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Nato, le sfide dei 70 anni

Riflettere sul riposizionamento dell’Occidente e sull’importanza di un’organizzazione che ha fatto la storia delle alleanze militari è il contributo del convegno che l’Università Cattolica ha promosso proprio nel giorno del compleanno del Patto Atlantico. L’equilibrio geo-economico a livello globale è cambiato molto rispetto a vent’anni fa - ha detto il preside della facoltà di Scienze politiche e sociali Guido Merzoni introducendo i lavori - e questo ha mutato i rapporti con gli Stati Uniti, che si stanno spostando più verso il Pacifico che verso l’Europa. La Nato ha rappresentato un’anomalia nella storia delle relazioni internazionali: è un’alleanza imprevedibile, non perché non fosse scontato che l’Occidente si unisse per contrastare quella che allora sembrava l’ascesa dell’Est comunista, ma per la sua composizione, che la differenzia da tutte le altre alleanze militari del passato. Si è convertita e ha esteso la sua rete di azione – ha spiegato il generale Giorgio Battisti , comandante dal 2011 al 2014 dei corpi d’azione rapida italiani della Nato – e dopo l’11 settembre 2011 ha imparato a operare anche al di fuori dei propri confini. La Nato rimane la più efficiente delle alleanze – ha ricordato Massimo De Leonardis , docente di Storia delle Istituzioni e delle Relazioni Internazionali – ma lo scenario contemporaneo ha messo in luce anche gli aspetti negativi di questa unione. Andrea Gilli , ricercatore in Relazioni Internazionali al Comitato Difensivo della Nato, ha descritto la capacità militare della Nato: «I compiti della Nato sono tre: difesa e deterrenza, la lotta contro il terrorismo e la guerra non convenzionale, e la risposta nelle situazioni di crisi. La Nato ha consentito di stabilizzare l’area dal Mare del Nord al Mar Nero ma ha ancora molte sfide davanti, esterne e interne» ha affermato il professor Vittorio Emanuele Parsi , docente di Relazioni Internazionali e direttore dell’ Alta Scuola in Economia e relazioni internazionali (Aseri).

 

La Nato tra Trump e Putin

MILANO La Nato tra Trump e Putin Quale ruolo per l’Alleanza Atlantica con il nuovo inquilino della Casa Bianca, con il mutamento delle relazioni Usa-Russia e delle nuove frontiere dello scacchiere siriano e del terrorismo di matrice islamica. Decimo convegno di studio il 3 maggio a Milano 28 aprile 2017 Dalla politica estera di Trump, ancora molto in fieri , alla guerra in Siria e al ruolo di Putin. Il rapporto transatlantico dalla storia all’attualità: fasi e compiti della Nato , questo il titolo della giornata di studi che sarà introdotta dai saluti istituzionali del preside della facoltà di Scienze politiche e sociali Guido Merzoni e del direttore dell’omonimo dipartimento Massimo de Leonardis . Le nuove minacce della cyber warfare e della guerra ibrida saranno affrontate da accademici, diplomatici e militari che metteranno in evidenza, in uno scambio a più voci, il significato che l’emergere di queste nuove dimensioni ha per una realtà a vocazione tradizionalmente militare. La prima (ore 11-12.45), incentrata su I compiti della Nato: deterrenza e difesa, hybrid warfare e cyber defence , sarà presieduta da Massimo de Leonardis , ordinario di Storia delle relazioni e delle istituzioni internazionali e presidente ICMH. Si parlerà di Visioni Geopolitiche nella seconda sessione (ore 14-15.30), coordinata da Pier Paolo Ramoino , vice presidente, Centro interdipartimentale di Studi Strategici Internazionali Università di Firenze. Nel corso del dibattito si potranno, infine, avere anticipazioni sui temi in discussione e sulle prospettive del prossimo vertice Nato a livello di capi di Stato e di governo, che si terrà a Bruxelles il 25 maggio.

 
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