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Se la psicoterapia si fa a piedi e in bici

Psicologia Se la psicoterapia si fa a piedi e in bici Al via la terza edizione del progetto educativo per adolescenti in difficoltà, nato dalla sinergia tra il Laboratorio di Psicologia della Cattolica e la cooperativa sociale Area . Percorsi educativi ”, il progetto pedagogico ideato dalla cooperativa sociale Area Onlus in collaborazione con il Laboratorio di Psicologia dell’Università Cattolica , che quest’anno raddoppia e taglia con successo il traguardo della terza edizione. I due gruppi sono composti da una decina di adolescenti di sesso maschile, di età compresa tra i 16 e i 18 anni e diverse nazionalità, provenienti in larga parte dalla provincia bresciana ma anche da città limitrofe come Bergamo, Mantova e Cremona. Momenti di riflessione/terapia e di svago (come le attività di canyoning e arrampicata, possibili grazie alla presenza di una guida alpina) procedono parallelamente. Parole riprese da Silvia Butturini , responsabile per Area Onlus del settore inclusione: «Le regole sono poche ma importanti: il rispetto nei confronti del gruppo, niente alcool e sostanze stupefacenti, cellulari solo nei momenti di relax poiché è importante rimanere connessi col gruppo e godersi l’immersione nella natura». Sul contesto d’azione e sull’importanza di attività di questo tipo si è soffermata Giuliana Tondina , procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Brescia. Progetti come quello che presentiamo oggi hanno un grandissimo valore che risiede anche nella duttilità: lo strumento deve essere modulato sulla persona e contenere per ciascun ragazzo esperienze significative in grado di guidarlo verso la ricostruzione dell’immagine di sé come una persona capace, gradita e apprezzata dalla società.

 

Sessualità, la parola agli adolescenti

marzo 2016 Sono abbastanza competenti in materia di affettività e sessualità e curiosi e precoci nella vita sessuale, che valutano come una componente importante e un completamento della relazione. È il profilo degli adolescenti di oggi secondo un lungo lavoro di studio condotto dalla psicologa dell’adolescenza dell’Università Cattolica Emanuela Confalonieri con la collaborazione di Maria Giulia Olivari (qui a fianco). Da diversi anni ci stiamo occupando di relazioni affettive in adolescenza» afferma l’autrice della ricerca “ Adolescenti, relazioni sentimentali e sessualità ”. Sembra che si tratti dunque di un tema che, pur non essendo il principale argomento di riflessione e conversazione, i ragazzi vivono molto nel loro quotidiano e di cui parlano volentieri, sempre alla ricerca di confronto e conferma su ciò che stanno vivendo. Dalle ricerche emergono un desiderio di sostegno nel proprio percorso di crescita, il desiderio affettivo, il riconoscimento da parte dei pari e anche una chiara distinzione tra una relazione seria e una occasionale nel vivere la sessualità. Analizzando le relazioni sentimentali di questi giovani, il 35% del campione (40% maschi e 60% femmine) ha già sperimentato o sta attualmente intrattenendo una relazione sentimentale che reputa stabile e ha un’età media di 16,6 anni. Per quanto riguarda le relazioni sessuali il 39% del campione (43% maschi e il 57% femmine) con un’età media di 17 anni, ha avuto rapporti sessuali, di cui il primo si può affermare che avvenga in generale intorno ai 15 anni e nell’80% dei casi protetto da metodi contraccettivi.

 

Il binge drinking può creare dipendenza

agosto 2018 Le abbuffate alcoliche (il binge drinking o il bere tanto tutto in una sera) tipiche di molti giovani (che magari si limitano a bere al sabato sera e non toccano un dito di alcol durante la settimana) potrebbero portare allo sviluppo di alcol-dipendenza. Il binge drinking è una modalità di assunzione di alcolici che nell’ultimo decennio si è notevolmente diffusa nel nostro Paese anche fra gli adolescenti. Una unità alcolica, pari a circa 12,5 grammi di etanolo, corrisponde a circa 125 millilitri di vino a media gradazione – quindi un bicchiere - o 330 mL di birra – una lattina o una bottiglia - o 30 mL di super alcolici – un bicchierino da bar. Lo studio osservazionale coordinato dai Professori Giovanni Addolorato e Antonio Gasbarrini, dell’Istituto di Patologia Speciale Medica dell'Università Cattolica, ha dimostrato che tale comportamento, spesso ritenuto - sottostimandone la reale pericolosità - un “normale passaggio adolescenziale” è un fattore di rischio per lo sviluppo di alcol-dipendenza. I ragazzi hanno compilato questionari per valutare il loro consumo di bevande alcoliche, di fumo, l’uso di droghe e il quadro psicologico individuale. Circa l’80% del campione ha dichiarato di consumare bevande alcoliche (nonostante nel nostro Paese la vendita di alcolici ai minori sia vietata e nonostante la posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità contraria al consumo di bevande alcoliche negli adolescenti). Il 6,1% dei soggetti intervistati presentava un disturbo da uso di alcol, in particolare il 4,9% presentava una diagnosi di abuso di alcol mentre il rimanente 1,2 % presentava una diagnosi di dipendenza da alcol.

 

Adolescenti e Web, comportamenti a rischio

luglio 2018 È elevata la prevalenza degli adolescenti italiani con comportamenti a rischio di dipendenza da sostanze e non solo: oltre il 22% dei giovani che frequentano le scuole superiori presenta un rapporto disfunzionale con il Web. “Il consumo frequente di alcolici e l’uso di sostanze sono risultati molto comuni nei maschi”, spiega il Dottor Di Nicola , “ma rispetto al passato le differenze di genere sono sempre meno evidenti, soprattutto per quanto riguarda i cannabinoidi ed il binge drinking (abbuffate alcoliche)”. “Tale fenomeno”, spiega il dottor Marco Di Nicola “è stato valutato con un’intervista e con test specifici che esplorano l'impatto dell'uso di Internet sulla quotidianità (scuola, lavoro, rapporti familiari e relazioni interpersonali, durata e qualità del sonno, etc.). Inoltre, il 9,7% degli adolescenti valutati ha descritto delle modalità di gioco problematiche, con un elevato rischio di sviluppare una condizione di gioco d'azzardo patologico. E ancora, il 6,2% del campione ha riferito di praticare esercizio fisico in maniera eccessiva (in questo caso è stato valutato il grado di coinvolgimento in attività sportive, le ripercussioni negative sul funzionamento quotidiano e sulle relazioni interpersonali, oltre che sull’umore quando i soggetti non possono allenarsi come vorrebbero). Le condotte di dipendenza studiate, sia da sostanze sia comportamentali, sono risultate associate ad una ridotta performance scolastica: più grave è la problematica del ragazzo, peggiore è il suo rendimento, sottolinea il Dottor Di Nicola . Infine, tratti di personalità e caratteristiche psicologiche come l’incapacità di provare piacere, l’impulsività, la difficoltà a riconoscere e descrivere le proprie emozioni e la tendenza alla dissociazione, correlano con il rischio di comportamenti di dipendenza.

 

Col Coronavirus sono spariti i teenager

Il commento Col Coronavirus sono spariti i teenager Nella prima fase dell’emergenza sanitaria si è parlato tanto di anziani, di bambini e di adulti ma sembrano diventati invisibili gli adolescenti, che invece hanno sofferto particolarmente l’improvvisa clausura. Sugli adolescenti invisibili al tempo del Coronavirus, il contributo audio del professor Daniele Bruzzone , docente di Pedagogia dell'infanzia e dell'adolescenza alla facoltà di Scienze della formazione , sede di Piacenza. adolescenti #teenagers #coronavirus Facebook Twitter Send by mail Print.

 
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