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#5 consigli per una sana alimentazione

Se c’è una cosa scientificamente appurata, è che l’alimentazione non può certamente curare o proteggerci dall’infezione del nuovo coronavirus (a discapito di qualche falsa notizia circolata di recente sui social media legata agli effetti stupefacenti della vitamina C!). Quello che è certo, però, è che curare l’alimentazione, anche in questo periodo, può rappresentare un buon strumento per cercare di mantenerci in salute e svolgere al meglio le attività quotidiane tra le mura domestiche. Ricorda di pianificare i tuoi pasti Una sana alimentazione passa anche dalla corretta ripartizione di calorie durante la giornata. Se il nostro dispendio energetico si è ridotto, perché siamo diventati più sedentari, ricordiamoci di prediligere alimenti a bassa densità energetica (come frutta e verdura) e di controllare le quantità di cibo che ingeriamo. È rappresentata da una piramide che ci indica quali sono gli alimenti da consumare più frequentemente (che stanno alla base della piramide) e quelli di consumare meno spesso. Asseconda i tuoi gusti, ma cerca anche di sperimentare pietanze nuove per garantire l’apporto di cui abbiamo bisogno di tutti i nutrienti e altri composti interessanti dal punto di vista nutrizionale. Se è vero che dobbiamo porre particolare attenzione a non eccedere con le porzioni e gli spuntini non previsti, è altrettanto vero che possiamo attuare piccoli gesti quotidiani, che ci consentano di garantire il giusto dispendio energetico.

 

Pizza o schiscetta? Dimmi come mangi

MILANO Pizza o schiscetta? Dimmi come mangi Le scelte alimentari degli universitari fuori sede nella ricerca, promossa dalla Fondazione Istituto Danone in occasione dei suoi 25 anni, che sarà presentata a Milano mercoledì 25 maggio . Sono solo alcuni degli aspetti che descrivono le abitudini alimentari degli universitari italiani, raccontate nell'indagine nazionale “I giovani e le scelte alimentari: come si comportano gli studenti fuori sede?” , promossa dalla Fondazione Istituto Danone con la collaborazione scientifica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Università degli Studi di Pavia . Lo studio sarà illustrato mercoledì 25 maggio alle 10 nell’ Aula Magna di largo Gemelli 1 , in occasione dell’evento aperto al pubblico e agli studenti sul tema Salute e nutrizione , organizzato dalla Fondazione Istituto Danone Italia , che celebra appunto i suoi primi 25 anni di attività (Gustodei25anni). Un’indagine su un settore di popolazione poco studiato – spiega Lorenzo Morelli , presidente della Fondazione e preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali che ha curato la ricerca – ma di rilevante interesse per molti motivi: dalla consistenza numerica al profilo sociale e culturale. L’evento sarà l’occasione per fare il punto su alcuni falsi miti che riguardano l’alimentazione, tra cui la diagnosi di intolleranze alimentari, l’idea di dimagrire con una dieta a basso contenuto di carboidrati, il fenomeno di abolire i prodotti lievitati (pane, pizza, pasta) che provocano gonfiore addominale. L’elevata attenzione verso il settore degli alimenti e della nutrizione – precisa il professor Morelli – porta al diffondersi di informazioni non basate su ricerche scientifiche. È un male “originale” del settore: basti pensare alla storia degli spinaci ricchi in ferro… Cosa vera ma assolutamente inutile per la nutrizione vista la scarsa biodisponibilità di quel tipo di ferro.

 

Cibo sano, i consigli dell’esperto

dieta Cibo sano, i consigli dell’esperto Parte nelle mense Educhef di tutte le sedi dell’Ateneo una campagna sulla corretta alimentazione, con suggerimenti pratici e menù consigliati dal professor Giacinto Miggiano , direttore del Centro Nutrizione Umana della facoltà di Medicina e Chirurgia. by Martina Vodola | 28 marzo 2019 Seguire costantemente una dieta equilibrata e corretta non è sempre facile, soprattutto se molto spesso si è costretti a mangiare fuori casa e nei ritagli di tempo. Per questo Educatt ha pensato di inaugurare una campagna sulla corretta alimentazione nelle mense Educhef di tutte le sedi dell’Università Cattolica, grazie alla preziosa collaborazione di Giacinto Miggiano (nella foto), docente di Scienze dell’alimentazione e direttore del Centro Nutrizione Umana della facoltà di Medicina e Chirurgia. Ogni giorno verrà proposto in tutte le mense, a partire da Mensa&;caffe.23 di Roma fino a includere tutte le sedi universitarie , un “ Menù del nutrizionista ” redatto dal professore, con una serie di piatti selezionati tra quelli proposti dal menù del giorno. Verranno inoltre collocati in tutte le mense pannelli con “Le cinque raccomandazioni essenziali ”, sempre redatte dal professore, grazie alle quali si indicheranno alcune buone abitudini da seguire per condurre una vita più sana e all’insegna della corretta nutrizione. Sono infine previste rubriche, sempre curate dal professore nutrizionista, su temi riguardanti la buona alimentazione e la conduzione di una vita sana, come l’importanza dello sport, la corretta dieta mediterranea o il giusto apporto di nutrienti. A chi volesse approfondire ulteriormente, sarà possibile rivolgere direttamente all’esperto domande su tematiche generali legate alla nutrizione, in quanto i casi specifici necessitano di una consulenza privata e mirata.

 

Covid-19 a tavola, no ai falsi miti

Studio e webinar Covid-19 a tavola, no ai falsi miti Che cosa pensano gli italiani e che cosa consigliano gli esperti. Gli interventi di Walter Ricciardi, Lorenzo Morelli e Guendalina Graffigna 24 giugno 2020 L’alimentazione può aiutarci contro Covid-19? La risposta è affermativa, ma la questione è molto complessa e delicata. La sede di Cremona dell’Università Cattolica, con il contributo di Ircaf Centro di riferimento Agro-Alimentare Romeo ed Enrica Invernizzi , ha chiamato un gruppo di esperti di alto livello per approfondire, con rigore scientifico e taglio divulgativo, la concatenazione positiva tra alimentazione, equilibrio del microbiota intestinale e difese immunitarie. La prevenzione oggi è fondamentale anche per evitare futuri nuovi focolai: un’accurata educazione dei cittadini è dunque un asset imprescindibile per garantire l’aderenza alle diverse misure comportamentali di contenimento del virus oltre che agli stili di vita idonei per prevenire le complicanze della malattia. Una cosa è la suscettibilità a sviluppare un'infezione virale sintomatica, un’altra è invece il potenziale di combattimento che si ha contro il virus: entrambi dipendo dallo stato di nutrizione/malnutrizione e quindi dall’immunocompetenza dell’individuo» aggiunge il professor Fabrizio Pregliasco . L’unica certezza è che il rischio di contrarre il Sars-Cov-2 non dipende dallo stato nutrizionale dell'individuo, ma dal grado di contatto con l'agente patogeno e quindi il distanziamento dalla persona infetta deve essere prioritario. È importante che la scienza dialoghi con i cittadini che sono consumatori e pazienti, proprio per adottare, a tavola e non solo a tavola, comportamenti positivi sia a livello individuale che sociale, evitando falsi miti».

 

Covid a tavola, la scienza scende in campo

È l’appello che lancia il professor Walter Ricciardi , docente di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere scientifico del ministro della Salute per la pandemia da coronavirus, nel corso del webinar “ Covid-19 a tavola: tra falsi miti e realtà scientifica. Anche per noi scienziati – sostiene Ricciardi – non è più il tempo di dedicarci solo ai lavori scientifici, di pubblicare lavori ad alto impact factor, di parlare ai congressi. C’è bisogno, per questo, di trovare un linguaggio comune tra scienza e cittadini, intesi sia come consumatori che pazienti, spiega Guendalina Graffigna , direttrice di Engage Minds Hub e autrice della ricerca su alimentazione e Covid-19 . Una tendenza ancora più marcata tra coloro che hanno un titolo di studio elevato (master o dottorato) e che più temono il rischio di contagio da Covid-19. Mangiare correttamente, invece, lo stimola più che assumere integratori alimentari, di cui siamo il popolo che in Europa fa maggior uso. Su questo negli ultimi anni l’industria si è mossa, riducendo del 30% i grassi, i grassi saturi e gli zuccheri negli alimenti: dobbiamo muoverci anche noi». Ed è proprio questo, secondo Ricciardi, a fare «la differenza tra i paesi antisismici, cioè quelli che fanno le cose prima, e i paesi sismici che costruiscono le cose soltanto dopo le distruzioni». Ma se andiamo a dire che i soldi che chiediamo ci servono per fare quello che abbiamo fatto fino a ora non penso che si vada lontano, soprattutto per un Paese che ha il 150% di debito pubblico e che quindi dipende dagli altri per la sopravvivenza».

 

Covid, l’alimentazione rafforza le difese immunitarie

Ricerca Covid, l’alimentazione rafforza le difese immunitarie Dall’indagine di EngageMinds Hub emerge una crescita dell’attenzione degli italiani al consumo corretto dei cibi, ritenuto fattore protettivo contro il Coronavirus. Un italiano su 3 ha però bisogno di un supplemento di informazione 26 giugno 2020 Il 60% degli italiani ritiene che l’alimentazione possa essere una chiave per rafforzare le difese immunitarie contro Covid-19. Una tendenza ancora più marcata tra coloro che hanno un titolo di studio elevato (master o dottorato) e che più temono il rischio di contagio da Covid-19, mentre gli italiani di età compresa fra i 60 e 70 anni hanno diminuito il consumo di integratori alimentari, contrariamente al resto della popolazione. È importante che la scienza dialoghi con i cittadini che sono consumatori e pazienti – considera la professoressa Guendalina Graffigna , docente di Psicologia dei consumi e direttore dell’ EngageMinds Hub alla Cattolica – proprio per adottare, a tavola e non solo a tavola, comportamenti positivi sia a livello individuale che sociale». Grazie a Ircaf , Centro di riferimento Agro-Alimentare Romeo ed Enrica Invernizzi – prosegue il professor Lorenzo Morelli , docente di microbiologia e direttore del Distas (Dipartimento di scienze e tecnologie alimentari) dell’Università Cattolica – abbiamo potuto oggi approfondire la concatenazione positiva tra alimentazione, equilibrio del microbiota intestinale e difese immunitarie. Una crescita valutata dall’indagine in +17% e che arriva a +28% tra coloro che si sentono “ad alto rischio di contagio” e a +33% fra coloro che hanno un titolo di studio elevato (master e/o dottorato). Oggi sappiamo che, in termini generali, la prognosi di Covid-19 è peggiore in chi soffre di patologie croniche, soprattutto a carico del cuore, o diabete e nelle persone in sovrappeso – afferma il professor Andrea Ghiselli , nutrizionista e presidente della Sisa (Società italiana scienza dell’alimentazione).

 

Degustando s'impara

Cremona Degustando s'impara Degustazione pre-natalizia per gli studenti del corso di Laurea triennale in Scienze e Tecnologie Alimentari , che sotto la guida dei ricercatori di Viticoltura e Enologia hanno degustato vini in abbinamento a salumi e formaggi del territorio. La degustazione ha avuto inizio con i saluti introduttivi della Dott.ssa Emanuela Tabusso , tutor della sede, che ha ringraziato le aziende che hanno offerto i prodotti ( Auricchio e Negroni ) e il gruppo studentesco Unilab per avere finanziato l’evento. Fabrizio Torchio e la dott.ssa Annalisa Rebecchi , ricercatori rispettivamente presso l’istituto di Viticoltura, Enologia e Microbiologia della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali hanno quindi guidato gli studenti attraverso i cinque sensi, alla scoperta di sapori e percezioni. Ortrugo , Gutturnio e Moscato i tre vini oggetto della degustazione che, come ha spiegato il dott. Per quanto riguarda l’olfatto la dott.ssa Diti ha mostrato la ruota degli odori, inventata da un’enologa dell’università di Davis : uno strumento molto utile che riunisce in famiglie di appartenenza la maggior parte degli odori riscontrabili nei vini. La dott.ssa Rebecchi ha poi condotto l’assaggio dei formaggi, tra provolone dolce, piccante e pecorino, mostrando come valutare colore, morbidezza, elasticità e sapore, in abbinamento ai vini secondo la regola “formaggi chiari con vini bianchi, formaggi stagionati con vini scuri, rossi”. E in fondo non poteva mancare il dolce, che con il Moscato d’Asti e il tradizionale panettone ha permesso di festeggiare in allegria l’arrivo delle festività natalizie, tra brindisi e scambi di auguri.

 

Dimmi come mangi, ti dirò chi sei

educatt Dimmi come mangi, ti dirò chi sei Per la Giornata Mondiale per l’Alimentazione 2016 , a Milano, Piacenza e Roma il 17 e 18 ottobre campagne informative sul rapporto tra alimentazione e stile di vita e una scheda di anamnesi alimentare per avere consigli per una dieta sana ed equilibrata. ottobre 2016 Il 16 ottobre di ogni anno la Fao – Food and Agriculture Organization of the United Nations – celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione , per commemorare la fondazione dell’Organizzazione nel 1945. In linea con i contenuti della giornata, lunedì 17 e martedì 18 ottobre , si terrà un’operazione per sensibilizzare sull’importanza di una sana e corretta alimentazione in una dimensione globale attraverso info point allestiti ad hoc nelle sedi di Milano (Mensa&;Pizza.9), Piacenza (Mensa.7) e Roma (Policlinico e Mensa&;Caffè.23) . educatt #alimentazione #salute #dieta Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Estate, consigli per una sana alimentazione

salute Estate, consigli per una sana alimentazione Dal prediligere cibi freschi e ricchi di acqua e sali minerali alla limitazione delle bevande alcoliche, dall’evitare pasti abbondanti alla corretta conservazione degli alimenti. luglio 2019 di Giacinto Miggiano * In estate cambia il clima e l’aumento della temperatura può essere causa di malesseri che è possibile contrastare adottando delle precauzioni nell’alimentazione. Per contrastare l’abbondante sudorazione, preferire alimenti ricchi di acqua e sali minerali, contenuti in grande quantità nella frutta, nella verdura e nei loro derivati (come frullati, estratti, centrifugati e succhi di frutta). Occorre limitare in maniera particolare l’uso delle bevande alcoliche; oltre che essere ipercaloriche, rendono più impegnativo nell’individuo il processo necessario per la dispersione del calore corporeo. È bene evitare pasti abbondanti e ricchi di grassi, in particolar modo prima di affrontare un viaggio o mettersi alla guida: sarà facilitata la digestione, senza compromettere il senso di attenzione e vigilanza che solitamente accompagna il ricorso a un pasto abbondante. Le alte temperature impongono una particolare attenzione alla corretta conservazione del cibo che altrimenti può diventare fonte di infezioni e/o intossicazioni alimentari conseguenti allo sviluppo di germi. L’ampia disponibilità estiva di alimenti di natura vegetale può permettere di conoscere nuovi sapori e può incentivare l’educazione al gusto, contribuendo alla varietà alimentare, prima regola in assoluto di una sana alimentazione.

 

Fake news, “alimentiamo” il contagio della conoscenza

ottobre - Giornata mondiale dell’alimentazione Fake news, “alimentiamo” il contagio della conoscenza La facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali lancia a Cremona una tre giorni di formazione alimentare basate dalla psicologia dei consumi e rivolta a studenti e docenti delle superiori. Parte da qui il progetto Alimentiamo il contagio positivo della conoscenza , promosso dal Comune di Cremona in collaborazione con EngageMinds Hub , il centro di ricerca dell’Università Cattolica focalizzato sulla psicologia dei consumi e dei comportamenti. L’approccio al progetto è decisamente innovativo» spiega la professoressa Guendalina Graffigna , docente di Psicologia dei consumi all’Università Cattolica nei campus di Cremona e Piacenza. Al contrario, il processo formativo previsto dal progetto si configura come fortemente partecipativo e ambisce a generare una sensibilizzazione a cascata con la quale i “formandi” a loro volta diventino “formatori” e possano disseminare le competenze apprese presso le persone con cui sono in contatto. Si tratta dunque di favorire un processo di apprendimento collaborativo attraverso la ricostruzione di un dialogo tra cittadini e scienziati sulla corretta alimentazione». Temi che la facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università Cattolica approfondisce ogni anno in modo interdisciplinare nell’ambito delle sue attività di ricerca e formazione. Di sicurezza alimentare ha parlato anche il professor Pier Sandro Cocconcelli , docente di Microbiologia agraria, intervenendo in diretta alla trasmissione Uno Mattina di Rai Uno (da 1.22'.10").

 

Fake news a tavola, ci crede 1 italiano su 2

Tendono a provare le nuove mode alimentari ma più per esperimento che per un vero piano di innovazione. Sono individui soddisfatti del loro stile alimentare generalmente più tradizionali nelle loro scelte di consumo alimentare. Non problematizzano le loro convinzioni in ambito di salute e di alimentazione e per questo appaiono meno critici verso le fonti di informazione e talvolta “integralisti” nelle loro scelte alimentari, spesso basate su argomentazioni valoriali e politiche. La diffusione delle fake news alimentari ha un impatto importante non solo sulle tasche degli italiani ma anche sulla loro salute» sostiene la professoressa Graffigna. I consumatori che sono più spesso preda delle fake news, infatti, tendono a fare acquisti alimentari diversi rispetto agli altri e risultano maggiormente preda delle mode. In particolare i cibi “senza” o “con aggiunta di” tendono a essere preferiti e considerati più salutari (indipendentemente dalle effettive proprietà nutrizionali) da chi è maggiormente soggetto al potere persuasivo delle fake news». L’area delle fake news in ambito alimentare richiede crescente attenzione e studio da parte degli addetti ai lavori – conclude l’esperta - soprattutto nell’ottica di creare “intelligence” sui processi di scelta dei consumatori capace di sostenere nuove forme e occasione di sensibilizzazione, educazione e coinvolgimento (engagement) del consumatore».

 

Fake news e alimenti: 1 italiano su due ci crede, uno su tre diffonde la notizia

Questi i primi risultati della ricerca condotta dal Centro di ricerca dell’Università Cattolica Engage Minds Hub nell’ambito del progetto Craft, che verrà presentata all’evento FOOD ENGAGEMENT: COMPRENDERE I COMPORTAMENTI DI CONSUMO ALIMENTARE NELL’ERA DELLA PARTECIPAZIONE E DELLE FAKE NEWS del 15 gennaio 2020, dalle 14.30 nella sede cremonese dell’Università Cattolica. Parliamo oggi di fake news – sottolinea la professoressa Guendalina Graffigna, direttore del Centro di ricerca Engage Minds Hub – perché emerge sempre più forte la necessità di fare fronte alla preoccupante riduzione delle risorse prime e alla disuguaglianza nell’accesso a tali risorse. Tutto ciò provoca disorientamento e confusione nei cittadini, che diventano vittime (ma talvolta "carnefici") di fake news in tema agroalimentare, sulle dinamiche produttive e sugli alimenti. Il progetto Craft Craft (CRemona Agri-Food Technologies) è un progetto avviato dall'Università Cattolica nell'ambito di Cremona Food-Lab e realizzato con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo. Il focus è su attività di ricerca scientifico-tecnologica e di analisi socio-psicologica del consumatore in ambito lattiero-caseario. Più in dettaglio Craft vuole sviluppare da un lato tematiche tecnologiche, microbiologiche e biochimiche; dall'altro indagare l'atteggiamento dei consumatori nei confronti del latte e dei suoi derivati. Un lavoro di ricerca che viene indirizzato a favore del territorio cremonese, attraverso la successiva attività di trasferimento tecnologico, di formazione e di disseminazione delle conoscenze.

 

Fuori la bufala dal piatto

Piacenza Fuori la bufala dal piatto Le fake news del settore agroalimentare al centro di un evento organizzato dalla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali e promosso da Cremona Food Lab nell'ambito della Festa del Torrone 2017. Gli ingredienti sono stati infatti svelati durante il convegno “ Non beviamoci le bufale! Se le conosci le eviti: le false informazioni nell’agro-alimentare ” promosso da Cremona Food Lab lo scorso 24 novembre nell’ambito della Festa del Torrone di Cremona. A sottolineare l’importanza strategica dell’evento sono intervenuti il presidente della Camera di Commercio di Cremona, Gian Domenico Auricchio , e il vice sindaco di Cremona Maura Ruggeri , che hanno ricordato l’urgenza e l’attualità dell’argomento. Le bufale forniscono informazioni rapide, che colpiscono, e che sono molto più facili da capire dell'informazione scientifica. Oltre ai “ raw materials ” le fake news possono anche contare su un packaging funzionale e confezionato ad arte, quali una comunicazione accattivante ed enfatica che attacca e mina la fiducia che il consumatore pone nei confronti di due entità: le istituzioni e la scienza. Quindi attenzione! Non siamo solo utenti ma produttori di informazioni, anche se non le creiamo noi. Siamo corresponsabili delle informazioni che circolano . La “parola” è poi passata agli studenti di Sciente e tecnologie alimentari, sfidati a produrre video che rappresentassero il loro modo di intendere le fake news nell’agroalimentare: cacciatori di bufale crescono!

 

Grana Padano, medicina per ipertesi

PIACENZA Grana Padano, medicina per ipertesi Secondo uno studio dell’Istituto di Scienze degli alimenti della nutrizione dell’Ateneo consumare 30 grammi di formaggio Dop al giorno combatte i problemi di pressione alta. maggio 2016 Un pezzo di Grana Padana al giorno toglie l’ipertensione di torno. Secondo la ricerca il consumo quotidiano di trenta grammi al giorno di Grana Padano Dop è un ottimo alleato per combattere problemi di pressione alta . Una conferma, ancora una volta, che la corretta alimentazione può essere una medicina. Gli stessi pazienti, in ordine casuale, hanno assunto un placebo inattivo, cioè privo di tripeptidi. Dopo due mesi di trattamento con Grana Padano i livelli pressori si sono ridotti in modo significativo: -6 mmHg per la pressione sistolica (la massima) e –5 mmHg per la pressione diastolica (la minima); e, nella maggior parte dei pazienti, la pressione si è normalizzata. È la seconda ricerca che la facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali di Piacenza sviluppa su questo tema, ottenendo analoghi risultati.

 

Salute a tavola con Heinz Beck

EDUCATT Salute a tavola con Heinz Beck Lo chef pluristellato, ospite di Mensa&;Pizza.9 di Via Necchi a Milano, ha tenuto a battesimo il progetto dell’Ateneo che unisce diverse professionalità per incrementare il welfare degli studenti attraverso alimentazione e stili di vita corretti. by Redazione EDUCatt | 13 aprile 2016 Ha preso ufficialmente il via martedì 12 aprile, con un incontro fra tutti i partner e i collaboratori, il nuovo progetto “Alimentazione e Stili di vita”, che si avvale di un testimonial d’eccezione: il rinomato chef Heinz Beck . Il primo sul territorio nazionale – ha affermato il prorettore e presidente di EDUCatt Antonella Sciarrone Alibrandi – che vede un’università impegnata in un lavoro complesso, che unisce molte competenze diverse, attorno al tema dell’alimentazione e della salute dei suoi studenti». Docenti che, nella loro attività di ricerca, saranno affiancati dalle consulenze di Heinz Beck . Il cui compito specifico sarà fornire suggerimenti preziosi sull’utilizzo degli ingredienti e sulla realizzazione di menù tali da soddisfare appieno i “bisogni” degli studenti. Non va dimenticano che quando si parla di studenti – ha aggiunto – bisogna tener presente che hanno giornate impegnative e devono essere in grado di affrontarle al meglio anche grazie a un’alimentazione sana ed equilibrata». heinzbeck #salute #alimentazione #educatt #mensa&pizza.9 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

I detective degli alimenti

Piacenza I detective degli alimenti Al laboratorio di Metabolomica di Piacenza, studiando i composti chimici presenti nei cibi, si risale all’origine di quello che mangiamo e all’autenticità delle produzioni. La metabolomica è un po’ lo Sherlock Holmes degli alimenti che mangiamo e che esportiamo. Fa parte delle cosiddette scienze “omiche”: come la genomica che è il sequenziamento del DNA; la proteomica che è la caratterizzazione delle sequenze proteiche e la metabolomica è l’analogo fatto per i composti chimici». Qual è la differenza tra tracciabilità e rintracciabilità degli alimenti? «In Italia ci troviamo di fronte ad una nomenclatura atipica, perché in inglese traceability significa verificare che l’origine di un prodotto sia effettivamente quella dichiarata dal produttore. In entrambi i casi lo scpo ultimo è quello di tutelare il consumatore controllando l'autenticità delle produzioni agro-alimentari». Quindi è importante avere gli strumenti di monitoraggio: quello, appunto, su cui stiamo lavorando sono i sistemi che ci permettono di supportare questo tipo di valutazioni». Possiamo dire che è una parte fondamentale del made in Italy nel mondo? «L’Italia ha la maggior parte degli IGP e dei DOP registrati a livello europeo.

 

Il cuore, come nutrirlo e proteggerlo

roma Il cuore, come nutrirlo e proteggerlo I consigli dei professori del Policlinico Gemelli Leda Galiuto e Giacinto Miggiano con le ricette dello chef Heinz Beck . maggio 2016 «Un libro che suggerisce come evitare i fattori di rischio cardiovascolari grazie a un’informazione che spiega che non bisogna fare solo sacrifici per proteggere la salute. Un libro pieno di ricette sane e gustose, perché la salvaguardia del cuore passa anche attraverso una corretta alimentazione». Un volume dove gli autori, la cardiologa Leda Galiuto e il nutrizionista Giacinto Miggiano , medici del Policlinico universitario A. Gemelli e docenti della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, insieme allo chef pluristellato Heinz Beck , spiegano come l’alimentazione può diventare un’arma fondamentale per proteggere il cuore dalle malattie. L’informazione è una medicina vera e propria – ha detto Enrico Zampedri , direttore generale del Policlinico Gemelli - e siamo onorati di ospitare la presentazione di questo libro che coniuga correttezza scientifica e divulgazione». Responsabile dell’Unità operativa di Riabilitazione cardiovascolare del Policlinico A. Gemelli è esperta di ecocardiografia e di malattie cardiache delle donne. Giacinto Miggiano è direttore dell’Unità operativa di Dietetica e nutrizione umana del Policlinico A. Gemelli e del Centro di nutrizione umana della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

 

Il latte vittima dei pregiudizi

CREMONA Il latte vittima dei pregiudizi La radicalizzazione di modelli alimentari che escludono, in parte o totalmente, prodotti di origine animale ha un impatto non secondario sulla crisi del settore lattiero-caseario italiano. A ciò si aggiunge l'impatto delle politiche che vengono applicate nelle diverse aree del mondo: valga come esempio l'abbandono di quelle quote latte che nell'Unione europea hanno regolato la produzione lattiera per oltre trent'anni. Spesso gli studi degli esperti sono concentrati su questi fattori che agiscono tutti dal lato dell'offerta di latte e derivati. Per questo risultano particolarmente interessanti le analisi contenute nel recente “ Rapporto latte ”, che allargano lo sguardo anche al lato della domanda e, soprattutto, al comportamento dei consumatori. A cominciare dalla radicalizzazione di modelli alimentari in cui vengono esclusi, in parte o totalmente, i prodotti di origine animale, che tendono a evitare cibi ad alto contenuto di zuccheri, grassi e calorie e che evidenziano una particolare attenzione alle tematiche della sostenibilità e della biodiversità. Nello specifico per latte e derivati – spiega il professor Daniele Rama , direttore della Smea – abbiamo assistito negli anni più recenti all’introduzione da parte sia dei marchi dell’industria lattiero-casearia, sia di quelli della distribuzione, di prodotti ad alta digeribilità,dalle mozzarelle al burro. E il fenomeno si sta allargando, perché l’attenzione alla sfera della salute, alla sostenibilità ambientale e all’eticità delle filiere non sono più prerogative di una nicchia di consumatori all’avanguardia, ma stanno progressivamente diventando importanti criteri generali di scelta negli acquisti.

 

La dieta mediterranea è sostenibile

PIACENZA La dieta mediterranea è sostenibile Uno studio di alcuni ricercatori della facoltà di Scienze agrarie di Piacenza, basato sulla Clessidra ambientale , mostra che i modelli alimentari ad alto contenuto proteico del Nord e del Sud Europa hanno la stessa impronta carbonica di frutta e verdura. Ma qual è l’impatto della dieta sull’ambiente? E come le nostre scelte influenzano questo impatto? Con l’approccio della Clessidra ambientale sarà ora più semplice capirlo [nella foto in alto la Clessidra Ambientale della dieta nordica e mediterranea. L’approccio della Clessidra ambientale ha permesso di tradurre le raccomandazioni alimentari per una sana e corretta alimentazione nel suo senso più esteso, che include anche le raccomandazioni per un consumo responsabile e sostenibile». La famosa Piramide alimentare si traduce infatti nella Clessidra che permette di valutare l’impatto ambientale di diversi alimenti in funzione del loro contributo alla dieta e non solo in funzione della loro massa. Risulta evidente che mangiare carne non ha un impatto sull’ambiente maggiore del mangiare frutta e verdura, se consideriamo la quantità di alimento che la dieta mediterranea e quella nordica consigliano di assumere» prosegue il professor Capri. Dai risultati si evince infatti che, sia per la dieta mediterranea sia per quella nordica, l’impronta carbonica settimanale degli alimenti ad alto contenuto proteico (come carne, pesce, uova e legumi) è equiparabile a quella di frutta e verdura». Gli autori propongono la Clessidra ambientale come un mezzo efficace e punto di partenza per una politica integrata che miri alla diffusione di sane abitudini alimentari, a una scelta consapevole degli alimenti e a un’agricoltura sostenibile.

 

Mamme e latte, i dubbi della rete

Obiettivo della ricerca è stato esplorare le rappresentazioni del latte attraverso narrazioni spontanee nel dibattito web delle mamme e dei loro influencer, e di approfondire i vissuti, credenze e valori associati. Sul totale dei commenti indicizzati con la parola “latte” (963), si nota un netto prevalere dei riferimenti al latte vaccino: questo infatti è citato in 840 post, mentre il latte vegetale solamente in 123. Tuttavia le conversazioni sui social mettono in luce un generale disorientamento dei consumatori secondo cui il latte vaccino è percepito come un alimento con un impatto piuttosto negativo (34% dei post) rispetto al latte alternativo (sentiment positivo in 48% dei post). Gli aspetti più critici che riguardano il consumo di tale alimento fanno riferimento soprattutto alla “non naturalezza” nel bere un latte vaccino in età adulta, soprattutto in funzione delle ricadute per la produzione e per gli animali coinvolti. Ne consegue che l’area di costruzione di partnership tra consumatori e aziende stia anch’essa attraversando un momento di criticità riguardo alle aspettative e al ruolo delle stesse nei processi di produzione e allineamento con i bisogni e le richieste dei consumatori. La seconda edizione di Universo Latte – organizzato dal C omitato italiano FIL/IDF, con la Cattolica di Piacenza, l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Parma – è dedicata agli aspetti economici, sociologici e psicologici nonché di marketing relativi al settore lattiero-caseario. Nella tavola rotonda conclusiva del 19 maggio , alle 16.30 si confrontano, tra gli altri, Nicola Bertinelli , presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, e Cesare Baldrighi , presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Grana Padano, entrambi laureati della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali della Cattolica di Piacenza.

 

Mangiamo sostenibile?

Piacenza Mangiamo sostenibile? Qual è l’impatto della dieta sull’ambiente? Ce lo dice la Clessidra ambientale, studiata dal team di ricerca del prof. Ettore Capri. settembre 2016 a cura di Gloria Luzzani Produrre e trasformare alimenti ha diverse conseguenze ambientali, tra cui l’emissione di gas a effetto serra, l’uso della terra, gli effetti sulla biodiversità. “Per ciascun modello sono state stimate le emissioni di gas a effetto serra (espresse in anidride carbonica equivalente), su base settimanale, attraverso l’applicazione della valutazione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) ad ognuno degli alimenti raccomandati – sottolinea il prof. Ettore Capri -. L’approccio della Clessidra Ambientale ha permesso dunque di tradurre le raccomandazioni alimentari per una sana e corretta alimentazione nel suo senso più esteso, che include anche le raccomandazioni per un consumo responsabile e sostenibile”. La famosa Piramide Alimentare si specchia infatti in quella ambientale andando a formare una clessidra che mette a confronto l’impatto ambientale di diversi alimenti in funzione del loro contributo alla dieta, e non solo in funzione della loro massa. “Risulta evidente che mangiare carne non ha un impatto sull’ambiente maggiore del mangiare frutta e verdura, se consideriamo la quantità di alimento che la dieta mediterranea e quella nordica consigliano di assumere – prosegue il prof. Capri -. Dai risultati si evince infatti che, sia per la dieta mediterranea sia per quella nordica, l’impronta carbonica settimanale degli alimenti ad alto contenuto proteico (come carne, pesce, uova e legumi) è equiparabile a quella di frutta e verdura”.

 

Microbiota, l’amico invisibile del benessere

La scienza è sempre più attenta al microbiota, l’insieme delle cellule batteriche che vivono nell’apparato digerente, e in particolare nell’intestino e ci offre anche una serie di indicazioni utili per mantenere in salute questa “megalopoli” di abitanti che debbono convivere al meglio per favorire il nostro benessere. Il volume è unico per metodologia, approccio e struttura e, per la prima volta, porta la competenza degli studiosi ad affrontare in maniera organica un tema di cui si parla tanto, ma su cui la conoscenza è ancora confusa, il mondo del microbiota. Il microbiota cambia continuamente con il passare degli anni ed in qualche modo “dipende” dalle nostre abitudini, rappresentando una sorta di “chiave” olistica di lettura del benessere della persona» spiega il professor Antonio Gasbarrini. L’iniziativa, infine, ha un importante valore in termini di sostenibilità in quanto Fondazione Istituto Danone ha deciso di devolvere tutti i proventi della vendita del libro all’Università Cattolica del Sacro Cuore per supportare attività di ricerca ». Michelangelo Giampietro - Specialista in Medicina dello Sport e in Scienza dell’Alimentazione, Docente della Scuola dello Sport del Comitato Olimpico Nazionale Italiano - CONI – Roma – Board Fondazione Istituto Danone Claudio Maffeis - Professore di Pediatria presso l’Università degli Studi di Verona. Lorenzo Morelli - Professore di Microbiologia e Direttore DISTAS presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza – Cremona e Presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Istituto Danone Michele Sculati Medico - Specialista in Scienza dell’Alimentazione, Dottore di Ricerca in Sanità Pubblica. Docente presso i Master in nutrizione dell’Università degli Studi di Pavia e Milano Bicocca - Board Fondazione Istituto Danone Curatori: Federico Mereta , medico e giornalista scientifico – Fondazione Istituto Danone Silvia Di Maio , dottoressa in Biologia applicata alle Scienze della Nutrizione dedica alla divulgazione scientifica in Fondazione Istituto Danone.

 

Nasce l’Italian Institute for Planetary Health

RICERCA Nasce l’Italian Institute for Planetary Health Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" e Università Cattolica insieme per la salute dell’uomo e del pianeta, partendo da una corretta alimentazione 18 novembre 2019 Oggi si muore più di cattiva alimentazione che di droga, fumo, alcol e rapporti sessuali a rischio messi insieme. Siamo in 7 miliardi qui sulla Terra, compresi i 3 miliardi che non si nutrono adeguatamente (troppo, troppo poco o male) e produrre cibo per così tante persone aumenta la temperatura globale, compromette la biodiversità, inquina e consuma suolo e acqua più di quanto la terra e i mari possano sopportare. Da questo nasce un grande progetto: l’Italian Institute for Planetary Health – IIPH, frutto dell’unione tra l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e l’Università Cattolica del Sacro Cuore con la partecipazione di Vihtali, spin off dell’Ateneo. Questo è senz’altro il risultato della presenza di un Servizio Sanitario (SSN) che rende accessibile il diritto alla salute a tutti gli italiani, senza discriminazioni di reddito, di genere o di età. Senza dimenticare che il nostro Paese ha una tradizione alimentare nella dieta mediterranea che contribuisce a una sensibile riduzione di diverse malattie come quelle cardiovascolari e i tumori. Sarà poi importante raccordarsi a istituzioni come Human Technopole, l’European Food Safety Authority, che ha sede in Italia, e con tutti gli istituti di ricerca che operano nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale”. IIPH sarà guidato da un Consiglio di Amministrazione snello di cui fanno parte il Presidente, Carlo Salvatori , i VicePresidenti, Walter Ricciardi e Giuseppe Remuzzi , l’Amministratore Delegato, Angelo Del Favero , e il Consigliere Raffaele Ianuario , in rappresentanza di Vihtali - Value in Health Technology and Academy for Leadership and Innovation.

 

Mangiare sano e con gusto

MILA NO Mangiare sano e con gusto Il dietologo della facoltà di Medicina di Roma Giacinto Miggiano spiega come comportarsi a tavola in occasione delle feste, per guardare alla salute, concedersi qualche sfizio e prevenire i mali di stagione. dicembre 2016 «Attenzione a non esagerare con cibi grassi e porzioni abbondanti che portano, insieme con la possibile riduzione dell’attività fisica propria dei mesi invernali, a un incremento di peso». È la raccomandazione del professor Giacinto Miggiano , direttore del Centro di ricerche in nutrizione umana dell’Università Cattolica e dell’Unità operativa di dietetica del Policlinico Gemelli di Roma che consiglia di non strafare con alimenti calorici e bevande alcoliche durante il periodo natalizio. Quando la temperatura esterna è solitamente più bassa rispetto ad altri periodi dell’anno, il nostro organismo disperde più calore e quindi, oltre che indossare un diverso abbigliamento, può aiutare l’assumere preparazioni e pietanze che di per sé tendono ad apportare più calore». Se è vero che si brucia di più per mantenere costante la temperatura corporea in compenso ci si muove di meno e quindi occorre tenere in conto questi due aspetti opposti del bilancio calorico». Tuttavia poiché alla fine l’alcol è anche un dilatatore dei vasi sanguigni periferici (di mani e piedi), alla prima sensazione di caldo-calore subentra una dispersione di segno opposto. L’alimentazione può essere d’aiuto contro il rischio di influenze e raffreddamenti? «Le vitamine (A, C ed E), composti antiossidanti (bioflavonoidi) e alcuni metalli (zinco, rame e selenio) possono aiutare ma questo non obbliga a seguire un’alimentazione diversa rispetto ad altri periodi.

 

Pensiamo alla tua salute

Educatt Pensiamo alla tua salute Ha avuto un riscontro molto positivo l’attività di prevenzione promossa dal Centro sanitario di Educatt con la Lit a Milano e Brescia. Lo studente non ha bisogno solo di servizi ma anche di attenzione anche in termini di formazione e informazione. educatt #centrosanitario #alimentazione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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