «Il primo richiede un intervento di emergenza; il secondo un’integrazione basata su apprendimento della lingua e lavoro; il terzo sull’integrazione culturale». Nonostante siamo abituati a parlare male di noi stessi l’Italia ha dato una grande dimostrazione di civiltà e il nostro modello di integrazione è più positivo di quello francese. Su questo versante anche l’intervento di Giuseppe Guzzetti , presidente della Fondazione Cariplo: «Purtroppo l’immigrazione è diventata un tema di scontro politico, evitato dai partiti tradizionali e cavalcato dai populisti.

 

Migrazioni, arrivano i corridoi universitari

Il Manifesto, già sottoscritto da più di 20 atenei italiani, si fonda su alcuni principi generali - che sono quelli dell’uguaglianza e non discriminazione, dell’accoglienza, della conoscenza, dell’integrazione, della valorizzazione delle differenze, della partecipazione – e suggerisce alcuni impegni programmatici per tradurli in azione concreta. A questo Manifesto abbiamo aderito con convinzione perché si basa su alcuni valori che sono anche i valori fondativi dell’Università Cattolica, in particolare l’attenzione alla persona e i principi di solidarietà e sussidiarietà», sostiene Marco Caselli. Come pure è importante sottolineare che il documento sottoscritto non presta attenzione solo agli studenti ma anche ai docenti visto che le situazioni di guerra e di catastrofi naturali penalizzano molti nostri colleghi che, pur avendo le nostre capacità, si trovano nelle condizioni di non poter fare questo mestiere». Tra le altre misure auspicate dal Manifesto per favorire l’inclusione di studenti, ricercatori e docenti rifugiati figurano il supporto agli studenti titolari di protezione internazionale, il supporto per il riconoscimento di titoli e qualifiche, borse di studio e altri incentivi. Ne sono un esempio il progetto di accoglienza di studenti siriani che, avviato nell’anno accademico 2016/17, ha dato l’opportunità a cinque giovani di iscriversi a corsi di laurea attivati nelle sedi di Milano e di Piacenza. Ci deve essere un impegno delle Università e della società civile per formare persone che poi possano agire su quelle che sono le cause profonde di questi fenomeni nella prospettiva di un mondo migliore che può sembrare retorica ma non lo è affatto». Nella foto in alto Nour, una ragazza siriana che è stata accolta a studiare nella sede di Piacenza dell'Università Cattolica e ha concluso il suo percorso di laurea in Scienze dell'educazione #manifesto universita' inclusiva #corridoi universitari #accoglienza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Sette studenti peruviani a Educatt

stageoverseas #peru #accoglienza #opportunita Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Collegi, l’apertura sul mondo

Solomon si trova al collegio Sant’Isidoro , a Piacenza, in compagnia di studenti che arrivano da ogni parte del mondo e che contribuiscono a rendere l’atmosfera del collegio cosmopolita. Nel mese di febbraio scorso, infatti, 50 ragazzi si sono cimentati in una sfida culinaria con lo scopo di far conoscere i piatti tradizionali dei loro Paesi d’origine, dalla lontana Taiwan alla più vicina Germania. Lo spirito cosmopolita permea anche la Ravizza Guesthouse di Roma , struttura giovane e contemporanea, rivolta a un pubblico totalmente internazionale, e la residenza Buonarroti di Milano , che conta un alto numero di ospiti stranieri. Operando in un’ottica internazionale, i collegi e le residenze, nella loro veste di luogo di crescita personale e professionale, offrono ai loro ospiti anche la possibilità di frequentare dei corsi di lingua straniera, dall’inglese al cinese. Il Language Project si somma a tante altre iniziative culturali organizzate all’interno delle soluzioni abitative gestite da Educatt, che, in base a quanto è emerso nel Report d’impatto , vengono considerate dagli studenti l’elemento più prezioso della loro esperienza universitaria. Foto di Andrea Aschedamini #collegi #studenti internazionali #accoglienza Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Mediterraneo, frontiera di pace

BARI Mediterraneo, frontiera di pace Sì all’accoglienza che evita di innalzare muri. L’assemblea che si è svolta a Bari dal 19 al 23 febbraio è stata conclusa da Papa Francesco. La guerra - ha ribadito il Santo Padre - è contraria alla ragione». È una pazzia alla quale non ci possiamo rassegnare: mai la guerra potrà essere scambiata per normalità o accettata come via ineluttabile per regolare divergenze e interessi contrapposti». Così, nella conclusione a braccio, l’invito a «guardare al Mediterraneo come a un posto di futura resurrezione di tutta l’area». A Bari, con i vescovi italiani, era presente anche monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, che ha illustrato l’assise barese e commentato le parole del pontefice relativamente all’impegno condiviso per la pace, che riguarda tutti, e alla concordia e al dialogo costruttivo di tutti i popoli. mediterraneo #accoglienza #bari #papafrancesco #giuliodori Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Rondine, un modello che ha preso il volo

Lo studio Rondine, un modello che ha preso il volo Il metodo di accoglienza e soluzione dei conflitti, applicato nel piccolo borgo toscano per costruire la pace tra i diversi, sarà studiato scientificamente dal Centro d’Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia. Rondine Cittadella della pace , è un piccolo borgo della Toscana in cui da vent’anni si sperimentano i valori dell’ospitalità e del dialogo ispirandosi a Giorgio La Pira e don Lorenzo Milani. Ora proseguiranno attraverso una valutazione di contesto, di processo e di risultato, lungo il tempo del progetto di formazione che svilupperà con 12 giovani provenienti da quattro diverse aree del Mediterraneo (Balcani, Penisola Turca, Medio-Oriente, Nord Africa). Per la nostra équipe del Centro d’Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia il legame con gli amici di Rondine, professionisti di alto profilo e valore, è da sempre una grande ricchezza dal punto di vista scientifico ed umano - ha dichiarato Raffaella Iafrate , docente di Psicologia sociale -. Il fatto veramente nuovo che emerge dalla collaborazione tra Rondine e l’Università Cattolica è quello di un percorso di formazione che accetta di mettersi in gioco per essere osservato dall'accademia partendo da una comune base di valori condivisi» afferma il presidente di Rondine Cittadella della Pace, Franco Vaccari . Rondine nasce come laboratorio oltre venti anni fa e oggi, riconoscendo nel lavoro svolto un forte potenziale innovativo, sente la necessità di validare il Metodo per metterlo a disposizione di ogni altra esperienza formativa globale. La sfida enorme che invece riconosciamo da parte del team di ricerca è quella di mettersi a sua volta in gioco per forgiare strumenti - che ancora non esistono - per decifrare processi assolutamente nuovi che generano talvolta risultati inaspettati».

 
Go top