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Con Cremona Food-Lab, ricerca e impresa viaggiano insieme

Ricerca Con Cremona Food-Lab, ricerca e impresa viaggiano insieme Il 6 novembre alle 10.30, l’Hub di ricerca e servizi sui temi dell'innovazione nell’agrofood della Cattolica presenta i risultati raggiunti. Tra 2016 e 2017 ragionando con i partner coinvolti ci eravamo prefissati di creare un hub di ricerca e servizi per le imprese del settore agro-alimentare cremonese – spiega il professor Lorenzo Morelli , docente di Microbiologia all’Università Cattolica e direttore del progetto –. Gli obiettivi erano molteplici e ambiziosi: supportare le aziende nell’innovazione di prodotto e di processo con particolare attenzione alla sicurezza alimentare, al profilo nutrizionale e alla sostenibilità ambientale ed economica; creare case history che potessero avere valore generale; attivare percorsi di formazione dei quadri dirigenti e del personale aziendale». Un progetto complesso – aggiunge Morelli – ma oggi, a distanza di poco più di tre anni, possiamo dire di aver completato gli impegni presi». Proprio sulla spinta della risposta positiva da parte delle aziende coinvolte, l’Università Cattolica di Cremona vuole lavorare per mantenere e sviluppare il concreto dialogo tra Università, mondo economico e istituzioni a vantaggio dell’intero territorio cremonese. Già dal 2019, grazie al finanziamento di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, è stato avviato il progetto Craft (CRemona Agri-Food Technologies) una sorta di emanazione di Cremona Food-Lab focalizzato sul settore lattiero-caseario. Anche e soprattutto nella prospettiva della nuova sede di Santa Monica, che determinerà una forte spinta allo sviluppo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona».

 

Fake news a tavola, ci crede 1 italiano su 2

Tendono a provare le nuove mode alimentari ma più per esperimento che per un vero piano di innovazione. Sono individui soddisfatti del loro stile alimentare generalmente più tradizionali nelle loro scelte di consumo alimentare. Non problematizzano le loro convinzioni in ambito di salute e di alimentazione e per questo appaiono meno critici verso le fonti di informazione e talvolta “integralisti” nelle loro scelte alimentari, spesso basate su argomentazioni valoriali e politiche. La diffusione delle fake news alimentari ha un impatto importante non solo sulle tasche degli italiani ma anche sulla loro salute» sostiene la professoressa Graffigna. I consumatori che sono più spesso preda delle fake news, infatti, tendono a fare acquisti alimentari diversi rispetto agli altri e risultano maggiormente preda delle mode. In particolare i cibi “senza” o “con aggiunta di” tendono a essere preferiti e considerati più salutari (indipendentemente dalle effettive proprietà nutrizionali) da chi è maggiormente soggetto al potere persuasivo delle fake news». L’area delle fake news in ambito alimentare richiede crescente attenzione e studio da parte degli addetti ai lavori – conclude l’esperta - soprattutto nell’ottica di creare “intelligence” sui processi di scelta dei consumatori capace di sostenere nuove forme e occasione di sensibilizzazione, educazione e coinvolgimento (engagement) del consumatore».

 

La ricetta sostenibile contro lo spreco alimentare

Piacenza La ricetta sostenibile contro lo spreco alimentare Per la giornata mondiale, una gara tra chef sostenibili e un confronto tra esperti coordinato da Tinto della rubrica di Rai Radio 2 “Decanter” 31 gennaio 2020 Cent’ottanta kg di cibo pro-capite all’anno : è la quantità di cibo sprecata in media a livello europeo. In Italia lo spreco si aggira intorno ai 149 kg di cibo all’anno per persona . Una minore perdita di cibo e una fruizione più consapevole porterebbe a un uso più efficiente del territorio e a una migliore gestione delle risorse idriche con effetti positivi sui cambiamenti climatici e sui mezzi di sussistenza. In occasione della giornata mondiale contro lo spreco alimentare , in programma mercoledì 5 febbraio , abbiamo chiesto un commento alla professoressa Lucrezia Lamastra , docente di Biochimica alla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali nella sede di Piacenza dell’Università Cattolica. E proprio il 5 febbraio la facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali celebrerà la giornata contro lo spreco alimentare con l’evento la Ricetta Sostenibile, edizione 2020 , un appuntamento che è insieme riflessione e “produzione” di sostenibilità. Dalle 11 ci si sposterà presso la Residenza Gasparini per la premiazione del contest sulla miglior ricetta sostenibile, dopo l’assaggio dei piatti proposti dai finalisti delle tre categorie: Chef, Futuro Chef e Chef di casa . Al termine dell’evento, il Brunch Buffet sostenibile sarà realizzato dai giovani della sezione di Cucina dell’Istituto Alberghiero Ranieri Marcora di Piacenza.

 

Matricole accolte a vino e cioccolato

Piacenza Matricole accolte a vino e cioccolato Per i nuovi iscritti della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali un incontro sensoriale con un abbinamento forse inusuale ma dal risultato eccellente. Una lezione di degustazione su due alimenti che saranno al centro dei loro studi. novembre 2016 Vino e cioccolato: abbinamento forse inusuale, ma dal risultato eccellente se si considerano i tanti studenti che hanno affollato la residenza Gasparini dell’Università Cattolica di Piacenza per un incontro “sensoriale” destinato alle matricole della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Una lezione di degustazione, “guidata” dalla dottoressa Milena Lambri , su due degli alimenti tra i più universalmente apprezzati, vino e cioccolato. Pensato e organizzato dalla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali per dare il benvenuto alle matricole 2016/17, che hanno imparato divertendosi, in questo originale momento di socializzazione universitaria. Dai sorrisi e dai volti soddisfatti delle matricole, l’obiettivo, che era anche di socializzazione tra i neoiscritti della facoltà, si può dire raggiunto. vino #cioccolato #agraria #alimentare Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Sicurezza alimentare, summer school Efsa

Ricerca Sicurezza alimentare, summer school Efsa Un corso di due giorni per ricercatori promosso dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare insieme alla Cattolica di Piacenza e all’Università di Parma. Il professor Pier Sandro Cocconcelli spiega l’approccio One Health by Sabrina Cliti | 08 giugno 2020 Il 7 giugno è stato il World Food Safety Day , la Giornata mondiale della sicurezza alimentare. Obiettivo della giornata è promuovere la corretta informazione dei cittadini e la loro consapevolezza in merito agli aspetti di sicurezza e di affidabilità del sistema ufficiale dei controlli degli alimenti, con particolare attenzione alle conseguenze degli alimenti non sicuri sulla salute a livello globale. Le malattie zoonotiche, le malattie di origine alimentare e la resistenza antimicrobica sono buoni esempi di queste relazioni ed è in questi campi che un approccio One Health è particolarmente rilevante. I cambiamenti che hanno portato alla nascita e al riemergere di alcune malattie (cambiamenti climatici, crescita della popolazione umana, espansione dei viaggi e degli scambi internazionali, ecc.) hanno sicuramente aumentato la rilevanza di questo approccio multidisciplinare». Certo, questo aspetto è anche il tema centrale del World Food Safety Day, articolato su più aspetti che riguardano il ruolo delle istituzioni nazionali e sovranazionali, della produzione agraria, della trasformazione degli alimenti ma anche il ruolo centrale dei consumatori. L’Università Cattolica è fortemente attiva su questo fronte, con i sui corsi di laurea nel settore alimentare , il dottorato Agrisystem e, in collaborazione con altre università e con Efsa, nella formazione continua di esperti di food safety .

 

Sul podio il salame al miele bio

Piacenza Sul podio il salame al miele bio Piazza d’onore per il team della laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari che ha presentato, al concorso di Federalimentare Ecotrophelia , “ Semplice ”, un prodotto libero da conservanti in cui il saccarosio è stato sostituito dal miele d’acacia. Ecotrophelia è il concorso promosso da Federalimentare destinato a gruppi di studenti universitari che premia l’eco-innovazione nei prodotti agro-alimentari, con particolare attenzione alla “sostenibilità” e al “rispetto ambientale”. Giunta alla decima edizione, la competizione, patrocinata dal Miur e dall’Enea, offriva alle squadre iscritte la possibilità di presentare in 15 minuti di tempo il frutto del lavoro svolto per ideare e realizzare un prodotto alimentare sostenibile e innovativo e presentarlo alla giuria, che ha premiato i primi 3 prodotti. Il team Tartaro , composto dagli studenti della laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari Ilaria Gioiosa, Gianluca Maldarizzi, Giuseppe Pepe, Vittorio Tartaro e Giacomo Trentini e guidato dalla professoressa Annalisa Rebecchi , ha fatto una brillante presentazione di “ Semplice, il salame come una volta ”. “Semplice” nasce come prodotto tradizionale, completamente libero da conservanti e con packaging bio-degradabile per rispondere al meglio ai trend del mercato e la giuria di Ecotrophelia ha assegnato all’idea una meritata medaglia d’argento. In sei anni la facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali piacentina ha partecipato a Ecotrophelia con sei squadre, aggiudicandosi quattro volte la medaglia d’argento e due quella d’oro, a cui si aggiunge un bronzo ottenuto nella competizione europea. Quest’anno a gareggiare erano 87 studenti della magistrale in Gestione d’Azienda che suddivisi in 19 gruppi hanno presentato la loro idea imprenditoriale davanti a una giuria di commissari provenienti dal mondo imprenditoriale locale, dall’associazionismo, dal mondo bancario e da incubatori di start up [leggi tutto].

 

Uova contaminate, niente allarmismo

Ateneo Uova contaminate, niente allarmismo Dopo il rinvenimento anche in Italia di tracce di fipronil, i prof. Pier Sandro Cocconcelli e Marco Trevisan, della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, spiegano perché non c’è rischio per la salute ma chiedono azioni sanzionatorie severe. Il caso delle uova contaminate nasce da una segnalazione al RASFF, il sistema rapido di allerta per gli alimenti e i mangimi, effettuata dal Belgio, legato a una frode agro-alimentare. Infatti questo insetticida, non autorizzato in Europa per il trattamento degli animali allevati per produrre alimenti, è stato introdotto illegalmente nel Dega-16, un prodotto “naturale” a base di mentolo e eucaliptolo per il trattamento della pulce rossa, un parassita delle specie avicole. La prima conclusione che si può trarre da questo caso è che il sistema europeo per la sicurezza degli alimenti funziona nel controllare il sistema produttivo e nel proteggere la salute dei consumatori. Infatti, malgrado un primo possibile ritardo segnalato dal Belgio nei confronti dell’Olanda, il RASFF e il sistema di rintracciabilità degli alimenti, hanno consentito di identificare le partite di uova contaminate e di ritirare dal mercato le uova stesse o i prodotti derivati. Inoltre, si sono attivati i sistemi nazionali di controllo che hanno permesso di indentificare altri casi di uova contaminate con questo insetticida. In conclusione, la contaminazione delle uova è il risultato di un uso illegale di farmaci veterinari negli allevamenti che, come ha dichiarato la Food Standard Agency, l’agenzia per la sicurezza degli alimenti in Gran Bretagna, non costituisce un rischio per la salute pubblica.