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Farmacia, la sfida del Covid-19

Roma Farmacia, la sfida del Covid-19 Nel confronto on line promosso dall'Altems il futuro del “nuovo farmacista” nella medicina territoriale durante e dopo l'emergenza sanitaria by Maria Rita Montebelli | 10 dicembre 2020 Non più (solo) dispensatori di farmaci, ma erogatori di servizi all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Luigi D’Ambrosio Lettieri , vicepresidente FOFI, Marco Cossolo , presidente Federfarma, Gianni Petrosillo , Presidente SUNIFAR, Antonello Mirone , Presidente Federfarma Servizi, Antonio Gaudioso , Segretario Generale di Cittadinanzattiva, Giovanni Leonardi , Direttore Generale della Ricerca e dell’Innovazione in Sanità. I lavori, introdotti dal professor Americo Cicchetti , direttore dell’Altems, sono stati moderato i con grande competenza e profondo insight della materia da Guido Carpani , Consigliere dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Capo di Gabinetto del Ministro per la pubblica Amministrazione. altems #farmacia #covid #medicina Facebook Twitter Send by mail Print GLI INTERVENTI DEL CONVEGNO “La farmacia ha vinto la sfida di ruolo del COVID - ha esorditolil Consigliere GuidoCarpani – anche a fronte delle debolezze mostrate dal SSN. I punti di forza delle farmacie sono stati la competenza e la prossimità. Nella percezione dei cittadini, l’utilità della farmacia si è maggiormente consolidata nel fornire consigli/informazioni, nell’orientare verso le strutture sanitarie, nell’osservazione di casi sospetti e nella consegna di farmaci a domicilio. Come indicato nel Rapporto annuale sulla farmacia di Cittadinanzattiva, si tratta di soluzioni permanenti nel 44,6% dei casi e temporanee nel 25,3%, ma con la possibilità in molti casi di essere consolidate”. D’Ambrosio Lettieri – ha ribadito la centralità del SSN nella vita dei cittadini e ha rivelato che l’SSN avrebbe avuto bisogno di farmacie già esperte in queste attività ‘collaterali’, tipiche della farmacia dei servizi.

 

Rafforzate le disponibilità di assistenza in strutture alternative agli ospedali

In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 17 ed il 23 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.540 casi ogni 100.000 residenti). Analizzando l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede che nelle Regioni del Nord il valore medio registrato nell’ultima settimana nelle Regioni del Nord dall’indicatore è pari a 5,49% (in diminuzione rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,52%). Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Il tasso di saturazione medio calcolato sull’intera penisola è del 75,1% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 45,8% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto di TI, in aumento rispetto al precedente aggiornamento di 3,5 (situazione PRE DL 34) o 2,1 (situazione POST DL 34) punti percentuali. Dal report #24 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione della capacità extra in termini di posti letto di terapia intensiva. Dal report #28 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in Area Non Critica, ovvero dei posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia. Al 25 novembre 2020 - afferma il professor Americo Cicchetti - nonostante ulteriori implementazioni di posti letto di terapia intensiva, 12 Regioni e Province Autonome hanno esaurito la capacità di posti letto di terapia intensiva aggiuntivi e stanno, seppur con percentuali diverse, attingendo alla capacità strutturale.

 

Altems, LSE e WEF per la resilienza dei sistemi sanitari

Roma Altems, LSE e WEF per la resilienza dei sistemi sanitari In un webinar gli insegnamenti della pandemia nell’ambito della collaborazione dell’Alta Scuola dell’Università Cattolica con la London School of Economics e il World Economic Forum . Altems è stata coinvolta nella "Partnership “for Global Health System Resilience and Sustainability (PHSSR)’’, coordinata dalla London School of Economics e che vede anche la partecipazione dell’azienda AstraZeneca e del World Economic Forum. Non sempre i sistemi sanitari hanno costruito occasioni di dialogo, includendo anche partner privati: per questo la Partnership è per noi una grande opportunità di confronto costruttivo e indipendente», ha concluso Francesca Patarnello , VP Market Access &; Government Affairs dell’azienda Astra Zeneca che collabora al progetto di Partnership. Domenico Mantoan , Direttore Generale dell’Agenzia regionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), ha ripercorso le tappe dello “stress test” al quale è stato sottoposto tutto il sistema sanitario dai primi mesi della pandemia, “un sistema molto fragile e ancora bisognoso di essere costruito nel territorio. Quando arriverà il vaccino ed usciremo finalmente dall’emergenza, auspichiamo tutti che questa necessità non venga dimenticata e venga riorganizzata anche da questo punto di vista tutta la rete territoriale di assistenza”. La “Partnership for Global Health System Resilience and Sustainability” Obiettivo di questa partnership è contribuire alla salvaguardia e al miglioramento della salute globale nel lungo termine, migliorando la comprensione e consentendo di intraprendere azioni per accrescere la sostenibilità e la resilienza del sistema sanitario su base mondiale. Il gruppo di ricerca dell’ALTEMS, coordinato dal professor Americo Cicchetti , ha analizzato i diversi aspetti relativi alla sostenibilità e alla resilienza del Servizio Sanitario Nazionale, fornendo informazioni e raccomandazioni di rilevanza pratica per i vari stakeholder del sistema.

 

Covid-19, mortalità aumentata di sei volte

Analizzando l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede che nelle Regioni del Nord il valore medio registrato nell’ultima settimana dall’indicatore è pari a 5,54% (in aumento rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,49%). Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Se consideriamo la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il tasso di saturazione in oggetto risulta essere pari al 130% in Valle d’Aosta, al 115,8% nella P.A. Di questo, il tasso medio calcolato sull’intera penisola è del 71,5% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 43,6% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto di TI, in riduzione rispetto al precedente aggiornamento di -3,6 (situazione PRE DL 34) o -2,2 (situazione POST DL 34) punti percentuali. Dal report #28 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in Area Non Critica, ovvero dei posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia. Al 1° dicembre 2020 - afferma il professor Cicchetti - nonostante ulteriori implementazioni di posti letto di terapia intensiva, 12 Regioni hanno esaurito la capacità di posti letto di terapia intensiva aggiuntivi e stanno, seppur con percentuali diverse, attingendo alla capacità strutturale. A differenza della settimana precedente, il tasso di saturazione dei posti letto di terapia intensiva – continua Cicchetti – registra un decremento di -3,5 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva PRE DL 34/2020 e di -2,2 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva POST DL 34/2020.

 

Covid-19. Mortalità aumentata di 10 volte, ma sempre inferiore alla prima ondata

Per quanto riguarda la mortalità nella settimana 4-10 novembre è stata pari al 4,29% (in aumento rispetto alla scorsa settimana 2,50%); il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia si riferisce ai 7 giorni tra il 26 marzo ed il 1 aprile 2020 ed è stato pari al 8,28%. Da questo report è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in ‘Area Non Critica’ (ordinari, non di terapia intensiva), ovvero dei posti letto di malattie infettive, medicina generale e pneumologia dove vengono ricoverati i pazienti Covid. Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 4 ed il 10 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.076 casi ogni 100.000 residenti). Tasso di saturazione dei PL di Terapia Intensiva al 11 novembre 2020 Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. All’11 ottobre 2020 - sottolinea il professor Americo Cicchetti - nonostante ulteriori implementazioni di posti letto di terapia intensiva, 12 Regioni e Province Autonome hanno esaurito la capacità di posti letto di terapia intensiva aggiuntivi e stanno, seppur con percentuali diverse, attingendo alla capacità strutturale. Il tasso di saturazione dei posti letti di terapia intensiva – ha aggiunto– continua a crescere, rispetto alla settimana precedente, di 15,4 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva PRE DL 34/2020 e di 9,4 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva POST DL 34/2020.

 

La seconda ondata comincia a far slittare i ricoveri per i pazienti non-Covid

Secondo quanto noto finora al 4 novembre Lombardia, Puglia, Calabria e Campania hanno invece optato per una sospensione integrale dei ricoveri di tutte le classi di priorità, ovvero dal ricovero raccomandato entro 30 giorni fino a quelli che devono comunque essere effettuati entro 12 mesi. Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio il 3 novembre è anche la data in cui si è registrata la massima prevalenza puntuale in Italia (694 casi ogni 100.000 residenti). Dal report #21, si introduce una nuova analisi in termini di monitoraggio della prevalenza derivante dal confronto negli ultimi mesi (Prevalenza periodale del 5 settembre – 4 ottobre e del 5 ottobre – 3 novembre per 100.000 abitanti) si denota come nella maggior parte delle regioni tale indice è incrementato notevolmente. Dal report #25 è stata analizzata la letalità grezza apparente del COVID-19 nelle Regioni italiane (27 ottobre – 3 novembre 2020) che corrisponde al numero di pazienti deceduti nell’ambito dei soggetti positivi al COVID-19 nell’intervallo di tempo considerato. Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Se consideriamo la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il tasso di saturazione in oggetto risulta essere pari al 110% in Valle d’Aosta, al 89,2% nella P. A. di Bolzano, al 71,3% in Piemonte ed al 71% in Umbria.

 

La pandemia insegna: webinar Altems su resilienza e sostenibilità

Roma La pandemia insegna: webinar Altems su resilienza e sostenibilità Lunedì 30 novembre un confronto on line fra medici, docenti, istituzioni, aziende del farmaco e operatori del sistema salute. L’emergenza sanitaria in corso pone, oggi ancora più di prima, in risalto il tema della sostenibilità dei sistemi sanitari e della loro resilienza”. I lavori saranno aperti alle ore 11.00 dal professor Americo Cicchetti con la presentazione dell’Offerta Formativa dell’ALTEMS. A seguire la sessione dedicata alla “Partnership for Global Health System Resilience and Sustainability” con gli interventi Alistair McGuire , Professor in Health Economics and Head of Department Health Policy (London School of Economics) e Francesca Patarnello (VP Market Access &; Government Affairs, Astra Zeneca). Obiettivo di questa partnership è di contribuire alla salvaguardia e al miglioramento della salute globale nel lungo termine, migliorando la comprensione e consentendo di intraprendere azioni per accrescere la sostenibilità e la resilienza del sistema sanitario su base mondiale. Il gruppo di ricerca dell’ALTEMS, coordinato dal professor Americo Cicchetti , ha analizzato i diversi aspetti relativi alla sostenibilità e alla resilienza del Servizio Sanitario Nazionale, fornendo informazioni e raccomandazioni di rilevanza pratica per i vari stakeholder del sistema.

 

Ricoveri non-Covid persi, impatto economico da 4,2 miliardi

Inoltre, si stima che il costo totale a livello nazionale relativo alle 262.645 giornate di degenza in terapia intensiva fino al 16 novembre (dati Ministero della Salute) sia di 374.269.125 (con un costo giornaliero medio di 1.425). Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra l’11 ed il 17 novembre 2020, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (1.366 casi ogni 100.000 residenti). È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio il 17 novembre è anche la data in cui si è registrata la massima prevalenza puntuale in Italia (1.218 casi ogni 100.000 residenti). Analizzando l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede che nelle Regioni del Nord il valore medio registrato nell’ultima settimana è pari a 5,52% (in diminuzione rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,72%). Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Il tasso di saturazione medio calcolato sull’intera penisola è del 71,6% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 43,7% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto di TI, in aumento rispetto al precedente aggiornamento di 11,5 (situazione PRE DL 34) o 7 (situazione POST DL 34) punti percentuali.

 

Dall’Europa degli Stati all’Europa solidale, la lezione di Treu

GRADUATION DAY ALTEMS Dall’Europa degli Stati all’Europa solidale, la lezione di Treu Celebrata online la cerimonia di diploma dei master dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Ateneo. La lezione del presidente del CNEL su emergenza e nuova Europa by FEDERICA MANCINELLI | 11 novembre 2020 «La crisi che stiamo vivendo colpisce la salute, l’economia, le relazioni fra le persone, è una crisi senza precedenti che ci costringe a ripensarci tutti. La crisi del Covid ha caratteristiche senza precedenti - ha proseguito il presidente del CNEL - soprattutto nell’impatto sul mondo del lavoro, nella caduta dei consumi e nella gravissima reazione di difesa delle persone con un forte aumento del risparmio. La gravità dell’impatto di questa crisi si confronta con quello della crisi precedente del 2008, aggravandone i parametri, essendo davvero tutti di fronte a una situazione drammatica. La cerimonia per il Graduation Day ALTEMS si è aperta con l’intervento della professoressa Antonella Occhino , preside della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica (nella foto in alto, con il professor Americo Cicchetti) «Sono lieta di questa prima occasione di presenza e condivisione nel campus di Roma dell’Ateneo. Ringrazio infine il professor Treu per avere accettato di partecipare a questa cerimonia e lo ringrazio per avere voluto condividere con noi temi fondamentali come quelli del lavoro e della nuova Europa”. Il premio, dell’importo di Euro 2.500,00 istituito con Bando di concorso, è destinato alla pubblicazione di tesi e project work di carattere economico e giuridico realizzati nell’ambito dei master universitari di II livello promossi dall’ALTEMS.

 

Al Graduation Day Altems la lezione di Tiziano Treu

Roma Al Graduation Day Altems la lezione di Tiziano Treu Mercoledì 11 novembre (ore 11), la cerimonia online di consegna dei diplomi per i Master dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari (ALTEMS). La cerimonia di proclamazione per gli studenti dei Master e Corsi di Perfezionamento promossi da ALTEMS per l'Anno Accademico 2018/2019 si terrà domani mercoledì 11 novembre dalle ore 11.00 alle ore 13.00 in diretta on line attraverso la homepage del sito Internet del Campus di Roma dell’Ateneo. La cerimonia avrà inizio alle ore 11.00 con il saluto della professoressa Antonella Occhino , preside della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica. Il professor Americo Cicchetti , Ordinario di Organizzazione Aziendale dell’Università Cattolica e Direttore dell’ALTEMS, introdurrà l’evento presentando le attività dell’Alta Scuola, con particolare riferimento all’ultimo anno formativo. Nell’occasione sarà consegnato il Premio “Elio Guzzanti” dedicato alla memoria dell’indimenticabile “maestro” nell’organizzazione e nella programmazione sanitaria. Il premio, dell’importo di Euro 2.500 istituito con Bando di concorso, è destinato alla pubblicazione di tesi e project work di carattere economico e giuridico realizzati nell’ambito dei master universitari di II livello promossi dall’ALTEMS. A conclusione avrà luogo la cerimonia di consegna dei diplomi agli studenti che hanno frequentato i Master dell’Alta Scuola nell’anno accademico 2018/2019 a cura dei docenti coordinatori dei singoli programmi formativi.

 

Nuovi manager per la Sanità del futuro

Il sistema sanitario pubblico deve essere pronto per rispondere in modo adeguato e aggiornato a queste sfide. Grazie alla convenzione siglata nel 2019 l’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Regione Lazio collaboreranno allo sviluppo delle competenze manageriali di medici e dirigenti amministrativi delle aziende sanitarie pubbliche e private accreditate del sistema sanitario regionale, con il supporto operativo e scientifico dell’ALTEMS. La formazione che oggi i nostri manager intraprendono qui all’ALTEMS della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica rappresenta un’occasione di crescita delle competenze, ma anche della cultura manageriale”. La presentazione del corso è stata aperta dal Professor Americo Cicchetti , Ordinario di Organizzazione aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica e Direttore dell’ALTEMS, e dai saluti istituzionali del Dottor Lorenzo Cecchi Direttore della Sede di Roma dell’Università Cattolica. Il Professor Gianfranco Damiani , Direttore del Corso, ha poi presentato ai 90 iscritti, provenienti da aziende e strutture sanitarie, il nuovo programma formativo. Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo della relazione tra sistema sanitario, pazienti e cittadini grazie alla trattazione di temi innovativi come quelli del patient engagement e della public consultation. Il corso intende costruire profili professionali adatti a supportare l’efficace utilizzo delle risorse nel sistema sanitario coerentemente con la logica della value based healthcare e a sviluppare un equilibrato rapporto tra la responsabilità individuale del professionista verso pazienti e cittadini e la responsabilità del sistema sanitario verso la collettività.

 

Covid-19 e Farmacia, Altems Question Time su formazione e servizi territoriali

Roma Covid-19 e Farmacia, Altems Question Time su formazione e servizi territoriali Venerdì 4 dicembre , ore 14.00, un confronto on line sul futuro del “nuovo farmacista” nella medicina territoriale. I lavori saranno aperti alle ore 14.00 dal professor Americo Cicchetti , direttore dell’ALTEMS, e dal Consigliere Guido Carpani , Capo Gabinetto del Ministro per la Pubblica Amministrazione. Alle ore 15.15 le conclusioni affidate al Consigliere Guido Carpani . La pandemia da Sars-Cov2 sembrerebbe aver arrestato l’avvio della sperimentazione ministeriale sulla Farmacia dei Servizi – afferma il professor Americo Cicchetti - L’inevitabile battuta di arresto ha impattato sul percorso per l’assegnazione di nuovi servizi alle farmacie di comunità, nell’ottica di presa in carico territoriale dei pazienti». Tuttavia, nonostante la pandemia abbia prodotto un lockdown generalizzato – continua Cicchetti - le farmacie sono sempre rimaste aperte garantendo un supporto continuo alla popolazione. altems #economia #farmacia #medicina #covid #pandemia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Covid, le decisioni che fanno la differenza

L’occasione di oggi è non solo far conoscere il nostro Instant Report sul Covid-19, ma dialogare insieme ai nostri esperti su ciò che abbiamo vissuto e sulle prospettive gestionali e organizzative che queste fasi di pandemia ci hanno mostrato» ha detto il professor Cicchetti nel saluto introduttivo. L’obiettivo era duplice: fornire un’informazione scientifica, sulla base di dati validati, che potesse essere anche uno strumento di public reporting, utile alla società, ai decisori politici e ai cittadini». A tutti gli ospiti una domanda fra passato e futuro: Che cosa abbiamo imparato da questa crisi economico-sanitaria? «Personalmente ho imparato che l’atteggiamento di sicurezza e certezze che la classe medica e tutti noi abbiamo sempre tenuto rispetto alle situazioni sanitarie si è rivelato molto fragile. Quello che abbiamo imparato è che il modello organizzativo del sistema sanitario italiano ha retto e gestito l’impatto di questa emergenza» ha risposto il dottor Mantoan . Le Regioni che hanno mantenuto un impianto organizzativo solido dal punto di vista anche territoriale, in collegamento con le aziende sanitarie locali e con gli ospedali, sono quelle che ci hanno permesso di affrontare meglio la crisi, quelle che non hanno investito su questo modello sono entrate in difficoltà. Una figura che si è rivelata molto importante è, per esempio, quella dell’ingegnere gestionale per la gestione dei flussi e dei processi, quella dell’epidemiologo per l’analisi degli scenari e per supportare le giuste decisioni, e, dal punto di vista della prevenzione, quella degli assistenti sanitari nei dipartimenti di prevenzione. Stiamo rivalutando in maniera significativa tutto il mondo della Sanità pubblica – ha concluso il professor Cicchetti – quindi tutte quelle professioni che hanno bisogno di una formazione medica, ma anche proiettata nel mondo al di fuori.

 

Nespoli: "Gestire il rischio? Un gioco di squadra"

Roma Nespoli: "Gestire il rischio? Un gioco di squadra" La lezione speciale dell’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea agli studenti di Economia del campus di Roma by Federica Mancinelli | 13 dicembre 2019 / “Il futuro è vostro: sognate cose impossibili. “Lavorare in team per gestire i rischi è fondamentale – ha proseguito Nespoli – . Lavorare significa spingere il limite delle capacità e delle conoscenze, significa gestire il rischio: occorre allora imparare dagli errori, pensare “fuori dal box” e avere un sistema che ti supporta e ti aiuta ad andare più in là del proprio limite”. All’intervento di Paolo Nespoli è seguita una sessione di “Questions &; Answers” degli studenti di Economia curata da Alberto Fiore e Paolo Oppedisano , Coordinatori del Master ALTEMS in Risk Management. Il contesto organizzativo di un ospedale è fatto di competenze diverse: per questo è necessario lavorare in team, abituandosi a lavorare insieme e ad affrontare i problemi e i rischi che si presentano sempre in un lavoro di gruppo". “Paolo Nespoli – ha aggiunto il professor Antonio Crucitti – è ingegnere, astronauta e professionista che vive l’elevata complessità e la richiesta di alta affidabilità nel suo lavoro. Per questo oggi è speciale ospite della chiusura del Master in Risk management dell’ALTEMS: anche nel mondo della salute è necessaria l’adozione di protocolli e percorsi per coniugare il lavoro del team e la sua leadership verso l’abbattimento dell’imprevisto e dell’errore umano per l’efficacia delle cure”.

 

Breast Unit, un corso per preparare volontari

“Si tratta di un’iniziativa unica nel suo genere, nata da un’esigenza precisa: quella di offrire alle Associazioni le competenze specifiche per ottenere il riconoscimento di interlocutore qualificato e affidabile all’interno dei centri multidisciplinari di senologia (Breast Unit)” spiega Rosanna D’Antona , Presidente di Europa Donna Italia. “Per legge queste strutture specializzate prevedono al loro interno un’associazione di volontariato, come punto di riferimento per medici, pazienti e amministratori locali e regionali. Continua D’Antona: “Sono oggi piu di 100 le Breast Unit in Italia che hanno nel proprio organico un’associazione di volontariato: un numero destinato a crescere, insieme all’esigenza di una sempre piu stretta ed efficace collaborazione tra volontariato e struttura.”. “La Regione Lazio – commenta l’Assessore regionale Alessio D’Amato – ha messo in atto una serie di accordi formali e sinergie con il mondo dell’associazionismo nell’ambito della prevenzione dei tumori con l’obiettivo di rendere sempre più efficaci i messaggi sulla prevenzione oncologica. Stiamo aprendo una nuova stagione di partecipazione dell’associazionismo attraverso il ‘Participation Act’, con l’obiettivo di creare un modello Lazio per una sanità partecipata al quale hanno già aderito oltre 50 associazioni”. “Abbiamo aderito subito alla proposta di Europa Donna Italia perché riteniamo importante acquisire competenza specifica atta ad operare nei centri di senologia e rafforzare la rete tra associazioni, indispensabile per offrire il miglior supporto possibile alle donne in una fase così dolorosa della loro vita.”. e di L.I.L.T., è strutturato per incrementare nelle partecipanti tre principali requisiti: la rappresentatività dei diritti delle pazienti presso tutti gli interlocutori scientifici e istituzionali; l’autorevolezza, anche grazie a una buona padronanza delle tecniche di negoziazione; l’efficienza nel contribuire concretamente a migliorare le attivita e i servizi.

 

Nespoli, una lectio dallo spazio

Una lezione dallo spazio intitolata “Oltre l’alta affidabilità: rischio e sicurezza nel settore aerospaziale” in occasione dell’evento conclusivo della quinta edizione del Master Executive in “Risk Management: decisioni, errori e tecnologie in medicina” dell’ALTEMS. Paolo Nespoli discuterà con gli studenti del “risk management” come pilastro della sicurezza del settore aerospaziale e dei fattori che hanno reso questo settore tra i più sicuri. Gli astronauti affrontano imprevisti ed errori cui va posto rapidissimo rimedio e che possono diventare una grande opportunità per imparare e per creare una vera cultura della sicurezza. La lezione di Nespoli sarà introdotta da Americo Cicchetti , Direttore dell’ALTEMS, e Claudio Grassi , Vice Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica, e moderata da Antonio Crucitti , Direttore del Master ALTEMS in Risk Management dell’ALTEMS. L’intervento di Paolo Nespoli sarà seguito da una sessione di “Questions &; Answers” degli studenti di Economia curata da Alberto Fiore e Paolo Oppedisano , Coordinatori del Master ALTEMS in Risk Management. Le conclusioni dell’evento sono affidate a Domenico Bodega , Preside della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica. “Il mondo sanitario – afferma il professor Cicchetti - può e deve ancora imparare dai settori cosiddetti ad “alta affidabilità” quali sono le sfide future della “patient safety”.

 

Nuovi manager per le aziende sanitarie

Obiettivo per i partecipanti è acquisire le competenze professionali necessarie per gestire i processi organizzativi e strategici in Sanità, rispondendo al bisogno di qualificazione professionale richiesto nelle moderne organizzazioni sanitarie. Grazie alla convenzione siglata nel 2019 l’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Regione Lazio collaboreranno allo sviluppo delle competenze manageriali di medici e dirigenti amministrativi delle aziende sanitarie pubbliche e private accreditate del sistema sanitario regionale, con il supporto operativo e scientifico dell’ALTEMS. L’incontro è stato aperto dal Professor Americo Cicchetti , Ordinario di Organizzazione aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica e Direttore dell’ALTEMS, e dai saluti istituzionali del Dottor Lorenzo Cecchi, Direttore della Sede di Roma dell’Università Cattolica. Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo della relazione tra sistema sanitario, pazienti e cittadini grazie alla trattazione di temi innovativi come quelli del patient engagement e della public consultation. Il corso intende costruire profili professionali adatti a supportare l’efficace utilizzo delle risorse nel sistema sanitario coerentemente con la logica della value based healthcare e a sviluppare un equilibrato rapporto tra la responsabilità individuale del professionista verso pazienti e cittadini e la responsabilità del sistema sanitario verso la collettività. La responsabilità scientifica del Corso e affidata al Professor Americo Cicchetti , Ordinario di Organizzazione aziendale alla Facolta di Economia dell’Università Cattolica e Direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari (ALTEMS) dell’Ateneo. La direzione del corso e affidata al Professor Gianfranco Damiani , Associato di Igiene generale ed applicata alla Facolta di Medicina e chirurgia dell’Universita Cattolica.

 

Coronavirus, attivate 420 Unità speciali di continuità assistenziale

Si tratta di pazienti che hanno bisogno di un monitoraggio che non può essere assolto solo con un contatto telefonico, ma che non necessitano di un ricovero in ospedale. In totale a oggi si contano circa 420 USCA attivate su tutto il territorio nazionale che garantiscono la copertura di circa un terzo della popolazione italiana. Sono alcuni dei dati della quinta puntata dell’Istant Report Covid-19, l’ultimo report della Fase 1 dell’emergenza sanitaria, mentre stiamo per entrare nella “seconda fase” di contrasto al Coronavirus. Si tratta di una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica ( ALTEMS ), con sede a Roma, di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 19 Regioni + 2 Province autonome italiane. Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) In vista dell’avvio della Fase 2 i ricercatori hanno ritenuto opportuno verificare l’andamento della diffusione dell’uso delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA). In questa seconda fase si prenderanno in considerazione aspetti relativi alle modalità prescelte per la tracciatura del contagio, per la realizzazione dei test sierologici tra le Regioni nonché le modalità di separazione dei flussi tra pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere. Il gruppo si è arricchito della collaborazione del Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario ( Cerismas ) dell’Università Cattolica - diretto dal professor Eugenio Anessi Pessina -, di Paola Adinolfi , dell’Organizzazione aziendale, Università di Salerno e del Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (professor Rocco Reina ).

 

La festa per i dieci anni di Altems

Roma La festa per i dieci anni di Altems Sfide, innovazione digitale, valori e cambiamento i temi al centro della conferenza “Organizing for Health” di giovedì 12 settembre , in occasione del decimo anniversario dell’Alta Scuola in Economia e Management dei Sistemi sanitari. Quattro le parole-chiave che declineranno il ruolo dell’organizzazione per promuovere l’efficacia e l’efficienza dei sistemi sanitari: sfide, innovazione digitale, valori, cambiamento. I lavori saranno aperti da Franco Anelli , Rettore dell’Università Cattolica, Domenico Bodega , Preside della Facoltà di Economia e Rocco Bellantone , Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Ateneo. Coordinerà l’evento Americo Cicchetti , Direttore dell’ALTEMS e Ordinario di Organizzazione aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica. Alle ore 17.30 avrà inizio la tavola rotonda, condotta dal giornalista Roberto Iadicicco, dal titolo “Organizing for Health”, alla quale parteciperanno Marco Elefanti, Renato Botti, Antonio Gaudioso, Andrea Mandelli, Francesco Ripa di Meana, Massimo Scaccabarozzi, Andrea Urbani, Teresa Petrangolini, Fiorenzo Corti, Paolo Foggi e Fabrizio d’Alba. “Non c’è buona medicina senza organizzazione – spiega il professor Americo Cicchetti – Il Servizio Sanitario nazionale italiano è tra i pochi a livello europeo ad aver mantenuto un’impronta universalistica anche se l’accessibilità ai servizi e la loro qualità è variabile a seconda delle regioni e spesso al loro interno”. “La variabilità degli esiti clinici – continua Cicchetti - dipende solo in parte dal livello innovativo dei farmaci disponibili, dalla presenza di robot chirurgici o dalla presenza di bravi medici: essa risiede anche nella qualità dell’organizzazione”.

 

Instant Report Covid-19, focus settimanale sull’epidemia

Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica, facoltà di Economia, campus di Roma, guidato da Americo Cicchetti , ordinario di Organizzazione Aziendale è composto da economisti sanitari e aziendalisti, ricercatori ALTEMS: Michele Basile, Eugenio Di Brino, Maria Giovanna Di Paolo, Filippo Rumi e Angelo Tattoli . Se in Italia, sulla base dei dati disponibili, l’incidenza del contagio riguarda lo 0,17% della popolazione nazionale, questa sale allo 0,43% in Regione Lombardia, riducendosi fino allo 0,05% nella Regione Lazio. L’analisi combinata degli indicatori usati dall’ALTEMS evidenzia le marcate differenze tra le scelte della Regione Veneto e, in parte, della Regione Emilia Romagna e la Regione Lombardia e, in parte, appare sussistere anche nelle soluzioni adottate dalla Regione Lazio. E ancora, il rapporto tra pazienti trattati in terapia intensiva e a domicilio è la metà in Veneto ed Emilia Romagna rispetto a quanto accade nella Regione Lombardia e nella Regione Lazio. Il secondo modello “centrato sull’ospedale” si caratterizza al contrario per i seguenti aspetti: una incidenza di tamponi effettuati sulla popolazione leggermente inferiore al gruppo precedente, in Regione Lombardia pari a 1.14% e in Regione Lazio pari a 0,59%; la crescita dei posti letto in terapia intensiva cresce meno del 50% (al 31.3. E ancora, il rapporto tra pazienti trattati in terapia intensiva e pazienti trattati a domicilio è doppio in Regione Lombardia e nella Regione Lazio rispetto a quanto accada in Veneto ed Emilia Romagna. Questo ha portato Veneto ed Emilia Romagna a orientarsi verso una gestione territoriale e domiciliare, con il Veneto che si caratterizza per una ricerca proattiva di casi “positivi”.

 

Covid-19, letalità ridotta rispetto alla prima ondata

Tale saturazione è ottenuta dal rapporto tra il numero di pazienti Covid ricoverati in Terapia Intensiva ed il numero di posti letto previsti a livello Regionale, per un totale nazionale di 8.679 posti letto. È stata riportata come soglia di riferimento (30%) il valore indicato in tal senso per l’occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva, previsto dal Ministero della Salute nella circolare sulle attività di monitoraggio del rischio sanitario in emergenza COVID-19 (30 aprile 2020). (nota: i valori riportati si riferiscono ai posti letto di TI previsti dalla circolare ministeriale, non al numero di posti letto attualmente effettivamente presenti nelle Regioni: ciò implica un lieve disallineamento rispetto alla saturazione reale). Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 14 ed il 20 ottobre, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (256 casi ogni 100.000 residenti). Il valore medio registrato nell’ultima settimana nelle Regioni del Nord dall’indicatore è pari a 6,21% (in aumento rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,26%). Il valore medio registrato nell’ultima settimana nelle Regioni del Centro dall’indicatore è pari a 7,54% (in calo rispetto alla scorsa settimana che era pari a 8,40%).

 

Covid, le Regioni preparano strategie vaccinali per l’autunno

Altems Covid, le Regioni preparano strategie vaccinali per l’autunno Undicesima puntata dell’Instant Report Altems Covid-19: in caso di una nuova ondata di contagi da Coronavirus sul territorio nazionale si stanno mettendo a punto piani ad hoc per promuovere vaccinazioni antinfluenzali. Tali vaccinazioni sono state riconosciute di primaria importanza in epoca Covid dalla WHO e dal CDC, sia per ridurre il numero di pazienti con sintomatologia sovrapponibile a quelle dall’infezione da Sars-CoV-2, sia per ridurre il più possibile la circolazione di altri patogeni respiratori causa di gravi complicanze e comorbidità. Anche se non abbiamo ancora robuste evidenze scientifiche sulle possibili interazioni tra la circolazione del Covid-19 e dell’influenza stagionale, la raccomandazione di promuovere la vaccinazione antinfluenzale sembra avere un senso sotto il profilo di gestione del Servizio sanitario nazionale. La possibilità di ridurre la pressione sui Pronto soccorso con persone con sintomi che potrebbero essere scambiati per quello del Covid-19, certamente rappresenta un “valore” per chi si troverà a gestire l’emergenza autunnale. Analisi di maggior dettaglio sulla tipologia di trapianto per livello di urgenza (Angelico 2020) e un maggiore dettaglio sulle caratteristiche dei pazienti trattati durante l’emergenza (Maggi 2020) sono disponibili in alcuni studi. Si aggiunge che in Vistoli 2020, la survey condotta è stata l’occasione anche per elaborare un primo Consensus Paper sulla organizzazione più opportuna di un centro trapianti in corso di pandemia COVID-19. Considerando 179.331 giornate di degenza (al 1° giugno, +1.81% rispetto al 26 maggio) in terapia intensiva, ad un costo giornaliero medio di 1.425 il costo totale a livello nazionale ammonterebbe a o ltre 255 milioni di , di cui il 36% sostenuto in strutture ospedaliere della Lombardia.

 

Covid-19, "rivoluzione digital" per le Regioni italiane

ALTEMS Covid-19, "rivoluzione digital" per le Regioni italiane Il nuovo instant report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Servizi Sanitari dell’Università Cattolica estende l’analisi dei dati a tutte le Regioni italiane. Altro elemento che emerge dal 4/o rapporto è un netto aumento dei posti letto di terapia intensiva, spesso in percentuale superiore a quella indicata dal Ministero della Salute (+50%). Sono alcuni dei dati della quarta puntata dell’Istant Report Covid-19 una iniziativa dell’ Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 20 Regioni italiane. In tutte le Regioni il tasso di saturazione delle Terapie Intensive è sceso sotto il 65% e in media è del 25% significativamente più basso rispetto al livello di saturazione “medio” del Servizio Sanitario Nazionale nelle statistiche storiche (intorno al 48%). In molte Regioni, grazie all’implementazione di nuovi posti in Terapia Intensiva e la riduzione delle attività chirurgiche in elezione, la saturazione dei posti letti in terapia intensiva negli ospedali è ben al di sotto della media storica (es. in Campania è intorno al 10%). Piemonte, PA di Trento e Lombardia seguono con una incidenza di positivi ad oggi pari allo 0,34% e una incidenza di casi pari allo 0,68% in Lombardia e a Trento e dello 0,50% in Piemonte, segnale di un ritardo nella diffusione in questa regione rispetto alle altre. Con il Report #4, il gruppo si arricchisce della collaborazione del Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario dell’Università Cattolica (prof. Eugenio Anessi Pessina ), di Paola Adinolfi , dell’Organizzazione Aziendale, Università di Salerno e del Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (prof. Rocco Reina ).

 

Trecento mln di euro per 9 mln di tamponi

Ricerca Trecento mln di euro per 9 mln di tamponi È la spesa sostenuta dal Servizio sanitario nazionale dal 24 febbraio a oggi e stimata dal 18° Instant Report Altems Covid-19. Quadro epidemiologico I dati (al 1° settembre) mostrano che la percentuale di casi attualmente positivi (26.754) sulla popolazione nazionale è pari allo 0,04% (raddoppiato rispetto ai dati del 23 luglio). La Puglia registra il valore più basso nella percentuale di casi totali diagnosticati a partire dal sospetto clinico (36,77%), le Marche il più alto (100%), nel Lazio il 60% dei tamponi è effettuato per sospetto clinico». Il trend nazionale sul tasso dei tamponi effettuati (per 1000 abitanti) è in ascesa dal mese di luglio, e pari a 9,94 tamponi per 1000 abitanti (nella settimana del 23/7 il tasso era di 4,98). Soluzioni digitali Dopo il primo periodo di emergenza, è continuata la crescita delle iniziative di telemedicina dedicate all’assistenza dei pazienti non covid. A livello regionale sono in corso iniziative per la formalizzazione delle modalità di erogazione delle prestazioni in telemedicina, ad integrazione di quanto definito nelle «Linee Guida Nazionali» definite dal Ministero nel 2014 e recepite dalla Conferenza Stato-Regioni il 25-02-2014. A partire dal Report #4 la collaborazione si è estesa al Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario dell’Università Cattolica (professor Eugenio Anessi Pessina ) e al Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (professor Rocco Reina ).

 

Deliberati i piani di riorganizzazione della rete ospedaliera

La totalità delle regioni caratterizzate da una circolazione consistente del virus ha riorganizzato la rete ospedaliera mentre tra le regioni in cui il virus ha circolato con intensità media manca all’appello il Lazio. Infine, una buona parte di quelle regioni che hanno registrato un numero di casi limitati hanno approvato in Giunta Regionale piani di riorganizzazione ospedaliera. Sono 7 le regioni, prevalentemente caratterizzate da una consistente circolazione del virus, che hanno deliberato piani di riorganizzazione della rete ospedaliera in risposta a quanto richiesto dal DL 34/2020 e che avevano già riorganizzato l’assistenza ospedaliera. All’opposto, invece, sono 3 le regioni, tendenzialmente di piccole dimensioni e con una bassa circolazione del virus, che, al momento, non hanno approvato alcun piano di riorganizzazione ospedaliera. A livello regionale sono in corso iniziative per la formalizzazione delle modalità di erogazione delle prestazioni in telemedicina, ad integrazione di quanto definito nelle Linee Guida Nazionali definite dal Ministero nel 2014 e recepite dalla Conferenza Stato-Regioni il 25-02-2014. A livello regionale sono in corso iniziative per la formalizzazione delle modalità di erogazione delle prestazioni in telemedicina, ad integrazione di quanto definito nelle «Linee Guida Nazionali» definite dal Ministero nel 2014 e recepite dalla Conferenza Stato-Regioni il 25-02-2014. Sarebbero quindi necessarie delle linee guida comuni a livello nazionale che, garantendo le autonomie regionali ed aziendali, assicurassero comunque l’integrabilità delle nuove soluzioni con gli ambienti esistenti, soprattutto per quanto riguarda la gestione e la condivisione dei dati, già molto frammentati fra applicazioni, cloud ed archivi spesso proprietari».

 

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