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E4Impact, imprenditori per l’Africa

E4Impact nasce come iniziativa di Altis nel 2010 con lo scopo di favorire lo sviluppo sostenibile del continente africano supportando la formazione di imprenditori ad alto impatto sociale e ambientale. Le attività della Fondazione contribuiscono al raggiungimento di molti degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 fissati dalle Nazioni Unite, in particolare quelli legati a istruzione di qualità, lavoro dignitoso, crescita economica, riduzione della povertà e fame zero. Il 73% di loro ha un business attivo nel proprio Paese e in tutto hanno creato oltre 4.000 nuovi posti di lavoro nel continente» dice il professor Mario Molteni , Ad della Fondazione. La forza del nostro programma è quella di fornire know-how e competenze imprenditoriali assieme a servizi di consulenza e supporto tipici di un incubatore di impresa. Dopo aver incontrato i vertici del governo Italiano, infatti, il vice presidente ha deciso di presentare le opportunità di business del Kenya a un ristretto gruppo di imprese italiane nell’ambito di un workshop organizzato da E4Impact Foundation in Altis. Obiettivo futuro della Fondazione è attivare il Global MBA in Impact Entrepreneurship in almeno altri 7 Paesi africani entro il 2020 , ponendosi sempre più come punto di riferimento nell’ambito dell’imprenditorialità di impatto nel continente e nella creazione di opportunità di collaborazione tra imprese italiane a africane. sviluppo #imprenditorialita' #africa #altis Facebook Twitter Send by mail IL RETTORE NOMINATO VICE-PRESIDENTE Il 27 novembre 2018 il Consiglio di Amministrazione di E4Impact Foundation ha nominato il rettore Franco Anelli vice presidente della Fondazione presieduta da Letizia Moratti .

 

Altis al Festival della sostenibilità

Milano Altis al Festival della sostenibilità L’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica è tra i protagonisti dell’iniziativa promossa in Italia da Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Richiamare l’attenzione sui suoi 17 Obiettivi è la missione del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019 , promosso in Italia da Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) tra fine maggio e inizio giugno, di cui è protagonista anche l’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica ( Altis ). L’Altis, da anni impegnata nella formazione, consulenza e ricerca sui temi della sostenibilità, non poteva non contribuire al Festival presentando le buone pratiche sviluppate negli ultimi anni e stimolando il dibattito pubblico sugli argomenti di maggior rilievo nell’attuale contesto nazionale ed europeo. Tra maggio e giugno l’Alta Scuola propone alla città di Milano una serie di eventi con focus su temi che abbracciano diversi SDGs e costituiscono un’occasione per fare networking, scoprire nuovi volti della sostenibilità, fornire linee d’azione concreta. In un contesto di questo tipo, la definizione di piani di sostenibilità declinati nel business è un processo irreversibile: un aspetto che Altis ha approfondito in una ricerca che fotografa le pratiche di sostenibilità implementate dalle principali Compagnie assicurative a livello europeo, in funzione del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Un confronto aperto tra le esperienze di operatori e territori italiani che hanno investito nel turismo su due ruote come forma privilegiata di sviluppo di un rapporto virtuoso tra ambiente, comunità e sviluppo economico. Tutti gli incontri sono gratuiti e si tengono dalle 17.30 alle 19 (a seguire un aperitivo di networking) presso la sede di Altis o nella sede centrale di Università Cattolica (M2 S. Ambrogio).

 

PA, il cambiamento è possibile

Roma PA, il cambiamento è possibile Giovedì 11 aprile al via le edizioni milanese e romana degli Executive Master Mipa e Mipac, che formano funzionari del settore, con un evento tra i campus di Roma e Milano. L’evento, dal titolo “Pa: un cambiamento possibile” , si è svolto nell’Aula Necchi del campus di Roma dell’Università Cattolica, in collegamento video con la Sala degli Stucchi dell’Alta Scuola di Impresa e Società a Milano. Nella Pubblica Amministrazione, la formazione deve riguardare anche la leadership e la capacità di lavorare in squadra», ha affermato il Ministro Bongiorno . Altro tema cruciale è la digitalizzazione, sul quale c’è ancora tanto da fare: in molte realtà il processo di trasformazione digitale non è nemmeno stato avviato. In un provvedimento approvato nei giorni scorsi alla Camera, ho previsto tra l’altro un nucleo di esperti che avranno il compito di aiutare la Pa in affanno proponendo modelli organizzativi. Giunti rispettivamente alla IX e alla IV edizione, i due percorsi didattici hanno l’obiettivo di formare funzionari della Pubblica Amministrazione, fornendo loro le conoscenze e gli strumenti di gestione necessari sia per poter operare efficacemente nel settore di riferimento sia per sviluppare progetti concreti orientati all’innovazione della Pubblica Amministrazione. Alla giornata erano presenti anche i partecipanti alle ultime due edizioni dei master dell’area Pa di ALTIS.

 

L’economia circolare si fa business

MILANO L’economia circolare si fa business Re-Think è il primo forum sulla Circular economy e riunisce in Cattolica il 14 febbraio alcuni tra i maggiori esperti in Italia, grandi aziende e startup che racconteranno come stanno orientando le loro attività verso una maggiore sostenibilità ambientale. È questa la migliore definizione per spiegare l’economia circolare, che sta sempre più prendendo piede anche nel territorio nazionale. A puntare i riflettori su un fenomeno che non riguarda solo la produzione e il consumo di un bene, ma coinvolge a 360 gradi lo stile di vita quotidiano è Re-Think, il primo forum sull’Economia Circolare che si terrà giovedì 14 febbraio dalle 9 nell’Aula Manzoni dell’Università Cattolica (largo Gemelli, 1 – Milano). La giornata nasce da un’idea di Tondo , associazione che si pone l’obiettivo di trasformare l’Economia Circolare in una realtà concreta, ed è realizzata in collaborazione con le Alte Scuole dell’Università Cattolica in media comunicazione e spettacolo ( Almed ) e in Impresa e società ( Altis ). La riduzione di tali sprechi è peraltro parte dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ed è già all’attenzione tanto delle politiche nazionali quanto di politiche regionali», osserva il docente di Politica economica nella facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica. Un esempio: gli edifici, che diventano veri e propri centri di produzione di energia, di cibo, riutilizzando scarti come le acque reflue e ottimizzando l’impiego di tutte le risorse. economiacircolare #almed #altis Facebook Twitter Send by mail IL FORUM Tante le aziende, le startup e le istituzioni protagoniste di Re-Think, tra queste Enel X, Enerbrain, Iren, Gruppo CAP, Aquafil, Green Rail, Fondazione Cariplo, Carlo Ratti Associati, Arup, Climate-KIC, Mogu, Comune di Milano.

 

Un decalogo per il successo delle aziende

MILANO Un decalogo per il successo delle aziende Uno studio dell’Alta Scuola impresa e società analizza le best practice manageriali di 31 grandi, medie e piccole imprese testimoni del made in Italy nel mondo, selezionate da Deloitte nell’ambito della prima edizione italiana del Best Managed Companies. Attraverso la loro analisi i professori Antoldi e Cerrato cercano così di rendere pubblici aspetti di vita vissuta da aziende italiane che, da una parte, sono la conferma di principi di management riusciti, dall’altra, offrono suggerimenti operativi su come si possono costruire percorsi di eccellenza alternativi. Imparare dalle Best Managed Companies italiane” - in programma martedì 16 luglio è stata introdotta dai saluti istituzionali di Vito Moramarco , direttore di Altis, ed Ernesto Lanzillo , Audit partner Deloitte Italia. Seguiranno, poi, l’intervento di Andrea Restelli , Audit partner Deloitte Italia e Best Managed Companies Leader per l’Italia, che ha parlato del Premio Internazionale BMC – Best Managed Companies , presentando anche la nuova edizione italiana del contest che prenderà il via a settembre. Fabio Antoldi , docente di Strategia aziendale e di Imprenditorialità all’Università Cattolica, ha affrontato invece il tema Governare le imprese verso l’eccellenza , illustrando i risultati dell’indagine raccolta nel libro. L’iniziativa si è conclusa con il dibattito Visione e coraggio: le scelte di management delle imprese , cui hanno presto parte amministratori delegati o imprenditori di alcune delle Best Managed Companies italiane premiate da Deloitte. Tra questi: Vincenzo Ferrieri , di Cioccolatitaliani; Carlo Piretti , di Farnese Vini; Gabriele Basile , di Colcom Group; Giovanni Lombardi , di Tecno; Francesco Borsetto , di FiloBlu.

 

Startup sociali, vince il Libano

milano Startup sociali, vince il Libano Il sistema di riciclo degli abiti usati dell’impresa libanese sale sul gradino più alto della Global Social Venture Competition, che si è tenuta per la prima volta in Italia. aprile 2018 A ottenere la vittoria nel “mondiale” delle startup sociali e ambientali è stata la libanese FabricAID , seguita dalla statunitense NeM o e, al terzo posto, dall’indiana Thinkerbell Labs . L’idea vincitrice arriva dal Libano: un innovativo sistema di raccolta, riciclo e redistribuzione degli abiti usati a comunità emarginate e in difficoltà. FabricAID raccoglie abiti di seconda mano da varie istituzioni, li rivende su mercati di seconda mano e negozi creati dall’impresa stessa attraverso il sistema del social franchising. NeMo produce un dispositivo indossabile a basso costo e smartphone pre-programmati che permettono alle mamme che vivono nelle zone rurali di monitorare in casa i loro neonati. Thinkerbell Labs ha ideato un dispositivo audio-tattile che permette agli studenti non vedenti di imparare a leggere e scrivere sia a mano che al computer in codice Braille. L’istruzione in Africa trova un valido e innovativo sostegno nel progetto di Ecoles ai Sénégal : si tratta di una piattaforma web che offre agli studenti la possibilità di accedere a lezioni video registrate con alcuni tra gli insegnanti più noti del Paese.

 

Gsvc, ecco le migliori startup italiane

MILANO Gsvc, ecco le migliori startup italiane Helperbit e mEryLo’ salgono sul podio della Global Social Venture Competition promossa dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley insieme ad Altis. Anche quest’anno la finale italiana della Global Social Venture Competition (Gsvc), la gara internazionale promossa dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley in partnership con l’Alta Scuola Impresa e società ( Altis ) ha individuato le due migliori idee di business che potrebbero cambiare l’economia del futuro. La seconda, invece, ha ideato un dispositivo che, direttamente collegato al paziente, permette di somministrare terapie farmacologiche attraverso i globuli rossi, limitando così il contatto tra il sangue e l’ambiente esterno, potenziale causa di contaminazione e infezioni. Il team di mEryLo’, inoltre, ha vinto il premio She4(Imp)Act , come miglior progetto “al femminile” di questa edizione, assegnato da Impact Hub Milano che ha messo a disposizione, per il secondo anno consecutivo, un pacchetto del valore di 25 mila euro per l’incubazione di 3 mesi. Sosteniamo sin dalla fondazione di Altis l’iniziativa della Global Social Venture Competition perché è fondamentale promuovere la creatività, l’energia, l’entusiasmo e lo spirito di iniziativa dei giovani, vero motore dello sviluppo di una società sana e viva», ha affermato Vito Moramarco , direttore di Altis a conclusione dell’evento. GHoMoLoG, KAITIAKI, Little Alienz, RELICTA, Talents Venture gli altri finalisti della tappa italiana della Gsvc che per questa edizione ha individuato 65 idee di business su 550 a livello mondiale da 60 paesi. Insieme ad Altis, partner dell’iniziativa sono Intesa Sanpaolo Start-Up Initiative , Associazione Prospera , Impact Hub Milano e Réseau Entreprendre Lombardia che nel corso della tappa italiana affiancano i team nelle attività di coaching e di preparazione dei pitch per le fasi finali della competizione.

 

Assicurazioni, la Csr è digitale

Cattolicapost Assicurazioni, la Csr è digitale Nel corso promosso da Altis e Cnp UniCredit Vita , studenti e dipendenti in team cercheranno strumenti innovativi per comunicare i valori dell’azienda. È il progetto alla base del nuovo corso di alta formazione “ Digital Csr per il settore assicurativo ”, promosso da Altis dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Cnp UniCredit Vita . Un percorso che non si fermerà nei confini della classe: quattro team misti tra studenti e dipendenti e manager dell’azienda lavoreranno a dei project work finalizzati a fornire al comitato di direzione aziendale soluzioni innovative per la comunicazione della cultura assicurativa di Cnp Vita. L’idea nasce dalla collaborazione tra Cnp Vita e Altis per la definizione del nostro piano strategico di sostenibilità» afferma Maria Elisa Cesari , direttore legale &; societario e Csr manager Cnp UniCredit Vita. L’unione tra le competenze accademiche di Altis e l’esperienza di Cnp UniCredit Vita fa di questo corso un’opportunità per favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Oggi l’Accademia deve essere in grado di accompagnare i giovani verso le nuove sfide del mercato del lavoro» commenta Mario Molteni , direttore scientifico del corso e delegato del rettore al coordinamento e allo sviluppo dei rapporti con le imprese dell’Università Cattolica del Sacro Cuor. assicurazioni #csr #socialresponsibility #altis Facebook Twitter Send by mail LA RESPONSABILITÀ SOCIALE SECONDO ALTIS Altis è l’Alta Scuola dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che si occupa di imprenditorialità e management per lo sviluppo sostenibile .

 

Se le Pmi fanno le multinazionali

CATTOLICAPOST Se le Pmi fanno le multinazionali Anche se in certi comparti non ci sono più grandi aziende italiane, imprese più piccole sono leader del Made in Italy nel mondo. by Marco Castro | 28 gennaio 2016 Un periodo difficile che ha lasciato sul campo parecchie vittime ma che ha fatto emergere i nuovi campioni del made in Italy nel mondo: piccole e medie imprese che, rubando la scena alle grandi, si comportano come e vere e proprie multinazionali nel loro settore. I dati dicono che la grave situazione economica ha portato alla chiusura di un numero rilevante di imprese, soprattutto quelle che erano fragili dal punto di vista delle competenze. Anche se in alcuni comparti a livello di quote di mercato internazionale non abbiamo più grandi imprese, spesso ne abbiamo delle medie, composte da 80 o 100 dipendenti, che nel loro piccolo si comportano come vere e proprie multinazionali. Per rispondere al bisogno di maggiori competenze l’Università Cattolica e altri istituti hanno offerto più formazione sia agli imprenditori sia agli enti che si occupano di Pmi in Italia e all’estero. Un approccio tipico della nostro offerta didattica è aiutare i partecipanti - imprenditori, figli di proprietari d’azienda o collaboratori - a capire che il mondo delle micro, piccole e medie imprese è totalmente diverso da quello delle grandi. Cosa insegnate in particolare? «Abbiamo una serie di corsi che vanno da quello di marketing per Pmi al corso di finanza e programmazione, con un controllo quindi di tutto ciò che riguarda la gestione finanziaria e la contabilità, mostrando modelli diversi da quelli delle grandi imprese.

 

Altis e Cattolica, accordo col Brasile

MILANO Altis e Cattolica, accordo col Brasile Il rettore Franco Anelli ha siglato un Memorandum of Understanding con l’Università Cattolica di Pelotas per favorire scambi di docenti e studenti, progetti di ricerca e iniziative di sviluppo territoriale. dicembre 2016 Programmi di scambi tra docenti e studenti undergraduate e graduate ; realizzazione di progetti di ricerca congiunti, iniziative di sviluppo territoriale. È quanto prevede il Memorandum of Understanding tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università Cattolica di Pelotas del Brasile, firmato martedì 29 novembre dai rettori dei rispettivi atenei, Franco Anelli e José Carlos Pereira Bachettini Jr . L’accordo di cooperazione internazionale tra le due istituzioni si inserisce nella più ampia collaborazione con il Sebrae, il Servizio Brasiliano di Sostegno alle Micro e Piccole Imprese, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo dell’imprenditoria locale e alla diffusione di una cultura imprenditoriale. Questa cooperazione, oltre a favorire la formazione di manager, consentirà di migliorare l’approccio alla soluzione di questioni economiche rilevanti per il Brasile, tra cui lo sviluppo dell’imprenditorialità locale e l’istruzione di base dei piccoli imprenditori», ha detto il rettore Bachettini. Dal 2012 l’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica ( Altis ) forma esponenti del Sebrae attraverso percorsi e programmi didattici ad hoc, molti dei quali incentrati sulla conoscenza dell’universo italiano delle pmi, un modello imprenditoriale che ormai fa scuola in tutto il mondo. Alla firma del Memorandum erano presenti, tra gli altri, l’ambasciatore del Brasile in Italia Paulo Cordeiro de Andrade Pinto , l’arcivescovo metropolita di Pelotas Dom Jacinto Bergmann , l’ assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori .

 

Insieme per la sostenibilità

Altis viene scelta per sviluppare un percorso formativo di sensibilizzazione sui temi della Csr con gli obiettivi di diffondere in azienda la consapevolezza dell’impatto sociale e ambientale generato dal servizio offerto e di migliorare le relazioni con i principali stakeholder. Il corso di formazione permette, infatti, di far comprendere ai collaboratori chiave dell’organizzazione l’impatto del loro lavoro e renderli ambasciatori dell’Azienda presso le imprese e gli enti locali con cui collaborano. Il Bilancio di Sostenibilità 2016 di Humana è un documento completo, costruito con rigore metodologico, orientato al passato ma anche fortemente proiettato al futuro, attraverso l’adesione a specifici obiettivi di sviluppo sostenibile. Consapevolezza interna sulla propria identità e sugli impatti generati; coinvolgimento degli stakeholder, in ottica di trasparenza e di creazione di valore condiviso» spiega Stella Gubelli , responsabile dell’Area Consulenza Altis. Tutto ciò è stato possibile grazie ai 2,9 milioni di donatori, alle aziende e alle istituzioni partner, ai volontari, agli enti pubblici e ai collaboratori che operano quotidianamente per trasformare la visione di Humana in azioni concrete. Humana conferma così il proprio impegno a favore della trasparenza e della tracciabilità con un percorso virtuoso che dura ormai da tempo. Humana ha inoltre legato il proprio impegno ad alcuni Sustainable Development Goals (SDGs), gli obiettivi di sviluppo sostenibile diramati dall’Onu nel settembre del 2015.

 

La startup sociale si colora di rosa

CATOLICAPOST La startup sociale si colora di rosa Dei sette progetti d’impresa della tappa italiana della Global Social Venture Competition quattro sono di giovani donne, due delle quali hanno vinto. I progetti hanno l’obiettivo di trovare una soluzione funzionale e di mercato a problemi sociali-ambientali particolarmente rilevanti» spiega Andrea Mezzadri di Altis, docente di Economia aziendale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (nella foto qui a lato ) . Quanto alla Gsvc di questa ottava edizione – quest’anno arricchito dal premio “Romano Rancilio Award” , riconoscimento ideato da Rancilio Cube, acceleratore e network specializzato per la crescita delle Pmi - hanno aderito 95 progetti , che sono stati sottoposti a una prima scrematura, attraverso l’analisi dell’Executive summary, arrivando a una selezione di 40 candidati. Tra questi una giuria qualificata ha selezionato i setti finalisti che giovedì 25 febbraio hanno presentato l’idea imprenditoriale a una platea di investitori composta da fondi d’investimento, Business Angels, Venture Capital, istituzioni e aziende, decretando i vincitori della tappa italiana del contest internazionale. Non deve invece preoccupare il fatto che molti progetti non si affermino nel mercato: è infatti normale che, quando un team prova a esplorare una determinata strada ma, in corso d’opera, si accorge di trovarsi di fronte a una soluzione non sostenibile decida di abbandonare l’idea». Nel mercato la Gsvc incide molto, dal momento che dalla fase di selezione fino alla tappa finale dell’arena meeting sono presenti finanziatori che valutano di persona le potenzialità delle proposte passate in esame», fa notare il professor Mezzadri. UBT RX Free Mammogram - sistema per il rilevamento del cancro al seno realizzato con una tecnologia innnovativa che porta i seguenti vantaggi: assenza di radiazioni ionizzanti, evita lo schiacciamento della mammella, user friendly, meno costoso rispetto ai sistemi tradizionali del 50%.

 

Con Francesco per promuovere l’Africa

FORMAZIONE E SVILUPPO Con Francesco per promuovere l’Africa Nei viaggio apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana, il Papa richiama il mondo a sostenere modelli responsabili di sviluppo economico. L’impegno della Cattolica per formare una nuova generazione di imprenditori locali 26 novembre 2015 Papa Francesco è in Africa per la viaggio apostolico in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana. Dalle parole che sta pronunciando emerge un appello a “ promuovere modelli responsabili di sviluppo economico ”, perché “l’esperienza dimostra che la violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione”. Proprio in alcuni dei Paesi visitati dal Papa, l’Università Cattolica è presente con il Global Mba in lmpact Entrepreneurship dell' Alta Scuola impresa e società (Altis) per formare imprenditori sociali (in alto la festa dei diplomati della prima edizione del Kenya) . Faremo il possibile per partire nel 2016 in quattro nuovi Paesi, in cinque anni vogliamo coinvolgere alcune migliaia di imprenditori sociali», spiega Mario Molteni , fondatore di Altis-Cattolica presidente di Always Africa e nel Cda di E4Impact. Sostenere lo sviluppo in Africa è una strada, anche, per contenere i drammatici fenomeni migratori? L'assenza di opportunità di lavoro è una delle principali cause di questi fenomeni. Non solo per l'impatto diretto delle nostre iniziative, ma anche, come abbiamo già sperimentato ad esempio in Kenya e Ghana, perché fungiamo da diffusori di una cultura imprenditoriale, aiutando a innescare processi di sviluppo virtuosi.

 

India, tre mesi nel top delle business school

Sono passati solo due anni da quando i primi studenti della facoltà di Economia sono volati nel sud dell’India per un trimestre di studio ma i legami tra Università Cattolica e Loyola Institute of Business Administration (Liba) si sono nel frattempo moltiplicati. La Liba ha scalato la classifica delle migliori Business School dell’India entrando nel ghota del settore: un’ascesa rapidissima che l’ha portata nella “top ten”, con un balzo di ben 12 posizioni in una graduatoria composta da più di 1.800 B-School. Il partner che la Cattolica, attraverso Relazioni Internazionali e Altis , ha scelto a Chennai, diventa così sempre più attrattivo per gli studenti di Economia, che già possono cominciare a pensare alla prossima estate. È stato pubblicato infatti nel sito delle Relazioni internazionali il bando che permetterà a dieci allievi della laurea specialistica in Management per l’impresa di trascorrere 13 settimane alla Liba, dal 21 giugno al 10 settembre 2010, con la possibilità di vedersi riconosciuti e convertiti due esami sostenuti oltre oceano. Un’esperienza che ha interessato lo scorso anno altri dieci studenti, impegnati per un trimestre nella città del Tamil Nadu che conta quasi sei milioni di abitanti, come racconta Luca Ponzio . Sono in corso di svolgimento tre survey internazionali congiunte, una delle quali sta per concludersi, che riguardano il management della catena di fornitura etica in vari paesi del mondo, e un progetto sulle piccole e medie imprese e i distretti industriali. L’alleanza Altis-Liba promuove infine una serie di progetti che vanno dalla conciliazione famiglia-lavoro al lancio, anche in India, del Network di manager della responsabilità sociale di impresa , una professionalità nuova che ha bisogno di mettere in comune best practice per consolidarsi e affermarsi.

 

Il mondiale delle startup

MILANO Il mondiale delle startup Dall’11 al 13 aprile 19 idee di impresa a impatto sociale e ambientale dai cinque continenti si sfideranno per la prima volta a Milano, grazie ad Altis, nelle finali internazionali della Global Social Venture Competition. Dall’ 11 al 13 aprile 19 idee di impresa a impatto sociale e ambientale provenienti da ogni parte del mondo si ritroveranno a Milano per contendersi il montepremi di 80mila dollari messo in palio alle finali mondiali dalla Global Social Venture Competition ( GSVC ). Quest’anno per la prima volta il concorso internazionale ideato e promosso dalla Haas School of Business dell’Università di Berkeley, in California, si svolgerà nel capoluogo lombardo grazie all’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica ( Altis ), da dieci anni partner dell’iniziativa. Due le finaliste che rappresentano il nostro Paese - Helperbit e mEryLo’ - scelte tra 65 idee di business raccolte quest’anno da Altis per l’Italian Round. Si comincia giovedì 12 aprile , alle 18 con la tavola rotonda “Promuovere ecosistemi a misura di startup” , ospitata da Regione Lombardia, tra i partner principali dell’iniziativa, nell’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli. Venerdì 13 aprile a partire dalle 8.45 nell’ Aula Pio XI ogni team presenterà la propria idea di business alla giuria internazionale che ne valuterà la sostenibilità economica e l’impatto sociale e ambientale generabile. Oltre a Regione Lombardia, sostiene la Global Social Venture Competition Intesa Sanpaolo, partner storico della GSVC Italy, insieme a Impact Hub Milano, Prospera e Réseau Entreprendre Lombardia, che confermano anche in questa occasione il loro impegno a favore dell’imprenditorialità giovanile responsabile.

 

Società Benefit sotto la lente

MILANO Società Benefit sotto la lente Un’indagine di Altis fotografa l’evoluzione di questa nuova tipologia di impresa su cui l’Italia è in prima linea. Soprattutto in Italia: prima in Europa a dotarsi di uno strumento normativo nel settore, con l’entrata in vigore nel 2016 della normativa che le regolamenta (la legge 208/2015), ha registrato negli ultimi due anni un incremento di questa nuova tipologia di imprese. A tracciarne l’identikit è stata l’Alta Scuola Impresa e Società ( Altis ) con un’indagine condotta da Stella Gubelli , docente di Programmazione e controllo all’Università Cattolica, che aveva l’obiettivo di individuarne le caratteristiche salienti e delineare i trend di rendicontazione attualmente diffusi. Anche attraverso lo studio di un caso specifico come quello di GMC, Gemelli Medical Center, dal 2017 Società Benefit, che fa capo all’Università Cattolica e gestisce l’Hospice Villa Speranza di Roma. Secondo l’indagine, sviluppata nel periodo marzo-maggio 2018 e a cui hanno risposto 72 aziende, il miglioramento della reputazione aziendale è tra gli elementi principali che spingono le imprese a diventare Società Benefit (58,6%) insieme a quello di bilanciare gli interessi economici e non finanziari (55,2%). Per il 48,7% dei rispondenti, il report di impatto è uno strumento reputazionale, mentre per il 41% è un supporto alla gestione e alla pianificazione: in particolare consente di razionalizzare gli obiettivi futuri e di sistematizzare le informazioni interne e le iniziative attuate (15,4%). Il caso specifico di GMC, Società Benefit dal 2017, ha confermato i risultati dell’indagine: primo caso a livello nazionale di Hospice-Società Benefit, costituisce un unicum nel panorama italiano, integrando aspetti di rendicontazione sociale – secondo standard GRI – con misurazione d’impatto di lungo periodo.

 

Gemelli Medical Center, obiettivi raggiunti

È quanto emerso da un’indagine condotta nell’ambito del Report di Impatto 2018 di GMC, primo esempio italiano di Società Benefit in ambito socio sanitario. “La legge 208/2015, che introduce in Italia le società benefit, prevede l’obbligo per le stesse di redigere e pubblicare il Report d’impatto – spiega la professoressa Stella Gubelli, docente incaricato di Programmazione e Controllo, Facoltà di Economia, Università Cattolica e Responsabile Area Consulenza di ALTIS. Si tratta di un documento in cui la società rendiconta gli obiettivi perseguiti e gli obiettivi futuri, le modalità di azione, nonché gli impatti generati verso i propri stakeholder, in coerenza con la natura del beneficio comune individuato in Statuto. È stato anche proiettato un video che racconta le esperienze di responsabili di équipe e volontari dell’Hospice Villa Speranza, introdotto dal Direttore Generale di GMC, dottor Paolo Favari, e un progetto centrale per il 2020. Sia per quanto riguarda l’assistenza domiciliare che quella residenziale, il feedback dei familiari è del tutto positivo e si esprime con la percezione dichiarata della grande opera di supporto che le équipe, con le diverse professionalità presenti, riescono a fornire (67% dei rispondenti per l’assistenza domiciliare e 41% per quella residenziale). Inoltre, le famiglie che usufruiscono del servizio residenziale dell’Hospice attribuiscono molto valore alla possibilità di affidare con fiducia i propri cari in progressione di malattia grazie all’assistenza del personale dell’Hospice, avendo l’opportunità di conciliare la cura dei congiunti ricoverati con la propria vita lavorativa (38%) e sociale (30%). Principali obiettivi da raggiungere Per il 2019 sono stati identificati ulteriori obiettivi che, per essere raggiunti, hanno richiesto di essere espliciti e trasparenti, raccogliendo i contributi che provengono dall’esterno e integrandoli nell’operatività quotidiana, per fare in modo di creare un impatto davvero sostenibile.

 

GSVC, team building in cucina

Milano GSVC, team building in cucina I 19 team finalisti della Global Social Venture Competition si sono cimentati in una competizione amichevole a tema culinario, coordinata dal personale di Educatt in Mensa&;Pizza.9 di Milano. by Linda Poncetta | 19 aprile 2018 Team building , networking e spirito di squadra: sono stati i valori che hanno animato il cooking game che si è tenuto nella serata di mercoledì 11 aprile, negli spazi di Mensa&;Pizza.9. L’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica (ALtis) è l’organizzatore della selezione italiana della Competition e ha ospitato per la prima volta le finali mondiali dall’11 al 13 aprile, accogliendo studenti provenienti da università di tutto il mondo. I giovani coinvolti nella serata del cooking game sono stati circa quaranta: suddivisi in tre gruppi, dedicati all’allestimento, al servizio e alla cucina, hanno pianificato e organizzato un evento a 360 gradi. Non solo, quindi, hanno contribuito alla preparazione del menu, rigorosamente della tradizione milanese, ma alcuni si sono occupati della logistica, hanno appreso le tecniche di allestimento dei tavoli e della sala, aiutando anche al momento del servizio. Ottanta i coperti serviti durante la cena, un momento di condivisione, utile anche per rompere il ghiaccio tra i competitors in gara, come ha raccontato Mara Monti di Altis: «È stato un evento molto apprezzato dagli studenti a livello di networking . Ottima la scelta del menu: risotto alla milanese e cotoletta, molto gradito dai giovani stranieri, che hanno avuto la possibilità di investigare le scelte di piatti e vini prima del servizio.

 
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